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venerdì 25 ottobre 2013
Violenza sulle donne e salute di comunità: 4 incontri formativi in Area Vasta Romagna
mercoledì 22 aprile 2009
Stalking. Tra moglie e marito non mettere il dito: la famiglia come zona franca, i reati restano impuniti
Intervento della senatrice Donatella Poretti parlamentare Radicali - Partito Democratico, segretaria della Commissione Sanita'
Ma che senso ha questa misura?
Dal dibattito in aula le prime spiegazioni: nei conflitti che sorgono in ambito familiare e' bene cercare di risolvere le problematiche e non acuirle, e lo stalking non e' un reato che ha a che vedere con cio' che avviene in famiglia. Poco c'entra, evidentemente, come sia certificato che proprio in ambito familiare avvenga il maggior numero di atti di violenza sulle donne. Percio', in dissenso dal gruppo PD, sono intervenuta al Senato per esporre la mia dichiarazione di voto contrario a questo provvedimento contro lo stalking.
Segue il testo dell'intervento in Aula sul ddl 1505 recante misure urgenti in materia di sicurezza pubblica e di contrasto alla violenza sessuale, nonche' in tema di atti persecutori:
Mi dispiace preannunciare che votero' in dissenso dal Gruppo: avrei preferito votare insieme al Gruppo e contro questo provvedimento. Non tanto e non solo per il metodo, cioe' l'adozione di un decreto-legge che impone al Parlamento di approvare un testo gia' contenuto in un disegno di legge approvato proprio da quest'Aula e ora all'esame della Camera, ma anche per il metodo. Il decreto, infatti, scade e non c'e' tempo per parlare, ne' per approvare emendamenti, anche quelli più ragionevoli.
Ci troviamo di fronte ad un provvedimento che mostra i muscoli, che fa la faccia feroce e che quindi prevede maggiori pene (ergastolo, carcerazione preventiva obbligatoria), mentre in Italia ogni anno 140.000 processi cadono in prescrizione.
In questo contesto si puo' parlare di certezza della pena?
Infine, e' stato previsto il reato di stalking. Una norma assurda secondo cui, come e' stato ricordato nel dibattito svolto ieri, la famiglia, questo luogo idilliaco da voi propagandato, il luogo dove in realta' si realizza la violenza piu' grave (quella fisica e quella psicologica) contro le donne, passa invece indenne, diventa una sorta di zona franca tutelata dalla legge.
Credo che la violenza contro le donne abbia bisogno innanzitutto di iniziative culturali, di rivoluzionare una societa' maschilista e paternalista. Non e' certo con questa legge che le violenze contro le donne diminuiranno.
martedì 21 aprile 2009
Stalking e decreto sicurezza: aggravanti solo per ex mariti ed ex fidanzati, e quelli attuali?
Stalking e decreto sicurezza: aggravanti solo per gli ex mariti ed ex fidanzati, e quelli attuali?
Dichiarazione dei senatori DonatellaPoretti e Marco Perduca, Radicali-Pd
E' questa la misura mediaticamente più accattivante su cui, nonostante il Senato avesse gia' votato un provvedimento ora al vaglio della Camera, il Governo e il ministro Mara Carfagna hanno deciso di mettere il cappello.
Il reato prevede che chiunque compia atti persecutori e' punibile da 6 mesi a 5 anni. Viene prevista come aggravante il fatto che chi compie tale reato sia un coniuge legalmente separato (e chi e' separato di fatto?) o divorziato o persona che "sia stata" legata da una relazione affettiva. L'aggravante e' per gli ex, mariti o fidanzati.
Se statisticamente le denunce di questi atti persecutori possono vedere gli ex come i più denunciati, la situazione che più andrebbe tutelata e salvaguardata e' quella delle violenze psicologiche e fisiche che si commettono in famiglia, anche con la previsione dell'aggravante come misura disincentivante.
A meno che il nostro legislatore non abbia come riferimento quello afgano, in cui il marito ha diritto di abusare della moglie, il provvedimento in esame al Senato e' incomprensibile. Se aveva un senso prevedere una aggravante, era proprio per il coniuge, che spesso sotto ricatto impone al coniuge più debole (per lo più la donna) atti e comportamenti con minacce, cagionando quell'ansia e quella paura per la propria incolumita', come prevede l'art. 612-bis.
ADUC - Sen. Donatella Poretti <comunicati@aduc.it>
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