ActionAid al festival NONSONOCOSA 2026
Dall’8 al 10 maggio a Selinunte la nuova edizione del festival sociale di fotografia.
Sabato 9 maggio un appuntamento a cura di ActionAid dedicato alla prevenzione e al contrasto delle mutilazioni genitali femminili
Dall’8 al 10 maggio torna NONSONOCOSA, il festival sociale di fotografia, che per l’edizione 2026 vede anche la collaborazione di ActionAid. La rassegna si conferma anche quest’anno un progetto culturale fondato su inclusività, universalità e condivisione, capace di coniugare artisti di caratura internazionale e profondo radicamento territoriale. Promosso dall’Associazione Senzanome, NONSONOCOSA sceglie per l’edizione 2026 il Parco Archeologico di Selinunte come palcoscenico, trasformando l’intera Marinella di Selinunte in un percorso diffuso tra mostre, workshop, talk, proiezioni e momenti di convivialità.
ActionAid sarà presente al festival sabato 9 maggio con un appuntamento dedicato al tema delle mutilazioni genitali femminili. Nel corso dell’incontro - ore 20.00 al Lido Zabbara - verrà presentato il lavoro dell’organizzazione in Italia, seguito dalla proiezione di un estratto del documentario “Jaha’s Promise”, ambientato in Gambia, Paese in cui le mutilazioni genitali femminili rappresentano ancora una pratica diffusa e riguardano circa il 75% delle donne.
L’appuntamento si inserisce nelle attività previste dal progetto europeo SAFE, che promuove consapevolezza, prevenzione e cambiamento culturale su una pratica lesiva che continua a colpire milioni di donne e ragazze nel mondo. Le mutilazioni genitali femminili, pur assumendo forme diverse a seconda dei contesti, affondano ovunque le proprie radici in norme di genere discriminatorie e in fattori socio-economici strutturali. In molte comunità sono ancora giustificate come tradizione, requisito per il matrimonio o presunto precetto religioso, pur non avendo alcun fondamento scientifico né religioso, e rappresentano uno strumento di controllo del corpo e del ruolo sociale di donne e ragazze.
Nonostante un numero crescente di Paesi si sia dotato di una legislazione per contrastare le mutilazioni genitali femminili, i progressi normativi restano fragili senza un reale cambiamento culturale. Il recente caso del Gambia lo dimostra chiaramente: a inizio anno è stato presentato un nuovo ricorso – dopo quello del 2024 – per mettere in discussione il Women’s Act del 2015 che vieta le MGF, evidenziando il rischio di arretramenti anche nei Paesi dotati di una legislazione specifica. Nel mondo, oltre 230 milioni di ragazze e donne hanno subito una forma di mutilazione genitale femminile e circa 4 milioni rischiano ogni anno di esservi sottoposte prima dei 15 anni. Le conseguenze sono gravi e durature anche sul piano sanitario ed economico: i costi sanitari globali associati alle MGF sono stimati in circa 1,4 miliardi di dollari l’anno e sono destinati ad aumentare in assenza di interventi efficaci.
Anche in Italia il fenomeno è presente: secondo le stime più recenti, elaborate dall’Università di Milano-Bicocca, al 1° gennaio 2023 circa 88.500 donne e ragazze sopra i 15 anni che vivono nel nostro Paese hanno già subito una mutilazione genitale femminile, prevalentemente all’interno di comunità provenienti da Paesi in cui la pratica è storicamente diffusa, tra cui quelle egiziana, nigeriana ed etiope. A queste si aggiungono circa 16.000 bambine sotto i 15 anni potenzialmente a rischio, 9.000 delle quali nate in Italia. ActionAid è impegnata da anni nella prevenzione delle mutilazioni genitali femminili e nel supporto alle donne e alle ragazze che le hanno subite, in Italia e a livello internazionale nei paesi in cui opera, tra cui, Somaliland, Gambia, Kenya, Liberia, Nigeria e Uganda. Nel nostro Paese, ActionAid lavora dal 2016 in rete con istituzioni, servizi e comunità per rafforzare prevenzione, protezione e accesso ai diritti, anche attraverso progetti cofinanziati dall’Unione europea come il più recente SAFE, e la partecipazione alla rete europea End FGM-EU.
Il festival NONSONOCOSA, con la co-direzione artistica dei fotografi Camilla Miliani e Mattia Crocetti, è patrocinato da Parco Archeologico di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria, dal Comune di Castelvetrano, dal Consorzio Provinciale di Trapani e dalla Pro Loco Selinunte di Castelvetrano, e realizzato in collaborazione con Cantine Musita, Coop Culture, We World, ActionAid e Scomodo.
SAFE – Support and Aid for Female Genitale Mutilation and Early and Forced Marriage è co-finanziato dalla Commissione europea – Programma CERV (Cittadinanza, Uguaglianza, Diritti e Valori) ed è implementato in sei paesi europei da ActionAid (Italia), Terre des Femmes (Germania), AkiDwa (Irlanda), Save a Girl Save a Generation (Spagna), Equipop (Francia) ed End FGM EU Network (Belgio).
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