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lunedì 11 dicembre 2017

Contrastare il riscaldamento globale con le unità HFO

Alta efficienza e valori ridotti di GWP per le unità HFO Climaveneta ed RC

Il riscaldamento climatico: cause ed effetti

La calda estate 2017 con le sue temperature torride, e i recenti uragani atlantici Harvey, Irma, Maria e Ophelia con le loro conseguenze devastanti arrivate fino alle coste Europee, hanno fatto tornare fortemente alla ribalta il tema del riscaldamento climatico, principale causa di questi eventi metereologici così estremi e violenti.      

La scienza concorda sul fatto che il fenomeno sia primariamente collegato alle emissioni umane di gas ad effetto serra, le quali sono a loro volta connesse ai consumi di energia di origine fossile. Se ad oggi la temperatura media terrestre è cresciuta di +0,7 °C rispetto all’era pre-industriale, gli esperti specificano che per evitare un ulteriore aumento è necessario contenere le concentrazioni complessive di gas ad effetto serra.

La reazione del settore HVAC&R

Partendo dalla Convenzione quadro sui cambiamenti climatici delle Nazioni Unite (UNI-CCC), gli Stati membri si sono quindi progressivamente attivati per fissare nuovi target sempre più sfidanti, anche nel settore HVAC & R. Ridurre le emissioni di gas serra attraverso la riduzione delle emissioni di CO2 e promuovere un modello di sviluppo sostenibile favorendo l’adozione di fonti rinnovabili di energia e alzando i target di efficienza energetica sono stati i primi passi verso questo importante cambiamento.

Il rispetto per l’ambiente secondo MEHITS

Mitsubishi Electric Hydronics & IT Cooling Systems Spa, che fa del rispetto per l’ambiente uno dei suoi valori guida, ha fatto un passo in più proponendo già da fine 2015, le proprie unità a marchio Climaveneta ed RC con refrigeranti eco-compatibili HFO di 4a generazione HFO 1234ze e HFO 1234yf.

Grazie infatti alla loro proprietà di disintegrarsi molto rapidamente nell’atmosfera, le molecole fluorurate HFO hanno un impatto ambientale molto basso, pur mantenendo proprietà termodinamiche molto simili agli HFC, e quindi continuando a garantire elevati livelli di performance energetiche alle unità.

In particolare il refrigerante HFO 1234ze selezionato da Mitsubishi Electric Hydronics & IT Cooling Systems per i chiller, assicura livelli di GWP pari a 7 (rispetto a valori GWP pari a 1430 per il gas R134a) e nessuna tossicità. Per questi motivi HFO 1234ze è stato approvato dagli standard internazionali ASHRAE 34, ISO 817, ed è in linea con gli obiettivi legislativi internazionali sui gas ad effetto serra.

Le unità HFO installate in Europa

Non stupisce quindi che clienti o paesi particolarmente attenti alle tematiche ambientali abbiano scelto unità Climaveneta ed RC con i nuovi refrigeranti eco-compatibili per i propri progetti, facendo registrare 83 installazoini HFO in Europa in soli due anni, per un totale di oltre 52 MW installati ad oggi

Con lo scopo di massimizzare l’efficienza energetica dell’edificio in cui vanno ad operare, il 27% di queste unità è stato selezionato in versione free-cooling mentre ben il 73% con sorgente ad acqua.

Italia, Spagna, Francia, Germania, Regno Unito, Svizzera, Lussemburgo, Danimarca, Norvegia, Svezia e Finlandia risultano essere i paesi più “green” del Vecchio Continente, quelli con il maggior numero di unità HFO installate, con applicazioni che comprendono tutti i segmenti coperti dall’offerta Mitsubishi Electric Hydronics & IT Coolings Systems dall’IT Cooling al Process per approdare ad applicazioni di tipo Comfort che rappresentano la fetta più grossa della torta.

Qualche caso di successo

Analizzando più da vicino qualche esempio di successo possiamo partire dal caso del district heating di Fortum a Espoo, in Finlandia.  Fortum, una società energetica finlandese, recupera il calore espulso da un data center di Ericsson per fornirlo al proprio district heating. 

