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venerdì 22 maggio 2026

Usa-Iran: una pace sempre più vicina o solo una fake news

La notizia che il nuovo accordo di pace tra Usa e Iran costruito su nove punti sembra essere in dirittura di arrivo viene data in anteprima dalla emittente televisiva Al Arabiya, di proprietà Saudita che avrebbe ottenuto quella che descrive come la bozza finale di un accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, che dovrebbe essere annunciato entro poche ore.

La bozza oggetto di molto interesse internazionale prevede: 1) un cessate il fuoco immediato e completo su tutti i fronti;2) l’impegno reciproco a non colpire le infrastrutture; 3) la garanzia della libertà di navigazione nel Golfo Persico e nello Stretto di Hormuz 4) un processo di monitoraggio con meccanismo congiunto da stabilire;5) Tutte le sanzioni verrebbero gradualmente revocate in cambio dell'adesione dell'Iran, con l'avvio di negoziati sulle questioni in sospeso entro sette giorni.

L'accordo in questione sembra essere stato condiviso tra le parti in guerra e dovrebbe entrare in vigore subito dopo il suo annuncio ufficiale. Naturalmente ci sono molte perplessità riguardo i punti che nono molto ampi e non tengono in considerazione uno dei fattori scatenanti della guerra l’arricchimento dell’uranio e il futuro stoccaggio in Russia.

Tra i fattori realistici e che possono favorire ulteriori troviamo il "cessate il fuoco immediato e completo su tutti i fronti" che significa fondamentalmente anche per il Libano, nodo debole è Israele che dovrà accettare suo malgrado che tutto questo non va nella direzione del decadente governo di Netanyahu prossimo alla cacciata elettorale.

E poi, di fatto, ci sarebbe uno scambio tra tutto e nulla. L'Iran sbloccherebbe lo Stretto di Hormuz, in cambio della promessa che le sanzioni verranno un po' alla volta revocate. Anche se, ovviamente, potrebbe bloccarlo di nuovo in qualunque momento, farlo adesso non mi sembra una buona mossa. Intanto il 22 maggio sono passate ben 35 navi dallo stretto di Hormuz, accettando il pedaggio e la rotta iraniana come riferito dal comando delle guardie rivoluzionarie, cioè quasi un terzo del traffico normale, segno che stanno imponendo di fatto il controllo; perché l’Iran dovrebbe fermare adesso questo processo?

Il gioco delle carte è molto incerto e l’oggetto di scambio non rende plausibile un immediato processo di pace perché per la non presenza di un vero oggetto di scambio, oltretutto da parte Iraniana si ricorda quanto siano inaffidabili gli statunitensi? Nella migliore delle ipotesi, potrebbero trascinare i negoziati sin dopo le elezioni di midterm, per poi dichiararsi insoddisfatti e ripartire con la guerra, ma stavolta più preparati. Nella peggiore, potrebbero colpire nei prossimi giorni, dopo che Teheran ha accettato l'accordo.

Cosa ci sia dietro l’emittente Al Arabiya non lo sappiano ma certo molte notizie non sono diffuse non sono state affidabili in quanto canale di proprietà saudita che riflette anche gli interessi di RIAD, è lecito ipotizzare che sia anche un modo per condizionare le trattative.

Nel complesso, un accordo (preliminare) di questo tipo mi sembra molto più utile a Trump che non agli iraniani. Che fondamentalmente non porterebbero a casa alcun risultato, lasciando agli Stati Uniti il tempo per riorganizzarsi e valutare cosa fare. L'unica cosa ascrivibile sarebbe il rinvio del tema nucleare ma è ben poco, a fronte del rischio implicito.

Peraltro, arrivano notizie da fonti vicine alla squadra negoziale iraniana, secondo le quali non c'è ancora un progetto di bozza finale, e comunque la diffidenza verso gli USA negli ultimi tempi è cresciuta considerevolmente, spingendo la leadership di Teheran a dare per altamente probabile la ripresa del conflitto cinetico.

Da parte Americana il vice capo dello staff della Casa Bianca per le politiche, Stephen Miller, se ne è uscito con una nuova minaccia: "L'Iran ha una scelta: o accettare un documento che soddisfi gli Stati Uniti, o affrontare una punizione da parte delle nostre forze militari come non se ne sono viste nella storia moderna. Questa è la scelta che devono fare..."

Secondo fonti Iraniane è difficile quindi pensare che siamo realmente vicini ad un accordo, foss'anche solo preliminare. L'ipotesi più probabile è che, per ragioni meramente tattiche e speculative, una parte dell'amministrazione USA dia per fatte cose che non lo sono per nulla - come del resto è già accaduto più volte negli ultimi due mesi.

Secondo Al Jazira invece il capo dell'esercito pakistano, Asim Munir, si sta recando a Teheran nell'ambito degli intensi sforzi del Paese per mediare una soluzione tra Stati Uniti e Iran. Intanto il segretario di Stato americano Marco Rubio ha affermato che ci sono stati dei "lievi progressi" nei colloqui con l’Iran per porre fine alla guerra, aggiungendo di non voler esagerare sulla portata di tali progressi.

La guerra di Israele continua ed oggi in un attacco Israeliano a Deir Qanoun en-Nahr, in Libano, ha causato sei morti, tra cui due soccorritori e un bambino siriano, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute pubblica del Paese.

Naturalmente quelle che contano sono le reazioni ufficiali in relazione alla pace e che speriamo non tardino a venire viste le ripercussioni globali che tali atti bellicistici hanno provocato nel mondo. E staremo a vedere quale sarà la reazione iraniana alla notizia di Al Arabiya.

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