Cerca nel blog
giovedì 11 ottobre 2018
PENSIONI: COLDIRETTI, 3 MLN DI FAMIGLIE SALVATE DAI PENSIONATI + foto
giovedì 9 novembre 2017
In pensione a 67 anni, Fipe: "Esenzione doverosa per i pubblici esercizi"
sabato 27 novembre 2010
Calcolare il TFR
Per uniformare quanto più possibile la disciplina del trattamento di fine rapporto alle forme di previdenza l'articolo 11 di questo decreto legislativo modifica gli elementi sino ad oggi in vigore salvaguardando però le quote già accantonate prima del gennaio 2001.
Dal 1° gennaio 2001 il trattamento di fine rapporto prevede quindi due differenti quote:
• i rendimenti finanziari assoggettati annualmente all’imposta sostitutiva dell’Irpef;
• la quota capitale, sottoposta a tassazione separata rispetto al sostituto d’imposta
Sulla base di queste due differenti quote devono essere adottati due diversi comportamenti:
• le quote che sono state accantonate fino al 31 dicembre 2000 sono sottoposte alle norme precedenti
• le quote che sono accantonate dal 1° gennaio 2001 in poi devono invece essere sottoposte a questo nuovo decreto legislativo.
Il calcolo passa quindi attraverso
• la determinazione dell’imponibile fiscale
• calcolate le imposte
• la determinazione dell'aliquota
Fonte-:Calcolo del TFR
lunedì 15 dicembre 2008
ALLUNGAMENTO DELL'ETA' PENSIONABILE PER LE DONNE. NO' GRAZIE
di Raffaele Pirozzi
Il Ministro per l'Innovazione della Pubblica amministrazione -On. Renato Brunetta- vuole costituire un gruppo di studio per valutare i costi ed i benefici derivanti dall'allungamento dell'età pensionabile;sia le donne che gli uomini, dice il Ministro, devono andare in pensione alla stessa età.
La proposta, come era prevedibile, ha ricevuto un secco nò da parte dei Sindacati Confederali e non. Si sono dichiarati contrari sia la CGIL, la CISL e la UIL nonché l'UGL.
Le donne,già oggi sono discriminate ,per alcuni motivi:
-sono costrette a lavorare di più dei maschi. Devono impegnarsi per il lavoro e per la casa;
-hanno un salario più basso, pur esplicando le stesse mansioni, dei colleghi maschi;
-
l'Italia manca di asilo nido e le leggi che tutelano le donne non sono applicate.
Queste sono alcune ragioni che hanno fatto dire nò alle Organizzazioni Sindacali all'ipotesi del Ministro della Pubblica Amministrazione.
Napoli, 15/12/08
martedì 22 maggio 2007
Pensionati: Ipost Card presentata oggi al Forum PA
Presenti il Commissario Straordinario di Ipost, Giovanni Ialongo, il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, il Presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà e l'AD di Poste Italiane, Massimo Sarmi.
Per ricevere la pensione direttamente su una carta a banda magnetica, prelevare il contante sul circuito Bancomat e Postamat ed effettuare pagamenti sul circuito Maestro, Ipost ha ideato l'innovativa Ipost Card, una nuova modalità di riscuotere la pensione.
Pensata appositamente per i 128.000 pensionati di Ipost, l'Istituto Postelegrafonici che gestisce le forme obbligatorie di previdenza ed assistenza per il personale dipendente del Gruppo Poste Italiane, la Ipost Card è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso lo Stand Ipost e alla quale sono intervenuti Giovanni Ialongo, Commissario Straordinario Ipost, Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni, Antonio Catricalà, Presidente dell'Antitrust e Massimo Sarmi, Amministratore Delegato di Poste Italiane.
