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giovedì 24 ottobre 2013

“Decisioni in contesti di vulnerabilità” Laboratori formativi dell’Ausl di Forlì

A chi spetta prendere le decisioni di cura in un contesto di vulnerabilità? Le responsabilità decisionali sono legate al ruolo, alla funzione? Un percorso formativo in 4 tappe organizzato dall’Ausl di Forlì per un numero ristretto di operatori. Ciascuna tappa sarà articolata in 3 incontri (22 ottobre, 19 novembre, 3 dicembre), che avranno ogni volta come incipit storie cliniche, percorsi o procedure discusse con metodo deliberativo. Un percorso formativo che grazie a laboratori interattivi esplorerà, analizzerà, si confronterà su questioni aperte e controverse – dal punto di vista etico, di qualità e sicurezza dei processi di cura e di difficoltà delle scelte sottese, questioni rilevate proprio nelle/dalle stesse pratiche di cura presentate dai partecipanti. Referente : dottoressa Patrizia Grementieri, Coordinatrice del programma di gestione del rischio, Processi trasversali aziendali (p.grementieri@ausl.fo.it) Decisioni in contesti di vulnerabilità laboratori formativi tra ricerca e cura A chi spetta prendere le decisioni di cura in un contesto di vulnerabilità? Le responsabilità decisionali sono legate al ruolo, alla funzione? In che misura sono auspicabili e possibili decisioni collegiali quando il tempo stringe e c’è di mezzo la salute, propria e di terzi? Chi ha il diritto-dovere di parteciparvi, quando il paziente non è in grado di decidere? Come possono/debbono essere gestite la dialettica, la pluralità e la trasversalità nelle decisioni in un ambito di cura? Come e quando una decisione clinica può ritenersi corretta? Solo quando dà risultati positivi? Cioè dal punto di vista etico il giudizio positivo si basa solo sulla bontà dei risultati, oppure va anche considerata la validità del processo? Quale-i sapere-i la supportano e la rendono possibile? Che percorsi, che strumenti la facilitano e sono garanzia di eticità e buona pratica? Come la qualità dell’informazione e la sicurezza del processo di cura possono essere costitutivi di una buona pratica? Come può l’istituzione garantire e promuovere la buona pratica individuata? “Non ancora competente, non più capace” Sala Arancio Polo Formativo del Padiglione Valsalva – Ospedale dalle 14:00 alle 18:00 Come la vulnerabilità di minori, anziani, soggetti incoscienti, condiziona, trasforma le scelte di cura e richiama ad una nuova responsabilità professionale ed organizzativa. Verso una buona pratica della delega e dell’informazione nei contesti di vulnerabilità/con soggetti vulnerabili, con particolare attenzione alla funzione dell’amministratore di sostegno. Docente Sara Casati ■22 ottobre 2013 analisi fattuale di una storia clinica/percorso/procedura individuazione dei problemi etici in gioco discussione della questione aperta e controversa preminente costruzione dell’albero decisionale deliberazione sui valori e sui corsi di azioni in gioco ■19 novembre 2013 laboratori interattivi (drammatizzazione, sessioni di etica narrativa, lavori per piccoli gruppi) approfondimenti etico-giuridici relativi alla questione etica e di buona pratica controversa individuata e ai corsi di azioni intermedi auspicati ■3 dicembre 2013 Lavori per piccoli gruppi al fine di individuare requisiti e criteri per la modellizzazione Che i professionisti della salute – tutti, non solo i medici – decidano è un fatto e una necessità. Non potrebbero fare altrimenti. Che non siano soli nelle loro decisioni e che debbano rendere ragione ai cittadini, ai pazienti e alle istituzioni, cui appartengono, è novità scaturita dai grandi cambiamenti del Novecento. Una decisione clinica ha sempre a che fare con la salute di un soggetto, di un’altra persona. Non è solo una decisione su qualcosa, ma “con qualcuno“, con la costellazione dei suoi valori, delle sue circostanze, e in un contesto (pronto soccorso, reparto, ambulatorio, territorio, ambiente famigliare). L´etica, e non solo la razionalità, ne è parte integrante, anche se poi, di fatto, l’etica si ritrova a fare i conti con altre esigenze: amministrative, economiche, sociali… Come queste decisioni siano o meno supportate da ragioni e accompagnate dalle proprie convinzioni valoriali, come si fanno permeare dalla necessità di interloquire con differenti attori (pazienti, famigliari, altri professionisti, istituzioni) è tutto da esplorare, per riconoscere ed esplicitare in quale misura etica e razionalità siano motore, quali conoscenze siano supporto delle decisioni cliniche e per trasformarlo in buona pratica. La crisi del modello paternalista, la crescente tecnologizzazione e standardizzazione della pratica clinica e il rapporto sempre più stretto tra ricerca e cura hanno progressivamente modificato la relazione costitutiva tra curare e prendersi cura fino ad interrompere le consolidate modalità di intendere e praticare questo binomio. Tanto i professionisti della salute come i pazienti si sono così ritrovati in un contesto nuovo, a volte spaesante, e esigente nuovi modelli di interrelazione, di conoscenza e di scelta. Da una parte la relazione tradizionale di prossimità e fiducia tra operatori clinici e pazienti è stata sostituita da un tipo di relazione più impersonale, nella struttura ospedaliera, nella ricerca biomedica. Contemporaneamente la pratica clinica si è ritrovata esposta ad una serie di problematiche nuove: conflitti di interpretazioni e volontà tra i vari agenti della cura, cronicizzazioni di stati di malattia, possibilità di scelte raffinatissime dal punto di vista tecnico, che disegnano uno scenario di complessità dove la medicina talvolta fatica a ritrovare il senso della propria prassi. Decidere di iniziare, proseguire o interrompere una cura o un intervento, ma anche scegliere un modo concreto di agire al posto di un altro nella pratica clinica, trasformano uno dei molteplici corsi di azione possibile nell’azione indicata; ciò fissa l’incertezza, che è così tipica dell’ambito clinico (sotteso tra alternative, rischi, variabilità e valori differenti), nella scelta da adottare. La decisione giusta (che si aggiusta): ecco un punto di arrivo impegnativo, ma necessario. In questo percorso formativo che si rivolge non solo ai medici, ma ai “curanti”, le decisioni in gioco non sono solo le decisioni mediche, né sono solo quelle terapeutiche; certamente sono quelle che si prendono quando si cerca di prevenire, diagnosticare, prognosticare, riabilitare, proporre o seguire una terapia, una ricerca, comunicare informazioni, stabilire relazioni, tutte azioni queste che sempre più richiedono la corresponsabilità di molti, ma sono anche le decisioni con cui ci si dispone a un certo atteggiamento verso gli altri, malati, colleghi, parenti… Partendo dalla quotidianità delle decisioni cliniche, ponendo particolare attenzione alla presa in carico di soggetti vulnerabili (minori, anziani, persone incapaci o con la coscienza altalenante…) in contesti di complessità, ci proponiamo di far emergere limiti e potenzialità di quanto da noi prescelto, spingendoci alla ricerca di forme altre di concepire la razionalità e l´etica: forme in grado di aiutarci a decidere ragionevolmente e rispettosamente, che si cimentino con l´invito alla partecipazione dei curati e con il riconoscimento delle differenti competenze e responsabilità in gioco. Allo stesso tempo attraverso una didattica interattiva per adulti, cercheremo di confrontarci apertamente con la dimensione costitutiva di questa pratica speciale che è la clinica: la vulnerabilità esposta del malato, la vulnerabilità altrui che richiama la nostra, che illumina i nostri limiti, come professionisti e come esseri umani vulnerabili, vulnerati dal dolore dell’altro che vorremmo curare e a cui per professione, oltre che per umanità, siamo chiamati a rispondere. L’invito sotteso a questo percorso si rivela nel suo approfondimento, nel suo non sottrarsi, un invito a ritornare alle origini stesse della pratica clinica, all’incontro con la vulnerabilità di un soggetto umano, ma con competenze nuove. Il volto dell’altro malato ed esposto al dolore, fisico, psichico, umano, ci interroga con forza e ci richiama a riflettere sul senso della cura, sotteso alle nostre azioni di cura, una cura che sappia essere così antica nel