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giovedì 9 novembre 2017

Cultura. A Roma arriva Bibliobus, la biblioteca itinerante


Bibliobus: una biblioteca itinerante

UNA BIBLIOTECA IN CAMPER ITINERANTE IN CITTÀ A ROMA. 

SI CHIAMA BIBLIOBUS E SCOPRIAMO COME FUNZIONA

Si chiama Bibliobus ed è un servizio dell’Istituzione Biblioteche Centri Culturali di Roma per ampliare l’offerta culturale sulla direttrice Cassia-Cesano

Si tratta di una vera e propria biblioteca itinerante che effettua il suo servizio su tappe prestabilite in città, svolgendo lo stesso servizio delle biblioteche nelle aree di Roma non coperte. 

Dietro a quest’idea c’è Ricreazione, una cooperativa sociale che dal 2008 è attiva nella creazione di benessere attraverso la progettazione e la gestione di servizi educativi e culturali per tutta la famiglia. 

Ha quindi come finalità il miglioramento della qualità della vita delle persone e la prevenzione del disagio attraverso la realizzazione di servizi educativi, formativi e culturali per tutta la famiglia. 

In questo progetto si inserisce il camper biblioteca itinerante, dove è possibile consultare e leggere i libri, avere la tua tessera delle Biblioteche di Roma, prendere in prestito gratuitamente i libri e i DVD, richiedere il prestito interbibliotecario e partecipare agli eventi in programma

Dove trovare Biblobus: 
Lunedì 15:00/17:15 – Sosta Ponte Milvio
Martedì 10:00/12:15 – Sosta Scuole
Mercoledì 10:00/12:15 – Sosta Via Grottaferrata, incrocio Via G.Stefanini
Giovedì 15:00/17:15 – Sosta Piazzale Giustiniana
Venerdì 15:00/17:15 – Sosta Piazza Monteleone da Spoleto
Sabato 10:00/12:15 – Sosta Stazione di Cesano, altezza chiesa

Per maggior informazioni:
www.cooperativaricreazione.it/bibliobus-nord


il bubris cristiano fabris






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domenica 30 agosto 2009

Nova Milanese e Memoria Storica


Nova Milanese e la Memoria Storica



Cara Amica, Caro Amico,
La Biblioteca Civica di Nova Milanese, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, si occupa, dagli anni'70, di un aspetto molto specifico di un segmento storico relativo alla seconda guerra mondiale, che riguarda la deportazione, in particolare, per motivi politici. La biblioteca e l'Ente Comunale novesi costituiscono un autentico punto di riferimento valido e importante per le scuole del territorio locale e non solo, tramite informazioni bibliografiche, videotestimonianze, mostre itineranti tematiche e incontri pubblici con ex-deportati...
Laura Tussi



La Biblioteca Civica Comunale di Nova Milanese
raccoglie le memorie dei lager


LA DIDATTICA DELLA STORIA.

Diamo un futuro alla memoria, per non dimenticare…



di Laura TUSSI



La Biblioteca Civica di Nova Milanese, in collaborazione con l'Amministrazione Comunale, si occupa, dagli anni'70, di un aspetto molto specifico di un segmento storico relativo alla seconda guerra mondiale, che riguarda la deportazione, in particolare, per motivi politici. La biblioteca e l'ente comunale novesi costituiscono un autentico punto di riferimento valido e importante per le scuole del territorio locale e non solo, tramite informazioni bibliografiche, videotestimonianze, mostre itineranti tematiche e incontri pubblici con ex-deportati (tra cui "Sacerdoti nei lager", "Donne nei lager"ecc…e mostre "Sterminio in Europa", "Il Lager di Bolzano", "La risiera di San Saba"), alla luce del rinnovato interesse nei confronti della storia contemporanea, che l'ex Ministro della pubblica istruzione Berlinguer ha in passato prospettato, al fine di promuovere in ambito scolastico, per le giovani generazioni, l'opportunità di prendere coscienza degli orrori generati dall'intolleranza nei confronti delle diversità, che sfocia inesorabilmente nel conflitto.

