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giovedì 11 ottobre 2018

PENSIONI: COLDIRETTI, 3 MLN DI FAMIGLIE SALVATE DAI PENSIONATI + foto

PENSIONI: COLDIRETTI, 3 MLN DI FAMIGLIE SALVATE DAI PENSIONATI
GIORGIO GRENZI ELETTO ALLA PRESIDENZA DI FEDERPENSIONATI

Sono oltre 3 milioni le famiglie in cui la pensione di un nonno o di un parente è l'unica fonte di entrate, mentre in più di 7,5 milioni di case i pensionati contribuiscono ai tre quarti del reddito domestico. E' quanto emerge da un'analisi di Coldiretti su dati Istat in occasione dell'elezione di Giorgio Grenzi alla guida della Federpensionati Coldiretti la più importante associazione pensionati del lavoro autonomo di tutta Europa con oltre 800 mila iscritti, in concomitanza con l'audizione alla Camera del Presidente dell'Inps Tito Boeri.


. La presenza di un pensionato in casa – spiega una rilevazione on line di Coldiretti - viene considerata dal 37 per cento degli italiani un fattore determinante per contribuire al reddito domestico, nonostante oltre 7,5 milioni di pensionati italiani prendano meno di 750 euro al mese secondo dati Inps. Anche se poi fra aiuto domestico e sostegno economico diretto il valore del contributo dei nonni si aggira in media sui mille euro al mese, stima la Coldiretti.

"Dobbiamo far emergere con forza il ruolo che come pensionati abbiamo ancora nella società non solo dal punto di vista del welfare economico nei confronti di figli e nipoti ma anche – spiega Grenzi - rispetto alla funzione fondamentale di conservare le tradizioni alimentari e guidare i più giovani a scuola e in casa verso abitudini più salutari basate sui prodotti e sui tempi di quella dieta mediterranea che ha fatto dell'Italia uno dei Paesi con il record di longevità. La nuova agricoltura, che ha saputo conciliare innovazione con la tradizione, non può fare a meno del patrimonio di esperienza degli anziani ma – aggiunge Grenzi - è l'intera società ad avere fame di conoscenza del nostro mondo come conferma il crescente coinvolgimento dei pensionati agricoli nella società civile, dalle scuole agli orti urbani fino ai progetti di agricoltura sociale".

Grenzi, nato a Nonantola in provincia di Modena il 14 febbraio del 1949, ha svolto la sua attività professionale nella Coldiretti dove ha ricoperto numerosi incarichi a livello locale e nazionale, ma ha maturato esperienze anche nell'Unione europea delle cooperative Uecoop, nei Consorzi Agrari, nelle Bonifiche e in diverse associazioni di produttori. Lo ha eletto la XII Assemblea Generale della Federpensionati, riunita a Palazzo Rospigliosi, a Roma, alla presenza del presidente Confederale della Coldiretti Roberto Moncalvo, del Segretario generale della Coldiretti Enzo Gesmundo e con la partecipazione del capo della polizia Franco Gabrielli. Insieme al Presidente Giorgio Grenzi è stata eletta anche la nuova giunta nazionale di Federpensionati Coldiretti composta da tre vice presidenti Franca Sertore per la Lombardia, Johann Karl Berger della Sudtiroler Bauerbund di Bolzano e Pietro Fidone della Sicilia insieme ai membri Marino Bianchi del Veneto, Angelo Marseglia della Puglia ed Elvira Leuzzi della Calabria.

Nella foto Giorgio Grenzi, eletto presidente della Federpensionati Coldiretti

giovedì 9 novembre 2017

In pensione a 67 anni, Fipe: "Esenzione doverosa per i pubblici esercizi"

Risultati immagini per andare In pensione

IN PENSIONE A 67 ANNI, NESSUNA ESENZIONE PER I LAVORATORI DEI PUBBLICI ESERCIZI.

CURSANO, FIPE: "STARE 10 ORE IN PIEDI AL BANCONE DI UN BAR NON È FORSE UN LAVORO USURANTE?"

Roma, 9 ottobre 2017 – “Il lavoro di chi fatica tutto il giorno nei bar e ristoranti italiani merita pienamente di essere considerato nelle categorie delle mansioni usuranti, per questo dovrebbe essere esentato dall'innalzamento dell'età pensionabile, senza se e senza ma. Troviamo peraltro curioso che tra i lavori usuranti non ve ne sia neppure uno del mondo dei servizi di mercato". 

