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lunedì 16 dicembre 2019

MARKETERs MGeneration 19 - Greenpact: Brands for Future

Giovedì 5 Dicembre 2019, presso la Scuola di Management ed Economia di Torino, si è tenuta la terza edizione del MARKETERs Generation 
organizzato dal comitato torinese del MARKETERs Club.



Il MARKETERsGeneration è un evento targato MARKETERs Club, associazione riconosciuta a livello nazionale che realizza eventi con lo scopo di portare le migliori realtà aziendali e i migliori brand internazionali all’interno del mondo universitario.


Il MARKETERs MGeneration 19 -Greenpact: Brands for Future è stato il primo evento del nuovo comitato direttivo di Torino, il quale conta più di 200 soci, tre corsi di formazione da poco conclusi ed un MTalk a cui hanno partecipato più di 150 studenti e non. 

Grazie all’impegno e alla passione che vengono riposti in ogni attività attualmente il Club conta 900 soci a livello nazionale.

L'evento è stato dedicato ad esplorare il tema della sostenibilità ambientale e di come le aziende stiano facendo fronte al “cambiamento verde”. 

E' infatti in atto una vera rivoluzione ecologica  e noi abbiamo incontrato alcune importanti realtà che stanno affrontando il cambiamento in prima linea. 

Si sono susseguiti rispettivamente gli speech di: Fabio Zardini, Country Manager Italy presso Patagonia, Gianluca Bruna e Silvia Guerra dell'organizzazione comunitaria Stranaidea ed Alessandro De Marco, Vice Presidente di Allianz Global Investor.

Fabio Zardini ci ha raccontato di come Patagonia, azienda americana di abbigliamento outdoor, sia riuscita nel tempo ad incrementare notevolmente i profitti pur mantenendo inalterata la propria politica ambientalista e anti consumistica, seguendo una politica aziendale basata su tre core values: costruire il prodotto migliore, non causare danni non necessari, usare il business per il pianeta. 
Patagonia ha inoltre sposato  un modello di capitalismo benefit, nel quale la creazione di benessere, e non la massimizzazione del profitto, diventa l'obiettivo principale. 
L'azienda ha sempre messo la qualità davanti alla quantità, producendo capi resistenti, utilizzando solo cotone organico e fair trade ed  offrendo un servizio di riparazione per gli abiti rovinati, “Perché una buona giacca può durare una vita intera”
L'azienda dona inoltre l'1% dei suoi profitti a progetti per la tutela del pianeta (il 100% durante il Black Friday, essendo contrari a questa giornata), come ad esempio: 
  • Artifishal, un film inchiesta sulla produzione del salmone allevato; 
  • Blue Heart, contro alla costruzione ingiustificata delle dighe;
  • iniziative per la promozione della regenerative organic farming; 
  • finanziamento per la conversione delle coltivazioni di cotone in agricoltura  organica
L'azienda ha infine fondato il sito Patagonia Action Works, una piattaforma con lo scopo di unire le persone nella lotta contro ai cambiamenti climatici.

A riportarci in una dimensione più locale è stata invece la cooperativa sociale Stranaidea, impegnata ormai da diversi anni ad offrire accoglienza e pasti ai più bisognosi, consegnando più di 100 razioni giornaliere a tre diversi centri di accoglienza sparsi sul territorio torinese utilizzando un furgoncino elettrico. 
Durante i mesi invernali si attiva l'emergenza fredda e i servizi vengono raddoppiati, affiancando inoltre un servizio di boa mobile per intercettare tutti coloro che non sono in grado o non vogliono raggiungere un dormitorio. 
L'associazione è attiva sul piano ambientale con dei progetti che riguardano la piantumazione di alberi e frutteti in zone accidentato e nei giardini delle scuole. 
E' inoltre parte del corpo europeo di solidarietà.

Dopo i primi due interessanti interventi è seguito un break, gentilmente offerto dai nostri sponsor Tauer Bakery, Almabamboo-Bambùbio e Peter's Tea House, i quali hanno messo a disposizione degli ospiti pasticcini, del buon tè caldo e altri manicaretti.

