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lunedì 16 ottobre 2017

ChiantiBanca verso il gruppo bancario cooperativo Iccrea

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La proposta giudicata più vicina alla tradizione e al modello d'impresa di ChiantiBanca


San Casciano in Val di Pesa, 16 ottobre - Il Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca, presieduto dal professor Cristiano Iacopozzi, ha esaminato lo stato del percorso di adesione al gruppo bancario cooperativo, che tutte le BCC sono chiamate a completare entro la fine del prossimo anno, come stabilito dalla legge di riforma (decreto legge 18/2016, convertito con la legge 49/2016) e dalle disposizioni del Testo Unico Bancario.

Il Consiglio ha deliberato di valutare l'adesione al costituendo gruppo bancario cooperativo promosso da Iccrea Banca s.p.a., nei termini da questa resi noti a tutte le BCC (secondo quanto previsto dall'art. 37-ter del TUB). Il consiglio reputa, infatti, tale gruppo come quello più vicino alla tradizione di ChiantiBanca e delle BCC che questa ha nel tempo incorporato, oltre che come quello più rispondente al modello di impresa bancaria cui ChiantiBanca, anche nei rapporti con il mondo cooperativo e con le altre BCC del territorio toscano, si è sempre ispirata.

Il Cda ha espresso la convinzione che, anche relativamente alla strategia industriale, questa scelta vada nella direzione di un pieno e più forte ruolo di ChiantiBanca nel sistema di credito cooperativo toscano, al fine di una valorizzazione del suo ruolo a beneficio dei propri soci, clienti e dipendenti, rafforzando la sua posizione di banca di riferimento del territorio. Da sempre, infatti, ChiantiBanca riveste un ruolo di supporto alle imprese, ai professionisti e alle famiglie del territorio per la crescita dell'economia e della società.

In tempi rapidi, il Consiglio di Amministrazione convocherà l'assemblea dei soci perché possa validamente esprimersi sull'adesione al gruppo che, all'esito delle necessarie valutazioni, risulterà quello più coerente con le prospettive strategiche di ChiantiBanca.

Il Consiglio di Amministrazione di ChiantiBanca auspica – nell'interesse della solidità e competitività dell'intero movimento cooperativo – che le BCC italiane non siano chiamate solo a scegliere tra due o più gruppi bancari cooperativi, ma possano successivamente contribuire alla creazione di un unico gruppo destinato ad accoglierle tutte, per meglio affrontare le sfide di un mercato sempre più competitivo, nel quale il valore e i valori delle banche di credito cooperativo siano elemento di fiducia e ricchezza, soprattutto nei riguardi dei soci. 


ChiantiBanca Credito Cooperativo conta circa 105mila clienti, di cui 27mila soci, e oltre 450 dipendenti, per 45 filiali concentrate in 6 province del territorio toscano. Il patrimonio netto dell'Istituto si attesta a oltre 220 milioni di euro. 
La solidità espressa nei dati economici, la forte propensione commerciale, l'innovativa e tecnologicamente avanzata organizzazione e il profondo radicamento territoriale ha fatto di ChiantiBanca una delle banche di credito cooperativo più importanti a livello nazionale.


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venerdì 6 ottobre 2017

Banche: «Nel gruppo bancario l'autonomia sarà di chi se la merita»

La riforma del Credito Cooperativo

Nell'incontro tra i vertici di Iccrea Banca e Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate delineati i contorni del futuro comune. Magagni (Iccrea): «Il gruppo garantirà il controllo sulla base di dati oggettivi». Scazzosi (Bcc): «È una grande opportunità»

«Il nuovo gruppo avrà il compito di dare alle Bcc aderenti un indirizzo comune, ma soprattutto farà da garante nei confronti di tutti e, come da normativa, controllerà ogni Bcc sulla base di indicatori oggettivi e verificabili da tutte le Bcc: fintanto che una banca rimane virtuosa, non ci sarà motivo di intervenire». 