Sono quindi state installate per il raffreddamento del data center due pompe di calore FOCS2-W HFO/H/CA/S 5422 a marchio Climaveneta, che recuperano il calore disperso e lo forniscono al district heating di Fortum.  Le pompe di calore FOCS2-W HFO sono caratterizzate da livelli competitivi di efficienza sia a pieno carico che a carico parziale (EER 5.06, ESEER 6.23), riducendo i costi di esercizio e consentendo un rapido ritorno sull’investimento.

In questo progetto le pompe di calore Climaveneta raffreddano l’acqua del data center da 15°C fino a 10°C. Il calore estratto viene indirizzato al district heating sotto forma di acqua calda a 70° che si mescola con l’acqua di ritorno, ad una temperatura di 50°C. Tutta l’energia assorbita dal data center aumenta la temperatura dell’acqua di ritorno del district heating, riducendo così il DeltaT tra acqua di ritorno e acqua fornita a servizio della città, aumentando l’efficienza energetica dell’intero sistema.
Un altro progetto di successo con unità HFO è lo stabilimento Victorinox Swiss Army Watch a Delémont.

Victorinox è un'impresa svizzera che opera dal 1884. I suoi prodotti sono sinonimo di qualtà, funzionalità, innovazione e design da oltre 130 anni. Victorinox è un gruppo internazionale in grado di  offrire sei categorie di prodotti: coltellini multiuso, orologi, valigeria e fragranze.  Quello di Delemont è uno dei due plant produttivi in Svizzera, dove vengono realizzati coltelli multi uso e orologi a marchio Wenger e Victorinox.

Nel 2013 l’Azienda ha investito per mantenere condizioni ottimali all’interno dell’edificio, realizzando un impianto di climatizzazione efficiente per il polo produttivo. Il sistema si basa su una pompa di calore polivalente ERACS2Q SL CA 1962 con recupero di calore che ha performato in maniera estremamente efficiente, garantendo il miglior utilizzo dell’energia e condizioni ambientali ottimali all’edificio. 

Il successo della prima installazione ha convinto la proprietà ad investire per ampliare l’impianto e climatizzare così l’intero edificio, con l’aggiunta di un’altra unità a marchio Climaveneta: 1 FX HFO SL-E S 1702. In linea con le normative ambientali vigenti in Svizzera, l’unità è stata consegnata con il nuovo refrigerante ecologico HFO 1234ze: una soluzione che risponde alle esigenze di elevata efficienza dei moderni edifici, offrendo allo stesso tempo una valida alternativa ai refrigeranti HFC.

Vasta esperienza, conoscenza approfondita e capacità di combinare efficienza e sostenibilità fanno di Climaveneta la scelta vincente nei progetti di processo più sfidanti e innovativi al mondo.


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Sara Di Clemente
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mercoledì 19 settembre 2007

Alla ribalta: risparmiare energia

„Così si protegge il clima“ – Un video Podcast lo dimostra:
i gestori di serre sfruttano PLEXIGLAS® per risparmiare energia.

Darmstadt, 5 settembre 2007. Chi realizza la propria serra con lastre alveolari PLEXIGLAS®, risparmia energia. Ciò è illustrato in modo incisivo dal video Podcast sulla campagna PLEXIGLAS® di protezione del clima, visibile da subito su www.plexiglas-and-energy.com. Il filmato di circa otto minuti informa sulle possibilità di risparmiare energia in serra con PLEXIGLAS®. Tra l'altro, il coltivatore olandese Teun van der Eijk riferisce le sue esperienze con circa 100.000 metri quadrati complessivi di serre di PLEXIGLAS®. Un esperto spiega chiaramente come opera l'efficiente isolamento termico delle lastre alveolari a doppia parete e come la grande permeabilità luminosa favorisce la crescita delle piante. E uno sguardo intorno al globo dimostra la tendenza mondiale tra i floricoltori a risparmiare energia con PLEXIGLAS® – l'efficienza energetica sarà lo slogan del futuro.