E' stata quindi la volta del nostro ultimo ospite, Alessandro De Marco, il quale ha illustrato le politiche che Allianz segue oramai da vent'anni per la creazione di un futuro sostenibile.  Allianz Global Investor, prima società assicurativa finanziaria al mondo, è infatti sicura su una cosa: le aziende che non punteranno sulla sostenibilità nei prossimi anni sono destinate a sparire dal mercato. 
Di conseguenza, prima di investire in una nuova azienda, la società le assegna un punteggio secondo i parametri del ESG: environmental, social, governance

In seguito, una volta entrati nel consiglio d'amministrazione Allianz si impegna a votare solo politiche atte ad un miglioramento in questi tre campi chiave. Alcuni risultati raggiunti sono stati: l'eliminazione degli antibiotici dalle carni di McDonald Italia e il finanziamento di aziende che hanno completamente rivoluzionato il proprio business, come ad esempio Erg, precedentemente operatore nel fossil fuel ed oggi invece leader delle rinnovabili

Allianz non finanzia inoltre nessuna impresa nel settore oil and gas, armamenti o pornografia. La società ha infine finanziato un interessante progetto di un catamarano che ripulisce le foci dei fiumi dai rifiuti di plastica. 

Agli interventi è seguito un divertente gioco interattivo, dove il fortunato vincitore si è portato a casa diverse casse di Redbull gentilmente offerte dall'azienda. 

Per concludere la giornata gli ospiti, gli organizzatori e tutti i media partner hanno partecipato ad un aperitivo, sempre offerto dai nostri sponsor, tra cui Winelivery e Raspini.
“MARKETERs MGeneration 19 - Greenpact: Brands for Future" è stata una vera e propria giornata formativa e altamente motivazionale, interamente organizzata e gestita da ragazzi universitari con la passione per la comunicazione ed il marketing, che sono riusciti a coinvolgere numerosi studenti, importanti realtà leader nel loro settore, sponsor di alto livello e noti media partner, creando un evento stimolante e del tutto paragonabile a quelli organizzati dalle più solide realtà aziendali e pubbliche, riconfermando ancora una volta la veridicità del motto del MARKETERsClub: “Learning By Doing”.

martedì 26 novembre 2019

Greenpact per la MARKETERs Generation. Scuola di Management ed Economia di Torino, 5 Dicembre 2019

Giovedì 5 Dicembre 2019, presso la Scuola di Management ed Economia di Torino 
in corso Unione Sovietica 218 bis, si terrà la terza edizione del MARKETERs Generation, organizzato dal comitato torinese del MARKETERs Club dalle ore 14.00 alle ore 18.00.

Torino, 26 novembre 2019 - Il MARKETERs Club è un’associazione riconosciuta a livello nazionale che realizza eventi con lo scopo di portare le migliori realtà aziendali e i migliori brand internazionali all’interno del mondo universitario.

Greenpact, il primo evento organizzato dal nuovo comitato dell'associazione, sarà dedicato ad esplorare il tema della sostenibilità ambientale e di come le aziende stiano facendo fronte al “cambiamento verde”.

Non è più possibile continuare con il classico modello di produzione business as usual e l'attenzione dei consumatori riguardo l'impatto dei prodotti è andata a crescere in modo esponenziale negli ultimi anni, grazie anche ai recenti movimenti giovanili come Fridays for Future ed alle numerose pubblicazioni scientifiche che di continuo ci ricordano della necessità di invertire velocemente la rotta. 

In un contesto economico sempre più difficile e competitivo, le sfide per le aziende sono enormi, altrettanto grandi possono però essere le possibilità di distinguersi in positivo e di conquistare nuove fette di mercato.

E' in atto una vera rivoluzione verde e noi vi faremo incontrare alcune delle realtà Italiane che stanno affrontando la stanno affrontando in prima linea, a volte operando una vera e propria inversione di rotta rispetto al loro precedente percorso industriale.

Gli ospiti presenteranno le loro aziende, presentando diversi temi legati alla sostenibilità ambientale. 

Responsabilità sociale d'impresa, energie rinnovabili, efficienza nella produzione, sono solo alcuni dei numerosi aspetti che saranno trattati durante la mattinata. 

Tra i relatori che ad oggi hanno confermato la loro presenza c’è Patagonia, azienda tessile americana leader nel settore dell'abbigliamento sportivo ed outdoor.

