Uno studio internazionale coordinato dall'Università Statale di Milano ha sviluppato un peptide sintetico che interrompe la comunicazione tra le molecole nei neuroni responsabili della trasmissione del dolore. La ricerca, pubblicata su The Journal of Physiology, pone le basi per trattamenti terapeutici efficaci senza gli effetti collaterali degli oppioidi.
Milano, 19 maggio 2026 – Il dolore cronico è un’emergenza sanitaria globale, aggravata dagli effetti collaterali e dalla dipendenza causata dall'uso di oppioidi utilizzati per mitigarlo. Una nuova prospettiva nella lotta alle neuropatie (condizioni croniche causate da una lesione o dal malfunzionamento del sistema nervoso centrale o periferico) arriva dall’Università Statale di Milano, dove un team internazionale di ricerca ha messo a punto un approccio innovativo, individuando un nuovo bersaglio molecolare da inibire tramite un peptide sintetico, che potrebbe quindi superare i limiti delle terapie a base di oppioidi.
Lo studio è stato coordinato da Andrea Saponaro, ricercatore del Dipartimento di Scienze Farmacologiche e Biomolecolari, con la collaborazione del team di ricerca di Anna Moroni, docente di Fisiologia della Statale, con il contributo dell’Università della Florida, ed è stato pubblicato su The Journal of Physiology.
La ricerca ha individuato un bersaglio molecolare specifico, il cAMP (adenosina monofosfato ciclico), una sorta di “interruttore chimico” che modula il comportamento dei neuroni del dolore e che è direttamente correlato a specifici canali presenti in questi neuroni, chiamati canali HCN2. Il cAMP potenzia l’attivazione dei neuroni e li rende più suscettibili, aumentando la trasmissione dei segnali dolorosi e la loro persistenza nel tempo.
È quindi proprio il legame tra la molecola cAMP e il neurone HCN2 a rappresentare un meccanismo chiave alla base del dolore neuropatico: intervenire su questa interazione, impedendone l’azione, consente di ridurre l’iperattività dei neuroni e, di conseguenza, il dolore.
Per bloccare selettivamente questa interazione e ridurre l’iperattività neuronale, i ricercatori hanno sviluppato un peptide sintetico, che ha eliminato il potenziamento del dolore, producendo effetti analgesici senza le conseguenze collaterali date dall’uso di oppiodi e suggerendo quindi la possibilità di sviluppare approcci farmacologici innovativi in grado di agire in modo selettivo sui meccanismi alla base del dolore.
“Uno degli aspetti più rilevanti di questa ricerca è la possibilità di intervenire sul dolore neuropatico agendo in modo mirato sui meccanismi che lo generano, senza ricorrere agli oppioidi. Oggi queste terapie rappresentano una risposta diffusa ma problematica, per via degli effetti collaterali e del rischio di dipendenza: il nostro approccio apre quindi la strada a una nuova generazione di trattamenti, capaci di affrontare il dolore cronico in modo più sostenibile, agendo sulle cause biologiche e non solo sui sintomi”, conclude Saponaro.
La ricerca ha ottenuto il sostegno di Fondazione Cariplo e Fondazione Telethon.
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