senso – farsi carico della vulnerabilità umana, come nuova nello stile, capace di coinvolgere l’altro quale interlocutore, soggetto di cura, nel tempo e per tempo. un percorso a tappe Un percorso formativo in 4 tappe, ciascuna tappa articolata in 3 incontri, che avrà ogni volta come incipit storie cliniche, percorsi o procedure discusse con metodo deliberativo. Un percorso formativo che grazie a laboratori interattivi esplorerà, analizzerà, si confronterà su questioni aperte e controverse – dal punto di vista etico, di qualità e sicurezza dei processi di cura e di difficoltà delle scelte sottese, questioni rilevate proprio nelle/dalle stesse pratiche di cura presentate dai partecipanti. Le aree prescelte come aree di formazione comune, su cui consolidare e/o modellizzare insieme buone pratiche, raccolgono in sé trasversalità e problematicità che è poi facile ritrovare nella propria attività quotidiana. Esse non solo aprono, ma costringono a quello scenario di complessità cui la medicina e la ricerca biomedica sono chiamate da tempo sia a dare risposte etiche, sostenibili (dal punto di vista economico e organizzativo) e di buona pratica come ad individuare percorsi decisionali inclusivi e nel rispetto di tutti i soggetti in gioco. Queste le nostre 4 tappe: a. “Non ancora competente, non più capace”. Come la vulnerabilità di minori, anziani, soggetti incoscienti, condiziona, trasforma le scelte di cura e richiama ad una nuova responsabilità professionale ed organizzativa. Verso una buona pratica della delega e dell’informazione nei contesti di vulnerabilità/con soggetti vulnerabili, con particolare attenzione alla funzione dell’amministratore di sostegno. b. “Dentro la complessità dei percorsi e delle decisioni di cura con i malati rari, i pazienti cronici gravi, i pazienti oncologici”: l‘intreccio tra incertezza, valori diversi, più interpretazioni, più soggetti in gioco e tempi che si sovrappongono. Verso una buona pratica di équipe e di informazione nei contesti di complessità/ con soggetti complessi. c. “C’è poco tempo, chi decide cosa fare? Come passare dallo standard alla buona pratica: scelte di cura in situazioni di emergenza, con particolare attenzione alle decisioni nei contesti estremi . d. Il paziente, il cittadino e la comunità scientifica quali interlocutori ineludibili nella ricerca clinica: per una buona pratica informativa e di qualità della ricerca. … linguaggio, metodo I contesti di complessità cui si rivolge il percorso, ovvero scenari di cura e di ricerca caratterizzati da più saperi, più valori, più punti di vista e un’incertezza irriducibile della conoscenza, dovuta ai tempi, ai processi e alle esposizioni insite nelle pratiche di cura considerate, esigono e richiamano un metodo che ü si confronti con il valore della differenza nei processi di costruzione della conoscenza e delle scelte di cura, ü riconosca ed includa come interlocutori necessari tutti i soggetti in gioco, ü valorizzi il sapere dell’esperienza, ü consolidi i processi di rivedibilità della conoscenza, ü offra strumenti di argomentazione . Questo metodo è il metodo deliberativo ed è strumento/vettore di realizzazione di un approccio partecipativo, dove lo sviluppo e la qualità della conoscenza in gioco – conoscenza che si declina in molti modi (scientifica, assiologica, pratica) e che trasforma la cura in una pratica sicura e corretta, è possibile grazie all’inclusione di tutti i soggetti in gioco, al considerarli parte attiva nei processi di cura. La partecipazione consapevole ai processi di cura è possibile attraverso la comprensione degli stessi ed il saper dare ragioni, giustificare, e quindi offrire elementi per monitorare le scelte. Un approccio partecipativo così inteso è basilare alla configurazione di buone pratiche, scopo formativo ed esito atteso della proposta stessa. Così come un lavoro analitico e trasversale sul linguaggio che molto spesso crea cortocircuiti, per la mancata condivisione dei significati e dei modelli epistemologici, organizzativi e relazionali impliciti di cui è espressione, sarà determinate, e innovativo per la dimensione inclusiva che può rappresentare, sia in équipe che con i cittadini. destinatari I referenti della gestione del rischio, le direzioni aziendali e i responsabili delle aree coinvolte (qualità, gestione del rischio, ricerca, medicina legale) le associazioni dei pazienti e i comitati consultivi misti. Il numero massimo dei partecipanti previsti per ogni tappa è di 25 persone. Numero di partecipanti totali previsti: 100 persone. Si prevede di riservare un numero limitato di posti (5) a professionisti, referenti della gestione del rischio, che per i compiti, le responsabilità e le propensioni manifestate, partecipino a tutto il percorso nella sua interezza al fine di acquisire competenza in una prospettiva di formazione di formatori. architettura di ogni tappa ( 3 incontri) 1° incontro : fase deliberativa ( 4 ore) - analisi fattuale di una storia/percorso/procedura clinica - individuazione dei problemi etici in gioco - discussione della questione aperta e controversa preminente - costruzione dell’albero decisionale - deliberazione sui valori e sui corsi di azioni in gioco - verifica di coerenza dal punto di vista della sostenibilità, della fattibilità e della normativa 2° incontro: fase interattiva di approfondimento (4 ore) Approfondimento delle questioni etiche e di buona pratica controverse e dei corsi di azioni intermedi discussi ed articolati durante la fase deliberativa attraverso: - laboratori interattivi (drammatizzazione, sessioni di etica narrativa, lavori per piccoli gruppi) - approfondimenti etico-giuridici *** compiti di rielaborazione individuale tra il 2° e il 3° incontro 3° incontro: fase di modellizzazione di buona pratica (4 ore) Lavori per piccoli gruppi al fine di articolare requisiti e criteri per la modellizzazione della buona pratica risultata corretta alla luce della fase deliberativa ed interattiva. Curriculum vitae Sara Casati, docente Sara Casati, PhD in “Etica e deontologia medica”, MD in Bioetica Clinica, bioeticista, filosofa pratica e formatore professionale, esperta di modelli partecipativi e percorsi di empowerment in sanità e di didattica interattiva per adulti, dal 1998 al 2005 ha fatto ricerca e lavorato presso la Universidad Complutense di Madrid e l’Imperial College di Londra, insegna in Master e corsi di perfezionamento universitario presso numerose università e caratterizzato la sua attività attraverso un costante lavoro di ricerca e di formazione sul campo, in vari ospedali, laboratori di ricerca, Società Scientifiche, Associazioni di pazienti. Ha privilegiato nel tempo l’interazione con le Associazioni dei Malati Rari per il loro essere ineludibilmente in prima linea rispetto alle questioni chiavi di bioetica e buona pratica clinica e stabilito con UNIAMO FIRM una relazione continua di attività e consulenza in particolare per il consolidamento di un ruolo proattivo del paziente e di chi lo rappresenta, sia nella relazione di cura che nei consessi di policy della ricerca e della salute, e per sviluppare percorsi di shared-knowledge e shared-decision-making con tutti gli attori in gioco nella rete di cura. In particolare nell’ultimo anno di collaborazione con UNIAMO ha finalizzato il progetto Mercurio coordinando l’innovazione del sito www.malatirari.it in ottica partecipativa e trasformandolo in uno spazio 2.0 di in-formazione e conoscenza condivisa tra pazienti, caregiver e professionisti della salute, con il supporto delle Società Scientifiche coinvolte. Contemporaneamente sulla base dei bisogni formativi emersi nell’interazione con le associazioni federate, con UNIAMO ha strutturato il progetto formativo DETERMINAZIONE RARA come una rete di percorsi di empowerment nella ricerca e di laboratori tra pari con i professionisti della ricerca e della sua governance. Tiziana Rambelli

giovedì 10 maggio 2012

Vini faentini all’International Wine Fair di Londra

Londra è un centro importantissimo per il mercato vinicolo internazionale. Essendo la produzione locale molto ridotta, il Regno Unito è uno dei maggiori Paesi importatori al mondo. Dal 22 al 24 maggio 2012 l’azienda faentina Campanacci parteciperà al London International Wine Fair, uno degli eventi internazionali più rilevanti dedicati al mondo del vino.