Durante le presentazioni si potrà partecipare attivamente, facendo interventi e domande (anche raccolte sulle pagine social del Club).

La giornata avrà inizio alle ore 14.00 con accredito e proseguirà con gli interventi degli ospiti, intervallati da un coffee break e da una serie di attività supportate dagli sponsor.

MARKETERs Day – Greenpact è organizzato dal comitato di Torino, il quale conta più di 200 soci ed eventi a cui hanno presenziato oltre 100 partecipanti, tra studenti e non.

Grazie all’impegno e alla passione che vengono riposti in ogni attività attualmente il Club conta più di 900 soci a livello nazionale.

Tra gli ospiti dei passati appuntamenti:
  • Tommaso Saronni, Director PR, Social & Digital di Adidas Group
  • Simone Maggi CEO & Co-founder di Lanieri;
  • Veronica Dolce, Marketing Manager di Rolling Stone Italia;
  • Paolo Iabichino, Docente alla scuola Holden ed ex Chief Creative Officer di Ogilvy
  • Veronica Civiero, Head of Influencers e Social Media di L’Oréal;
  • Mauro Zanetti, Project Management Office della Juventus FC
  • Giorgio Soffiato, Managing Director di Marketing Arena.

martedì 9 ottobre 2018

Il mercato elettrico italiano, come sarà il futuro? - Milano 16 ottobre 2018


IL MERCATO ELETTRICO ITALIANO,COME SARÀ IL FUTURO? Scenari di prezzi e regolatori

Milano, 16 ottobre 2018 – ore 9.30Palazzo Turati - Camera di Commercio
Via Meravigli 9/B

Milano, 9 ottobre 2018 - Gli obiettivi di decarbonizzazione, con l’aumento della quota da rinnovabili al 2030, porteranno una trasformazione del mercato elettrico senza precedenti. 

Al centro di questo cambiamento profondo ci saranno la tecnologia e la digitalizzazione, che stanno già provocando un ripensamento dei modelli di business e creando  nuove opportunità. 


Per accompagnare il mercato elettrico futuro, nasce l’esigenza di definire un nuovo market design con un quadro regolatorio adeguato che possa ridurre, per esempio, i rischi di volatilità dei prezzi. 

I maggiori player di settore e gli operatori si confronteranno sui cambiamenti in atto.

Nel corso dell’incontro Alessandro Marangoni, Ceo di Althesys, farà il punto su “Il mercato elettrico italiano, tra policy e strategie industriali”.

Queste alcune evidenze:
- Le tecnologie rinnovabili ridurranno i costi per i consumatori;
- La sovracapacità derivante dal termoelettrico è solo un ricordo;
- Dopo un lungo periodo di ribassi, i prezzi sono risaliti bruscamente.

La presentazione dello studio sarà seguita dagli interventi di Stefano Besseghini, Arera, eAndrea Peruzy, Acquirente Unico, e da due tavole rotonde con attori del settore.
Comprendere il mercato per investire”
Interverranno: Angelo Leonelli, ERG; Carlo Pignoloni, Enel Green Power; Marco Margheri, Edison; Luca Matrone, Intesa S.Paolo; Michele Scandellari, SECI Energia.

"Mercato elettrico, quali scenari, quali prezzi?"
Interverranno: Marco Bruseschi, Consorzi Energia Confindustria; Stefano Cavriani, Ego Trade; Dario Gallanti, Danske Commodities; Simone Lo Nostro, Sorgenia; Giuseppe Pastorino AICEP; Francesco Benvenuto, Falck Renewables.



A questo indirizzo è possibile consultare il programma e accreditarsi:
http://customer3439.musvc1.net/e/t?q=3%3dJUQY%263%3dZ%26B%3dQIXR%26E%3dHRTXNU%26I%3d8AKD_Hhtn_Sr_Iosg_S4_Hhtn_RwNKM.rCH8vJMI.tFA_Hhtn_RwSXQO_Iosg_S4ZP_Iosg_S4RQ_Iosg_S493-D3Ht2HE-vC3JAI736-0H130yD6-4CCv-JyHr-00-6BKIH6-J1552F9-u0-DHvQNE-v-I376CyJ6I7_Hhtn_Rw%265%3dAK0M1Q.56H%2690%3dT1r2yXWK

lunedì 25 giugno 2018

Climatizzazione sostenibile in Uruguay terra della sostenibilità

Unità Climaveneta per il nuovo centro commerciale in Uruguay, dove il 97% dell’energia è rinnovabile


