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lunedì 28 gennaio 2019

Simone Arcadi: l’assurda distinzione tra ‘profughi’ e ‘migranti economici’


"In questi giorni sto male - scrive Simone Accardi su Facebook - sono piegato in due dal dolore. Chiedo scusa a coloro che mi hanno scritto su WhatsApp, ed ai quali non ho ancora risposto. Provvederò presto. Ora sto veramente male.

È quando sto male che la mia mente elabora dei pensieri più articolati.

Voglio dire come la penso sulla questione emigrazione, dal momento che mi sono state messe parole in bocca che io non ho mai detto.

La questione è più complicata di 'Accogliamoli tutti' o 'Non ne accogliamo nessuno'.

La destra è stata la prima ad arricchirsi con il business sulla pelle di essere umani, anche con la sua scellerata legge Bossi-Fini. 
Il PD ci ha continuato a mangiare. 
Come sta facendo il nuovo governo. Salvini i porti non li chiuderà, primo perché non può farlo, secondo perché a lui i clandestini portano voti. 
Ma il punto non è nemmeno questo.

Io, migrante economico, che non scappa da nessuna guerra, qualora emigrassi non avrei diritto al pocket money, né al mantenimento per un anno e mezzo nei centri di accoglienza
C'è da dire che io emigrerei con l'aereo, e non passererei per i campi di concentramento libici. 
Due cose non da poco.

Gli africani e gli asiatici invece, vengono classificati tra 'Profughi' e 'Migranti economici'. É proprio questo il problema. 
É proprio questo che obbliga l'Europa a mantenerli per un anno e mezzo, circa, il tempo che viene impiegato per decidere se una persona abbia o meno diritto ad emigrare. 
Vi rendete conto che assurdità? 
In guerra si muore. 
Pure di fame si muore. 
Il diritto ad emigrare si dovrebbe basare sui comportamenti di una persona. 
Non sulle motivazioni PERSONALI che l'hanno costretta a partire. 
Io preferisco un migrante economico onesto, ad un profugo di guerra delinquente.

Queste differenze le fanno i leghisti, per lo più. 
Sono proprio loro che, inconsapevolmente, permettono a questo business di continuare a vivere.

Pensateci bene: A me, Simone, nessuno chiede da quale guerra sia scappato, quindi vengo trattato come tutti gli altri.

Il Mohammed di turno invece, può restare qui solo se scappa dalla guerra. E questo ci obbliga, per controllare se davvero scappi dalla guerra o meno, a mantenerlo per un anno e mezzo circa.

Ecco, trattiamo il Mohammed di turno come il Simone di turno, visto che sono entrambi esseri umani. 
Solo così l'immigrazione sarà uguale. 
Ora è ingiusto paragonarla. 
Noi non veniamo mantenuti, ma non passiamo per i campi di concentramento libici.

I privilegi che hanno i migranti non valgono l'inferno dei campi di concentramento libici
Io preferirei emigrare da europeo, piuttosto che da africano o da asiatico.

E smettiamola di dire che noi partiamo con i documenti, o che ancora peggio, siamo sempre partiti con i documenti. 
Perché no, siamo stati clandestini anche noi in America, ci chiamavano without papers, la storia studiatela porco cane. 
E se ora partiamo con i documenti, è perché siamo nati dalla parte giusta del mondo. 
A noi, migranti economici, un documento costa qualche centinaia di euro. 
A loro, profughi o migranti economici come noi, ne costa tra i 10.000 ed i 15.000 euro. 
Grazie al cazzo che partiamo regolarmente.

Torno ad odiare tutti. Quando sto male sono antipatico, lo so❤️".




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martedì 27 marzo 2018

Sui media Salvini straccia tutti e Fico supera la Casellati

SUI MEDIA SALVINI STRACCIA TUTTI E FICO SUPERA LA CASELLATI

Secondo il monitoraggio svolto da Mediamonitor.it su oltre 1500 fonti di informazione, dopo la débacle elettorale il neo Senatore Renzi resta comunque al terzo posto tra i leader politici più citati dal 5 al 25 marzo mentre solo 4° è Silvio Berlusconi.
Dal 5 al 25 marzo il leader più citato sui media italiani è stato il segretario della Lega Matteo Salvini, che raccoglie 15606 menzioni, il 28,3% in più di quelle di Luigi Di Maio (12.166) che ha guidato il Movimento 5 Stelle a diventare primo partito d'Italia. 
Nei 21 giorni successivi alle elezioni il grillino Roberto Fico, neo presidente della Camera, ha avuto 3995 citazioni sui mezzi di informazione italiani, il triplo di quelle del nuovo presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati (1443).
A mettere in evidenza questi risultati è il monitoraggio[1] svolto su oltre 1500 fonti d'informazione fra carta stampata (quotidiani e periodici), quotidiani locali, siti di quotidiani, principali radio, tv, blog da Mediamonitor.it, che utilizza tecnologia e soluzioni sviluppate da Cedat 85, azienda attiva da 30 anni nella fornitura dei contenuti provenienti dal parlato. 
Mediamonitor.it ha rilevato le citazioni avute dai principali leader politici sui media nazionali e locali dal 5 marzo a ieri.
Il neo senatore Renzi resta sulla bocca di tutti, nonostante abbia chiesto in modo deciso ai media di essere lasciato in pace. 
L'ex segretario del PD nel periodo esaminato da Mediamonitor.it ha totalizzato 9926 citazioni il doppio di quelle del reggente del PD, Maurizio Martina (4520), e quasi il 10% in più di Silvio Berlusconi (9082). 
Molto più staccati la leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni (4.173) e ancora più indietro l'ex presidente del Senato e leader di LeU, Pietro Grasso (2.528).