La crescita dei prezzi dell'energia costringe sempre più gestori di serre ad abbassare le loro spese di riscaldamento. „I pionieri in questo campo sono i floricoltori olandesi, che già costruiscono moltissimo con PLEXIGLAS®“, dichiara Michael Träxler, responsabile del settore Acrylic Sheet della Degussa. Anche altri paesi frattanto seguono le loro orme, come per esempio gli USA, il Giappone e la Norvegia. Negli anni scorsi, PLEXIGLAS® ha dunque conosciuto un boom nell'edilizia di serre. La ragione è l'elevato isolamento termico di lastre alveolari PLEXIGLAS® a doppia parete. In tal modo, i gestori di serre risparmiano energia per il riscaldamento, riducendo anche allo stesso tempo l'emissione di CO2. „Con la nostra campagna noi intendiamo dimostrare che grazie a PLEXIGLAS® la protezione del clima va di pari passo con la riduzione dei costi accessori – e questo a livello mondiale“, dice Träxler.

Il primo passo della campagna ecologica mondiale „Così si protegge il clima“ pone l'attenzione sul tema del risparmio energetico in serra tramite l'isolamento termico con PLEXIGLAS®. Nel successivo corso dell'anno seguiranno poi applicazioni in altri settori: condizionamento, illuminazione e produzione di energia.




Degussa—a wholly owned subsidiary of the RAG Group—is the global market leader in specialty chemicals. Our business is creating essentials—innovative products and system solutions that make indispensable contributions to our customers’ success. In fiscal 2006 around 36,000 employees worldwide generated sales of 10.9 billion euros and operating profits (EBIT) of more than 870 million euros.


Contatto di redazione:
Saremo lieti di fornirvi ulteriori informazioni ed immagini:
Dina Morton Lindsell Marketing Ltd 7-9 Praed Street - London - W2 1NJ T: +44 (0)207 402 0510 DD: +44 (0)20 7087 8057dina@lindsellmarketing.com

giovedì 11 gennaio 2007

Gas serra, l'Ue punta al -20% nel 2020 e boccia l'Italia in politica energetica

La Commissione ha presentato il pacchetto di misure sull'energia. Entro la stessa data le rinnovabili dovranno incidere per il 20%

Bruxelles "agnostica" sul nucleare, ma Barroso si schiera
"Il 31% delle elettricità grazie alle centrali, l'importante è eliminare il carbone"


(Masterworld.org/news) BRUXELLES - L'Ue boccia la politica italiana sull'energia. "Nonostante la forte crescita in settori come l'eolico, il biogas e il biodiesel, l'Italia è lontana dagli obiettivi definiti sia a livello nazionale che europeo". E' quanto si legge nel documento presentato a Bruxelles dalla Commissione Europea insieme al pacchetto sulla politica energetica.

"Diversi fattori contribuiscono a questa situazione - continua il testo - in primo luogo c'è un grande elemento di incertezza dovuto alle recenti ambiguità e cambiamenti politici nel definire la politica attuale". In secondo luogo, sottolinea la Commissione, "ci sono vincoli amministrativi come le complesse procedure di autorizzazione a livello locale", e infine "ci sono barriere finanziarie come gli alti costi di connessione alla rete". Secondo la normativa europea l'Italia deve arrivare al 25% di elettricità prodotta dalle rinnovabili entro il 2010.

"In secondo luogo - si legge ancora nel rapporto della Commissione - ci sono restrizioni amministrative come un sistema complesso per le procedure di autorizzazione a livello locale. Terzo, esistono barriere finanziarie che rendono molto elevati i costi di connessione alle reti". Per tutti questi motivi - sottolinea Bruxelles - l' Italia fa registrare ancora dei ritardi molto forti.