Quando si parla di "lager" vengono in mente l'olocausto, la Shoah, l'antisemitismo, il razzismo ed è messo in ombra chi ha vissuto la tragica esperienza per motivi politici: scioperi contro il regime fascista, la militanza politica partigiana ecc…

In particolare la Biblioteca di Nova Milanese conduce dal 1996, in collaborazione con l'archivio storico della città di Bolzano, un importante progetto di realizzazione, reperimento, registrazione e catalogazione di videotestimonianze e interviste ai sopravvissuti italiani nei lager nazisti, montate in filmato e realizzate in numerose copie distribuite gratuitamente alle scuole, agli istituti e agli enti che ne fanno richiesta. Alla luce degli eventi storici attuali che si ripetono in diverse situazioni e condizioni, in seguito alla perdita di memoria storica che tocca i belligeranti, i popoli in guerra civile, in regimi dittatoriali repressivi nel mondo, tale iniziativa costituisce un punto di riferimento e di riflessione sul passato, al vaglio del presente, circa gli errori commessi, dove i conflitti armati non portano soluzioni e la perdita di memoria è causa dell'intolleranza cieca e del conflitto.

La biblioteca di Nova Milanese con il contributo dell'ANED. (associazione nazionale ex deportati) e dell'ANPI. (associazione nazionale ex partigiani), in collaborazione con l'archivio storico di Bolzano e con le relative amministrazioni comunali, rispettivamente impegnate nei progetti dal titolo "Per non dimenticare…" e "Storia e memoria: il lager di Bolzano", organizza ogni due anni una manifestazione intitolata "La memoria in rassegna", che consiste nella raccolta e proiezione di videotestimonianze relative ai temi della resistenza, deportazione e liberazione, dove trovano spazio testimonianze di molti protagonisti di avvenimenti resistenziali e dei pochi sopravvissuti ai lager nazisti, grazie a cui risulta possibile ricostruire quanto avvenuto nei campi di concentramento e sterminio.

"La memoria in rassegna", manifestazione giunta alla terza edizione a livello internazionale, a cui partecipano enti pubblici (Regioni, Province e Comuni) scuole e associazioni che abbiano prodotto video attinenti alla tematica in oggetto, viene presentata sia a Nova Milanese che a Bolzano. Vengono redatte diverse edizioni del catalogo video in quattro lingue (Italiano, francese, inglese e tedesco) con tutte le informazioni utili per facilitare la consultazione e la ricerca. Attualmente l'Archivio Audiovisivo della Memoria conta 140 videocassette e rappresenta l'unica fonte in Italia legata al tema della deportazione politica: esiste un altro archivio a livello nazionale il Cedec (centro di documentazione sulla deportazione ebraica) relativo, appunto, esclusivamente alle questioni razziali.

Con tale rassegna si raggiungono altri obiettivi:

- raccogliere produzioni difficilmente reperibili

- valorizzare la storia del territorio, teatro degli eventi

- stimolare la scuola ad attività di ricerca storica e ad una comunicazione particolare e specifica, tramite la pluralità di strumenti linguistico espressivi.