"Raggiungere i massimi risultati e la totale sicurezza per i pensionati grazie a servizi migliori ed efficienti, questi gli obiettivi della Ipost Card – dichiara Giovanni Ialongo, Commissario Straordinario Ipost - che grazie all'aumento degli accrediti in c/c postale consentirà un servizio ottimale per tutti. Oggi con l'Ipost Card abbiamo raggiunto la più evoluta modalità di pagamento garantendo la sicurezza del pensionato. Per i pensionati la quota di attivazione e di ricarica, sia con accredito pensionistico o di contanti presso l'ufficio postale, è gratuita. Sono altresì gratuiti i prelievi ed i pagamenti presso l'ufficio postale e gli sportelli bancomat di Poste, nonché il blocco della carta e l'assicurazione".
Tra i temi di attualità di questi giorni, in discussione tra Governo e sindacati, vi è quello delle pensioni e del riordino degli Enti previdenziali.
"Mi preme sottolineare in relazione alla razionalizzazione degli Enti Previdenziali che nutro forti dubbi - ha proseguito il Commissario Straordinario Ialongo - in merito all'unificazione in un unico Ente, il così detto Inpu, in grado realizzare i 2 miliardi di euro ( 4.000 miliardi delle vecchie lire) di riduzione della spesa, mantenendo gli attuali standard di qualità. A mio avviso dobbiamo ricercare altre soluzioni come le sinergie tra gli Enti, non facoltative ma obbligatorie, oppure la trasformazione, attualmente all'esame dei giuristi per lo studio di fattibilità, dell'Ipost in Fondazione".
" La storia di Poste Italiane degli ultimi 15 anni – ha sottolineato il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni – è una storia di successo dovuto alle scelte e ai comportamenti associati del management, al comportamento attivo dei lavoratori e all'efficienza dei lavoratori. Riconosco al Commissario Straordinario di Ipost, il dott Ialongo, il merito di aver lavorato affinché l'Ipost potesse continuare ad esistere in autonomia e potesse raggiungere i livelli di efficienza che la contraddistinguono. Per quanto concerne il futuro ritengo che il Ministro e il Governo debbano dare segnali di fiducia rispetto ad un lavoro così importante come quello fatto da Ipost. Guardo con disponibilità anche all'ipotesi di costituire una Fondazione Ipost ma l'interesse prevalente resta quello di fare in modo che l'innovazione, la semplificazione e la riduzione dei costi non vadano a discapito delle significative esperienze di successo che abbiamo in Italia".
Qualità e innovazione sono le parole d'ordine del Gruppo Poste Italiane. "Colgo l'occasione per lanciare un'idea – ha dichiarato l'Ad di Poste Italiane, Massimo Sarmi - stiamo per iniziare l'avventura con i telefonini, quindi ci auguriamo che altri servizi Ipost possano essere lanciati tramite i telefonini".
Ricaricata periodicamente tramite gli accrediti del trattamento pensionistico, la Ipost Card consentirà di ridurre le file dei 56.000 pensionati delle Poste Italiane che ricevono la pensione in contanti allo sportello postale, migliorando anche il servizio per i cittadini.
Inoltre la Ipost Card, sia se utilizzata presso gli Uffici Postali che presso gli altri sportelli Bancomat, permetterà di ottenere tutte le informazioni sul proprio saldo e lista movimenti, di effettuare prelievi, pagamenti e ricariche.
Prima della premiazione dei vincitori dei concorsi "iPost: per la ricerca e lo studio" e "iPost giovani laureati" il Presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà ha confermato il rapporto di amicizia che lo lega a Giovanni Ialongo ed ha sottolineato la grande competenza del Commissario Straordinario.
per maggiori informazioni: Ufficio stampa: Brizzi comunicazione s.r.l.
Tel. 06.39038091 - 06.39030347 Fax. 06.39030304
Email:info@brizzicomunicazione.it
TFR: NON FARE LO STRUZZO
| Riforma Previdenziale | | | |
TFR: NON FARE LO STRUZZO
Countdown finale per le decisioni sul TFR. Che fare? Alcuni utili suggerimenti di Mind Consulting Italia azienda leader nel settore delle risorse umane.