L'Italia sta già osservando molte delle disposizioni dettate dalla Commissione Ue, ma resta ancora da lavorare, soprattutto nel campo delle liberalizzazioni e delle fonti energetiche rinnovabili. E' la replica del ministro alla Sviluppo Economico, Pier Luigi Bersani. "Le iniziative che l'Italia sta prendendo - si legge in una nota - vanno, su molti punti, lungo la strada che l'Unione europea ha indicato". Bersani sottolinea che "con il ddl Energia, le misure contenute in Finanziaria fino ad arrivare ai progetti industriali sull'efficienza energetica il Paese ha intrapreso politiche che segnano una decisiva inversione di tendenza rispetto agli anni scorsi".

Le misure annunciate. La Commissione europea ha presentato l'annunciato pacchetto di misure sulla politica energetica e ha proposto la riduzione di almeno il 20 per cento entro il 2020 delle emissioni di gas serra dei Ventisette. "La Commissione è convinta che quando un accordo internazionale sarà raggiunto sul dopo 2012, questo porterà a un taglio delle emissioni del 30 per cento entro il 2020 da parte dei Paesi industrializzati".

Il Commissario Ue all'Energia Andris Piebalgs ha continuato: "Se prendiamo le giuste decisioni adesso l'Europa può guidare il mondo verso una nuova rivoluzione industriale: lo sviluppo di un'economia a basse emissioni di carbonio". Il cambiamento climatico "è una delle più gravi minacce al nostro pianeta", ha aggiunto il Commissario Ue all'Ambiente Stavros Dimas.

Dimas ha quindi fatto appello al resto dei Paesi industrializzati affinchè seguano l'esempio europeo e "accelerino il progresso verso un accordo internazionale sulla riduzione delle emissioni globali".

Più rinnovabili. Tra le sue proposte la Commissione indica anche gli obiettivi per l'incremento delle fonti rinnovabili e i carburanti verdi. L'obiettivo vincolante suggerito da Bruxelles è di arrivare entro il 2020 al 20 per cento di energia pulita e al 10 per cento di biocarburanti. Il pacchetto varato dalla Commissione ha comunque davanti a sé ancora un lungo percorso. Sarà prima discusso al consiglio europeo di primavera, poi la Commissione presenterà proposte legislative per dare il via alla realizzazione della tabella di marcia per raggiungere gli obiettivi giuridicamente vincolanti e infine i singoli stati membri avranno la possibilità di varare specifici provvedimenti per comporre il proprio mix di energie rinnovabili più adatto alla loro situazione.

Barroso "agnostico" sul nucleare. Sulla possibilità di una maggiore apertura al nucleare, la Commissione Europea non si pronuncia, ed ancora una volta lascia la parola agli stati membri, soli competenti in materia d'energia. "Nell'Europa a 27, il nucleare rappresenta il 31% della produzione di elettricità - ha precisato il presidente della Commissione Europea Josè Manuel Durao Barroso - noi non prendiamo posizione. Ci limitiamo ai fatti. Agli stati membri decidere cosa fare in materia". Ancora una volta Barroso assicura che "per il nucleare la Commissione Europea resta agnostica. Quel che è importante è avanzare verso un'economia meno dipendente dal carbone. E pensiamo di aver presentato in questo senso obiettivi importanti".

Reazioni contrastanti. Le prime reazioni alle proposte di Bruxelles sono state contrastanti. Critici gli ambientalisti. "Le misure previste - afferma il direttore di Legambiente Francesco Ferrante - sono decisamente poco ambiziose oltre che espressione di una politica del doppio binario nella lotta contro i cambiamenti climatici che rischia di trascinare l'Europa in un burrone. Una linea a dir poco bizzarra se si considera l'allarme lanciato quasi una settimana fa con lo studio sulle conseguenze dell'inquinamento da CO2". Ferrante lamenta quindi il fatto che il pacchetto è "frutto di un compromesso tra il Commissario all'Ambiente, Stavros Dimas, che proponeva una riduzione del 30% di emissioni di gas serra (rispetto al 1990) e il Commissario all'Industria, Günter Verheugen, che proponeva un misero 15%". Soddisfatte invece le associazioni degli agricoltori Cia e Coldiretti che sottolineano l'importanza dello stimolo alla diffusione dei biocarburanti.


Origine: Repubblica

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