La Biblioteca di Nova Milanese, oltre alle videotestimonianze della rassegna tratte dalle interviste ai sopravvissuti italiani dei lager nazisti, realizza altri video in occasione del viaggio-studio che annualmente viene intrapreso con alcune classi delle scuole medie statali novesi presso i campi di prigionia, in particolare a Ebensee, a Gusen, al castello di Hartheim (sottocampi di Mauthausen) e proprio a Mauthausen, dove la prima domenica di Maggio di ogni anno, si svolge una manifestazione internazionale per ricordare la liberazione dei lager nazisti, durante cui la biblioteca di Nova Milanese realizza un assiduo lavoro di documentazione e ricerca con i gruppi classe. In tale prospettiva, il "viaggio" assume una duplice valenza per gli studenti: conoscere, capire e ricordare gli avvenimenti storici in un'occasione importante, dove è loro possibile apprendere, "fare scuola" fuori dalle mura degli edifici, praticando un'alternativa tipologia di "scuola aperta", all'interno di un contesto storico reale. La visita guidata (viaggio/studio) presso i campi di concentramento costituisce un'ulteriore verifica relativa alla ricerca e al recupero della memoria storica riguardante le deportazioni di motivo non solo razziale, ma anche politico, eventi ricollegabili al concetto di diversità e differenza culturale tra individui. L'altro risvolto dell'iniziativa, nell'ambito del discorso relativo alla divulgazione, che consiste nel portare a conoscenza i materiali raccolti in itinere, riguarda l'allestimento di mostre tematiche e l'organizzazione, in collaborazione con i docenti delle scuole medie ed elementari novesi e delle scuole medie superiori della Provincia di Milano (e anche della Regione Toscana, del Trentino, Sardegna e Piemonte) di interventi ed incontri, all'interno degli ambiti scolastici, con alcuni sopravvissuti ex deportati. Parallelamente, in collaborazione con i docenti, la Biblioteca costruisce un percorso educativo e didattico dal titolo "Conoscere e comunicare i lager" che viene proposto agli studenti per approfondire la conoscenza relativa al fenomeno concentrazionario.

Questo immane lavoro di recupero e divulgazione ha ottenuto riconoscimenti a livello nazionale e internazionale. Infatti "La memoria in Rassegna" si svolge sotto l'alto patronato del Presidente della Repubblica Italiana, con i patrocini della Rappresentanza Italiana della Commissione Europea, del Presidente del Senato della Repubblica, del Presidente della Camera, del Ministero della Pubblica Istruzione, del Ministero dei beni e attività culturali, del Presidente della Regione Lombardia, del Presidente della Provincia di Milano e dell'Istituto Ernesto De Martino.

In seguito alle collaborazioni con la RAI di Milano e di Bolzano, nell'ambito di due programmi educativo-didattici, legati al mondo della scuola (Pico e Mosaico), attualmente, con la sede centrale di Roma di RAI Educational, l'amministrazione di Nova e l'Ente comunale di Bolzano hanno sottoscritto un accordo con cui la RAI si è impegnata ad acquisire 50 videotestimonianze realizzate dalla biblioteca, a cui seguiranno la messa in onda e ulteriori sviluppi. Da questa immane attività si sviluppa l'intento di recupero di una memoria storica importante che difficilmente traspare dai manuali storici scolastici e specialistici inerenti la deportazione. Dalle videotestimonianze si risale, rievocando e rimembrando (ricostruendo gli eventi) attraverso il ricordo, alle vicende, ai luoghi e ai motivi di arresto.



Dall'8 Settembre 1943 al 1945, prima del 25 Aprile, sono state deportate dall'Italia, secondo dati purtroppo incerti, non verificabili per l'assenza di un preciso ed attendibile censimento, circa 40.000 persone tra bambini, donne e uomini, di cui circa solo 10.000 sono stati deportati per motivi razziali (in base ai dati della ricercatrice del Cedec di Milano Picciotto Fargion che appaiono nella pubblicazione dal titolo "Il Libro della Memoria"). Dunque, una rilevante rimanenza (30.000 prigionieri) catturata per motivi politici, dove nel "politico" rientrano diverse categorie di persone, antifascisti, partigiani armati, o partecipanti a scioperi, dissidenti rispetto al sistema vigente, ostaggi e persone catturate durante un rastrellamento che anche attualmente non conoscono le motivazioni dell'arresto. Dai racconti si evince un discorso di connivenza e collaborazionismo della Guardia Nazionale Repubblichina con il nazifascismo (aspetti ricavabili da fonti primarie).

