IL MASSACRO DEI RINOCERONTI IN AFRICA: CIFRE DA ECATOMBE E IL PREZZO DEL CORNO SUL MERCATO NERO VOLA ALLE STELLE
Roma, 11 novembre 2013 – Ottocentoventicinque. Questo il numero di rinoceronti uccisi in Sudafrica dai bracconieri, confermato dal Ministero dell'Ambiente la scorsa settimana, cui si devono aggiungere i circa quaranta uccisi in Kenya e quelli persi in Namibia. La cifra complessiva sfiora le 900 unità, che su una popolazione totale di circa 25,000 animali (20,000 rinoceronti bianchi e 5,000 neri) è da ecatombe e rende lo spettro dell'estinzione sempre più vicino e reale.
Se il bracconaggio a danno dei rinoceronti ha assunto proporzioni inquietanti, così la cifra con cui viene pagato il corno sul mercato nero: $95,000 al kilo, cioè dai $750,000 al milione di dollari per rinoceronte. I corni, molto spesso strappati rapidamente ad animali ancora in vita e destinati ad agonizzare per ore prima di morire dissanguati o soffocati nel loro stesso sangue, vengono poi messi in polvere e assunti nei paesi del sudest asiatico, Vietnam e Cina in primis, come miracolosa cura per il cancro, l'impotenza, l'influenza o semplicemente i postumi da sbornia, il tutto senza alcun fondamento medico-scientifico. "Il potere curativo del corno di rinoceronte, fatto di cheratina, è lo stesso delle nostre unghie o dei nostri capelli", commenta Vincenzo D'Adamo, responsabile del Progetto Angels for Africa by ANPANA che ha scelto i rinoceronti come animali totemici e che ha avviato molteplici contatti in Africa per offrire il contributo e l'esperienza dell'Associazione in questa battaglia che oggi sembra sempre più impari.
"Il Regno Unito sta inviando soldati delle Forze Speciali in Kenya per affiancare le forze locali nella lotta contro i bracconieri, soprattutto di elefanti (che vengono abbattuti al ritmo di uno ogni quindici minuti) e rinoceronti" prosegue D'Adamo. "In Sudafrica l'esercito pattuglia il Kruger, al confine col Mozambico, ma siamo già arrivati a 500 rinoceronti uccisi nel parco e il massacro non accenna a fermarsi. Su 825 rinoceronti uccisi si è riusciti a catturare poco più di un centinaio di bracconieri".
Decine le misure preventive e precauzionali che si stanno mettendo in campo in vari paesi dell'Africa, mentre AP Officials ed Esercito cercano di arrestare lo stillicidio sul campo: dalle tecniche forensi alla microchippatura sistematica di tutti i corni, dall'avvelenamento degli stessi con ectoparassiti che sopravvivono al processo di polverizzazione e vanno ad infettare gli organi interni dei consumatori finali alla radiocollarizzazione degli animali, dagli accordi bilaterali con i Paesi del Sudest asiatico che alimentano la domanda alle campagne di informazione capillari fatte da video, manifesti, seminari, artisti, attori, sportivi e associazioni.
"Purtroppo nulla sembra funzionare, come dimostrano le cifre sempre più preoccupanti", afferma D'Adamo. "Troppi anni di lassismo ed una politica ambientale sbagliata o quantomeno opinabile, considerando che il turismo venatorio in questi paesi è una grossa fonte di guadagno e che nonostante il leone sia definito come "vulnerabile" dalla IUCN Red List of Endangered Species, avendo perso il 30% della popolazione negli ultimi due decenni soltanto, ebbene nonostante sia a rischio estinzione vengono consentiti allevamenti col solo scopo di caccia, i cosiddeddi "canned lions", i leoni in scatola. Leggevo tempo fa che ci sono più leoni bianchi in allevamenti destinati alla caccia che non in libertà. Questo è vergognoso. Abbiamo addirittura trovato su internet annunci di non meglio specificate "società" che si propongono per missioni di bracconaggio ai rinoceronti. Ogni giorno leggiamo di connivenze ad alti livelli ed è ormai risaputo che i Poaching Syndicates sono strettamente collegati al terrorismo internazionale".
L'ANPANA è rientrata da poche settimane dalla prima missione in Sudafrica ma è già al lavoro per la preparazione delle prossime spedizioni. "Non abbiamo molto tempo," conclude D'Adamo. "L'estinzione è per sempre e i dati, purtroppo, parlano chiaro: la popolazione del rinoceronte nero è ridotta del -90% rispetto al 1960, l'elefante africano sarà estinto in meno di 10 anni, del gorilla di montagna restano meno di 900 esemplari, il leone è estinto in sette paesi africani. Cosa vogliamo fare, restare a guardare mentre distruggono una parte così consistente del patrimonio dell'umanità?" (15/2013)
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A.N.P.A.N.A. – Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente – nasce nel 1985 a Roma per volere di un gruppo di persone provenienti da esperienze diverse, ma accomunate dalla stessa passione per gli animali e la natura e dallo stesso desiderio di tutelarli e proteggerli. A oggi, A.N.P.A.N.A. conta 45.000 soci in tutta Italia, ed è presente con le sue sezioni territoriali in 18 Regioni, offrendo in questo modo una copertura pressoché capillare del territorio nazionale. Il nucleo delle Guardie Ecozoofile, coordinato dal Comandante Cav. Giuseppe Laganà, conta quasi 1000 operatori, attivi per la prevenzione, l'informazione, la tutela e la salvaguardia di animali d'affezione, da reddito e CITES, nonché per la protezione dell'ambiente e della natura e come Protezione Civile in caso di calamità.
A.N.P.A.N.A. è una ONLUS, e dal 1998 è riconosciuta Associazione di Protezione Civile dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri. Nel 2004 arriva il riconoscimento da parte del Ministero dell'Ambiente quale Associazione di Protezione Ambientale, e finalmente nel 2007 il Ministero della Salute riconosce A.N.P.A.N.A. Associazione di Protezione Animale. Nel 2013 A.N.P.A.N.A. ha visto il proprio protocollo formativo ottenere la certificazione UNI ISO 9001.
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I corni di rinoceronte sono venduti sul mercato nero orientale (prevalentemente Hanoi, per poi essere distribuiti in Vietnam e Cina) a US$65,000 al kilo, più della cocaina. La polvere che se ne ricava viene utilizzata nella medicina tradizionale cinese per curare patologie che vanno dai postumi da sbornia al cancro, tutto senza alcuna giustificazione scientifica. I rinoceronti africani sono prevalentemente di due tipi, rinoceronte bianco (diffuso soprattutto in Sudafrica, che ospita quasi il 95% della popolazione ancora esistente, stimata a circa 20,000 esemplari dall'IUCN) e il rinoceronte nero (diffuso prevalentemente fra Namibia e Sudafrica, indicato come gravemente a rischio dall'IUCN in quanto la popolazione è di appena 5,000 esemplari). Hanno caratteristiche fisiche ed etologiche molto diverse e il loro corno, così ricercato sui mercati orientali, è composto di cheratina, la stessa sostanza di cui sono fatti i capelli o le unghie umani.





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