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sabato 14 luglio 2007

Mammut: trovato un cucciolo in Siberia. E' una femmina: l'hanno chiamata Ljuba, da "amore"

Un cucciolo di mammut tra i ghiacci della Siberia

Si è conservato integro per oltre diecimila anni
E' una femmina: l'hanno chiamata Ljuba, da "amore"



 Un cucciolo di mammut tra i ghiacci della Siberia MOSCA - Dopo un sonno durato diecimila anni, Ljuba è tornata alla luce tra i ghiacci della Siberia. Lungo appena 130 centimetri e pesante una cinquantina di chili, il cucciolo di mammut ritrovato da un pastore di renne nella penisola di Yamal rappresenta secondo gli scienziati una scoperta sensazionale. Dice Alexei Tikhonov, direttore dell'Istituto di zoologia dell'Accademia delle scienze russe: "Salvo la coda smozzicata da qualche predatore, è in uno stato di conservazione pressoché perfetto: è la prima volta che ciò accade". L'animaletto è femmina e l'hanno battezzata Ljuba, da "ljubov", amore. La piccola sembra ancora addormentata: ha il corpo ricoperto da una lieve peluria, gli occhietti chiusi, la proboscide intatta. Sarebbe morta in seguito alla caduta in una crepa vicina alla riva del fiume: aveva soltanto cinque mesi. Nel permafrost, terreno perennemente ghiacciato, la sua pelle e i suoi tessuti molli hanno resistito al sigillo del tempo.

L'inverno prossimo il cucciolo sarà spedito in Giappone per essere sottoposto a un esame di tomografia computerizzata: le verrà fatta una sorta di radiografia tridimensionale che svelerà ogni particolare della sua anatomia interna. "Si tratta di un esemplare straordinario che consentirà di mettere a confronto i mammiferi preistorici con quelli attuali", spiega il professor Naoki Suzuki dell'università giapponese dove è attesa Ljuba. "Siamo stati fortunati: un animale di taglia più grande non entrerebbe nella camera per gli esami tomografici".

L'eccezionale ritrovamento risale ai primi di maggio. Yurij Khudi, il pastore protagonista della scoperta, dice di averci sbattuto il naso per caso. "Non cercavo fossili, come molta gente fa dalle mie parti", sostiene. Una volta, i "tombaroli" di mammut rivendevano soltanto le loro zanne, di pregiato "avorio nero". Oggi, sul mercato dell'antiquariato paleontologico viene ricercato ogni organo dei pachidermi fossili. Capoluogo del traffico illegale di questi reperti è la città di Yakutsk, dove si smerciano pelle, ossa o interi scheletri di mammut. Su internet sono in vendita perfino i peli dell'animale preistorico a circa 50 dollari l'uno.

Ljuba visse la sua breve vita alla fine dell'ultima glaciazione, quando i mammut, apparsi circa 4,8 milioni di anni fa, cominciarono a svanire dal pianeta. La causa della loro estinzione non è stata ancora determinata: ha influito il riscaldamento del clima e probabilmente la caccia che gli dava l'uomo preistorico. Sulla remota isola di Wrangel, nell'estremo oriente russo, una piccola popolazione di mammut sopravvisse fino a 5000 anni fa. Numerosi scienziati hanno tentato invano di clonarne un esemplare. Il ritrovamento di Ljuba riaccenderà le loro speranze. Spiega il professor Larry Agenbroad, direttore del Mammoth site di Hot Springs, nel Sud Dakota: "Basta del buon Dna per resuscitare un mammut: già nel 1997, dopo la scoperta di un animale assai ben conservato, i genetisti mi assicurarono che 22 mesi dopo mi avrebbero portato un cucciolo di mammut". Ma quel Dna non era sufficientemente intatto e non se ne fece nulla. Con quello del cucciolo appena scoperto, ai taumaturghi dell'evoluzione si presentano due alternative: iniettare il Dna nell'ovulo di un elefante indiano per ottenere un ibrido oppure tentare di fondere il nucleo di una cellula di mammut con quella di un ovulo di elefante priva del suo Dna. E far nascere così una nuova Ljuba.


Origine: Repubblica

1 commento:

Anonimo ha detto...

l'hanno chiamata Ljuba, da "amore",perche la signiora che ha trovato mammut si chiama Liuba.

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