La rivoluzione green in Uruguay
L’Uruguay è un paese di quasi 3 milioni e mezzo di abitanti che non ha riserve petrolifere e che fino a poco più di 10 anni fa importava petrolio dai paesi vicini. Grazie alla politica energetica green avviata nel 2000, il Paese è arrivato oggi a produrre il 97% dell’energia elettrica totale da fonti rinnovabili: solare, idroelettrica, eolica e da biomassa. Una vera rivoluzione figlia di un piano energetico ben strutturato, di un quadro legislativo favorevole e di una collaborazione spinta tra i settori pubblico e privato, che ha portato tanta elettricità green, a costi più contenuti rispetto al passato. Tuttavia, in un paese in cui fa molto caldo d’estate e molto freddo d’inverno, quella energetica rimane una voce di spesa importante, addirittura cruciale nel caso dei moderni centri commerciali, considerati altamente energivori.
 
Las Piedras Shopping
La città di Las Piedras, nel dipartimento di Canelones, è un centro urbano in rapida crescita negli ultimi anni, in seguito al forte sviluppo metropolitano della capitale Montevideo. In quest’area, prettamente rurale e caratterizzata da piccoli esercizi commerciali, mancava un centro di aggregazione in grado di offrire non solo negozi ma anche aree di ristorazione e servizi ricreativi per la cittadinanza. Per servire quindi questo crescente bacino di utenti, è nato il centro commerciale Las Piedras Shopping: 38.000 m2 totali con 100 negozi, 5 sale cinema, 1 ipermercato, una grande food court con 12 punti di ristoro e una capienza di 600 persone. L’edificio si sviluppa su tre livelli, il primo interrato e dedicato ai parcheggi, gli altri due alle attività commerciali e ricreative.  Il centro si affaccia con grandi vetrate sul Parco Artigas, inserendosi in maniera armoniosa nell’ambiente circostante.

La sostenibilità
Visto il contesto verde in cui sorge la struttura la sostenibilità e il rispetto ambientale sono stati i perni della progettazione dell’intero edificio.  Grande importanza è stata data all’illuminazione, con largo utilizzo di vetrate e quindi apporto di luce naturale, affiancata da quella artificiale al LED. E’stato inoltre previsto un uso razionale dell’acqua grazie anche ad un doppio sistema di fornitura che distingue l’acqua potabile da quella per usi di servizio. Infine anche l’impianto di climatizzazione e ventilazione del centro è stato progettato e realizzato con un forte focus sul risparmio energetico.

L’impianto di climatizzazione
La climatizzazione del centro si basa su un sistema centralizzato con refrigeratori di liquido  condensati ad acqua che forniscono i diversi locali commerciali, e centrali trattamento aria che servono tutte le aree comuni.
Per contenere quindi i consumi energetici, garantendo al contempo massima affidabilità e comfort interno per i fruitori del centro, sono state selezionate unità ad elevata efficienza a marchio Climaveneta. Nel dettaglio sono stati installati 3 refrigeratori di liquido condensati ad acqua FOCS2-W/CA, in versione ad alta efficienza, con una potenza frigorifera totale di 3.417 kW, collegati a torri di raffreddamento. L’ing Louis Lagormarsino, che ha progettato gli impianti meccanici afferma:Abbiamo deciso di installare chiller condensati ad acqua nel centro commerciale perché in questo progetto il costo operativo era molto importante e mantenere chiller con torri di raffreddamento impattava positivamente sui costi legati al consumo elettrico.
Per ottimizzare le performance energetiche dell’edificio, è stato inoltre predisposto un sistema di free-cooling in grado di sfruttare le temperature favorevoli dell’aria esterna a supporto dell’impianto di climatizzazione. Il trattamento dell’aria è affidato a 10 centrali trattamento aria WIZARD-TA-7500 CA, con una portata d’aria totale di 244.035 m3/h.