Alzi la mano chi si è dato realmente da fare per capire qualcosa di questa riforma previdenziale, chi ci ha capito qualcosa e chi sa con quanto andrà in pensione alla fine della propria attività lavorativa. Da una ricerca condotta da Euromedia per Tuttofondi del primo trimestre 2007, emerge che il 52% degli intervistati ignora come funzioni il "silenzio-assenso" della nuova riforma del TFR. Il 57.8% degli intervistati, inoltre, non sa a quanto ammonta la propria pensione, mentre il 24% ha una visione ottimistica e pensa che l'ammontare della propria pensione corrisponderà almeno al 75% dell'ultimo stipendio percepito. Due italiani su dieci non conoscono neppure cosa sia il Trattamento di Fine Rapporto ed i restanti otto su dieci sanno che è iniziata una riforma, ma appaiono disorientati appena si entra nel dettaglio.
Il sondaggio di Euromedia ha toccato un campione di 500 lavoratori dipendenti del settore privato, di età compresa tra i 18 e i 60 anni, appartenenti a varie zone d'italia e con posizioni professionali diverse. 350 dipendenti di aziende con più di 50 addetti; 150 dipendenti di aziende con meno di 50 addetti.
Il Trattamento di Fine Rapporto o liquidazione è pari al 6,91% della retribuzione lorda di un lavoratore dipendente, soldi che vengono resi disponibili nel momento in cui il lavoratore cessa il rapporto con l'azienda. Nell'ipotesi di una retribuzione lorda di 20.000 euro/anno, ca 1000 e/netti mese, l'importo accantonato dal datore di lavoro per il TFR corrisponde a ca. 1.382 euro all’anno, più o meno 100 euro al mese. Questi soldi oggi verrebbero remunerati dal datore di lavoro con un interesse annuo composto dal 1,5% più il 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo Istat (ipotizzandol'indice ISTAT dello scorso anno circa al 3%, questi soldi in poche parole renderebbero intorno al 3,75% all’anno). Un bel gruzzolo.
Che succederà al TFR di coloro che entro fine giugno non si saranno espressi in proposito? Resterà in azienda? Andrà all'INPS o a un fondo chiuso? Come funziona questo silenzio-assenzio? A queste domande poste da Euromedia il 52,8% degli intervistati non ha saputo rispondere.
I meno informati sono risultati essere i giovani sotto i 30 anni ed i lavoratori con gli stipendi più bassi, ovvero le categorie maggiormente colpite dalla riforma Dini del 1993 quando l'introduzione del metodo contributivo ha sostituito il metodo retributivo.
Il disorientamento diffuso testimonia la mancanza di una informazione chiara ed efficace in materia previdenziale capace di guidare i lavoratori verso una scelta consapevole. La torta in gioco è grande; si parla di 12 miliardi di euro all'anno di flussi liberati ed interessa banche, assicurazioni, sindacati e governo. Ma chi si interessa ai 12 milioni di dipendenti coinvolti? I soldi sono i loro. In ballo ci sono le pensioni future e un cospicuo numero di persone che se non saranno ben consigliate, potrebbero trovarsi a fare i conti con pensioni magre e un pericoloso problema sociale. (continua...)
Ufficio Stampa Mind Consulting Italia
Francesca Cattozzo
martedì 3 aprile 2007
Tfr, pensione e liquidazione: ricco dossier su Altroconsumo
Avete tempo fino al 30 giugno per decidere se mantenere il vostro tfr (cioè la liquidazione) in azienda, se farlo confluire nel fondo pensione di categoria o se optare per soluzioni alternative.
Siete ancora dubbiosi? Smarriti nelle molte opzioni disponibili? Ad esempio, volete calcolare la vostra pensione? Oppure siete incerti su quale fondo pensione sia meglio per le vostre esigenze? O ancora, temete che il silenzio-assenso possa essere controproducente?
Su Altroconsumo.it troverete le risposte a queste domande e molti altri chiarimenti.
martedì 27 marzo 2007
TFR - Io, me la pensione me la faccio
| | | | |
TFR: UNA FINE O UN NUOVO INIZIO ?
