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lunedì 5 marzo 2018

L'ex juventino Dani Alves: "non mi importa della morte di Davide Astori"


Fanno discutere le affermazioni dell'ex terzino della Juventus Dani Alves
"Non conoscevamo Astori, quindi non è che ci importa tanto. Mi dispiace, ovvio, per la sua famiglia. 
Ora è in un mondo migliore. 
Però, ogni giorno nel mondo ci sono tanti bambini che hanno fame e muoiono e di loro nessuno se ne importa. 
Invece, sono importanti. 
Qui siamo di passaggio e prima o poi tutti faremo quella fine!".

Dani Alves non mi è simpatico ed è certamente spiacevole la frase "non è che ci importa tanto" che sembra suonare come un cinico"non ce ne frega nulla".

Però immagino e spero che il vero senso di quel che volesse dire è quanto ha affermato subito dopo.

In effetti, pure a me è dispiaciuto della  tragica e improvvisa scomparsa di Davide Astori
Una morte improvvisa, un ragazzo giovane, un calciatore corretto, che mi era simpatico e aveva anche giocato nella mia Roma.
 
Sicuramente fa clamore una morte improvvisa così. E' sconvolgente per la sua spietata inaspettatezza e assurda imprevedibilità.

Mi spiace per la sua bimba di due anni, la giovane moglie, i familiari.

Tutto ovvio. Ma poi che altro? 

Capisco lo schock dei compagni di squadra la sospensione della partita che si sarebbe dovuta giocare ieri a poche ore dalla tragica scomparsa.

Capisco già meno il blocco di tutta l'intera giornata calcistica. 
Non perché creda alla regola "the show must go on" che cantava l'indimenticabile Freddy Mercury dei Queen.
 
Non mi importa della saltata domenica di calcio giocato.
Ma la chiamata al lutto mi è cinicamente sembrata un po' troppo mediatica, di facciata.

Il mondo del calcio purtroppo da sempre ha convissuto con tante morti incredibili e inaccettabili per colpa della stupida violenza di ultras accecati da un assurdo odio che non può trovare giustificazioni.

Eppure il circo è proseguito quando invece doveva essere fermato per condannare quegli atroci episodi compiuti per la stoltezza umana.

Stavolta invece ci siamo trovati di fronte all'imponderabilità dell'esistenza umana. 
Una morte per cause naturali. Che ci turba lasciandoci silenti. Ma che altro dire?

Purtroppo a me sconvolge molto di più, per esempio, la morte del signore di colore ucciso oggi a Firenze da un pazzo che gli ha sparato senza alcun motivo.

E se poi penso a me stesso, dico egoisticamente: "magari succedesse a me di morire nel sonno senza alcuna angoscia".

Certo sarebbe traumatico per i miei cari. 
Che di sicuro io non vorrei che soffrissero e soprattutto lasciare eventualmente in uno stato di bisogno.

Ma la cosiddetta morte bianca mi sembra certamente la preferibile per chi se ne va, rispetto ad una morte violenta per un incidente stradale o, peggio ancora, dopo lunghe sofferenze e agonie per un tumore incurabile.

domenica 4 marzo 2018

Serie A chiusa in lutto: Davide Astori è morto improvvisamente.



Tragedia nel mondo del Calcio, Davide Astori il capitano della Fiorentina è morto questa notte nel sonno mentre era in ritiro con la sua squadra.

Si ipotizza un arresto cardiovascolatorio ma ancora non si sa nulla.

La partita tra Udinese-Fiorentina, che si doveva disputare proprio in questi momenti era stata immediatamente annullata per lo shock di tutti i compagni.

Poco fa il Commissario della Lega di serie A, Giovanni Malagò ha annullato l'intera giornata di serie A che era in programma oggi in segno di lutto per la morte del capitano dei viola, nonché calciatore della Nazionale Italiana.

Astori lascia la giovane moglie e una bimba di due anni. Una tragedia.

"ὅν οἴ θεοί φιλοῦσιν ἀποθνήσκει νέος" (hon oi theoi philusin, apothnēskei neos): "Muor giovane chi agli dei è caro" recitava il frammento di Menandro (111 K.-Th) noto soprattutto grazie alla citazione fattane da Giacomo Leopardi (epigrafe del suo Amore e morte), e diventata consolatoria cifra laica per la morte giovanile.

Addio Davide.


lunedì 22 gennaio 2018

Bruno Peres. La leggenda del brasiliano per caso che diventò un giocatore de calcio

Risultati immagini per Bruno Peres pippa
'Sta storia de come Bruno Peres è diventato un calciatore, per giunta de serie A, resta 'na cosa tuttora misteriosa, quasi leggendaria.

