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martedì 22 marzo 2011

Scuola, appalti per la pulizia. Ecco come si spreca il denaro pubblico

 

 

 

SCUOLA, APPALTI PER LA PULIZIA

ECCO COME SI SPRECA IL DENARO PUBBLICO

 

 

Ha ragione il ministro Gelmini quando dice che le ditte appaltatrici non puliscono le scuole. Lo diciamo anche noi genitori da più di dieci anni, ma nessuno ci ha mai dato ascolto. E non è solo un'impressione nostra, perché le scuole non sono per nulla contente del servizio.
Ora che però anche il ministro se n'è accorto, vorremmo sapere perché dobbiamo tenercele ancora. Proprio il ministro Gelmini nella direttiva 103 del 30 dicembre dice chiaramente che non c'è alcun obbligo di legge di rinnovare gli appalti e tutti lo sanno che le ditte costano ben più degli 11.800 collaboratori scolastici lasciati a casa.

In Toscana sono stati accantonati ben 608 posti di collaboratore scolastico in 227 scuole a fronte di una spesa per gli appalti che per il solo semestre gennaio/giugno 2011 supera gli 8,5 milioni di euro. C'è chi ha avuto il taglio di un bidello, chi invece di tre o quattro oppure anche di dodici, ma non in tutte le scuole: in Italia solo 4.000 su oltre 10.000. E perché, chiediamo noi, forse che i bambini non sono tutti uguali e non hanno tutti lo stesso diritto di stare in una scuola pulita?

Il meglio però deve ancora venire con l'a.s. 2011/12, perché con il terzo anno consecutivo di tagli all'organico del personale ATA quei bidelli accantonati farebbero proprio comodo. Non lo sa il ministro che le scuole con tanti plessi rischiano di non poter più garantire la sorveglianza dei nostri figli per l'intera giornata? I dirigenti scolastici già ce lo dicono: a partire dal prossimo anno alcune scuole resteranno senza collaboratore scolastico per una parte della giornata per carenza di organico. Ci siamo informati ed è vero: come si fa a coprire la sorveglianza di 11 scuole a orario lungo con solo 20 collaboratori scolastici? Altro che bidello al piano come sarebbe invece necessario per assicurare un adeguato livello di sicurezza…

 

Insomma le ditte di pulizie puliscono meno, costano di più e non assicurano quel servizio insostituibile di cura degli alunni che da sempre svolgono i bidelli. Se quello che preme è rispettare il dettato legislativo di razionalizzazione della spesa tramite la "revisione dei criteri e dei parametri vigenti per la determinazione della consistenza complessiva degli organici del personale docente ed ATA, finalizzata ad una razionalizzazione degli stessi" (L. 133/08), allora conviene  togliere le ditte e riassumere i collaboratori scolastici e si deve fare adesso, in quanto "a legislazione vigente non è prevista alcuna proroga per l'anno 2011 e seguenti delle attività di pulizia" e  la mancanza della copertura dei posti "comporterebbe l'impossibilità di garantire i livelli minimi di igiene nei locali scolastici e pertanto l'interruzione del pubblico servizio dell'istruzione, ivi inclusa quella obbligatoria".



Per informazioni: agetoscana@age.it – 328 8424375

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