Tra 25 anni un lavoratore dipendente andrà in pensione con il 43% del suo ultimo stipendio e un lavoratore autonomo con il 27%. Esiste una via d'uscita: i sistemi di incentivazione aziendale.
Si calcola che sono dodici milioni i lavoratori dipendenti privati interessati dalla riforma del TFR per un flusso annuo di ca. 13 miliardi di euro di Tfr. Una vera rivoluzione. Entro giugno i dipendenti privati dovranno decidere se destinare il proprio Tfr maturando a un fondo di previdenza integrativa oppure se lasciarlo in azienda.
Un lavoratore su quattro ha già deciso di destinare il proprio Tfr a uno dei tre tipi di fondo pensione, mentre il 53% ha scelto di mantenerlo in azienda. Dati a febbraio. Gli indecisi invece sono il 22 per cento. Lo rivela il sondaggio IPR Marketing realizzato per Il Sole-24 Ore su un campione di mille dipendenti del settore privato. Grande agitazione dunque tra i lavoratori e anche tra i datori di lavoro che gridano allo scippo.
Una cosa che non tutti conoscono però sono i dati statistici in materia previdenziale. Tra 25 anni un lavoratore dipendente, fondo o non fondo scelto, andrà in pensione, con il 43% del suo ultimo stipendio e un lavoratore autonomo con il 27% del suo ultimo stipendio.
La manovra del TFR sposta solo il pacco bomba da sopra le ginocchia a sotto la sedia. La pensione versione classica di fatto non esiste più già da diverso tempo per una buona parte della popolazione. Le questioni previdenziali sono arrivate ad un punto di non ritorno "chi ha dato ha dato chi ha avuto ha avuto". I lavoratori sono costretti a pensare a nuove forme di sostentamento per il domani.
Un valido aiuto arriva dai sistemi di incentivazione aziendale in grado di far guadagnare di più ai lavoratori anche in visione del "domani" e di aumentare nel contempo la redditività delle imprese. L'azione parte con la volontà di tutti gli operatori economici di guardare alle cose in modo diverso da come hanno fatto fino ad ora. Per creare maggiore ricchezza è necessario dividerne una parte con le persone che aiutano a crearla. Un imprenditore può destinare fino al 50% di quello che non sta guadagnando ai propri collaboratori che l'aiutano a guadagnarlo.
Numerose aziende hanno già iniziato a lavorare con il sistema degli incentivi economici per tutti i reparti e per tutti i collaboratori.
I Supermercati Massì, per esempio, una realtà lombarda in forte espansione presente con 20 punti vendita e altri 5 in previsione per il 2008. In una intervista rilasciata a Paolo Ruggeri, Responsabile R&D di Mind Consulting, Anna Allieri, responsabile risorse umane della Catena afferma:
"aver lanciato degli incentivi economici ci ha permesso non solo di premiare i collaboratori più meritevoli, ma anche di far attecchire in azienda la cultura dell’efficacia e della responsabilità. Ogni collaboratore è stimolato non solo a svolgere il proprio lavoro, ma anche a far sì che gli obiettivi del punto vendita vengano raggiunti."
Vantaggi per i lavoratori che possono guardare con maggiore serenità al futuro, vantaggi per la crescita delle imprese e vantaggi anche per lo Stato.
Un sistema di incentivazioni che funzioni oltre alla parte di riconoscimento economica deve comprendere anche accurate azioni di motivazione e di coinvolgimento del personale e va gestito da manager preparati che sappiano scatenare una positiva competitività interna. Solo in questo modo i dipendenti sono spronati a fare sempre meglio e sempre di più. Esistono delle tecniche specifiche in materia.
La responsabilità sociale oggi passa nelle mani degli imprenditori e dei manager. Siamo nell'era dei "Nuovi Condottieri".
Ufficio Stampa Mind Consulting Italia
Francesca Cattozzo
Disclaimer
Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.
Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.
Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.
Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).
Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.
L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.
Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.
Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.
Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.
Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.



