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giovedì 31 ottobre 2019

CvDay 2019: Back to the future, dove sta andando l’industria del credito?

E’ ai blocchi di partenza la tredicesima edizione di CvDay, con focus su
“Back to the future, dove sta andando l’industria del credito?”

Milano, 20 novembre 2019 – Crowne Plaza Hotel, San Donato Milanese

31 ottobre 2019 – Manca poco meno di un mese a CvDay 2019, evento giunto alla tredicesima edizione che rappresenta il più importante e affermato appuntamento italiano del mondo del credito.

“Back to the future, dove sta andando l’industria del credito?” sarà il focus della nuova edizione, ispirato ai numerosi e veloci cambiamenti che stanno riguardando il mondo della credit industry che, più volte negli ultimi anni, si è trovato di fronte a una domanda disruptive: risolvere i propri problemi esclusivamente con l’innovazione e quindi spazzare via il “vecchio” è una scelta saggia? Quanto accaduto nell’ultimo periodo evidenzia che non lo è, il settore del credito non può abbandonarsi all’onda del “nuovo”, ma deve riuscire a mettere a frutto le best practice realizzate negli anni per poter affrontare al meglio le nuove sfide.

CvDay 2019, in programma il prossimo 20 novembre al Crowne Plaza Hotel di San Donato Milanese, rappresenta una occasione di confronto e networking con i Big dell’industria del credito. Attraverso la voce dei principali Players del settore, italiani e stranieri, la tredicesima edizione dell’evento  cercherà di fare luce su quello che è oggi uno dei mercati più complessi da decifrare.

L’agenda della mattinata si articola in 3 Sessioni tematiche:

Ø  “Curve di recupero: tra previsioni e realtà” – Con la moderazione di Chiara Elisei, Co-Deputy Editor Debtwire Europe, la tavola rotonda vedrà coinvolti i Top Manager di Credito Fondiario, Illimity Bank, Deutsche Bank, Gruppo Intesa Sanpaolo, KPMG Corporate Finance Italia e FIRE Group. Al termine Antonio Vanuzzo, Giornalista finanziario Bloomberg, intervisterà Lucia Savarese, Responsabile Direzione crediti non performing Banca Monte dei Paschi di Siena;

Ø  “Lo stato dell’arte del servicing” – la tavola rotonda sarà moderata da Valeria Gubellini, Executive Director – Credit Collection Cribis Credit Management, e sarà una opportunità per conoscere i punti di vista di Manuela Geranio, Professore Aggregato Dipartimento di Finanza dell’Università Bocconi, e dei Top Manager di C.R. Service, Credit Agricole, SI Collection, Iren Mercato e Hoist Finance Italy. Al termine del dibattito, Antonio Vanuzzo intervisterà Antonella Pagano, Managing Director Financial Services Accenture Management Consulting;

Ø  “L’evoluzione dello studio legale tra deontologia e performance”Christian Faggella, Managing Partner La Scala Società tra Avvocati, modera la tavola rotonda che coinvolgerà i Top Manager di Greenberg Traurig Santa Maria, Cerved Legal Service, Studio Legale Ghia, Ifis NPL e Studio Legale Sutti. Al termine del dibattito, Antonio Vanuzzo intervisterà Dino Crivellari, Socio Fondatore Studio Crivellari & Partners Legal Advisors.

Il pomeriggio sarà dedicato al tema FinTech e alla sua applicazione nella credit industry. La sessione dal titolo “Il FinTech bussa alla porta della Credit Industry” prenderà il via con l’intervista di Antonio Vanuzzo a Giovanni Bossi, Membro del Board Clessidra SGR, Co-Head Clessidra Restructuting Fund e Fondatore Cherry, e si svilupperà con la tavola rotonda moderata da Massimo Famularo, Chief FinTech Editor Credit Village Magazine, che coinvolgerà i Top Manager di Associazione Italia 4 Blockchain, Centotrenta Servicing, IBM Italy (to be confirmed) e Credit Fondiario.

La tredicesima edizione di CvDay riserva un’attenzione particolare al mondo FinTech nella credit industry: oltre a dedicare alla tematica un’intera sessione, l’evento premia le StartUp FinTech più innovative del settore dedicando loro una zona dell’area espositiva, in cui potranno entrare in contatto con i Big della credit industry e il pubblico presente.

La sera del 19 novembre, per dare il via alla tredicesima edizione di CvDay, si svolgerà il Gala Dinner nella Sala Volta del Crowne Plaza Hotel. 