Quindi dalle testimonianze si ricavano diversi elementi utili al fine della ricostruzione storica, come tutta quella gamma di sentimenti e stati d'animo collegati alla separazione dal proprio territorio, dal nucleo famigliare, dalla cerchia dei compagni, si risale al "transport" in carri merci dove i deportati erano stipati e condotti a Fossoli, a Bolzano e nei lager d'oltralpe, come Dachau, Flossenburg, Ravensbruck, Mauthausen e, da questi campi principali, nei sottocampi come Gusen 1, Gusen 2, Ebensee, dove soprattutto i deportati morivano attraverso una condizione esistenziale precaria e di stenti, apparentemente privilegiata a detta degli aguzzini, che nell'etica comune, secondo la normale scala di valori umana attribuisce dignità all'individuo: l'etica del lavoro, che, al contrario, in quel contesto diventava schiavismo, i cui ritmi, per le condizioni precarie, la mancanza d'igiene, la scarsissima alimentazione e le vessazioni a cui erano sottoposti i prigionieri, portava alla inesorabile morte per stenti.

Il 5 Maggio del 1945, con la liberazione di Mauthausen, gli italiani reduci ammontavano a 4500 unità circa.

Dalle testimonianze si evince la mappatura dei sottocampi, le tipologie di lavoro, i nomi delle ditte che commissionavano il lavoro, il tipo di produzione, prevalentemente a carattere bellico, i percorsi di sopravvivenza (in che modo i testimoni sono riusciti a salvarsi).

Da un censimento della Gazzetta Ufficiale tedesca risulta che più di 1600 erano i campi di sterminio installati in Europa. In Italia i campi nazifascisti erano quelli di Fossoli, di Bolzano, la Risiera di San Saba a Trieste e Borgo San Dalmazzo a Cuneo. Il fenomeno concentrazionario è considerato uno dei punti di rottura, di crisi nella storia dell'umanità: dopo "il Lager" l'evoluzione, la storia dell'uomo è cambiata, per il fantasma di una prospettiva storica di regressione degradante.

Gli Italiani sono stati gli ultimi a rientrare in patria, anche con mezzi di fortuna, dopo mesi di attesa estenuante nei lager. Da tale situazione si ricava una forte denuncia nei confronti delle istituzioni sociali e politiche del tempo, eccetto l'Opera Pontificia che ha organizzato la fase difficoltosa del rientro in patria, la quale presentava il rilevante problema, il dramma dell'accoglienza, della re-integrazione nel Paese d'origine e il reinserimento nella società (ricostruirsi una famiglia, ritrovare il lavoro…), dove risultava molto carente anche l'assistenza sanitaria (soprattutto per la riabilitazione da malattie infettive e dell'apparato respiratorio). Lo Stato Italiano ha riconosciuto un vitalizio, per giunta scarso, esiguo, agli ex deportati solo negli anni '80.

L'ANED ha coniato un motto "diamo un futuro alla memoria" attraverso un percorso di responsabilizzazione e di trasmissione della conoscenza rivolto ai giovani. Attualmente dei quattro campi nazisti installati in Italia ( a Fossoli, Bolzano, Trieste, Cuneo) è rimasto ben poco: solo lapidi, baracche manomesse e fatiscenti, muri di recinzione, brandelli di binari costituiscono i reperti superstiti, sopravvissuti all'incuria, al degrado del tempo…ed oltre a tale condizione degradata dell'esistente, il relativo abuso della speculazione edilizia. Non esiste responsabilità per la conservazione e la valorizzazione del bene storico, del reperto testimoniante il passato, l'accaduto. I sopravvissuti sono ormai anziani e molti non hanno mai confidato ad altri la propria esperienza, anche perché dopo il '45, pochi credevano agli eventi accaduti prima della liberazione.

