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giovedì 31 marzo 2011

Gela,La centralità Mariana è al Santuario di Maria SS d’Alemanna


A cogliere l’occasione per affrontare una discussa centralità Mariana a Gela è la mozione del consigliere comunale Terenziano Di stefano che in consiglio ha chiesto all’amministrazione di Gela di ristrutturare il “Santuario di Contrada Betlemme”. Il neo comitato di Maria SS d’Alemanna in questo senso vuole puntualizzare una maggiore chiarezza in merito. La chiesetta votiva di Bitalemi,infatti, pur nel massimo rispetto dei luoghi non è un santuario ma una cappella votiva a carattere privato,mentre invece l’unico santuario è quello di Maria SS d’Alemanna (patrona di gela) sito nel quartiere (villaggio aldisio). La stessa chiesetta ,quindi, non è sicuramente di maggiore interesse rispetto al santuario di Maria SS d’Alemanna. Una valutazione attenta dei luoghi ci riportano ad espressive verità che si possono ricondurre a tre punti fondamentali:

1. La cappella votiva è di proprietà privata , non è un santuario le offerte, infatti ,non vanno alla chiesa cattolica.
2. Il luogo in oggetto di mozione non è quello originale ,ma il vero posto di culto popolare è dietro l’ingresso a circa trecento metri su una collinetta ,oggi area archeologica.
3. L’immagine che si venera è un falso e la vera immagine della Madonna è antica e diversamente raffigurata ed i gelesi la sconoscono.

Perché allora si vuole restaurare una cappella votiva privata? Perché non accettare la vera realtà che certamente risplende nella luce di una storia vera ,quella del santuario di Maria SS d’Alemanna? Cosa si nasconde dietro a tutto questo?

Noi possiamo solo dare documenti che danno fulcro ad una storia vera che ha visto nel lontano 1243 i cavalieri teutonici costruire nei luoghi dell’attuale santuario il loro ospedaletto e la loro chiesa votiva. Gli stessi in un momento di fuga dai luoghi dovuto alla conquista berbera ebbero a nascondere la santa icona e abbandonare i luoghi. Ma il destino ha voluto che la madonna fosse ritrovata nel 1450 da un aratro tirato da un mulo. Tutto è accaduto sotto gli occhi dei terranovesi che da sempre hanno venerato la loro madonna. Noi purtroppo non abbiamo avuto attenzione per le tradizioni e per i luoghi. Oggi stiamo nei fatti a guardare che il santuario seppur nella sua ibrida struttura moderno-antica,cada sotto l’onta delle incurie e delle dimenticanze, l’ultimo crollo del novembre 2011 ha interessato la vecchia sacrestia. Purtroppo da anni non vengono effettuati lavori di manutenzione straordinaria. La stessa botola dove venne ritrovata la santa icona può essere in pericolo. Questa è la vera storia di una città che vuole nascondere le proprie radici cristiane e la vera storia della propria Patrona.
M.C.

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