Per la registrazione, informazioni e aggiornamenti sul programma: https://www.cvday.events

venerdì 7 dicembre 2018

L’Intelligenza Artificiale al servizio di Babbo Natale

L'Intelligenza Artificiale al servizio di Babbo Natale
Se è vero che a Natale "basta il pensiero", per chi vende quello che conta è la personalizzazione: chi cerca il regalo perfetto vuole infatti ricevere i giusti consigli d'acquisto. A ricordarlo sono gli esperti di GhostWriter, la prima piattaforma italiana di content marketing strategy basata su Intelligenza Artificiale.
 
"Per aumentare le vendite i merchant, anche e soprattutto online, devono uscire dagli schermi forzati e interpretare i desideri dei propri singoli clienti", spiega Ester Liquori, Ceo e founder di You Are My Guide, la startup innovativa che ha creato GhostWriter. "Oggi è possibile farlo grazie ai social, dove ciascuno di noi è presente in tutte le sue molteplici modalità, e agli strumenti di Intelligenza Artificiale che sono in grado di leggere e interpretare dati, individuando comportamenti e preferenze".  

Anche se il 95% delle aziende italiane raccoglie dati di anagrafica cliente, solo un terzo ammette di personalizzare i contenuti in funzione dello specifico individuo[1]: "Eppure grazie alla personalizzazione le vendite registrano aumenti fino al 35%", aggiunge Mauro Bennici, CTO di You Are My Guide. "Le persone si dimostrano infatti più disposte a fare acquisti se vengono colpite da un contenuto personalizzato e pensato appositamente per loro, considerando anche che il 52% dei consumatori è probabile che cambi marca se si sente trattato come chiunque altro[2]".

Per ottenere risultati concreti durante la caccia ai regali natalizi, GhostWriter suggerisce 3 modi, rilevati grazie all'AI, che permettono di aumentare l'interazione con le campagne social natalizie.

1 - Personalizzare prodotto e messaggio delle campagne social di Natale
La personalizzazione del messaggio aumenta il senso di autostima dei lettori e li rende più disponibili ad ascoltare una proposta che sembra proprio cucita su misura e di conseguenza a condividerla. "L'AI in questo senso è fondamentale poiché fornisce contenuti appropriati, analizzando il proprio target di riferimento", sottolinea Ester Liquori.

2 - Proporre emozioni
Tra i temi social individuati dall'AI di GhostWriter emerge quello della nostalgia. Le festività sono fatte per stare insieme: per questo gli spot e i messaggi legati ai festeggiamenti in famiglia, alle emozioni e ai ricordi del passato risultano vincenti e stimolano la condivisione e il passaparola.

3 - Meno stress sui social
Secondo l'AI di GhostWriter, è necessario eliminare lo stress dalle campagne social di Natale. Le campagne di digital advertising natalizie devono rendere la vita del pubblico più semplice: inutile ricordargli che manca poco tempo per fare i regali o sommergere di inutile spam non targettizzato: meglio invece aiutare le persone con consigli preziosi! L'AI ad esempio può suggerire nuovi prodotti da acquistare, analizzando ciò che hanno fatto altri clienti con gusti simili e compatibili.

"Le campagne sui social volano se sai raggiungere con le giuste parole il giusto pubblico. Conoscere le preferenze del pubblico contenuti più coinvolgenti, aumentano il risultato delle attività di marketing e la ROI delle vendite, risparmiando tempo e denaro", conclude Ester Liquori ricordando che fino al 30 dicembre sarà possibile investire sulla tecnologia di GhostWriter tramite la campagna su Mamacrowd, la piattaforma di equity crowdfunding leader in Italia.

* dati Osservatorio Omnichannel Customer Experience promosso dalla School of Management del Politecnico di Milano
** ricerca Salesforce 
Chi è You Are My Guide
You Are My Guide supporta le strategie di marketing e vendita delle aziende. 

Dal 2014, con oltre quattro anni di ricerca e sviluppo, ha realizzato strumenti pronti all'uso senza alcuna necessità di formazione, basati sulle più innovative tecnologie (analisi semantica, Intelligenza Artificiale). 
La startup è incubata in I3P (Incubatore di Imprese Innovative del Politecnico di Torino)

Grazie a GhostWriter, la sua piattaforma di marketing basata su Intelligenza Artificiale, You Are My Guide rimuove le barriere tra aziende e pubblico. 