«Alla fiera di Londra portiamo alcuni dei nostri migliori vini, rappresentativi del territorio e delle nostre colline faentine – spiega Marco Campanacci, co-titolare dell’azienda familiare che si affaccia sulla Torre di Oriolo -. L’appuntamento oltre Manica è per noi il “debutto” sul mercato internazionale. Il nostro obiettivo è ovviamente quello di farci conoscere al pubblico degli operatori e degli appassionati che frequenta la fiera (n.d.r. sono previsti circa 40.000 addetti del settore principalmente del Regno Unito ma anche di altre nazioni europee ed extra europee) per aprire nuove possibilità di mercato ed esportare il nostro “made in Faenza”».


I vini presentati dall’Azienda Campanacci alla fiera londinese saranno: l’Albana IGT 2010 “Ebiònd”, il Sangiovese di Romagna DOC 2010 “Merello”, il rosato frizzante ottenuto da uve Sangiovese 2010 “Caprifico”, il Sangiovese di Romagna DOC 2009 “Rovesco”. Tutti vini ottenuti grazie alla perizia e alla sensibilità messa in campo dal titolare dell’Azienda e grazie alla ricerca e all’attenzione in tutte le fasi del processo produttivo, dalle operazioni in campagna a quelle in cantina, dell’esperta enologa Marisa Fontana.

www.campanacci.com

lunedì 5 dicembre 2011

Vinci un corso intensivo di inglese a Londra

Vuoi vincere un corso di inglese a Londra rispondendo a soli tre semplici domande? Ora puoi.

E' il concorso denominato Christmas Competition o anche Xmas Quiz, ideato dalla SGI e che ha già regalato un corso intensivo di inglese a Londra nel mese di settembre vinto da una ragazza croata, Vedrana Zupanic.

Oggi puoi vincere anche tu: basta rispondere a tre domande basilari sulla cultura natalizia della popolazione inglese e il gioco è fatto! Hai tempo fino al 20 dicembre 2011 alle ore 00:00 londinesi.
L'estrazione, infatti, avverrà all'indomani, il 21 dicembre 2011 e il fortunato vincitore riceverà un'email nella quale verrà comunicata la vincita, durante il corso della settimana successiva.

Il concorso è ideato dalla St George International di Londra, una scuola di lingua a impronta internazionale, nella quale hanno studiato anche personaggi prestigiosi ed autorevoli che ne garantiscono la serietà e la preparazione.

La scuola gestisce diverse tipologie di corsi: dal General English al Business English, passando per esami internazionali e lezioni individuali.

Il corso intensivo messo in palio dal concorso a tema natalizio comprende due tipologie di corsi distribuiti nell'arco della giornata: nella prima parte si assisterà al corso General English Standard; nel pomeriggio, invece, si prenderà parte a delle lezioni in mini gruppo, nelle quali rivestiranno un ruolo fondamentale e centrale la conversazione e l'ascolto in lingua.

Da tener presente che: al concorso possono partecipare soltanto coloro che hanno compiuto almeno il sedicesimo anno d'età; il premio è fruibile entro il 25 maggio 2012 e non è possibile cedere il premio ad altre persone.

La SGI tende a precisare che la vincita non comprende le spese relative al viaggio e al soggiorno a Londra, ma copre soltanto il corso di lingua.

Se volete maggiori informazioni, potete leggere la pagina Per Natale: vinci un corso di inglese a Londra!

Un in bocca al lupo a tutti i partecipanti.

venerdì 26 agosto 2011

Caffè Nero e surfing a Londra

Caffè Nero e surfing a Londra

Volete inviare un curriculum a Caffè Nero, catena di caffetteria britannica fondata nel 1997? Migliorare la conoscenza dell’inglese con una vacanza lavoro a Londra e sfuggire al terribile caldo di questi giorni? (A Londra ci sono circa 15 gradi, si indossano magliette a maniche lunghe e giacchina.)

Sul sito di Caffè Nero la proposta di lavorare presso la loro catena è aperta. In Inghilterra, il consumo del caffè fuori casa pare sia in ascesa. Chi volesse visitare la city potrà, entrando in uno dei circa 15 Caffè Nero della capitale inglese (più di 400 in tutto il Regno Unito),”surfare” su Internet gratuitamente. La catena britannica ha infatti da poco concluso un accordo con The Cloud, gestore Internet, che assicurerà il collegamento “free” nei diversi coffe shop.

Harrods'_London_Coffee World_Foto Cristina Ulessi

Harrods'_London_Coffee World_Foto Cristina Ulessi

Per chi volesse gustare un caffè di alta qualità (e la scelta potrebbe causare un certo imbarazzo), può recarsi da Harrods, il department store londinese tra i più “in”… in assoluto. Anche la campionessa italiana di coffe tasting ha affinato lì le sue capacità. La lista di caffè proposta potrebbe riuscire a soddisfare il più incontentabile dei turisti.

Il cambio inglese non è molto favorevole e dormire a Londra può risultare dispendioso. Ma “surfando” su Internt possiamo arrivare a “surfare” sui divani, un ottimo modo per “collegare persone e luoghi e livello internazionale, creare scambi educativi, sviluppare una coscienza collettiva, e diffondere tolleranza e comprensione interculturale”. Per raggiungere tale risultato CouchSurfing, un’organizzazione no-profit, propone di scambiare un divano, ovvero offrire ospitalità o essere ospiti a casa di qualcuno che ha aperto la porta per noi. Con rispetto e attenzione, leggendo profili e disponibilità, si potrebbe finire a bere un caffè a Londra o a offrirne uno a un londinese.

Si ringrazia Cristina Ulessi per la gentile concessioni delle immagini.

Couchsurfing – London [Link]