Installazione e post-vendita
Le UTA sono state fornite con la soluzione Plug&Play, che ha permesso non solo di installare ed avviare le unità in modo facile e veloce, ma anche di collegarle a un sistema centralizzato per monitorarne costantemente il funzionamento e i consumi.  Martin Foderè, Centre Manager di Las Piedras Shopping afferma: “Siamo molto soddisfatti della performance dell’impianto di climatizzazione. L’assistenza post-vendita che ci è stata fornita è risultata fondamentale per raggiungere gli ottimi livelli di efficienza energetica, che stiamo vedendo mese dopo mese nelle bollette elettriche.

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Sara Di Clemente
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martedì 3 novembre 2015

Osservatorio sui Mercati Europei dell’Energia (EEMO): Capgemini rilascia la 17a edizione



Dalla 17ma edizione dello European Energy Market Observatory (EEMO) emerge che la digital transformation rappresenta per le utility una fantastica opportunità per adattarsi alla transizione energetica, aumentando al tempo stesso la competitività.


Milano, 3 novembre 2015 - Capgemini, una delle maggiori aziende di consulenza e servizi di tecnologia e outsourcing a livello mondiale, in partnership con il team Global Research di Natixis, I4CE – Institute for Climate Economics e CMS bureau Francis Lefebvre, ha pubblicato oggi la diciassettesima edizione del report European Energy Markets Observatory (EEMO). 

Lo studio evidenzia che nel 2015, così come nel 2014, i mercati europei dell'elettricità e del gas sono rimasti molto instabili e che nonostante il rafforzamento dell'Europa dell'Energia[1] annunciato a inizio 2015, le misure che saranno attuate per ripristinare condizioni di mercato coerenti e migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento non sono abbastanza veloci né concrete. In questo scenario cupo i fornitori di utility devono assolutamente agire per raccogliere i frutti della trasformazione digitale. 

Inoltre, alla vigilia di COP21, l'Osservatorio approva le iniziative di Stati Uniti, Cina ed Europa, ma richiama l'attenzione dei partecipanti alla conferenza sullo specifico scenario odierno generato dal basso del prezzo degli idrocarburi.

Dal report dell'Osservatorio di quest'anno si possono desumere tre evidenze principali:

1.     Transizione energetica e trasformazione digitale: due mutazioni che beneficiano l'una dell'altra in modo positivo
In Europa, oltre a dover migliorare la produttività, le aziende di utility sono chiamate ad affrontare una transizione energetica che determinerà un forte impatto sul loro modello di business. Antonio Barile, Vice President Energy and Utilities di Capgemini Italia, dichiara: "In questo duplice scenario è imperativo che le aziende di utility attuino la trasformazione digitale in modo rapido e completo, in quanto questo consentirà loro di adeguarsi alla situazione dei nuovi mercati e aumentare la produttività. La coincidenza di queste due mutazioni offre ai fornitori di utility la reale opportunità di trasformarsi in aziende di servizi, occasione che devono cogliere al volo".

L'Osservatorio prende atto dei molteplici cambiamenti nei modelli di business innescati dalla transizione energetica, come ad esempio la produzione distribuita, la gestione complessa della rete elettrica con una quota crescente di energie rinnovabili (smart grid), la gestione della domanda[2], i “prosumer”[3], i contatori intelligenti che migliorano la conoscenza dei consumatori da parte degli operatori (data mining), nuove relazioni con i clienti, Internet of Things.
Questi cambiamenti coincidono con la depressione dei mercati all'ingrosso dell'elettricità e del gas[4] e con il drastico calo dei prezzi del petrolio che accentua la flessione dei prezzi di tutti i prodotti energetici.

Infine, come evidenziato dal team Utilities nell'ambito del Global Markets Research di Natixis, "La situazione finanziaria delle aziende di utility rimane difficile e le performance dei loro titoli sono scarse. Molti operatori di settore europei sono fortemente influenzati dalla tendenza al ribasso dei prezzi all'ingrosso. In questo contesto, negli ultimi anni le aziende di utility europee hanno adottato diverse iniziative di rafforzamento del bilancio come la vendita di asset e l'emissione di debito ibrido. Tuttavia, nonostante queste iniziative, i loro livelli di indebitamento restano alti".

