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venerdì 28 giugno 2019

Italian Security Leaders, Top 25: il comparto della sicurezza è sempre più competitivo


Italian Security Leaders, Top 25: il comparto della sicurezza è sempre più competitivo 



Secondo la recente indagine di mercato condotta da Plimsoll Publishing ed Ethos Media Group, poco meno del 50% delle imprese di sicurezza in Italia ha aumentato il fatturato nel 2017


Ethos Media Group, interlocutore di riferimento in Italia nell'editoria professionale con una presenza fortemente radicata nel comparto sicurezza, ha diffuso i risultati della quinta indagine finanziaria "Italian Security Leaders, Top 25" basata su bilanci ufficiali.

Quest'ultima è l'unica indagine svolta in Italia che fornisce una visione chiara del mercato nei vari segmenti del settore della sicurezza ed è stata condotta in collaborazione con Plimsoll Publishing, società con pluriennale esperienza e solida reputazione nel campo dell'analisi settoriale e di mercato, nonché partner finanziario di Ethos Media Group.

Secondo il report poco meno del 50% delle imprese di sicurezza in Italia è riuscito nel 2017 ad aumentare il fatturato. 

"Su 363 aziende operanti in Italia e prese in esame si è registrata una crescita complessiva del 6,2% nel 2018." Afferma Domenico Panetta, responsabile marketing di Plimsoll. "Partendo da questo dato, va fatto notare che comunque la percentuale di aziende in crescita è inferiore al 50%. Da un lato si osserva un gruppo di imprese dinamico che rafforza la propria posizione sul mercato. Dall'altro vi è una moltitudine di realtà che stenta a mantenere il proprio fatturato, produce scarsi utili e potrebbe compromettere nel medio termine la propria solidità finanziaria".

Il comparto della security sta diventando sempre più competitivo, con operazioni di acquisizione in fase di definizione e barriere all'ingresso significativamente più basse rispetto a qualche anno fa. "Nonostante l'instabilità economica e l'economia sotto stress, l'Italia resta la nona economia più grande del mondo. Il mercato della security, che vale ad oggi più di 1,8 mld di Euro, ha peculiarità uniche: è in crescita ma contemporaneamente registra un declino del numero dei player. Questo mostra la competitività di un mercato in cui se non si vuole scomparire occorre tenere sott'occhio innovazioni e tendenze" ha commentato Andrea Sandrolini, Managing Director di Ethos Media Group. 

Dall'analisi è emerso che fattori come l'espansione dell'e-commerce, la maggiore diffusione territoriale dei negozi di elettronica e politiche commerciali inadeguate sono considerati la causa primaria del declino di numerose realtà italiane della sicurezza. Le aziende maggiormente esposte a questi fattori competitivi sono tipicamente PMI produttrici, distributrici o system integrator, operanti in ambito regionale. 

L'indagine "Italian Security Leaders, Top 25" evidenzia che i produttori di dispositivi di sicurezza sono i soggetti meno a rischio dal punto di vista finanziario: solo 1 azienda su 10 presenta seri problemi di cash flow ed elevato indebitamento; questi dati indicano l'espansione della distribuzione che registra un segno positivo per il 12,2%. I livelli di revenue medi sono in aumento rispetto al 2016 e la crescita premia maggiormente le imprese del segmento videosorveglianza e i produttori di sistemi antincendio; per loro il trend positivo è a due cifre, rispettivamente 10,9% e 10,6%. La categoria dei produttori in Italia possiede quindi skill e task sufficienti per affrontare con ottimismo i prossimi 24 mesi, tuttavia, la notevole presenza di aziende sane ma in difficoltà commerciale potrebbe dar luogo a nuove acquisizioni che, inevitabilmente, sposterebbero gli equilibri di forza tra i leader di settore.

Risulta più dinamica e fluida la situazione dei distributori di dispositivi di sicurezza, l'analisi ha infatti confermato che questa categoria prosegue il trend di crescita avviatosi nel 2015, con un 12% di incremento fatturato.

Il segmento dei system integrator è invece quello che ha mostrato un deflating maggiore. Con un fatturato medio per azienda di poco più di cinque milioni di euro e un tasso di crescita negativo (-0,5%), le imprese rientranti in questa categoria hanno fatto un passo indietro rispetto all'ultimo anno. Le difficoltà commerciali sono più comuni nelle PMI, mentre le società più grandi crescono invece a livelli sostenuti (+6%) e mantengono buoni livelli di revenue. 

Per quanto riguarda la localizzazione, il Nord-Ovest si conferma l'area con la maggiore concentrazione di aziende operanti nel comparto della sicurezza, ma sono le imprese del Nord-Est a crescere di più su base annuale. Nel Mezzogiorno il numero di soggetti attivi nel comparto security è sceso a 32 (dagli iniziali 39 rilevati nel 2018).