Le aziende aumentano le vendite con la sicurezza di numeri e dati a supporto delle strategie, gli utenti hanno finalmente accesso a contenuti e offerte personalizzate in base agli interessi.

venerdì 19 ottobre 2018

STARTUP UNIVERSITARE NON SEMPRE “INNOVATIVE”, SERVE MAGGIORE ATTENZIONE AL FENOMENO

STARTUP UNIVERSITARE NON SEMPRE "INNOVATIVE", SERVE MAGGIORE ATTENZIONE AL FENOMENO

Nel corso della riunione annuale di Italian Angels for Growth, il principale network di business angel italiano, si è detto come in Italia il 90% degli spin-off è generato all'interno di un ateneo ma non tutti sono "innovativi" e perciò poco interessanti per gli investitori.


In Italia il mondo delle startup nate in ambito universitario presenta una situazione in chiaroscuro. 

E' quanto emerso durante la riunione annuale di Italian Angels for Growth, il principale network di business angel italiano, che si svolge alla Luiss Enlabs di Roma.

Secondo gli ultimi dati raccolti da Netval, associazione che raggruppa gli uffici di trasferimento tecnologico delle principali università italiane, in Italia esistono 1.373 spinoff iscritte al registro delle startup innovative e tra queste il 90% è generato in ambito accademico. "Nel mondo degli spin-off universitari servirebbe maggiore attenzione al fenomeno - spiega Antonio Leone, presidente di IAG - perché non tutte le startup nate negli atenei hanno l'obiettivo di portare innovazione nel mondo, ma si pongono obiettivi molto tradizionali, come la consulenza o la gestione di progetti puramente accademici. Non è un caso che solo il 5% circa di tutte queste startup possa vantare un fatturato superiore al milione di euro".

"Nulla di patologico - sottolinea Leone - ma sarebbe bene fare chiarezza per il sistema, concentrando le risorse sugli spin-off con vero potenziale.  Gli spinoff per noi di IAG sono quelli realmente innovativi, con una robusta proprietà intellettuale e un management realmente motivato. I business angels intervengono, infatti, proprio nella cosiddetta fase di semina (seed), quando l'idea imprenditoriale sta cominciando a svilupparsi meglio.

Nel quadro nazionale, tra gli atenei censiti da Netval per numero di spin-off, spiccano in particolare alcune università, inserite nella Top 5. Dopo il Consiglio nazionale delle ricerche, che ha contribuito alla creazione di 74 spin-off, si trova il Politecnico di Torino, con all'attivo 74 startup create (il 6% della creazione totale). Seguono l'Università di Genova (3,7%), l'Università di Padova e Scuola Superiore Sant'Anna (3,5%) e l'Università di Firenze (3,1%).

Da un punto di vista geografico, il nord si conferma l'area a maggiore concentrazione di spin-off (47%), con Lombardia (10%) e Piemonte (9,5%) in prima fila. Nel Centro Italia si trova invece il 29% degli spin-off creati in totale, di cui il 12% in Toscana, mentre il restante 24% è diviso tra le regioni del sud Italia.

IAG, come principale network italiano di business angel, ha visto i suoi soci crescere del 70% negli ultimi due anni e gli investimenti del 50%. Quattro le exit portate a termine, l'ultima in ordine di tempo l'operazione Musement, acquisita dal colosso tedesco del turismo TUI group. La exit di Musement segue quella effettuata a inizio anno da Ab Medica su Winmedical, azienda medicale pisana, anch'essa originariamente partecipata dai soci di IAG. 

Queste due operazioni, si aggiungono ai disinvestimenti in Senseor e Quotient, realizzati nei primi anni di vita dell'associazione. Il portafoglio di IAG include, fra gli altri, anche Supermercato24, azienda leader nella spesa online che ha chiuso di recente un fundraising da oltre 13 milioni di euro, Appquality, che fornisce sistemi di testing del software a clienti del calibro di Sky e ENEL o Cellply, che sta sviluppando una piattaforma di terapia oncologica personalizzata.


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domenica 25 marzo 2018

Letsell, la startup italiana per diventare imprenditori digitali, supera i 1500 rivenditori e lancia un Piano Gratuito

Risultati immagini per Letsell
Letsell, l'innovativa startup che rappresenta il primo servizio online per diventare imprenditori digitali e realizzare il proprio e-commerce completo di prodotti, ha raggiunto e superato l'ambizioso traguardo dei primi 1500 iscritti dopo appena cinque mesi dal lancio online.