Fipe - Federazione Italiana Pubblici Esercizi con il Vice Presidente vicario Aldo Mario Cursano, commenta duramente le ultime novità relative alla proposta del Governo di esentare quindici categorie di lavoratori dall'innalzamento automatico dell'età pensionabile a 67 anni. 

"Il lavoro nei pubblici esercizi comporta una serie di attività e mansioni che richiedono sforzi fisici e usura, dallo stare in piedi al bancone del bar a preparare caffè tutto il giorno, in cucina o in sala, al trasportare carichi - prosegue Cursano -. Un impegno che si protrae spesso dalla prima mattina alla tarda sera, senza considerare i sabati, le domeniche, il Natale e le varie festività. Per garantire quella qualità e attenzione al modello di offerta e servizio fondamentali in un lavoro come il nostro, l'esenzione dall'innalzamento dell'età pensionabile dovrebbe essere doveroso, proprio come avviene per insegnanti, personale infermieristico, conduttori di convogli ferroviari, personale marittimo e tutte le altre categorie contemplate dall'esenzione, sia le undici già previste dall'Ape sociale che le quattro appena incluse. Il fatto che il Governo non abbia preso in considerazione il nostro settore ci porta a pensare che evidentemente la cultura del lavoro è ancora quella del secolo scorso nonostante i cambiamenti intervenuti nel sistema economico-produttivo”.



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sabato 27 novembre 2010

Calcolare il TFR

A partire dal 2000, con il decreto legislativo 47/2000, la disciplina fiscale nell'ambito della previdenza complementare è stata completamente ridisegnata.
Per uniformare quanto più possibile la disciplina del trattamento di fine rapporto alle forme di previdenza l'articolo 11 di questo decreto legislativo modifica gli elementi sino ad oggi in vigore salvaguardando però le quote già accantonate prima del gennaio 2001.
Dal 1° gennaio 2001 il trattamento di fine rapporto prevede quindi due differenti quote:
• i rendimenti finanziari assoggettati annualmente all’imposta sostitutiva dell’Irpef;
• la quota capitale, sottoposta a tassazione separata rispetto al sostituto d’imposta
Sulla base di queste due differenti quote devono essere adottati due diversi comportamenti:
• le quote che sono state accantonate fino al 31 dicembre 2000 sono sottoposte alle norme precedenti
• le quote che sono accantonate dal 1° gennaio 2001 in poi devono invece essere sottoposte a questo nuovo decreto legislativo.
Il calcolo passa quindi attraverso
• la determinazione dell’imponibile fiscale
• calcolate le imposte
• la determinazione dell'aliquota
Fonte-:Calcolo del TFR

lunedì 15 dicembre 2008

ALLUNGAMENTO DELL'ETA' PENSIONABILE PER LE DONNE. NO' GRAZIE

ENNESSIMA TROVATA DEL MINISTRO PER LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE: ALLUNGAMENTO DELL'ETA' PENSIONABILE PER LE DONNE.


di Raffaele Pirozzi



Il Ministro per l'Innovazione della Pubblica amministrazione -On. Renato Brunetta- vuole costituire un gruppo di studio per valutare i costi ed i benefici derivanti dall'allungamento dell'età pensionabile;sia le donne che gli uomini, dice il Ministro, devono andare in pensione alla stessa età.

La proposta, come era prevedibile, ha ricevuto un secco nò da parte dei Sindacati Confederali e non. Si sono dichiarati contrari sia la CGIL, la CISL e la UIL nonché l'UGL.

Le donne,già oggi sono discriminate ,per alcuni motivi:

-sono costrette a lavorare di più dei maschi. Devono impegnarsi per il lavoro e per la casa;

-hanno un salario più basso, pur esplicando le stesse mansioni, dei colleghi maschi;

  • l'Italia manca di asilo nido e le leggi che tutelano le donne non sono applicate.

    Queste sono alcune ragioni che hanno fatto dire nò alle Organizzazioni Sindacali all'ipotesi del Ministro della Pubblica Amministrazione.

    Napoli, 15/12/08


Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

martedì 22 maggio 2007

Pensionati: Ipost Card presentata oggi al Forum PA

AL VIA LA IPOST CARD PRESENTATA OGGI AL FORUM PA PIÙ SICUREZZA PER I PENSIONATI

Presenti il Commissario Straordinario di Ipost, Giovanni Ialongo, il Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, il Presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà e l'AD di Poste Italiane, Massimo Sarmi.