2.     È improbabile che la conferenza COP21 porti a misure sufficientemente forti e tempestive tali da limitare l'aumento della temperatura globale di 2 °C. Pertanto è fondamentale che, oltre agli sforzi di mitigazione per gestire le emissioni di gas effetto serra, vengano adottate e finanziate iniziative di adattamento che limitino gli effetti del riscaldamento globale sulla popolazione e le infrastrutture
La conferenza sul clima COP21 si svolgerà in un contesto sfavorevole a breve termine: dato il basso prezzo degli idrocarburi, il ritorno sugli investimenti finalizzati a sostituire questi prodotti e quindi a limitare le emissioni di gas effetto serra non è sufficiente. Con la fine programmata delle tariffe di riacquisto, la diminuzione di questi prezzi avrà ripercussioni anche sulla velocità di sviluppo delle rinnovabili, dato che i loro prezzi di vendita saranno sempre più legati ai prezzi del mercato all'ingrosso.

Alla vigilia di COP21 l'Osservatorio prende atto dei progressi positivi compiuti dai principali responsabili delle emissioni di CO2. Negli Stati Uniti il presidente Obama si è impegnato a ridurre del 26-28% le emissioni di CO2 del paese entro il 2025 (rispetto al 2005) e sta cercando di imporre una regolamentazione più severa alle centrali a carbone. In Cina il premier Li Keqiang è impegnato a ridurre l'intensità del carbonio per unità di PIL del 60-65% entro il 2030 (rispetto al 2005).

L'Osservatorio rileva inoltre che l'Europa è in una certa misura la "brava della classe". Tuttavia, è necessario armonizzare le varie misure adottate per ridurre le emissioni di CO2 (ad esempio ETS[5], rinnovabili, efficienza energetica, tecnologie CCS[6]) poiché queste iniziative generano costi molto diversi e danno al mercato segnali incoerenti.

3.     I mercati energetici europei rimangono molto instabili
Diversi fattori influenzano i mercati europei dell'energia. I prezzi al mercato all'ingrosso dell'elettricità sono bassi (meno di 40 €/MWh nel primo semestre 2015, in calo dal 2014), mentre i prezzi al dettaglio sono in aumento (+2,9% tra il secondo semestre 2014 e il secondo semestre 2013). Inoltre, in alcuni paesi europei sussistono rischi in merito alla sicurezza della fornitura di energia elettrica o gas dovuti ai rapporti tesi con la Russia. Infine, gli investimenti a lungo termine nella capacità di generazione programmabile sono scarsi, mentre dovrebbero raggiungere 1,1 trilioni di euro entro il 2025 per le infrastrutture elettriche e del gas, di cui 500 miliardi destinati alla generazione.

"Nonostante un'analisi rilevante, gli annunci dell'Unione dell'Energia all'inizio del 2015 non lasciano intravedere misure sufficientemente rapide e tangibili per ripristinare un mercato coerente e migliorare la sicurezza degli approvvigionamenti", spiega Colette Lewiner, esperta Capgemini di livello mondiale per l'energia e le utility. "Una ripresa coerente del mercato comporterebbe: (i) l'accelerazione della riforma del mercato ETS dell'UE con l'attuazione, entro la fine del decennio, della Market Stability Reserve adottata dall'Unione Europea[7] e l'introduzione di un organismo di regolamentazione centrale per questo mercato, (ii) l'implementazione obbligatoria di nuove regole e norme di efficienza energetica per gli edifici e (iii) per tutte le fonti rinnovabili intermittenti (in particolare solare ed eolica), la rapida sospensione delle tariffe di riacquisto e la loro sostituzione con prezzi di vendita agganciati al mercato".