giovedì 27 gennaio 2011

I tour del brivido a Londra. La citta vista come Sherlock Holmes

Che abbiate già avuto modo di visitare Londra oppure siete in cerca uno stimolo per visitarla la prima volta, di sicuro quello che vi serve è un tour da brivido.
Spopolano infatti tra la british people e i turisti stranieri queste iniziative itineranti che permettono di visitare Londra in maniera alternativa. Non necessitate di prenotare soltanto attraverso i tour operator, perché il tour è spesso prenotabile anche direttamente online come iniziativa da accompagnare al classico week end preparato dall’utente.
Anche se non siete riusciti a trovare il vostro alloggio tra gli alloggi economici sparsi per Londra, non avrete senz’altro problemi a trovare il tour del brivido che più vi piace e provare ad entrare nella mente dei killer.Esistono anche comunque agenzie italiane, sia fisiche che online, che si occupano di prenotare anche i posti e, se lo volete, la guida italiana che vi seguirà nel tour. Si può anche partecipare a questi tour chiedendo alla reception di molti degli Hotel al centro di Hotel disponibili ad esempio su http://www.hoteleconomici-oneclick.it/alberghi-economici-londra . Non è raro infatti, sul posto, sarà possibile usufruire di maggiori informazioni e prenotare direttamente da lì il vostro tour.
Il tour, che in inglese è solitamente denominato “the Ripper tour”, prevede la visita in caratteristiche corriere di luoghi storici legati a fatti terribili realmente accaduti.
Dunque sarà sufficiente accaparrarsi uno dei voli scontati e prenotare il proprio alloggiosu hotel londra centro di OneClick.
Qualche esempio: il giro comprende il passaggio davanti a l’Old Bailey, luogo dove furono messi a morte tramite impiccagione moltissimi assassini ed altri tipi di criminali; dell’ospedale tristemente famoso per aver ospitato l’Elephant Man; e anche la casa del folle Sweeney Todd, e infine il luogo dove subì la sua tortura Braveheart. Il tutto sarà compreso con storie di torture, rapine a bordo dei treni e faide tra bande della malavita. Una menzione speciale andrà a Jack lo Squartatore, la cui storia spesso si trasformerà in un gioco interattivo.
E se il tour da brivido proprio non è il vostro genere, non mancheranno certo, una volta sistemati in uno degli hotel di Londra Centro, il modo per poter godere della città attraverso altre attività e situazioni originali.
Per conoscere altre iniziative originali di Londra e per trovare l’alloggio ideale per la vostra trasferta potete cliccare su hotellondracentro.it, in cui c'è una lista ben fornita da tenere senz'altro in considerazione. Su questo sito, ma anche su molti altri, è possibile tante dritte aggiuntive e tanti consigli sulla vostra prossima vacanza a Londra.

martedì 21 settembre 2010

Il “Concerto” dell’Azienda Medici Ermete premiato all’International Wine Challange 2010, il più importante concorso enologico del mondo

Il “Concerto” Lambrusco Reggiano Doc del 2008 dell’Azienda Medici Ermete aveva già regalato molte soddisfazioni ai suoi produttori (ndr, una su tutti i “Tre Bicchieri” della guida “I Vini d’Italia 2010”). Non è da meno la nuova annata, la 2009, che si è recentemente distinta all’International Wine Challange di Londra, il più importante concorso enologico del mondo per numero di partecipanti e di assaggi. Infatti, il “Concerto” 2009 si è aggiudicato il prestigioso riconoscimento “IWC Great Value Champion Sparkling” per il miglior rapporto qualità/prezzo nella categoria dei vini con bollicine. Un titolo che solo 6 vini hanno saputo conquistare nelle diverse categorie fra gli oltre 10.000 in competizione.
Per l’Azienda Medici Ermete si tratta di una doppia soddisfazione anche in virtù del fatto che sono solo 2 i vini italiani premiati (per la cronaca, l’altro vino italiano è un Brunello di Montalcino…)

«Siamo ovviamente molto soddisfatti per l’importante riconoscimento ottenuto dal nostro “Concerto” 2009 – commentano i titolari dell’Azienda Medici Ermete -. Questo premio arriva a completamento di un percorso che ci aveva già visto sugli scudi alla fiera The London International Wine Fair dove eravamo stati premiati con la medaglia d’argento. Questi riconoscimenti isono il frutto di anni di intenso lavoro. Un lavoro fatto di passione, investimenti e molta attenzione a tutte quelle che sono le fasi produttive, dalla vigna alla cantina. Ci fa quindi molto piacere che anche giurie di esperti internazionali apprezzino questo nostro modo di fare vino».

www.medici.it

sabato 4 aprile 2009

LA CONCLUSIONE DEL G20 DI LONDRA.

ACCORDO G20: SOSTANZIALMENTE UN PAREGGIO

di Mariano Di Trolio


Il vertice G20 si è concluso ieri a Londra «con un compromesso storico in una crisi straordinaria», citando il Cancelliere tedesco, Angela Merkel.


In effetti, la ricerca di una strategia condivisa, o per lo meno accettata da tutti, è stata lunga e faticosa. Si sono contrapposte, sostanzialmente, due diverse 'filosofie': da una parte la richiesta americana al resto del mondo – Europa in primis – di predisporre pacchetti di stimolo fiscale molto più incisivi; dall'altra, la diversa impostazione europea – imperniata sull'asse franco-tedesco – più preoccupata della ri-regolazione dei mercati finanziari che di nuovi interventi espansivi sul piano macroeconomico (almeno non nel vecchio continente).


Il «compromesso» è stato, con queste premesse, raggiunto su una bozza finale che prevede due diversi piani d'intervento:

- di ri-regolazione dei mercati finanziari e del sistema bancario: predisposizione di una lista dei paradisi fiscali, abolizione del segreto bancario, regolamentazione degli hedge funds, abolizione dei bonus per i manager che faranno fallire le società.

Nel dettaglio, è stato demandato all'OCSE la predisposizione della lista dei tax havens, ossia di quei Paesi con rispettano gli standard internazionali di trasparenza. Due gli elenchi: una black list che comprende Costa Rica, Malaysia, Filippine, Uruguay e una "lista grigia" comprendente Paesi che pur avendo formalmente aderito agli standard internazionali sono, sostanzialmente, trasgressori; tra questi: Svizzera, Belgio, Singapore, Cile e isole Cayman, Liechtenstein, Principato di Monaco.


La struttura dei controlli, per garantire l'applicazione delle nuove regole, ha come perno, accanto agli organismi nazionali, il Financial Stability Forum (che viene rinominato Financial Stability Board) presieduto da Mario Draghi, che dovrebbe vigilare anche sul cosiddetto shadow banking e, dunque, anche sugli strumenti derivati dei mercati non regolamentati (qualcosa come 547 mila miliardi di dollari! Il Pil mondiale è pari a circa 40 mila miliardi di dollari) e sugli hedge funds che avvantaggiandosi anche di una tassazione agevolata, nel corso del 2008, hanno ottenuto ingenti profitti (nell'ordine di qualche miliardo di dollari su base annua), ma che, comunque, gran parte degli osservatori specializzati non ritiene essere la causa scatenante della crisi finanziaria. Il FsB non diviene, comunque, un organismo di vigilanza globale me il suo compito sarà quello di fissare dei principi generali sulla cui applicazione dovranno vigilare le autorità nazionali. Una verifica della messa in essere di queste prescrizioni spetterà al FMI.


Il FsB dovrà quindi vigilare sulla trasparenza e apertura dei mercati finanziari e pre-avvisare (early-warning), insieme al Fondo monetario, su eventuali rischi sistemici. Ne faranno parte tutti i paesi del G20, tutti i membri del Financial Stability Forum, la Spagna e la Commissione Europea.


  • sul piano economico, non ci sono stati decisi – come detto – nuovi piani di stimolo fiscale (quelli già attuati valgono l'1,8% del Pil mondiale nel 2009 e l'1,3% nel 2010; Fonte: Il Sole 24 Ore del 3 aprile 2009, p. 3). Le limitazioni di bilancio, imposte dai dogmi del monetarismo fiscale, dei Paesi europei ha portato alla soluzione adottata: intervenire attraverso gli organismi internazionali, in primo luogo Fondo Monetario Internazionale e Banca Mondiale. La dote del primo è stata incrementata di 500 miliardi di dollari di nuovi fondi e, dunque, da 250 miliardi a 750. Mentre 250 miliardi di dollari sono andati al cosiddetto Special drawing rights (i Diritti Speciali di Prelievo, la moneta-paniera costituita dalle quattro principali valute), con l'obiettivo, dunque, di aumentare la liquidità complessiva. Di questi 100 dovrebbero andare ai Paesi in via di sviluppo, ma solo 20 a quelli più poveri.


Altre risorse verranno, poi, dalle banche di sviluppo e, in primis, dalla Banca Mondiale che 'metterà sul tavolo' 100 miliardi dollari. Ulteriori 250 miliardi di dollari saranno immessi dai 20 per rivitalizzare il commercio estero.


In totale, dunque, 1.100 miliardi di dollari!