Per ricevere la pensione direttamente su una carta a banda magnetica, prelevare il contante sul circuito Bancomat e Postamat ed effettuare pagamenti sul circuito Maestro, Ipost ha ideato l'innovativa Ipost Card, una nuova modalità di riscuotere la pensione.
Pensata appositamente per i 128.000 pensionati di Ipost, l'Istituto Postelegrafonici che gestisce le forme obbligatorie di previdenza ed assistenza per il personale dipendente del Gruppo Poste Italiane, la Ipost Card è stata presentata oggi nel corso di una conferenza stampa che si è svolta presso lo Stand Ipost e alla quale sono intervenuti Giovanni Ialongo, Commissario Straordinario Ipost, Paolo Gentiloni, Ministro delle Comunicazioni, Antonio Catricalà, Presidente dell'Antitrust e Massimo Sarmi, Amministratore Delegato di Poste Italiane.
"Raggiungere i massimi risultati e la totale sicurezza per i pensionati grazie a servizi migliori ed efficienti, questi gli obiettivi della Ipost Card – dichiara Giovanni Ialongo, Commissario Straordinario Ipost - che grazie all'aumento degli accrediti in c/c postale consentirà un servizio ottimale per tutti. Oggi con l'Ipost Card abbiamo raggiunto la più evoluta modalità di pagamento garantendo la sicurezza del pensionato. Per i pensionati la quota di attivazione e di ricarica, sia con accredito pensionistico o di contanti presso l'ufficio postale, è gratuita. Sono altresì gratuiti i prelievi ed i pagamenti presso l'ufficio postale e gli sportelli bancomat di Poste, nonché il blocco della carta e l'assicurazione".
Tra i temi di attualità di questi giorni, in discussione tra Governo e sindacati, vi è quello delle pensioni e del riordino degli Enti previdenziali.
"Mi preme sottolineare in relazione alla razionalizzazione degli Enti Previdenziali che nutro forti dubbi - ha proseguito il Commissario Straordinario Ialongo - in merito all'unificazione in un unico Ente, il così detto Inpu, in grado realizzare i 2 miliardi di euro ( 4.000 miliardi delle vecchie lire) di riduzione della spesa, mantenendo gli attuali standard di qualità. A mio avviso dobbiamo ricercare altre soluzioni come le sinergie tra gli Enti, non facoltative ma obbligatorie, oppure la trasformazione, attualmente all'esame dei giuristi per lo studio di fattibilità, dell'Ipost in Fondazione".
" La storia di Poste Italiane degli ultimi 15 anni – ha sottolineato il Ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni – è una storia di successo dovuto alle scelte e ai comportamenti associati del management, al comportamento attivo dei lavoratori e all'efficienza dei lavoratori. Riconosco al Commissario Straordinario di Ipost, il dott Ialongo, il merito di aver lavorato affinché l'Ipost potesse continuare ad esistere in autonomia e potesse raggiungere i livelli di efficienza che la contraddistinguono. Per quanto concerne il futuro ritengo che il Ministro e il Governo debbano dare segnali di fiducia rispetto ad un lavoro così importante come quello fatto da Ipost. Guardo con disponibilità anche all'ipotesi di costituire una Fondazione Ipost ma l'interesse prevalente resta quello di fare in modo che l'innovazione, la semplificazione e la riduzione dei costi non vadano a discapito delle significative esperienze di successo che abbiamo in Italia".
Qualità e innovazione sono le parole d'ordine del Gruppo Poste Italiane. "Colgo l'occasione per lanciare un'idea – ha dichiarato l'Ad di Poste Italiane, Massimo Sarmi - stiamo per iniziare l'avventura con i telefonini, quindi ci auguriamo che altri servizi Ipost possano essere lanciati tramite i telefonini".
Ricaricata periodicamente tramite gli accrediti del trattamento pensionistico, la Ipost Card consentirà di ridurre le file dei 56.000 pensionati delle Poste Italiane che ricevono la pensione in contanti allo sportello postale, migliorando anche il servizio per i cittadini.
Inoltre la Ipost Card, sia se utilizzata presso gli Uffici Postali che presso gli altri sportelli Bancomat, permetterà di ottenere tutte le informazioni sul proprio saldo e lista movimenti, di effettuare prelievi, pagamenti e ricariche.
Prima della premiazione dei vincitori dei concorsi "iPost: per la ricerca e lo studio" e "iPost giovani laureati" il Presidente dell'Antitrust, Antonio Catricalà ha confermato il rapporto di amicizia che lo lega a Giovanni Ialongo ed ha sottolineato la grande competenza del Commissario Straordinario.

per maggiori informazioni: Ufficio stampa: Brizzi comunicazione s.r.l.
Tel. 06.39038091 - 06.39030347 Fax. 06.39030304
Email:info@brizzicomunicazione.it

TFR: NON FARE LO STRUZZO

Riforma Previdenziale


trattamento di fine rapportoTFR: NON FARE LO STRUZZO

Countdown finale per le decisioni sul TFR. Che fare? Alcuni utili suggerimenti di Mind Consulting Italia azienda leader nel settore delle risorse umane.