Forte del successo di questi primi mesi, Letsell lancerà a breve un Piano Gratuito in aggiunta agli attuali piani base e professional. Con il piano Gratuito ogni rivenditore avrà a disposizione un e-commerce senza spese e la possibilità di utilizzare numerosi servizi per la vendita online. 

Anche se il Piano Gratuito prevede alcune limitazioni rispetto agli altri piani, il team di Letsell è convinto che per i rivenditori sarà difficile non effettuare l'upgrade e utilizzare anche le funzionalità superiori degli altri piani vista l'efficacia dello strumento.  

"A soli cinque mesi dall'apertura della piattaforma, Letsell conta già oltre 1500 iscritticommenta Luca Ferrero, COO di Letsell e questo perché si tratta di un servizio innovativo e di qualità, che offre a tutti l'opportunità di affacciarsi all'imprenditoria digitale, creando un e-commerce senza le complicazioni del business offline. Riceviamo moltissimi feedback positivi dai nostri rivenditori, a cui piacciono non solo i prodotti che trovano sull'e-commerce, ma anche la facilità di gestione e d'uso".


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sabato 6 maggio 2017

Presentate a Roma la Rome Venture Agency per la valorizzazioni dei talenti e dei capitali sul nostro territorio e la prima edizione della Rome Startup Week.


Una settimana di eventi, workshop, competizioni con esperti internazionali che pone l’ecosistema romano a dialogare alla pari con le altre startup city europee.
(8-14 Maggio 2017  - ingresso libero)
 
E’ stata presentata giovedì 4 maggio, la Rome Venture Agency, un nuovo soggetto istituzionale nel panorama dell’innovazione romana ed italiana con una compartecipazione del pubblico e privato che vuole diventare un contenitore di facilitazioni e di misure per attrarre talenti e sviluppare le possibilità di investimento dei capitali nel nostro territorio. 
In una parola, un acceleratore di imprenditorialità per stimolare le potenzialità già insite nel sistema, promosso da Roma Capitale e da Roma Startup.  
Come ha spiegato Adriano  Meloni, Assessore allo sviluppo Economico di Roma Capitale:  “La Rome Venture Agency rappresenta una grande opportunità per la città, per la sua occupazione e per il suo posizionamento complessivo negli scenari economici. A Roma ci sono talenti, competenze, determinazione a supportare la costruzione e lo sviluppo di un ecosistema ancora giovane ma di enormi possibilità. Il nostro intento è attrarre capitali nazionali ed internazionali perché vada a regime e possa qualificarsi come lo “startup hub del Mediterraneo” che ha deciso di essere.”
“Come regione abbiamo avviato da tempo un lavoro approfondito e impegnativo sul tema delle startup - ha ricordato Guido Fabiani, assessore allo Sviluppo economico e alle attività produttive della Regione Lazio - abbiamo creato una commissione che ha tracciato il percorso che sarebbe stato opportuno seguire e su questo percorso ci siamo mossi. La politica sulle startup è la componente di una azione più ampia e complessiva, ci siamo posti l'obiettivo di un rinnovamento complessivo e profondo del sistema produttivo romano e regionale".
"Abbiamo lavorato sul piano della diffusione e innovazione e della dimensione internazionale - ha proseguito -. Questi i due binari su cui ci siamo mossi e su questi binari c'è anche la politica per le startup. Abbiamo prima riprogrammato i fondi Fesr 2007-2013, impegnando 30 milioni, ed il programma 2014-2020 impegna risorse per 100 milioni. Vogliamo valorizzare e migliorare le buone pratiche già avviate, favorire l'arrivo di nuovi investitori e intensificare il rapporto ricerca-innovazione-impresa. Startup - ha concluso - significa potenziare il sistema della ricerca che a Roma è ampio e avanzato. I 100 milioni che mettiamo in campo sono 20 milioni per contributi per spin off, 76 milioni per il Venture Capitale e 3,5 milioni per l'intervento sull'Irap".
Tutto questo nasce in un terreno già fertile all’interno della nuova manifestazione dedicata all’innovazione, la prima edizione della Roma Startup Week  che ridisegna il profilo della città e svela il dietro le quinte del mondo delle startup, gli acceleratori, le policy, gli impatti dell’impresa dell’innovazione, i modelli di investimento, e le connessioni internazionali.