Non appare solido l'impegno di intervenire, entro il 2010, con 5 mila miliardi dollari (in vario modo immessi nel sistema). Infatti, come ha rilevato Federico Rampini, non si tratta di risorse nuove, 'fresche', ma impegni di spesa già assunti in passato e, quindi, come tali, non anti-ciclici.


Nessuno può dire, con esattezza, se questi provvedimenti saranno sufficienti, tuttavia, quello si può già dire è che la maggiore regolamentazione dei mercati finanziari (inclusi, come detto, hedge funds) il maggior coordinamento – grazie all'estensione dei potere del FsB - tra le autorità di vigilanza nazionali, la lista dei paradisi fiscali, il nuovo criterio di adeguamento del capitale bancario (che dovrà aumentare nelle fasi espansive per evitare rischi eccessivi di esposizione degli istituti di credito), sono, certamente, interventi condivisibili.


Tuttavia, la deregolamentazione da sola nulla avrebbe potuto senza la politica monetaria eccessivamente permissiva portata avanti da Greenspan, l'esistenza di squilibri mondiali destabilizzanti (global imbalances) commerciali e finanziari, il conflitto d'interesse latente delle agenzie di rating (su cui, però, si interviene), l'eccessivo ricorso all'indebitamento privato (per surrogare i mancati aumenti – o per lo meno – il mantenimento del potere d'acquisto dei lavoratori, a causa degli effetti della moderazione salariale) e, sostanzialmente, la volontà politica di assecondare queste operazioni. Si interviene, dunque, su una causa (seppure importante) ma non vengono, ancora, date 'risposte' esaurienti sugli ulteriori piani appena sopra citati. Inoltre, bisognerà capire quali condizioni verranno imposte dal Fondo Monetario per accedere agli aiuti; perché, se come contropartita, verrà richiesta (come fino ad oggi accaduto) l'adozione di interventi strutturali consistenti, esclusivamente, nel risanamento del bilancio e in politiche restrittive, allora, il rimedio – dal punto di vista sociale – sarà peggiore del male.


In conclusione, il vertice si chiude con un pareggio tra i due schieramenti in campo: l'asse Usa-Cina, da una parte, Germania-Francia, dall'altra. I cinesi sono/saranno costretti a sostenere i loro grandi debitori anche se la strategia di questi porterà, nel breve periodo, ad una sostanziale svalutazione competitiva del dollaro e, dunque, ad una riduzione delle importazioni americane. In attesa che tornino tempi migliori, la Cina continuerà, comunque, ad acquistare i titoli del debito pubblico americano. In Europa, l'assenza di un'autorità monetaria e la rigida architettura economica, portano ad escludere ulteriori interventi espansivi (così come era stato richiesto dagli Usa) e ad insistere sulla predisposizione di regole stringenti. Tuttavia, nel medio-lungo periodo (non nel breve, evidentemente, dato che subiranno la maggiore competitività del dollaro), Paesi tradizionalmente export-led, come Germania e Francia (e, sulla loro scia, l'Italia), confidano nella ripresa della domanda americana per portarsi definitivamente fuori dalla crisi. Infine, pur nell'osservanza sostanziale dei vincoli di bilancio imposti da Maastricht, una interpretazione più ampia e flessibile del Patto è possibile (almeno si potrebbe escludere la spesa per la realizzazione di infrastrutture) e di più si potrebbe fare anche sul piano della creazione di titoli del debito pubblico europeo; l'opposizione della Germania è però, almeno nella più stretta attualità, insormontabile.

Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

venerdì 19 dicembre 2008

La dodicesima notte di Londra

Le celebrazioni per la dodicesima notte segnano l'arrivo dell'epifania e, di conseguenza, la fine delle feste natalizie. La dodicesima notte, che cade tra il 5 e il 6 gennaio, è la notte in cui, secondo i Cristiani, i Re Magi andarono a fare visita a Gesù Bambino.

Così come i Re Magi portarono doni a Gesù, allo stesso modo la tradizione vuole che durante questa notte ci si scambino dei regali. Per questo motivo, ma anche perché si tratta dell'ultima festa prima della fine delle vacanze e del ritorno alla vita di tutti i giorni, la dodicesima notte è considerata come una valida occasione per fare festa e divertirsi. Questo giorno, inoltre, era considerato come un'occasione di svago anche dai popoli pagani, dato che precedeva il "plough Monday", ossia l'inizio dell'anno agricolo.

Tale celebrazione è particolarmente sentita soprattutto in alcune città, fra i bed breakfast Londra, e tra queste non si può non citare Londra: la capitale britannica, infatti, ogni anno festeggia questa giornata speciale con una grande festa gratuita, che mescola tradizioni pagane molto antiche con festeggiamenti goliardici Le celebrazioni si svolgeranno quest'anno il 4 gennaio, nei pressi del teatro Globe, la ricostruzione dello storico teatro elisabettiano che ospitò le rappresentazioni shakespeariane.. E non poteva essere altrimenti, dato che il titolo di una delle opere del bardo è proprio "The Twelfth Night" ("La Dodicesima Notte").

Si tratterà di una festa molto divertente e ricca di eventi diversi, un evento caratterizzato da elementi folcloristici, ma anche da intermezzi teatrali e musicali. Le celebrazioni iniziano con musica e balli davanti al teatro, mentre si attende l'arrivo dell'Holly Man, importante figura protagonista di miti pagani, che spunta dal Tamigi a bordo di una barca, augurando prosperità a tutti i presenti. In particolare, viene letto un "wassail", ossia un messaggio di saluto e di augurio. Si prosegue poi con il "Mummer's play": viene cioè inscenato un dramma folcloristico della tradizione inglese avente come tema principale la lotta tra San Giorgio e un cavaliere turco. Il divertimento in questo caso è assicurato: si tratta infatti di un testo comico, ricco di azione e battute vivaci.

In una festa il cibo non può certo mancare in tutti gli ostelli di Londra, e infatti dopo la rappresentazione vengono distribuiti dei dolci al pubblico. Non si tratta di semplici dolcetti, ma di un vero e proprio metodo per stabilire chi saranno il re e la regina della festa: in due dolci sono infatti nascosti un pisello e un fagiolo, e colui che troverà il fagiolo sarà eletto "King Bean" (Re Fagiolo), mentre la fortunata che troverà il pisello sarà scelta come "Queen Pea" (Regina Pisello) della festa, e il tutto sarà seguito da una vera e propria cerimonia di incoronazione. I nuovi regnanti si dirigeranno poi verso la storica George Inn, seguiti da tutti i partecipanti, e all'interno della locanda si potrà assaggiare del buon vin brulé. La processione che porterà alla taverna sarà anche l'occasione per ascoltare cantastorie e per unirsi alle danze.
Se volete salutare le festività natalizie e prepararvi al nuovo anno in allegria, Londra è il posto che cercate!

Londra è una città molto vivace e ricca di avvenimenti in ogni periodo dell'anno. La Dodicesima Notte è uno dei primi grandi eventi dell'anno che la città ospita, e se volete parteciparvi vi conviene prenotare subito un hotel di Londra.

Biglietti: evento gratuito
Data: 4 Gennaio 2009
Dove: Bankside, Londra, Gran Bretagna


http://it.flashbooking.com/navigation/europe_inghilterra_londra_hotel-_all.html



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mercoledì 26 novembre 2008

Parata di capodanno a Londra

Se pensate che il primo gennaio sia il giorno più sonnacchioso dell'anno, il giorno in cui ci si alza tardi dal letto e ci si riposa dopo i bagordi della notte precedente, vi sbagliate!

A Londra il primo giorno dell'anno è sinonimo di festa, musica e allegria, almeno fin dal 1987, da quando cioè le strade della capitale inglese hanno cominciato ad essere invase dalla folla festosa della Parata di Capodanno in cerca delle migliori offerte per Londra, animata da bande e musicisti provenienti da tutto il mondo.