Alzi la mano chi si è dato realmente da fare per capire qualcosa di questa riforma previdenziale, chi ci ha capito qualcosa e chi sa con quanto andrà in pensione alla fine della propria attività lavorativa. Da una ricerca condotta da Euromedia per Tuttofondi del primo trimestre 2007, emerge che il 52% degli intervistati ignora come funzioni il "silenzio-assenso" della nuova riforma del TFR. Il 57.8% degli intervistati, inoltre, non sa a quanto ammonta la propria pensione, mentre il 24% ha una visione ottimistica e pensa che l'ammontare della propria pensione corrisponderà almeno al 75% dell'ultimo stipendio percepito. Due italiani su dieci non conoscono neppure cosa sia il Trattamento di Fine Rapporto ed i restanti otto su dieci sanno che è iniziata una riforma, ma appaiono disorientati appena si entra nel dettaglio.

Il sondaggio di Euromedia ha toccato un campione di 500 lavoratori dipendenti del settore privato, di età compresa tra i 18 e i 60 anni, appartenenti a varie zone d'italia e con posizioni professionali diverse. 350 dipendenti di aziende con più di 50 addetti; 150 dipendenti di aziende con meno di 50 addetti.

Il Trattamento di Fine Rapporto o liquidazione è pari al 6,91% della retribuzione lorda di un lavoratore dipendente, soldi che vengono resi disponibili nel momento in cui il lavoratore cessa il rapporto con l'azienda. Nell'ipotesi di una retribuzione lorda di 20.000 euro/anno, ca 1000 e/netti mese, l'importo accantonato dal datore di lavoro per il TFR corrisponde a ca. 1.382 euro all’anno, più o meno 100 euro al mese. Questi soldi oggi verrebbero remunerati dal datore di lavoro con un interesse annuo composto dal 1,5% più il 75% dell'aumento dell'indice dei prezzi al consumo Istat (ipotizzandol'indice ISTAT dello scorso anno circa al 3%, questi soldi in poche parole renderebbero intorno al 3,75% all’anno). Un bel gruzzolo.

formazione aziendaleChe succederà al TFR di coloro che entro fine giugno non si saranno espressi in proposito? Resterà in azienda? Andrà all'INPS o a un fondo chiuso? Come funziona questo silenzio-assenzio? A queste domande poste da Euromedia il 52,8% degli intervistati non ha saputo rispondere.
I meno informati sono risultati essere i giovani sotto i 30 anni ed i lavoratori con gli stipendi più bassi, ovvero le categorie maggiormente colpite dalla riforma Dini del 1993 quando l'introduzione del metodo contributivo ha sostituito il metodo retributivo.

Il disorientamento diffuso testimonia la mancanza di una informazione chiara ed efficace in materia previdenziale capace di guidare i lavoratori verso una scelta consapevole. La torta in gioco è grande; si parla di 12 miliardi di euro all'anno di flussi liberati ed interessa banche, assicurazioni, sindacati e governo. Ma chi si interessa ai 12 milioni di dipendenti coinvolti? I soldi sono i loro. In ballo ci sono le pensioni future e un cospicuo numero di persone che se non saranno ben consigliate, potrebbero trovarsi a fare i conti con pensioni magre e un pericoloso problema sociale. (continua...)



Ufficio Stampa Mind Consulting Italia

Francesca Cattozzo

martedì 3 aprile 2007

Tfr, pensione e liquidazione: ricco dossier su Altroconsumo

Su Altroconsumo.it, portale al servizio dei consumatori, è disponibile un ricco dossier di approfondimento su trf, pensioni, liquidazione e su quali scelte sia più opportuno fare per il proprio futuro.

Avete tempo fino al 30 giugno per decidere se mantenere il vostro tfr (cioè la liquidazione) in azienda, se farlo confluire nel fondo pensione di categoria o se optare per soluzioni alternative.