Durante la week sarà possibile esplorare a 360 il mondo dell’innovazione presente sul nostro territorio. Come si investe in startup?
Come fa la ricerca a divenire impresa?
Quali sono gli aspetti normativi per investire in innovazione e far crescere il paese?
Che impatto avrà la tecnologia che stiamo pensando e realizzando adesso sul welfare di domani?
E cosa fanno negli altri paesi? 
Come possiamo stabilire ponti più veloci per far viaggiare l’innovazione che si fa impresa?

Sono solo alcuni dei big focus che saranno aperti nel corso della prima settimana italiana per le startup ed il venture business, organizzata da Roma Startup, che si svolgerà a Roma dall’8 al 14 maggio.
Oltre venti appuntamenti di approfondimento aperti al pubblico e ad ingresso libero, per cercare di promuovere un’apertura culturale, coinvolgere maggiormente le istituzioni nazionali ed invitare la cittadinanza a scoprire il nuovo profilo di Roma, ormai Startup City a tutti gli effetti con oltre 30 grandi players tra acceleratori e incubatori, nati in soli sette anni.
Come dice Gianmarco Carnovale, presidente di Roma Startup e ideatore della Week: “Abbiamo iniziato a costruire questo sistema a Roma nel 2010, partendo dal niente, ed il risultato è che oggi Roma è il maggiore Startup Hub italiano nonché un centro emergente sulla scena internazionale delle Startup City. La Rome Startup Week vuole testimoniare tutto questo e fissare un appuntamento fisso per raccontare che Roma è da sempre un centro creatività ed innovazione e che una nuova generazione di imprenditori ha raccolto la sfida di restituire alla Città Eterna un moto di fierezza. Il movimento startup è arrivato a Roma per rimanervi. Per questo abbiamo deciso di costruire una settimana di eventi su questo tema, che inizia rivolgendosi al paese, e termina in una grande conferenza internazionale per collegarci con il resto del mondo”.
Sette le location dove si svolgeranno gli eventi: dalle aule di Roma Tre dell’ex Mattatoio alla Fiera di Roma passando per gli spazi di Luiss Enlabs a Termini, del Bic Lazio su via Casilina, della Jonh Cabot University, dell’Hotel Savoy, di Palazzo Barberini.
La startup week, organizzata dall’associazione Roma Startup  - il network capitolino che raccoglie i principali operatori della filiera delle startup – è sponsorizzata da Google e Cisco e vede agire sui vari stage della kermesse culturale, i vari protagonisti dell’ecosistema italiano che in larga parte, “abitano” nella città eterna.
Tante le sezioni della week. Tra queste: Cacciatori di Unicorni, con storie di imprenditori di successo  tra cui Marco Trombetti di Translated, Giuseppe Zuco di Octotelematics, Silvio Pagliani  di Immobiliare.it, Vincenzo Di Nicola di GoPago e Matteo Fago di Venere.com.
Ci sarà poi una conferenza dedicata alle aziende che investono in startup, con la partecipazione di Enel, Ferrovie dello Stato, Cisco, Telecom Italia; Una serata di SIngularityU sull’approfondimento delle tecnologie esponenziali che stanno trasformando il mondo. Un approfondimento, dal titolo Capitali Coraggiosi, sarà aperto dal ministro Padoan e dedicato agli investors e alle varie forme di investimento in capitale di rischio.
A questo panel parteciperanno tra gli altri, Dario Giudici della piattaforma di crowdfunding di SiamoSoci, Peter Kruger per l’accelerazione con Startupbootcamp, Roberto Magnifico di  Angel Partner Group, Luigi Capello di LVenture Group, Gianluca Dettori di Primomiglio, Salvo Mizzi di Invitalia Ventures.
E poi ci saranno tavole rotonde tra soggetti pubblici e privati, un momento di confronto sulla legislazione per le startup con Allied for Startups, l’associazione mondiale del movimento startup, e con la riunione di SCALE, la Startup City Alliance of Europe  che riunisce le principali startup city europee e che porta nella capitale per questa occasione 16 rappresentanti di altrettante grandi capitali (tra cui Parigi, Berlino, Amsterdam, Lisbona, Helsinki, ) a confrontarsi sulle nuove alleanze da costruire a livello europeo tra i nuovi hub dell’innovazione.
Da segnalare nel ricco cartellone  lo Startup Grind di Google for Entrepreneurs, il 9  maggio, con una rappresentante di Balderton, uno dei maggiori fondi di Venture Capital europei.
Il 10 maggio The Post-Incubator Era: What Happens to research after Incubation, Panel Discussion con Q&A organizzato da Alien TT e dall’Ambasciata USA, è dedicato alla post incubazione delle startup e vede la partecipazione di Lazio Innova assieme ad altri importanti istituti, università ed enti di ricerca.
E ancora l’investor day promosso da LuissEnlabs in programma l’11 maggio, il primo congresso italiano su Robotic Process Automation, e poi ancora seminari sul Crowdfunding, sul Growth Hacking, su b2b Sales, sulla trasformazione della ricerca in impresa, finendo poi in BLAST, il primo evento-esposizione internazionale di Roma sulle startup in cui oltre cento startup incontreranno investitori provenienti da tutta Europa.  
www.RomeStartupWeek.com