I testimoni vanno scomparendo ed i segni del passato non risultano sufficientemente tutelati: occorre recuperare la memoria storica, per ricostruire il rapporto tra gli eventi, per dare voce alla storia. "I segni del tempo" all'interno di un percorso didattico possono fornire alle scuole una serie di elementi storici al fine di conoscere e valorizzare il territorio in cui vivono, da cui recuperare le testimonianze del passato, per riconoscersi in esso ed identificarvisi.

L'IRRE potrebbe proporre agli insegnanti una serie di momenti di formazione finalizzati alla realizzazione di unità didattiche entro un'ampia scansione, toccando i seguenti punti e argomenti:

n l'uso didattico delle fonti orali nelle scuole (dove il testimone è fonte diretta)

n cultura materiale (come visitare dal punto di vista educativo e didattico uno spazio lager, come è organizzato, finalità della collocazione geografica ecc…)

n la didattica museale (nelle nuove architetture, sorte sul preesistente, si riscontra la presenza di musei relativi alla deportazione)

n progetto per costruire un percorso di visita guidata.

n Progetto per l'elaborazione di percorsi urbani, in ambito territoriale locale (territori cittadini) finalizzati al riconoscimento, all'individuazione dei segni del tempo, della storia, per analizzare e interpretare i luoghi di dedicazione, la toponomastica, testimonianti un passato gravido di significati, contenuti e valori necessari per vivere ed apprezzare l'attualità della democrazia.



La vita dei partigiani e di tutti i deportati nei lager è stata resa sacra, "sacrificata" per ideali di libertà, di uguaglianza, per realizzare la possibilità di vivere in uno stato in cui i diritti inviolabili della persona non vengano calpestati dall'istituzione, dal regime dittatoriale che si pone come giudice censore della libera opinione dell'"altro", del pensiero dell'individuo.

L'ANED sottolinea che il richiamo all'antifascismo di tali iniziative non presenta nulla di retorico. Tale richiamo, "…per non dimenticare", cesserà di costituire un'esigenza politica primaria solo quando tutte le forze politiche daranno prova di convenire sull'attuazione di un'unica e vera concezione della democrazia, priva di subdole pretese revisioniste e, addirittura, negazioniste. Il mondo contemporaneo, in cui si moltiplicano i focolai del conflitto, dimostra un'assoluta esigenza di movimenti antifascisti, motivo di disapprovazione contro guerre e varie forme di discriminazione razziale, politica e religiosa.



Laura Tussi

sabato 21 febbraio 2009

Biblioteca Nazionale Universitaria Cosenza fino al 28 febbraio 2009


A Cosenza, nella sala Giacomantonio della Biblioteca Nazionale Universitaria Cosenza, con un convegno ed una mostra bibliografica-documentaria sul tema " "Il senso del tatto" – Telesio e Braille – La conoscenza sensoriale tra filosofia e tecnica", è stata celebrata la II Giornata Nazionale del Braille.


Al convegno, moderato dallo scrivente, sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni e della politica. Ha relazionato, fra gli altri, Massimo De Buono, responsabile della Sezione Braille della Biblioteca Nazionale Universitaria Cosenza, evidenziando il valore della legge 126 del 3 agosto 2007. In particolare si è soffermato sull'articolo 2 <<… le amministrazioni pubbliche e gli altri organismi operanti nel settore sociale possono promuovere idonee iniziative di sensibilizzazione e solidarietà, nonché studi, convegni, incontri e dibattiti … che allarghino le possibilità di reale inclusione sociale e di accesso alla cultura e all'informazione per tutti coloro che soffrono di minorazioni visive>> e sull'alto valore della collaborazione fra le Istituzioni presenti sul territorio.

Hanno partecipato, inoltre, producendo attente disamine, Rita Fiordalisi, responsabile della Mediateca della Biblioteca Nazionale Universitaria Cosenza; Maria Lucente, assessore comunale alle politiche dell'educazione; Vito Romagno, presidente nazionale Univoc; Graziella Cammalleri, dirigente scolastico; Ada Ghi, docente; Enrico Marchianò, presidente Club UNESCO Cosenza e Virginia Mariotti, assessore alla cultura del comune di San Marco Argentano.