Nel primo dibattito pubblico tra vertici nazionali e esponenti locali, Giulio Magagni, presidente di Iccrea Banca, ha chiarito i contorni del nascente Gruppo Bancario Cooperativo italiano: «Ci si aiuterà tra Bcc, anche prestando il patrimonio, che dovrà però essere remunerato e ritornare indietro -ha aggiunto-. Così daremo vera autonomia alle Bcc».

«Rinunciare alla propria indipendenza e delegare al gruppo funzioni di indirizzo e controllo è una scelta importante, che ci porta a pretendere l'intervento diretto del gruppo su eventuali situazioni non virtuose -ha chiarito Roberto Scazzosi, presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate-. Con questa certezza, il percorso che stiamo iniziando è davvero una grande opportunità di crescita per tutti. Se tutti operiamo nella medesima direzione andremo sicuramente verso un futuro migliore».


L'occasione è arrivata dal convegno "Il Credito Cooperativo a Cavallo di tre secoli" che la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate ha organizzato giovedì 5 ottobre nella propria sede di Busto Garolfo (MI) in occasione dei 120 anni di fondazione. Sul tavolo, il futuro del Credito Cooperativo. Un futuro che, se la legge ha definito mettendo dei paletti ben chiari e costringendo le singole Bcc a diventare parte di un più ampio gruppo bancario cooperativo, diventa però oggi una necessità. «Non si può più prescindere dall'essere parte di un gruppo», ha osservato Luca Barni, direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate


«Ci sono delle sfide che una singola Bcc non può sostenere da sola, come per esempio gli investimenti sul digitale. Inoltre, ad esempio sul fronte dei costi abbiamo bisogno delle economie di scala che il Gruppo potrà garantire. Sicuramente dall'essere parte del gruppo Iccrea possiamo avere un grande plusvalore».

Il nodo centrale del dibattito resta però l'autonomia. Il passaggio di una Bcc all'interno del Gruppo Bancario Cooperativo viene spesso letto come un passo indietro in termini di libertà di decisione e di operatività sul proprio territorio. «Ma non è così», ha ribadito il presidente di Iccrea Banca, Magagni


«Prima della riforma non c'era vera autonomia, era in realtà un'autonomia finta perché la singola Bcc contribuiva alle perdite delle altre banche senza avere nulla in cambio. Con il Gruppo non si perde ricchezza perché ci sarà l'attività preventiva di controllo del gruppo». 

Certo, il processo sarà sottoposto ad un maggior controllo «perché l'autonomia bisogna meritarsela», ha sottolineato. Davanti alla prospettiva di introdurre un modello imprenditoriale, la strada passa necessariamente dal «costruire un treno che sia competitivo, che stia al passo con i tempi», ha detto Barni riprendendo la metafora del treno più volte utilizzata dal presidente di Iccrea Banca. 

«Il fare impresa è l'operare quotidiano che abbiamo adottato da tempo e che adesso ci pone in una situazione di vantaggio. Il Gruppo prenderà le sue decisioni su criteri meritocratici e questo ci fa stare tranquilli sul fatto che potremo continuare a operare mantenendo fermo il paradigma della Bcc come plusvalore sul territorio in cui lavora».

In ogni caso per il Credito Cooperativo si tratta di un cambio di mentalità, ma non di metodo. «La particolarità del percorso che sta portando alla creazione del Gruppo Bancario è che le decisioni non vengono calate dall'alto -ha aggiunto Scazzosi-. All'interno del Gruppo sono stati aperti dei cantieri per ascoltare le Bcc; è un modo di operare diverso, è un metodo che non snatura l'essere banca del Credito Cooperativo».  