La Parata (in inglese "New Year's Day London Street Parade") è una delle feste più importanti del mondo nel suo genere, ed attira quasi mezzo milione di spettatori ogni anno. Per vedere il passaggio della sfilata da vicino è quindi consigliabile recarsi lungo il percorso un po' prima dell'inizio (la partenza della parata è tradizionalmente sancita dal gong del Big Ben a mezzogiorno), magari accomodandosi sulle gradinate appositamente sistemate in alcuni punti del percorso, che sviluppandosi lungo quasi tre chilometri tocca alcuni dei luoghi e monumenti più celebri di Londra. Si parte infatti da Parliament Square (non prima che venga letto un messaggio della Regina) per poi costeggiare Westminster Abbey, Downing Street (la residenza del Primo Ministro), Trafalgar Square, Lower Regent Street, Piccadilly Circus, la Royal Academy of Arts, l'Hotel Ritz. La parata si conclude poi all'incrocio tra Piccadilly e Berkeley Street.

Da qualunque punto del percorso decidiate di assistere all'evento, di sicuro la sfilata vi stupirà e vi divertirà. Si tratta infatti di uno degli eventi per tutta la famiglia più apprezzati dai londinesi, ma anche dai tanti turisti, che il primo gennaio invadono le strade della capitale per godersi le esibizioni musicali di bande e musicisti, ma non solo: a sfilare ci saranno anche clown, cheerleader, auto d'epoca, persone mascherate, palloni giganti con le fattezze dei personaggi dei cartoni animati, per la gioia di grandi e piccini.

La musica non sarà però protagonista solo sulle strade e nei vari bandb Londra: parallelamente alla parata, infatti, si svolgeranno anche dei concerti di musica jazz, di cori e orchestre, che si svolgeranno nelle piazze (in particolare a St John's Smith Square e a Trafalgar Square), in alcune chiese e cattedrali (St Augustine's Church, St Mary's Church, Southwark Cathedral), a Whitehall Place e a Westminster Central Hall, e il cui ricavato verrà devoluto in beneficenza.

La parata di Londra è anche conosciuta proprio per l'importante contributo che riesce ad apportare ogni anno a molte associazioni che si occupano di beneficenza. In particolare, la sfilata ospita la "Let's Help London Challenge", una sorta di sfida tra i diversi quartieri di Londra, che sono chiamati a presentarsi al resto della città con delle proprie creazioni, siano queste carri, esibizioni musicali, presentazioni. Questa iniziativa riveste un duplice valore in una città come Londra: da un lato permette di far conoscere le diversità che caratterizzano la città e che fanno di Londra una delle metropoli più variegate e multiculturali del mondo, dall'altra permette di raccogliere fondi: i quartieri più meritevoli vengono infatti premiati con dei premi in denaro che vanno poi distribuiti tra le associazioni di quartiere che si occupano di beneficenza. La parata di Londra diventa insomma l'occasione perfetta per unire l'utile al dilettevole.

Londra è una delle città più visitate del mondo, soprattutto durante le feste natalizie. Per essere sicuri di godervi un perfetto e gioioso capodanno partecipando ad un evento unico, e cogliere anche l'occasione per ammirare i punti topici della città, vi conviene prenotare sin da ora un hotel a Londra.

Biglietti: evento gratuito
Data: 1 Gennaio 2009
Dove: Londra, UK

Distribuzione a cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl – Analisi accessi sito

venerdì 7 novembre 2008

Festival del cinema per ragazzi a Londra

Il cinema è un mondo meraviglioso, che stimola la creatività, la fantasia e l'immaginazione, oltre che essere uno strumento di conoscenza e di comunicazione, e non si è mai troppo giovani per conoscere questo mondo.

È per questo che Londra ospita dal 2005 un evento cinematografico dedicato ai più giovani, il Festival del Cinema per Ragazzi, che in sole tre edizioni è riuscito a conquistare un pubblico numeroso e fedele e tutti gli alberghi di Londra si preparano a quest'evento per ospitare turisti da tutto il mondo.

Dal 22 al 30 novembre la capitale britannica sarà invasa da migliaia di giovani cinefili, ansiosi di gustarsi la visione di qualche bel film e di partecipare ad uno dei tanti avvenimenti che si svolgeranno durante questa quarta edizione del festival. Durante il Festival nel Barbican Centre (il più grande centro artistico in Europa) e in diverse altre sale sparse per la capitale, verranno proiettati film di vario genere e provenienti da tutto il mondo: i visitatori potranno scegliere tra un'ampia gamma di documentari, cortometraggi, film d'animazione, lungometraggi e anteprime, in base alla propria età e alle proprie preferenze. Il film "Zora la rossa" (Die rote Zora), inaugurerà il Festival, e sarà accompagnato da una particolare colazione-gala d'apertura, mentre la chiusura sarà affidata a Madagascar 2, il seguito di uno dei film d'animazione più amati degli ultimi anni. Tra i due eventi, un fiume di film selezionati e giudicati da una giuria composta da ragazzi tra i 7 e gli 11 anni, che si sono preparati per l'evento affinando la propria capacità critica, e che assegneranno dei premi alle migliori opere presentate.

L'evento non è però solo una mostra cinematografica, ma anche un contenitore per diverse attività collegate ai film proiettati, che si pongono anche delle finalità educative precise, dimostrando come i film possano essere strumenti di studio, oltre che di svago presso i vari bed and breakfast Londra. Sono previsti numerosi laboratori, pensati per tutte le età, durante i quali i partecipanti avranno l'occasione di esprimere la propria creatività, conoscere e applicare le tecniche di realizzazione di un film, scoprire i segreti del mondo del cinema e approfondire gli spunti lanciati dai film proiettati. Prendendo ispirazione dalle storie e dai personaggi di alcuni film i ragazzi potranno, per esempio, creare delle lanterne, delle marionette e dei burattini, ma potranno anche esprimere la propria vena musicale: sarà possibile infatti partecipare a dei laboratori per imparare le canzoni dei film, e poi poterle cantare durante la proiezione, o per chi preferisce la danza, sono previste anche delle attività per imparare i balli dei film più famosi. Chi invece vuole provare a suonare uno strumento particolare potrà partecipare ai corsi di percussione africana tenuti da tutor provenienti da Nzinga, per apprezzare poi in pieno film come il Re Leone. Un altro evento musicale particolarmente interessante sarà il Jazz Film Picnic, realizzato in collaborazione con il Jazz Festival di Londra, un evento gratuito che vi permetterà di gustare il vostro pranzo con un sottofondo musicale speciale.

Ma se volete davvero immergervi nel mondo del cinema, il festival vi offre anche la possibilità di disegnare un personaggio e di dargli vita imparando delle tecniche di animazione, di conoscere le tecniche usate dalle controfigure grazie a dei laboratori tenuti da importanti professionisti del settore, e addirittura di realizzare un film vero e proprio in un solo giorno: dei film-maker provenienti dalla Young Film Academy vi aiuteranno infatti a scrivere, girare e montare la vostra opera, facendovi addentrare veramente nel mondo del cinema.

Londra è una città viva e divertente da visitare per persone di tutte le età. Se siete alla ricerca di un evento che piaccia ai vostri bambini, ma che entusiasmi anche voi, prenotate subito il vostro ostello economico Londra, e godetevi il Festival del Cinema per ragazzi.

Biglietti: prezzi vari
Date: 22 – 30 Novembre 2008
Dove: varie sale, Londra, UK

Distribuzione a cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl – Ottimizzazioni per Google

giovedì 2 ottobre 2008

Mostra del vino di Londra

Tutti sanno che con l'arrivo dell'autunno inizia anche la stagione del vino! Uno dei modi migliori di festeggiare l'evento è recarsi a Londra, dove ogni anno si svolge il Wine Show.