Narrasi che Brunetto 'n giorno infausto imboccò er Grande Raccordo Anulare, pare che volesse anna' all'Auditorium a vede' il concerto di Vinicio Capossela pe' sentisse "Che coss'è l'amor", che j'era piaciuta 'n sacco quanno l'aveva 'scoltata ar firm "Tre omini e 'na gamba" de Aldo, Giovanni e Giacomo.

A Roma, lo sapemo: tutte le strade portano all'Auditorium.
Io, per esempio, c'ho le frecce per arivacce pure da dentro ar mi' condominio davanti l'ascensore.
Pure un cieco cor cane 'mbriaco c'ariva all'Auditorium.

Ma Brunetto che c'ha sempre avuto un gran senso daa posizzione, nun te va ambroccà contromano l'olimpica?!

Fu così che se aritrovò salvo pe' miracolo ma senza benzina, perso davanti allo Stadio. 

Faceva pena ar custode d'Olimpico, c'aveva freddo... 

Un giardiniere che stava a potà er prato je diede 'na maglia, 'nartro che stava annaffia je ammollo' 'na tuta pe' fallo riscarda'. 

Era piccoletto, nun sporcava e finì che prese casa dentro n'armadietto che era rimasto vòto nello spogliatoio. 

Un giorno, durante gli allenamenti della Roma, ar momento della partitella infrasettimanale se ritrovarono che erano dispari.

Totti pe' scherza' disse: "che volete? Batte er carcio de inizzio o er piccoletto?"
'No scemo je rispose "noi se pijamo Brunetto, che a me, me sta simpatico perchè se chiama come Conti, er mitico MaraZico degli anni Ottanta".

sabato 23 maggio 2015

E' uscito "Dov'è la vittoria", il nuovo libro di Angelo Forgione

DOV'È LA VITTORIA

Le due Italie nel pallone       
(aspetti sportivi della malaunità politica-economica)

 - Un nuovo graffiante libro dall'autore di Made in Naples -

Dal 13 maggio torna in libreria Angelo Forgione

con un nuovo saggio sulle dinamiche oscure che da sempre regolano il “dietro le quinte” del Calcio italiano.


Immagine in linea 1            


La Casa Editrice Magenes pubblica Dov'è la Vittoria, il secondo libro di Angelo Forgione, reduce dal successo di Made in Naples. Già prenotabile on-line, il nuovo saggio sarà disponibile anche in libreria dal 13 maggio.
 Attraverso il racconto di una partita falsata, Forgione affronta con occhio critico gli aspetti sportivi della malaunità politico-economica.

L'autore indaga le cause delle differenti performance sportive dei movimenti calcistici del Nord e del Sud Italia. Ne risulta alterato lo sport nazionale, influenzato dalle pulsioni che attraversano la società: il divario Nord-Sud, appunto, ma anche le crisi economiche, i giochi della finanza, la corruzione politica, la sfiducia nelle istituzioni, le polemiche sui giudici (arbitri), le strutture inadeguate, l'insicurezza, i localismi, l'intolleranza.

Perché il Nord ha vinto più di 100 scudetti e il Sud non è arrivato in doppia cifra? Come hanno fatto i club settentrionali a prendere il pallino del gioco? E come l'hanno mantenuto? Perché i club meridionali faticano ad affacciarsi in serie A? Cosa ha consentito a Cagliari, Napoli, Roma e Lazio di raccogliere le briciole lasciate dalle squadre del Nord? Perché Juventus, Milan e Inter sono squadre nazionali? E perché sono le più amate ma anche le più odiate? Perché il Napoli è considerato la vera Nazionale dal suo popolo? Quando e come nasce la discriminazione territoriale? Chi ha manipolato la grande passione degli italiani?

Tutti quesiti cui dare adeguate risposte, individuabili con una macrovisione dello show-business, fondamentale per comprendere il significato del fenomeno calcistico nella vita della Nazione unita e nel contesto storico, politico ed economico d'Italia.


Dov'è la Vittoria è una fotografia del calcio tricolore che illustra con completezza un aspetto poco dibattuto dell'annosa “Questione meridionale”: quello sportivo. I veri protagonisti sono l'Italia e gli italiani, che in realtà non esistono, e trovano anche nel Football un linguaggio comune per dimostrarselo.

Dalla Prefazione di Oliviero Beha:                                       
“[...] lo "screanzato" Forgione ha fatto benissimo a osare. È un libro che ha diritto di cittadinanza tra quelli che finora raramente sono stati capaci di intrecciare il Calcio con la società che lo contiene e di cui è espressione macroscopica [...]”

                                                                                    
352 pagine
€ 15,00
Magenes editoriale
Collana "Voci dal Sud"


clicca qui per guardare il booktrailer  


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