Per migliorare la sicurezza dell'approvvigionamento energetico, l'Osservatorio emana quattro raccomandazioni:
(i)            implementazione in modo più rapido e coerente di meccanismi di remunerazione della capacità,
(ii)           continua esplorazione del gas di scisto per uso domestico,
(iii)  studio e finanziamento dell'implementazione di una rete ad alta tensione realmente unificata e più intelligente,
(iv)  l'assegnazione di maggiori risorse di ricerca e sviluppo per soluzioni competitive di immagazzinamento dell'energia elettrica.
European Energy Markets Observatory
L’Osservatorio sui Mercati Europei dell’Energia (EEMO) è una pubblicazione annuale che Capgemini realizza per tracciare gli indicatori chiave del mercato dell'elettricità e del gas, monitorare l'equilibrio tra domanda e offerta, misurare i progressi nella creazione di un mercato aperto e competitivo nei 28 paesi dell'Unione Europea, Norvegia e Svizzera, nonché i progressi sugli obiettivi del pacchetto dell’UE su clima-energia. La 17° edizione si basa su una serie di fonti di dati pubblici in combinazione con la metodologia e la conoscenza di Capgemini, e sulla base di un insieme di dati del 2014 e della stagione invernale del 2014/2015. Le competenze specifiche sulla situazione finanziaria delle Utilities e le performance di questo settore, sulla politica energetica europea sono stati forniti dal team di ricerca Natixis, CMS Bureau Francis Lefebvre e VaasaETT.

Capgemini
Con 180.000 dipendenti in più di 40 paesi nel mondo, Capgemini è uno dei principali fornitori mondiali di servizi di consulenza, information technology e outsourcing. Nel 2014 il Gruppo Capgemini ha registrato ricavi per 10,573 miliardi di euro. Con i propri clienti Capgemini progetta e realizza specifiche soluzioni di business, tecnologiche e digitali, per soddisfare le loro esigenze di innovazione e competitività. L’organizzazione profondamente multiculturale contraddistingue da sempre il Gruppo Capgemini, che utilizza un approccio di lavoro unico e distintivo – la Collaborative Business Experience™ – e un modello globale di produzione distribuita denominato Rightshore®.

Per maggiori dettagli visita il sito www.it.capgemini.com e segui @CapgeminiItalia su Twitter

Rightshore® è un marchio appartenente a Capgemini



[1] Il rafforzamento dell'Europa dell'energia esprime le intenzioni dell'Unione Europea, ovvero perseguire una strategia quadro per un'unione dell'energia resiliente, adottata a febbraio 2015
[2] Gestione della domanda: Le aziende di utility incentivano i loro clienti a ridurre i consumi nelle ore di picco
[3] I prosumer sono consumatori che generano una parte del loro fabbisogno energetico grazie alla produzione rinnovabile decentralizzata
[4] È continuata la chiusura delle centrali a gas
[5] Emissions Trading Scheme (ETS)
[6] Carbon Capture and Storage (CCS)
[7] Questo meccanismo consentirà di adeguare, con regole predefinite, il volume delle quote di carbonio da scambiare sul sistema ETS dell'UE in modo da garantire la stabilità di questo mercato.

mercoledì 26 gennaio 2011

Flavio Cattaneo, Ad Terna: Fonti Rinnovabili serve Autorizzazione Unica (Borsa Italiana del 19 gennaio)

La norma contenuta nel Decreto Rinnovabili che prevede una doppia autorizzazione, una per la realizzazione dell'impianto e l'altra per la connessione alla rete, andrebbe rivista per tornare all'autorizzazione unica.

ROMA (MF-DJ)--La norma contenuta nel Decreto Rinnovabili che prevede una doppia autorizzazione, una per la realizzazione dell'impianto e l'altra per la connessione alla rete, andrebbe rivista per tornare all'Autorizzazione Unica.
Lo ha detto l'A.D. di Terna, Flavio Cattaneo, nel corso di un'audizione alla Commissione Industria del Senato, che sta esaminando il provvedimento.


"Con l'autorizzazione unica - ha spiegato Cattaneo - saremmo in presenza di un unico procedimento e quindi di un sistema più efficiente". Cattaneo ha spiegato infatti che Terna "ha 130mila MW di richieste di connessione da fonti rinnovabili, che con i 90mila MW di potenza installata in Italia attualmente fanno 220mila, una somma che e' quattro volte il fabbisogno di picco dell'Italia, pari a 56mila MW: si tratterebbe quindi di una bolla che pagherebbero i cittadini".

Infatti la legge prevede una remunerazione anche per l'energia non immessa in rete, vale a dire quella di un impianto autorizzato che non ha però ricevuto l'altra autorizzazione, quella della connessione. C'e' poi il problema delle cosiddette autorizzazioni 'di carta', vale a dire quelle richieste per impianti che poi non vengono effettivamente realizzati.
"L'unico modo di ottenere vere autorizzazioni - ha spiegato Flavio Cattaneo - e' quello di unire il permesso all'impianto rinnovabile con quello alla connessione di rete in un unico documento. La proposta attuale sarebbe invece fortemente nociva perché separando i due momenti ci si presta a un mercato speculativo delle autorizzazioni".