"Il comparto della sicurezza in Italia si accinge a dover intraprendere sostanziali cambiamenti per poter rispondere ai nuovi player e tecnologie che si affacciano sul mercato." conclude Panetta. "La previsione su chi rimarrà sulla cresta dell'onda o chi invece regredirà dipende da come questi leader del settore si comporteranno, cioè se sapranno innovare, comprenderanno i trend del mercato, amplieranno o meno le proprie alleanze, ma soprattutto se saranno in grado di gestire in modo oculato tutte le loro risorse."

In conclusione, il settore della sicurezza in Italia sembra essere avviato nei prossimi anni a un ulteriore restringimento del numero di aziende attive e a una maggiore polarizzazione tra società finanziariamente solide e in crescita e realtà che stentano a rimanere sul mercato. Non sono da escludere, come accaduto in passato, ulteriori operazioni di fusione e acquisizione nei prossimi mesi, volte a rafforzare sinergie e competitività per ottimizzare gli investimenti. 



Sicilia: Musumeci, aeroporto hub a Catania, porto hub ad Augusta, più idro Enel

Sicilia: Musumeci, aeroporto hub a Catania, porto hub ad Augusta, più idro Enel

INTERVISTA - Il presidente della Regione: riparte Irfis per le pmi

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Roma, 27 giu - E' la Sicilia al 2030 quella alla quale guarda il presidente della Regione, Nello Musumeci, che ha messo al lavoro una squadra di "saggi" per immaginare e disegnare il futuro dell'isola. Ma è anche la Sicilia che entro dieci anni esige che l'industria petrolifera completi la transizione dal fossile al bio. Ed è la Regione che immagina una piano di infrastrutture in grado di posizionarla strategicamente nel Mediterraneo: un aeroporto hub a Catania, un porto hub ad Augusta in grado - l'uno - di assicurare voli intercontinentali diretti e - l'altro - di intercettare l'imponente flusso mercantile che oggi transita da Suez direttamente verso Gibilterra e i Paesi nordeuropei. Nel corso di un forum organizzato dall'agenzia di stampa Il sole 24 Ore Radiocor, Musumeci ha parlato anche della difficile situazione delle strade (l'Anas "è un pachiderma"), delle verifiche avviate su tremila ponti e viadotti, della necessità di anticipare il potenziamento della ferrovia Catania-Palermo rispetto all'obiettivo del 2025 indicato da Rfi, dei contatti in corso con Enel per produrre più energia da fonte idroelettrica, della necessità di attrarre investitori stranieri a Termini Imerese, della rinascita di Irfis-Finsicilia al servizio delle piccole e medie imprese, dopo una parentesi in cui l'istituto era stato dirottato in una discutibile competizione con le banche tradizionali.

"Non siamo nemici dei petrolieri" ma "i petrolieri devono adeguare i propri impianti alle esigenze di questa rinnovata sensibilita' ambientale: abbiamo detto con chiarezza che vogliamo entro 10 anni i prodotti petroliferi trasformati da fossili a biologici. Non si transige", dice Musumeci. A Gela Eni ha sottoscritto un accordo con la Regione per la conversione in bioraffineria operativa a breve: "E' il nostro modello sperimentale; noi abbiamo investito come Regione 10 milioni di euro, 15 milioni li ha messi a disposizione lo Stato e siamo pronti a intervenire ancora con altre risorse. Aspettiamo la manifestazione di interesse da parte delle imprese che, debbo dire, finora non e' stata sufficientemente soddisfacente". Intanto la Sicilia "oggi non produce sufficiente energia per essere autonoma ma negli ultimi mesi e anni sono stati fatti giganteschi passi in avanti" e "con orgoglio dico che con le risorse investite la Sicilia nello spazio di 2-3 anni puo' diventare autosufficiente" puntando su "energia pulita". "Con Enel abbiamo un ottimo rapporto e anche con Terna e l'obiettivo e' sfruttare al massimo tutte le potenzialita' per produrre energia senza incorrere nel rigore della legge nella scelta del sito". Anzi, annuncia Musumeci, "abbiamo un incontro con Enel gia' previsto per utilizzare la caduta d'acqua, pratica antica ma attuale ed efficace" per valutare potenziali impianti idro. "Abbiamo 25 dighe in Sicilia sottoposte al controllo della Regione e 18 delle 25 non sono mai state collaudate seppur realizzate 25-30 anni fa". C'e' poi il tema degli elettrodotti e dei vincoli paesaggistici. "Il problema e' riuscire a rendere compatibile con le norme vigenti la collocazione degli elettrodotti con una serie di vincoli passeggistici che in Sicilia ci sono gia', che ci siamo gia' ritrovati e pongono problemi interpretativi. Abbiamo aperto in questi giorni un confronto con le 9 sovrintendenze per rivedere i piani paesaggistici gia' varati, senza alcun compromessi perche' sull'ambiente non ci possono essere compromessi al ribasso ma possono essere possibili riperimetrazioni. Entrambi sono obiettivi sani da raggiungere: la tutela del paesaggio e il potenziamento dell'energia; per farlo serve, pero', evitare che un ricorso, dopo l'avvio dell'infrastruttura, possa bloccare un cantiere per due-tre anni".