La mostra bibliografica-documentaria, curata da Massimo De Buono e Rita Fiordalisi, potrà essere visitata fino al 28 febbraio prossimo.

<<L'esposizione – spiega Rita Fiordalisi - consta di opere letterarie e documentarie sulla filosofia telesiana, sul concetto di natura e sulla percezione attraverso i sensi. La mostra è suddivisa in settori: biografia del filosofo cosentino, le opere, la critica, il Cinquecento tra arte e cultura. Tutto il materiale bibliografico – conclude Rita Fiordalisi - è stato schedato sia in nero (a stampa) che in braille>>.

Cosenza, 21 febbraio 2009



SILVIO RUBENS VIVONE

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Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Biblioteca Nazionale Universitaria Cosenza -Sezioni Braille e Mediateca

Comune di Cosenza – Assessorato alle politiche dell'educazione

Istituto Professionale di Stato per i Servizi Sociali- Cosenza

Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus -Sezione Provinciale di Cosenza

Unione Nazionale Italiana Volontari pro Ciechi

Club UNESCO Cosenza

Biblioteca Nazionale Universitaria Cosenza

Direttore: Elvira Graziani

Sezione Braille- responsabile: Massimo De Buono

Mediateca – responsabile: Rita Fiordalisi

La mostra è curata da Massimo De Buono e Rita Fiordalisi

Ricerche bibliografiche a cura di R. Carbonelli e A. Nucci

Allestimento mostra a cura di G. Tutera e M. Cipolla, G. Bartolomeo e A. Murano

Organizzazione tecnica evento: M. Perri e G. Florio


martedì 6 marzo 2007

Lib-Chip™: self-service nelle biblioteche con RFID, in anteprima a Bibliostar

Logo AM ImageA.M. Image S.r.l. presenta a Milano il nuovo sistema self-service per biblioteche di ogni dimensione basato su RFID.


Bologna, 06.03.2007


Lib-Chip™ è un sistema semplice ed intuitivo di gestione dei libri che consente di automatizzare il processo di prestito e restituzione dei libri con la tecnologia RFID (Radio Frequency Identification = identificazione automatica a radiofrequenza).


La procedura usuale di registrazione dei prestiti prevede un aggiornamento manuale sia della scheda del lettore, sia della scheda del libro, una pratica demotivante per il personale della biblioteca e non scevra da errori. Negli scorsi anni le biblioteche hanno ovviato a tali problemi con sistemi basati prevalentemente sull’impiego di codici a barre per identificare sia i volumi sia i lettori. Questi sistemi richiedono però comunque l’intervento dell’operatore per la scansione dei codici a barre e non facilitano né la ricollocazione dei titoli sugli scaffali né l’inventariazione, con i disservizi che ne conseguono. “L’applicazione pratica della tecnologia RFID nelle biblioteche offre vantaggi evidenti” commenta Dante Flammini, Amministratore delegato di A.M. Image Srl. “Questa tecnologia consente di identificare immediatamente i volumi e la loro collocazione, crea una panoramica dei titoli in tempo reale per una gestione tempestiva dei solleciti e, sostituendosi ai sistemi prevalentemente magnetici sinora adottati, protegge le biblioteche contro i furti”.


Ma non è tutto, Lib-Chip™ infatti non è un semplice sistema di lettura di tag RFID. Forte dei vantaggi offerti da questa tecnologia, Lib-Chip™ consente alle biblioteche di ogni dimensione di implementare ergonomiche postazioni self-service per il ritiro e la restituzione dei libri o dei materiali audiovisivi disponibili, velocizzando e rendendo più sicure tali operazioni. Il prelievo e la restituzione dei libri nella postazione self-service prevede che il lettore appoggi semplicemente il libro sul lettore e confermi su un touch-screen la procedura desiderata (prelievo o restituzione). Il sistema si aggiorna automaticamente ed il lettore ritira il suo scontrino. Qualora stia restituendo un libro, lo stesso verrà appoggiato in un cestino a lato della postazione e l’addetto provvederà a ricollocarlo velocemente nel corretto scaffale, in base ai dati contenuti nel tag.