martedì 9 aprile 2013

VIRALBEAT LANCIA LA PRIMA CAMPAGNA IN RETE DEL GOVERNO


 Il Governo Italiano si affida a Viralbeat per la diffusione della sua prima campagna di comunicazione online “Con1Euro” che promuove il decreto ministeriale relativo alla costituzione delle Srl Semplificate con capitale sociale pari ad 1 euro.

Milano, 9 aprile - La Presidenza del Consiglio sceglie il Web per far conoscere ai giovani la ‘Società a 1 Euro’, ovvero il decreto ministeriale che permette a chi ha meno di 35 anni di costituire una Srl Semplificata con capitale sociale pari ad 1 euro: http://bit.ly/SRLSemplificata.

Per lanciare l’iniziativa sono stati coinvolti 4 giovani star di YouTube che hanno ideato e realizzato ciascuno un video della campagna Con1euro. Daniele Selvitella in arte Daniele Doesn’t Matter, Matteo Bruno alias CaneSecco, Claudia Genolini detta Cicciasan e Andrea Vadrucci meglio noto come Vadrum, sono i protagonisti dei 4 video della campagna.

In 30 secondi i 4 youtubers tentano di dare risposta alla domanda: "Che ci faccio con 1 euro?" e lo fanno con il loro personalissimo stile, quello che li ha resi famosi tra i giovani utenti della Rete.

A Viralbeat, social media company specializzata nell’attivazione e misurazione delle campagne online, sono stati affidati il piano di comunicazione e le attività di distribuzione dei contenuti in Rete.
È la prima volta che la Presidenza del Consiglio promuove una campagna di comunicazione che, oltre ai mezzi tradizionali, sfrutta il potenziale di diffusione di Internet per parlare ai giovani.

Per questo il Governo si è affidato a professionisti dell’online: la campagna è ideata e realizzata da un team coordinato da Mirko Pallera, esperto di comunicazione digitale che ha curato la campagna con la collaborazione degli art director Omar Rashid e Rawad Saghir.
Le scenette dei video sono state ideate e realizzate direttamente dagli YouTubers sotto la supervisione della casa di produzione ShowReel.
I 4 video sono onair sui canali RAI da marzo 2013 e online sul canale YouTube www.youtube.it/con1euro

Creatività
Mirko Pallera (concept strategico-creativo e copywriting)
Omar Rashid, Rawad Saghir (art direction e motion graphic)
Daniele Selvitella in arte Daniele Doesn’t Matter, Matteo Bruno alias CaneSecco, Claudia Genolini detta Cicciasan e Andrea Vadrucci meglio noto come Vadrum.

Diffusione
Viralbeat

Produzione
ShowReel

Ufficio Stampa
rosaria.toriello@viralbeat.com
Tel: +39.089.2148572

Viralbeat
E’ una social media company nata nel 2004. E’ specializzata nell’ascolto del mercato e delle aspettative dei consumatori della Rete e in campagne di marketing sui media digitali per creare relazioni di lunga durata tra le persone e i brand. Viralbeat utilizza e sviluppa tecnologie e metodologie innovative per la Social Media Analysis come Netnografia Business Intelligence e Insight Discover ®, piattaforma avanzata di market intelligence e consumer insight. Viralbeat vanta prestigiose collaborazioni con i più evoluti centri di ricerca internazionali. Tra i suoi clienti: Artsana-Chicco, Google, Nestlè, TIM, Unilever, UNISR, Olio Sasso, Heineken, Gazzetta dello Sport, Provincia di Imperia, Louis Vuitton, Juwi, Johnson&Johnson, Fox, Terranova, LifeGate, Betclic, UBI Banca, Getty Images, ecc.
Website: www.viralbeat.com www.netnografia.it
email: info@viralbeat.com

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