"La Sicilia e' la naturale piattaforma logistica del Mediterraneo e avrebbe bisogno di un aeroporto hub al centro tra Catania e Palermo. Oggi per andare negli Stati Uniti dobbiamo passare per Fiumicino o Linate. Realizzare un aeroporto hub nella piana di Catania significa affrancare la Sicilia dalla subordinazione dei grandi aeroporti italiani consentendo di andare negli Usa o in Cina direttamente dalla Sicilia", ha detto il presidente della Regione Siciliana: "I cinesi avrebbero voluto realizzarlo ma la proposta si e' scontrata - mi dicono - con problemi di rapporti internazionali con gli Stati Uniti". Per Musumeci, inoltre "avere le Zes (zone economiche speciali, ndr) in Sicilia senza avere un porto hub capace di intercettare il sostenuto flusso mercantile del Mediterraneo, rappresenta un danno e una beffa. Dal canale di Suez - ha spiegato - arrivano ogni giorno centinaia di navi, che invece di approdare a un porto siciliano vanno verso lo stretto di Gibilterra e risalgono verso il Nord Europa. Il porto di Augusta, che e' il piu' vicino al canale di Suez, deve diventare il porto hub della Sicilia. Stiamo studiando il progetto insieme all'Autorita' portuale della Sicilia".

"La manutenzione delle strade statali in Sicilia e' di competenza dell'Anas e io ho il diritto e il dovere di chiedere di mantenere in condizioni accettabili i 3.700 km di strade statali. L'Anas si muove come un pachiderma. Non e' possibile che un cantiere Anas a Nord debba durare un anno e mezzo e al Sud cinque, sei o sette anni. Non e' concepibile sulla Palermo-Catania ci siano 11 cantieri con 2-3 operai ciascuno", ha detto il presidente della Regione Siciliana: "Il viadotto Himera - ha aggiunto - crollato piu' di quattro anni fa deve ancora essere inaugurato mentre a Genova c'e' appena stata la prima gettata di cemento del ponte crollato meno di un anno fa. Voglio capire se noi siamo ancora Italia, tutto questo non puo' prescindere da un'attenta vigilanza del ministero delle Infrastrutture". "Se l'Anas avesse controllato la gestione della Cmc - ha poi aggiunto Musumeci - non saremmo arrivati a questo punto. Invece, assistiamo all'agonia della Cmc, che ha determinato lo stallo in 2-3 grandi cantieri dell'Isola e una paralisi su un consistente indotto".  "Sul potenziamento ferroviario della Catania-Palermo sento dire da Rfi che si potra' fare nel 2025. Ma sono questi i tempi per rendere moderna e competitiva una regione cosi' importante e strategica come la nostra Isola? Se non interviene il ministero su queste vicende chi altri deve intervenire?", chiede Musumeci. In merito alla prossima nomina, da parte del ministro delle Infrastrutture, del commissario straordinario alla viabilita' Siciliana (prevista dal Dl sblocca cantieri), il presidente della Regione riferisce di aver fatto una proposta al Mit. "Per il ruolo di commissario abbiamo indicato il provveditore alle opere pubbliche della Sicilia, Gianluca Ievolella. Ma ancora piu' importanti del nome - ha aggiunto - sono altri due fattori: le deroghe alle vigenti procedure sugli appalti per accelerare gli interventi, e poi le risorse su cui poter contare. Noi abbiamo bisogno di 5-600 milioni di euro, che non abbiamo nel nostro bilancio".