Siete ancora dubbiosi? Smarriti nelle molte opzioni disponibili? Ad esempio, volete calcolare la vostra pensione? Oppure siete incerti su quale fondo pensione sia meglio per le vostre esigenze? O ancora, temete che il silenzio-assenso possa essere controproducente?

Su Altroconsumo.it troverete le risposte a queste domande e molti altri chiarimenti.

martedì 27 marzo 2007

TFR - Io, me la pensione me la faccio





consulenza direzionaleTFR: UNA FINE O UN NUOVO INIZIO ?

Tra 25 anni un lavoratore dipendente andrà in pensione con il 43% del suo ultimo stipendio e un lavoratore autonomo con il 27%. Esiste una via d'uscita: i sistemi di incentivazione aziendale.

Si calcola che sono dodici milioni i lavoratori dipendenti privati interessati dalla riforma del TFR per un flusso annuo di ca. 13 miliardi di euro di Tfr. Una vera rivoluzione. Entro giugno i dipendenti privati dovranno decidere se destinare il proprio Tfr maturando a un fondo di previdenza integrativa oppure se lasciarlo in azienda.

Un lavoratore su quattro ha già deciso di destinare il proprio Tfr a uno dei tre tipi di fondo pensione, mentre il 53% ha scelto di mantenerlo in azienda. Dati a febbraio. Gli indecisi invece sono il 22 per cento. Lo rivela il sondaggio IPR Marketing realizzato per Il Sole-24 Ore su un campione di mille dipendenti del settore privato. Grande agitazione dunque tra i lavoratori e anche tra i datori di lavoro che gridano allo scippo.

Una cosa che non tutti conoscono però sono i dati statistici in materia previdenziale. Tra 25 anni un lavoratore dipendente, fondo o non fondo scelto, andrà in pensione, con il 43% del suo ultimo stipendio e un lavoratore autonomo con il 27% del suo ultimo stipendio.

La manovra del TFR sposta solo il pacco bomba da sopra le ginocchia a sotto la sedia. La pensione versione classica di fatto non esiste più già da diverso tempo per una buona parte della popolazione. Le questioni previdenziali sono arrivate ad un punto di non ritorno "chi ha dato ha dato chi ha avuto ha avuto". I lavoratori sono costretti a pensare a nuove forme di sostentamento per il domani.

Un valido aiuto arriva dai sistemi di incentivazione aziendale in grado di far guadagnare di più ai lavoratori anche in visione del "domani" e di aumentare nel contempo la redditività delle imprese. L'azione parte con la volontà di tutti gli operatori economici di guardare alle cose in modo diverso da come hanno fatto fino ad ora. Per creare maggiore ricchezza è necessario dividerne una parte con le persone che aiutano a crearla. Un imprenditore può destinare fino al 50% di quello che non sta guadagnando ai propri collaboratori che l'aiutano a guadagnarlo.

Numerose aziende hanno già iniziato a lavorare con il sistema degli incentivi economici per tutti i reparti e per tutti i collaboratori.

I Supermercati Massì, per esempio, una realtà lombarda in forte espansione presente con 20 punti vendita e altri 5 in previsione per il 2008. In una intervista rilasciata a Paolo Ruggeri, Responsabile R&D di Mind Consulting, Anna Allieri, responsabile risorse umane della Catena afferma:

"aver lanciato degli incentivi economici ci ha permesso non solo di premiare i collaboratori più meritevoli, ma anche di far attecchire in azienda la cultura dell’efficacia e della responsabilità. Ogni collaboratore è stimolato non solo a svolgere il proprio lavoro, ma anche a far sì che gli obiettivi del punto vendita vengano raggiunti."

Vantaggi per i lavoratori che possono guardare con maggiore serenità al futuro, vantaggi per la crescita delle imprese e vantaggi anche per lo Stato.

Un sistema di incentivazioni che funzioni oltre alla parte di riconoscimento economica deve comprendere anche accurate azioni di motivazione e di coinvolgimento del personale e va gestito da manager preparati che sappiano scatenare una positiva competitività interna. Solo in questo modo i dipendenti sono spronati a fare sempre meglio e sempre di più. Esistono delle tecniche specifiche in materia.

La responsabilità sociale oggi passa nelle mani degli imprenditori e dei manager. Siamo nell'era dei "Nuovi Condottieri".


Ufficio Stampa Mind Consulting Italia

Francesca Cattozzo

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