(Fonte: Borsa Italiana)

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martedì 25 gennaio 2011

Fotovoltaico: Flavio Cattaneo e il Modello di Rete Rinnovabile di Terna



Terna, Ad Flavio Cattaneo, la doppia svolta, dal Brasile alle rinnovabili Industria e finanza Negli ultimi 12 mesi il titolo ha guadagnato il 15,84% Cattaneo lavora al piano industriale. Alleanza per la rete mediterranea.

MILANO - Fotovoltaico, cessioni a fondi di private equity, plusvalenze e espansione all' estero. Sono questi gli ultimi ingredienti, un po' a sorpresa, di una ricetta altrimenti molto tradizionale. Il suo nome è Terna, il gruppo che controlla la quasi totalità della rete elettrica italiana. In un contesto quindi molto regolamentato. Ma che, ormai, non è più l' unico campo d' azione della società. L' ultima novità, ancora in cantiere, è la partecipazione a Medgrid, un' alleanza con altri gruppi che partirà a inizio dicembre a Parigi. Tra gli altri partner ci sono, per esempio, la francese Areva Renouvelables e la rete elettrica spagnola.
L' obiettivo: studiare la fattibilità di una rete mediterranea per il trasporto dell' elettricità. Ma è forse l' operazione di metà ottobre, la cessione di Rete Rinnovabile al fondo inglese Terra Firma, a rendere meglio l' idea di questa «nuova pelle» del gruppo guidato da Flavio Cattaneo. Che in dieci mesi ha costituito, avviato e venduto la società di produzione di energia solare con una plusvalenza stimata intorno ai 200 milioni. «Noi potremmo immaginare in futuro altre opportunità aggiuntive rispetto al nostro core business che è lo sviluppo della rete», ha detto Cattaneo.
Tanto che il modello Rete Rinnovabile potrebbe essere replicato in altri settori energetici. E anche, di nuovo, nello stesso fotovoltaico. Sul versante estero, invece, dopo un' altra plusvalenza, quella da circa 400 milioni per la cessione nel 2009 della brasiliana Terna Participações a Taesa, in questi giorni è stato siglato un accordo per un cavo sottomarino da 760 milioni tra Italia e Montenegro. Con un occhio anche a Paesi confinanti come Serbia e Albania. Poi ci sono i progetti che dall' Italia vanno in Francia, Austria e Slovenia, già previsti nel piano di sviluppo. E lo studio di fattibilità per un collegamento con la Tunisia. «Stiamo già pensando ad altre possibilità che saranno presentate in futuro», è il commento di Flavio Cattaneo a proposito di progettazione, realizzazione e gestione di sistemi di rete ad alta tensione all' estero. Intanto, a gennaio, è atteso il piano industriale.
Così la società nata nel 1999 da una costola dell' Enel e quotata in Borsa dal 2004 (primo azionista è la Cassa depositi e prestiti a un passo dal 30%) sta progressivamente guardando anche al di là del suo campo tradizionale fatto di Italia e di ricavi «regolamentati». Dove pure alcune voci del fatturato garantiscono ritorni non da poco: il capitale investito in infrastrutture viene remunerato con un tasso di interesse del 6,9% (9,9% per lo sviluppo della rete), attingendo dalle classiche bollette dell' energia elettrica. E' del 2,5%-2,6% la quota di queste ultime che va a Terna a copertura di costi operativi, ammortamenti e appunto remunerazione del capitale investito.
Ma che cosa ne pensa la Borsa di questa «nuova Terna» che fa affari con il private equity? Pochi giorni fa le quotazioni hanno toccato il massimo storico di 3,39 euro, per poi ripiegare a 3,20 euro nella chiusura di ieri. In un anno il titolo ha guadagnato il 15,84%, mentre l' indice Ftse Mib ha perso il 12,16%.
Stringa Giovanni – Corriere della Sera
(Fonte: Corriere della Sera)
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