Dal 23 al 26 ottobre esperti, produttori e amanti del vino si danno appuntamento al Business Design Center per gustare la loro bevanda preferita, aggiornarsi sulle ultime novità e conoscere i massimi esperti in materia, magari alloggiando in uno dei tanti appartamenti Londra.

Il Wine Show si aprirà con una festa inaugurale che promette di essere un evento, con tanto di tappeto rosso, musica dal vivo e molti altri divertimenti, il tutto per dare il via ad una quattro giorni di piacere e gusto.

Ed è per questi suoi tratti caratteristici, piacere e gusto, che la mostra del vino di Londra diventa ogni anno la meta di più di 15.000 visitatori, attirati dall'opportunità di acquistare bottiglie più o meno pregiate (perché non avvantaggiarsi con i regali di Natale?) provenienti da tutto il mondo, dall'Italia all'Argentina, a prezzi convenienti, o semplicemente di saperne di più in materia, in modo da imparare a scegliere sempre il vino giusto per l'occasione giusta.

Durante la mostra tutti avranno la possibilità di tenersi aggiornati sui tipi di uva, le regioni e i vini che stanno ricevendo più consensi in questo momento.

Ma oltre ad acquistare, i visitatori avranno anche la possibilità di assaggiare oltre 1000 vini diversi, in un'atmosfera accogliente e rilassante, che rende il wine show la meta ideale per godersi un aperitivo con amici e colleghi dopo il lavoro presso un hotel economico Londra.

E non si tratterà di un assaggio qualunque: i visitatori infatti non avranno semplicemente l'opportunità di gustare i vini, ma sapranno anche cosa stanno bevendo grazie alle spiegazioni degli esperti che li accompagneranno in quella che è stata ribattezzata la "passeggiata del vino" (wine walk), in cui personaggi del calibro di Oz Clarke, Matt Skinner, Tim Atkin, Robert Joseph, Susy Atkins e Chris Scott faranno da cicerone guidando i visitatori negli spazi della mostra.

Chi invece preferisce rilassarsi completamente, potrà seguire una sorta di lezione sul vino grazie al "teatro dell'assaggio" (tasting theatre), nel quale gli amanti del vino potranno assaggiare vari tipi di vino stando comodamente seduti, mentre degli esperti del settore illustreranno le qualità di ciò che stanno bevendo.

Per gli amanti del gioco gli organizzatori della mostra hanno pensato anche una competizione interattiva che metterà in palio dei premi a dir poco allettanti, come un weekend nella vallata del Rhône, ma tutti i partecipanti riceveranno un gradevole omaggio.

Oltre che per i visitatori, la mostra del vino sarà un evento da non perdere anche per gli espositori, che considerano il wine show di Londra come una importantissima vetrina per i propri prodotti, che in questo contesto possono venir conosciuti e apprezzati da migliaia di persone. In particolare è da segnalare un'iniziativa che riguarda i piccoli produttori, cui è dedicato il "mercato del vino" (wine market), che darà loro la possibilità di esporre e vendere i propri prodotti ad un vasto pubblico.

Tale iniziativa ha riscosso negli ultimi anni un particolare successo, raccogliendo l'entusiasmo sia dei produttori minori, che hanno colto l'occasione di farsi conoscere, sia dei visitatori, che grazie a questa iniziativa possono unire la loro passione per il buon vino, acquistando prodotti particolari e di qualità, al desiderio di non spendere delle cifre esagerate.

Per quattro giorni Londra, già capitale della musica, dell'arte e della moda, diventa anche capitale del vino. Se non volete perdervi il Wine Show, ma non volete spendere troppo, potete prenotare uno dei tanti ostelli economici o fantastiche guest house di Londra.

Biglietti: da 10 a 18 sterline
Date: 23-26 Ottobre 2008
Dove: Business Design Centre, Londra, UK

Distribuzione a cura di Michele De Capitani
Prima Posizione Srl – Advertising marketing

martedì 18 marzo 2008

SAE International Aerospace Standards apre a Londra

SAE International Aerospace Standards apre un nuovo ufficio a Londra


WARRENDALE, Pennsylvania, SAE International inizia un rapporto di collaborazione con il Performance Review Institute (PRI) per i servizi a supporto delle sue operazioni europee per Aerospace Standards a Londra, Inghilterra.

"SAE s'impegna ad avere una presenza più importante in Europa," ha detto Edward M. Manns, SAE International manager di Aerospace Standards. "David Alexander, consulente di SAE International, conosce perfettamente le sfide e le opportunità del mercato europeo, e sarà lui a guidare le nostre iniziative."

Manns ha detto che i compiti principali dell'ufficio europeo saranno:
-- Sviluppo degli affari;
-- Espansione della partecipazione europea nei programmi SAE per gli standard;
-- Collegamento fra la SAE e i clienti europei e le agenzie normative.

"Intendiamo sviluppare rapporti che faranno da supporto alle attività del comitato in Europa," ha detto Manns. "Questo è passo molto positivo per la SAE. Crediamo una forte presenza della SAE in Europa sia nel migliore interesse del settore aerospaziale."

Per maggiori informazioni, contattare David Alexander di SAE Aerospace Standards Europe, 1 York Street, Londra, W1U 6PA Regno Unito. Telefono dell'ufficio: +44-0-20-7034-1250; fax: +44-0-20-7034-1257, o via email: david.alexander@sae.org.

mercoledì 5 marzo 2008

Parenti stretti all'estero per 36% di Italiani


IL COMUNICATO STAMPA

Il 36% delle Famiglie Italiane ha Parenti Stretti all'Estero

Studio dimostra che le famiglie di oggi sono sparse per il mondo




LONDRA —Marzo 5, 2008— Più di un quarto delle famiglie italiane hanno parenti aldilà dei confini e il 13% ha parenti in altri continenti. Questi sorprendenti risultati, emersi da un'indagine condotta tramite questionario dal social network famigliare Kindo.com, dimostrano quanto internazionali siano diventate le famiglie di oggi.

Le oltre 1600 risposte provenienti da 54 paesi sono servite anche a mettere in luce sostanziali differenze tra i vari stati. Per esempio, tra i paesi che hanno partecipato la Russia è quello con il maggior grado d'internazionalizzazione delle famiglie: il 76% ha parenti che vivono al di fuori della madrepatria, mentre la Turchia invece sembra avere famiglie più concentrate localmente, e solo il 32% ha parenti aldilà dei confini.


"Questi numeri dimostrano che Kindo è sulla strada giusta nell'offrire una rete globale per soddisfare le necessità di famiglie sempre più internazionali", dice Alberto Fantappiè, che ha gestito il sondaggio italiano per Kindo.


Il cuore di Kindo è il suo albero interattivo al quale collaborano tutti i famigliari, e le informazioni aggiunte da tutti i membri della famiglia. Inoltre, funzioni aggiuntive come le notizie di famiglia, il calendario famigliare e le statistiche contribuiscono a rendere più facile e divertente per le famiglie estese oltre i confini nazionali il mantenersi in contatto.

Il sondaggio si è svolto durante gli ultimi tre mesi sul blog di Kindo.com e si è avvalso della tecnologia per identificare ed eliminare i doppi voti, ed è stato condotto in nove lingue differenti in modo da poter ottenere risposte da tutto il mondo.



RIGUARDO KINDO:
Fondata nel 2007 e con base a Londra, Kindo è una piattaforma per la famiglia basata sul web e con orientamento internazionale che copre gli spazi tra le generazioni. Su Kindo i nostri utenti possono costruire il loro albero famigliare di nuova generazione gratuitamente e rimanere in contatto con le persone a cui vogliono bene. Kindo è disponibile in 14 lingue: afrikaans, arabo, cinese tradizionale e semplificato, inglese, tedesco, svedese, spagnolo, tedesco, portoghese, italiano, polacco, russo e turco.