[1] Il monitoraggio è stato condotto considerando le 'citazioni esatte' (nome cognome) dei singoli personaggi.

venerdì 18 novembre 2016

Referendum: ultimo sondaggio prima del silenzio stampa. Ad oggi prevale il NO

REFERENDUM: PREVALE SEMPRE IL NO, MA UN 9% DI INDECISI INTENZIONATI AD ANDARE A VOTARE SONO PIU’ ORIENTATI AL SI E POTREBBERO PORTARE AD UN RISULTATO VICINO AL TESTA-A-TESTA. 

UN ALTRO 8% DI INDECISI POTREBBE INVECE DISERTARE L'URNA.


Roma, 18/11/2016. Lorien, stima un’affluenza tra il 55 e il 58%
Tuttavia, attraverso una seconda domanda sul voto rivolta solo agli indecisi (comunque intenzionati a recarsi alle urne), ha misurato che questi sono molto più propensi al SI, e il loro apporto in un caso di affluenza superiore al 58% porterebbe a uno scenario prossimo al testa-a-testa. 

Tra questi indecisi si misura un maggior numero di donne, di over 45 non particolarmente istruiti; circa l’11% è stato elettore di Renzi alle europee (la maggior parte sono astensionisti) e il 42% dà tutt’oggi un giudizio positivo al Governo. 

Tuttavia, oltre la metà di essi, non si sente ancora sufficientemente informato sul referendum.
 
L’aspettativa degli italiani (Indice winner) è netta per la vittoria del fronte del NO, ma sull’esito del voto incombono ancora tre importanti incognite:

L’AFFLUENZA FINALE come mostrato una quota importante di indecisi sarebbe più propensa al si, spostando l’esito più vicino al 50-50.


I RESIDENTI ALL’ESTERO Le indagini demoscopiche non possono prendere in considerazione l’orientamento di 3,5 milioni di elettori che (alla luce anche di una percezione differente rispetto al resto del Paese) potrebbero decidere le sorti di un voto in bilico.


LA CONCLUSIONE DELLA CAMPAGNA in cui non si esclude l’acuirsi dello scontro e colpi di teatro finali che potrebbero spostare alcuni voti o (più probabilmente) convincere alcuni a recarsi alle urne “a sorpresa” e a “votare d’impulso”.


Infine, anche in caso di vittoria del NO, secondo gli italiani Renzi dovrebbe continuare la sua azione di governo: gli italiani hanno bisogno ancora di sicurezze e stabilità amministrativa.
 
Un terzo degli italiani sostiene che la riforma è troppo complessa e poco chiara per sostenerla (proprio la scarsa chiarezza è identificata come uno dei maggiori pericoli di questa riforma, che crea confusione e potenziali conflitti nell’equilibrio dei poteri).  

La campagna, nonostante tutto, appare ancora come un referendum sul Premier.
 
Il referendum sarà in ogni caso determinante per definire i nuovi equilibri politici.
 
Ad oggi centrosinistra (PD), centrodestra (FI+LN+FdI+NCD) e M5S raccolgono ognuno pressoché un terzo dell’elettorato. 


Allo stato attuale e con l’effetto dell’Italicum non è possibile nemmeno predire chi potrebbe accedere al ballottaggio finale.



SCARICA LA PRESENTAZIONE DEI DATI.

lunedì 30 dicembre 2013

Baldi eleonora Renziana? Il sindaco di Follonica non vuol lasciare la poltrona

E' propio vero che poter salire sul carro dei vincitori è una vera e propria manna dal cielo soprattutto per chi ha dimostrato di non saper fare il sindaco in una città come Follonica. Come esempio lampante possiamo citare Baldi Eleonora che dopo gli scandali dei parchi vacanze in particolar modo dopo quello del Veliero ha veramente dimostrato ai Follonichesi (e non solo) che non c'è alcun interesse a far sviluppare il turismo in questa città. Per anni ha infatti lottato contro lo sviluppo del turismo, cioè la risorsa principale per una cittadina di mare come Follonica, lasciando che lo stesso si autodistruggesse. L'assenza della politica ha provocato la chiusura di questi luoghi di vacanza con un conseguente crollo di turisti,  perdita di milioni di introiti per la città, per i ristoranti e gli hotel ed una conseguente perdita di centinaia di posti di lavoro. La miccia innescata dal primo cittàdino nella chiusura forzata dei campeggi è veramente un fatto inspiegale perdurato per anni, alle spalle anche dei soci delle cooperative che erano del tutto incolpevoli e inconsapevoli, che si sono trovati a dover versare alcune migliaia di euro ogni anno per non vedersi portar via dalla "cattivapolitica" i risparmi di una vita. Adesso che i campeggi sono quasi distrutti, ecco che dalle macerie arriva il "dietrofront" del sindaco che decide di trovare un accordo.

Era così semplice farlo fin da subito, ma gli anni trascorsi non ritorneranno ed è giusto che la storia venga raccontata per quella che è stata. Adesso che Renzi ha vinto le primarie è troppo facile andare dalla sua parte, troppo semplice condividere quello che dice mentre per anni si è fatto tutto l'opposto. Lui parla di velocità della politica e lei impiega 5 anni per prendere una decisione, lui parla di turismo e di deburocratizzare e lei triplica i vincoli per impedirlo, lui parla di una politica che sappia ascoltare e parlare direttamente ai cittadini e lei parla solo attraverso gli avvocati (per anni non ha dato udienza a nessuno per spiegare le motivazioni delle sue inspiegabili decisioni). Renzi #firmaqui libera il paese da questo tipo di politica, ascolta le voci di chi ha sopportato e pagato per anni.

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