L'obiettivo dichiarato è guardare al futuro. «È un progetto che stiamo facendo in funzione delle nostre radici con la volontà di traghettare le Bcc verso altri 200 e più anni di storia». 
Ha concluso Magagni: «Il nostro Gruppo bancario, che è già sottoposto alla vigilanza della Bce e ha già tutti i parametri per poter operare, ha un patrimonio di oltre 15 miliardi, e sottolineo, è tutto italiano. È un caso unico in Italia. E non ci passa per la testa di arrivare ad una quotazione in borsa: sono rimasto basito nel leggere che invece qualcun altro pensa di farlo».


Nella foto del convegno, da sinistra: Giulio Magagni presidente Iccrea Banca, Roberto Scazzosi presidente Bcc Busto Garolfo e Buguggiate, Giuseppe De Filippi vice direttore Tg5 e moderatore del convegno, Luca Barni direttore generale Bcc Busto Garolfo e Buguggiate.


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martedì 3 ottobre 2017

Iccrea Banca e Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate si confrontano sul futuro del nuovo gruppo bancario unico


Giovedì 5 ottobre a Busto Garolfo (MI), al convegno che apre i festeggiamenti per i 120 anni di fondazione della banca dell'Altomilanese e del Varesotto intervengono il presidente e il direttore generale del gruppo bancario cooperativo romano

L'occasione è quasi storica. Per la prima volta i vertici del nuovo gruppo bancario cooperativo si confrontano pubblicamente con una Bcc locale. Si inserisce in questo contesto il convegno che la Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate propone giovedì 5 ottobre in occasione dei festeggiamenti per i propri 120 anni di fondazione. Nell'auditorium don Besana di Busto Garolfo (via Manzoni, 50) sono attesi il presidente e il direttore generale del Gruppo bancario cooperativo Iccrea, rispettivamente Giulio Magagni e Leonardo Rubattu, per dibattere sul tema "Il Credito Cooperativo a cavallo di tre secoli". Con loro, sul palco, il presidente e il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi e Luca Barni, in una serata moderata dal vice direttore del Tg5 Giuseppe De Filippi.

«In una fase cruciale della riforma del Credito Cooperativo, è necessario guardare alle origini e rileggere la strada che si è fatta per delineare il futuro prossimo», premette il presidente della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Roberto Scazzosi. «È indubbio che la riforma che stiamo vivendo rappresenti una vera rivoluzione per il mondo della cooperazione del credito. Quasi un passaggio epocale al quale prepararsi con la massima attenzione. Per una piccola banca che ha mosso i primi passi a Busto Garolfo nel 1897 e che è cresciuta e si è sviluppata muovendosi sempre tra l'Altomilanese e il Varesotto, è sicuramente un passaggio importante. Lo scopo di questo convegno è comprendere meglio quali saranno gli scenari futuri entro i quali muoversi per non venire meno ai principi di mutualismo, solidarietà e vicinanza al territorio che sono l'anima di ogni Bcc. Alla nostra chiamata ha risposto Iccrea, il gruppo bancario al quale abbiamo dato la nostra preadesione con l'assemblea dei soci del maggio scorso. Si tratta di un'assoluta prima volta: il primo confronto pubblico tra i vertici nazionali e una Bcc».
I temi sul tavolo sono molti. Non solamente in termini di assetto, ma anche di autonomia, argomento particolarmente caro a tutte le Bcc. Se da una parte la riforma del Credito Cooperativo (Legge n. 49/2016) ribadisce e tutela l'identità e il ruolo delle Bcc quali banche di territorio a mutualità prevalente - confermando che le comunità resteranno dunque proprietarie delle loro banche cooperative mutualistiche -, il grado di autonomia viene correlato al grado di rischiosità di ciascun istituto. «In quest'ottica - sottolinea il direttore generale della Bcc di Busto Garolfo e Buguggiate, Luca Barni -, il lavoro che abbiamo fatto nell'ultimo periodo è stato proprio volto a presentarci all'appuntamento della riforma quale banca solida, ben patrimonializzata e affidabile».
Il convegno ha inizio alle 20.45. L'ingresso è libero.



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