• Il Sito Web di Kindo: http://kindo.com/index.php/gifts/

• Informazioni per la Stampa: http://kindo.com/blog/press/it




Per maggiori informazioni:

Alberto Fantappiè
Lo Zio d'Italia
alberto@kindo.it
http://afantappie.wordpress.com
http://blog.kindo.com/it

domenica 21 gennaio 2007

Ha dato oro per Artù, lo Hobbit, Diana chiude la miniera delle leggende

LONDRA - Era la miniera d'oro più famosa e più antica del Galles: ispiratrice di leggende, come quella di re Artù e del mago Merlino, di romanzi, lo "Hobbit" di J. R. R. Tolkien, per secoli fornitrice del metallo pregiato con cui venivano forgiate le fedi nuziali della famiglia reale, l'ultima quella della principessa Diana per l'infausto matrimonio con il principe Carlo.
Da tempo non produceva più pepite grosse come patate, dalle sue viscere uscivano soltanto lucenti pagliuzze, ma adesso ha chiuso i battenti per sempre: l'oro è praticamente finito. E' un pezzo di storia, e di mitologia, che scompare, dopo qualcosa come duemila anni di sfruttamento del sottosuolo.
Ad accorgersi della presenza dell'oro nelle acque del Mawddach, il fiume che scende dalle pendici del monte Snowdon, in Galles, furono per prime le tribù celtiche che nell'antichità popolavano quella regione. Un po' più tardi, i monili che i celti fabbricavano con quel materiale per le loro donne attirò l'attenzione di un potente invasore, l'esercito dell'imperatore romano Claudio e quindi di Vespasiano.
Proprio quest'ultimo fece del monte Snowdon la riserva aurea principale di Roma, dopo l'esaurimento di quelle sfruttate in precedenza da Augusto sui monti Cantabrici in Iberia, l'odierna Spagna.
Dopo il crollo dell'impero romano, nel Medio Evo la miniera continuò a funzionare, alimentata alternativamente da due popoli in guerra, celti e sassoni.
Nacquero in quel periodo anche leggende destinate a non essere mai più dimeticate, come quella di Merlino, un fanciullo orfano, destinato a diventare un famoso mago dallo stesso nome, che avrebbe rivelato ai guerrieri del suo tempo il mistero di cosa si nascondeva sotto le fondamenta delle torri di guardia edificate sul monte Snowdon; e di re Artù, che avrebbe combattuto e infine sarebbe morto da quelle parti. Nel 1856, per costuire una nuova strada d'accesso alla miniera, venne fatto defluire il corso del Mawddach, e dalle acque del fiume riemerse una canoa di legno antichissima in cui alcuni videro la conferma della leggenda secondo cui il corpo di Artù morente fu trasportato su una zattera da Morgana e altre tre fate.
Si dice che dalla miniera del monte Snowdon provenisse l'oro con cui fu confezionata la fede nuziale della consorte di Artù, la regina Ginevra; così come di lì è uscito, secoli dopo, l'oro per la fede della principessa Diana.
Ma da tempo dalla Gwynfyni Mines Royal, questa la denominazione ufficiale della miniera, non usciva quasi più niente, così i proprietari della miniera hanno infine deciso di chiuderla. In questo luogo in cui, contrariamente al celebre detto, tutto quel che luccica era oro, ora rimangono soltanto macchinari arruggini e mobili sigillati in container.
Resta anche il mito, naturalmente: lo scrittore J. R. R. Tolkien ambientò nelle viscere della miniera gallese, ribattezzata il "Monte Solitario", il drago Smog, custode del tesoro destinato ad essere rubato da Bilbo Boggins, nel suo immortale romanzo "The hobbit".
E rimane la leggenda di re Artù, che secondo alcuni cantastorie del Galles vive ancora là sotto, nelle caverne dello Snowdon, insieme ai cavalieri della Tavola Rotonda. Si narra che un giorno un ragazzo in cerca di legno per fare un bastone sradicò un albero e vi trovò sotto qualche pagliuzza d'oro: allora si accorse che sotto le radici c'era una caverna, e nella caverna c'erano re Artù e i suoi cavalieri.
"La Britannia è in pericolo?", domandò il re al giovane, destandosi. "No, sire, tutto tranquillo", rispose il ragazzo. Allora Artù riprese il suo sonno millenario, in attesa che il suo Paese avesse di nuovo bisogno di lui.
Ma ora che l'oro è esaurito e la miniera chiusa, nessun ragazzo potrà mai più trovare la caverna. Il sonno di Artù è destinato a durare in eterno. Se la Britannia fosse di nuovo in pericolo, per salvarsi dovrebbe cercare altri eroi e altre leggende.

Di Enrico Franceschini

Fonte: La Repubblica

venerdì 12 gennaio 2007

Supereroe samurai aiuta polizia inglese

Gb, un "samurai" in aiuto della polizia: combatte i criminali e poi scompare!



Caccia al misterioso "supereroe" nella cittadina di South Shields. Ha sui quarant'anni. "Come un personaggio dei fumetti"

Ha salvato cinque agenti disarmati che erano minacciati da alcuni ladri


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Il comando di polizia di South Shields

LONDRA - Niente mantello o mascherina. E neanche una cabina telefonica in cui cambiarsi d'abito. Solo una spada da samurai e tanto coraggio. E il mistero di una identità non svelata. E' 'Lama scintillante', il nuovo eroe di South Shields (Inghilterra del nord) che, armato di una spada affilata, è accorso in aiuto della polizia della cittadina mettendo in fuga un gruppo di balordi. Poi, come i veri supereroi dei fumetti, è scomparso nella notte.

Oggi il Daily Express parla di "spadaccino misterioso" e "supereroe", battezzandolo 'Samuraiman' in una profusione di elogi e similitudini con personaggi come Batman e Superman che, esattamente come lui, preferiscono tener segreta la propria identità a coloro che soccorrono. Ma South Shields ha deciso di chiamarlo 'Lama Scintillante', e tutta la comunità ora si interroga sulla sua identità dando la caccia all'ignoto giustiziere.

Era piena notte quando due agenti di polizia disarmati - come la maggioranza dei poliziotti in Gran Bretagna - si sono trovati ad affrontare un gruppo di cinque delinquenti che brandivano coltelli, catene e un martello. I malintenzionati avevano fatto irruzione in un appartamento nella zona di Layside, e gli agenti erano stati richiamati dalle urla della padrona di casa. Una volta giunti all'appartamento, da cui i ladri stavano portando via oggetti e preziosi, gli agenti in borghese erano stati messi all'angolo.

Ma a quel punto è arrivato 'Lama Scintillante': brandendo una sfavillante spada da samurai, ha ferito al braccio un criminale e terrorizzato gli altri. La polizia, approfittando del momento di confusione dei malviventi, ne ha arrestati tre. Ma quando gli agenti si sono girati per ringraziare l'uomo, questi era svanito nel nulla.

Nella descrizione di chi c'era, 'Lama Scintillante' è un uomo sulla quarantina, di corporatura media, sul metro e 80, con i baffi, in abbigliamento casual. La polizia della Northumbria ha lanciato un appello: si presenti a qualche stazione, perchè c'è ancora bisogno di lui, per completare le indagini sull'accaduto. "E' comparso quando uno dei criminali si stava avventando su uno dei nostri uomini con un coltello, e lo aveva già ferito", ha affermato un portavoce della polizia.

Ma supereroe a parte, il capo della polizia locale Peter Bent ha avuto parole di elogio per il coraggio degli agenti, che a mani nude, hanno affrontato in due un gruppo di cinque persone armate: "Hanno avuto un gran coraggio, a tentare di bloccare persone che erano più numerose, e che sapevano essere armate". Due dei criminali sono ancora ricercati.

Origine: www.repubblica.it

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