L’impiego di postazioni self-service, associato ai vantaggi della tecnologia RFID, consente agli addetti della biblioteca di avere una mappa dettagliata della movimentazione dei titoli e di verificare gli interessi degli utenti in tempo reale.


Inoltre, passando vicino agli scaffali con un semplice palmare dotato di antenna, si avrà un’inventariazione automatica immediata dei volumi e dei materiali audiovisivi. L’enorme risparmio di tempo e la quantità di informazioni gestite da Lib-Chip™ consentono quindi ai bibliotecari di concentrarsi attivamente sul loro compito principale: le operazioni di selezione e gestione dei titoli da mantenere sugli scaffali.


Il sistema si interfaccia con tutte le piattaforme software di gestione bibliotecaria ed offre un’ampia gamma di alternative. Grazie ad un apposito strumento di transcodifica Lib-Chip™ garantisce una migrazione automatica dai sistemi magnetici o con codice a barre tradizionali.


“Bibliostar è la piattaforma ideale per lanciare questo sistema innovativo di gestione dei prestiti dei libri” aggiunge Flammini, “il pubblico di questa manifestazione è altamente qualificato e proviene da biblioteche pubbliche, accademiche o di speciale interesse. Siamo quindi lieti di poter presentare Lib-Chip™ in anteprima per l’Italia proprio in questa occasione”.


Bibliostar ha luogo presso il Palazzo delle Stelline a Milano dal 15 al 16 Marzo 2007. A.M. Image Srl presenterà le proprie soluzioni allo stand 32, padiglione A, piano terra.


Comunicato stampa in formato PDF


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A.M. Image S.r.l.


Con più di 2000 installazioni in tutta Italia, A.M. IMAGE S.r.l. è presente sul mercato dal 1981, con un servizio rivolto alle problematiche di archiviazione digitale e microfilm di qualsiasi tipo e formato: documenti cartacei, spool di stampa, giornali, disegni tecnici, assegni, manoscritti, pergamene, mappe, fotografie, negativi, diapositive, quadri. L’azienda distribuisce una vasta gamma di apparecchiature e sistemi (Scanner, Stampanti Laser, Computer, Scanner Planetari sino al formato 2x A0, Sistemi di Storage e Back-up) ed assiste i suoi clienti su tutto il territorio nazionale con tecnici specializzati. Tutti i sistemi di A.M. sono conformi alla normativa CNIPA sulla sostitutività dei documenti elettronici rispetto agli originali cartacei. Tra i clienti di AM Image si annoverano annoverare i maggiori Istituti di Credito, Enti pubblici e Biblioteche di rilevanza nazionale, Società ed Industrie prestigiose.


A.M. Image, il logotipo di A.M. Image e le denominazioni dei prodotti sopra indicati sono marchi registrati di A.M. Image Srl. I nomi ed i logotipi di terze parti qui annoverate sono di proprietà delle aziende nominate.


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Bibliostar


Bibliostar è l’esposizione di servizi, tecnologie e arredi per le biblioteche, che si tiene a Milano ogni anno a metà marzo presso il Palazzo delle Stelline, in contemporanea al convegno organizzato da Biblioteche oggi, in collaborazione con importanti partner istituzionali.


Gli oltre 2.600 iscritti dell’edizione 2006 hanno confermato Bibliostar ed il Convegno di Biblioteche oggi come l’iniziativa più partecipata dai bibliotecari italiani. Da segnalare, inoltre, la presenza di cento espositori in rappresentanza dell’intero panorama dei servizi offerti alle biblioteche, compresi 20 editori italiani e stranieri.


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