"Anche se non rientra nelle nostre competenze, abbiamo disposto una ricognizione su tremila ponti e viadotti sulle strade della Sicilia, per verificarne le condizioni di sicurezza", ha rivelato Musumeci, riferendo che "e' stato appena pubblicato il bando di gara rivolto ai professionisti". "Sul fronte del credito si sta correndo ai ripari. Devo dire che ci sono due elementi di novita'. Una e' che la Regione ha rimesso in moto la propria banca. Noi abbiamo l'Irfis-FinSicilia che e' la banca nata per sostenere le piccole e medie imprese. Sotto il precedente governo questa Irfis era diventata una banca competitiva con gli istituti tradizionali; noi abbiamo sottoscritto un'intesa con Mediocredito Centrale, Invitalia, Sace e Simest per aiutare le piccole e medie imprese e soprattutto alle start up'. Per Termini Imerese Musumeci indica la strada dell'attrazione di capitali internazionali: "Noi vogliamo dire questo - ha detto il governatore siciliano: scusate avete un'area industriale che e' a venti minuti dal porto Palermo, a 35 minuti dall'aeroporto di Palermo, sulla rete ferroviaria, sull'autostrada, c'e' la Regione che e' pronta a spendere 60 milioni per potenziare quell'area industriale. Dove la trovate un'opportunita' del genere? Venite in Sicilia ovunque voi siate: negli Stati Uniti, in Canada, nell'America del Sud'. Ma poi il presidente Musumeci ha precisato: ' Ma questo e' un lavoro che dovrebbe fare il governo nazionale" che ancora non ha una "proposta concreta" per l'area. Altro tema delicato è quello delle Zes: "Abbiamo 5.600 ettari da utilizzare in Sicilia, nella regione piu' vasta d'Italia, e sono arrivate manifestazioni di interesse per 154mila ettari. Con quale criterio possiamo pensare di togliere 154mila ettari di possibili aree industriali? E' una scelta assolutamente illogica del governo nazionale. Pero' con grande difficolta' abbiamo individuato i porti e i retroporti che sono le aree maggiormente vocate: da un lato stiamo andando a varare il piano strategico, quando siamo entrati non abbiamo trovato una carta, dall'altro lato apriremo un contenzioso con Roma, per chiedere loro di consentirci di avere qualche altra decina di migliaia di ettari".

Mediaset: verso intesa biennale con Sky, pronto ritorno della Champions. La trattativa riguarda le sole partite in chiaro

Mediaset: verso intesa biennale con Sky, pronto ritorno della Champions. La trattativa riguarda le sole partite in chiaro

(Il Sole 24 Ore Radiocor Plus) - Milano, 27 giu - E' attesa a breve la definizione dell'accordo tra Sky e Mediaset che farà tornare sui canali del Biscione le partite in chiaro della Champions League. 

Secondo quanto risulta a Radiocor, l'intesa tra il gruppo americano, che è titolare di tutti i diritti per il torneo calcistico, e Cologno Monzese dovrebbe avere durata biennale e partire con la prossima edizione della competizione al via a settembre. 

Con l'operazione Mediaset tornerà a trasmettere la Champions League, seppure con un numero limitato di match, dopo un anno di stop in cui le partite in chiaro sono state trasmesse sui canali Rai

Quest'ultima non ha trovato l'accordo con Sky per rinnovare il contratto e quindi per proseguire nella trasmissione del principale trofeo europeo per club: il mancato rinnovo sarà oggetto di un ricorso legale da parte della stessa Rai.

giovedì 27 giugno 2019

Sperimentazione animale e vita umana. Animalisti vs. "buonisti".

Da Gazzetta di Parma "Sperimentazione animale? Risultati solo da quella «human based»" del 25 giugno 2019

Io ritengo deprecabile la sperimentazione sugli animali dei prodotti di cosmesi, ma non quella con finalità mediche.

L'alternativa alla sperimentazione animale è sperimentare direttamente sugli umani. Non ci sono alternative.

La sperimentazione dei farmaci sugli animali non viene fatta per infliggere inutili torture a questi esseri viventi. 


Non si tratta di soddisfare atroci sadismi come l'immagine proposta sembra suggestionare.

I ricercatori sanno bene che molte patologie della specie umana – per es. del Sistema Nervoso Centrale (SNC) non sono patologie che si sviluppano nella specie animale - per cui prima ancora che per motivazioni etiche, evitano di sprecare le sempre limitate risorse economiche per fare test che hanno presupposti fallimentari già in partenza.

Ma nonostante gli assetti genetici differenti tra uomo e animale, molte funzionalità metaboliche possono risultare per approssimazione "simili". 

A volte per esempio si utilizzano i maiali. Non perché il valore della loro vita sia reputato inferiore a quello di animali di compagnia come cani, gatti o coniglietti
O perché i maiali fanno parte della catena alimentare di gran parte degli esseri umani. 
Solo perché per determinate caratteristiche fisiologiche risultano gli esservi viventi più vicini a noi.


Purtroppo la ricerca medico scientifica è costosissima, nessuno ha interesse o piacere a far soffrire esseri viventi, ma per sapere se un farmaco può essere letale, dannoso, oppure terapeutico il primo step sono gli animali.

Anche se spesso i farmaci sperimentati sugli animali, che successivamente affrontano i trials clinici in varie fasi, come da normativa nazionale AIFA, non superano tutti i test e non andranno mai in commercio.
Ma anche quelli che superano i test delle prime fasi hanno poi bisogno di una sperimentazione sugli esseri umani. 


E tanti farmaci che arrivano pure in commercio, vengono successivamente ritirati perché nonostante tutti i controlli, a volte rivelano in alcune persone effetti tossici, pure drammaticamente letali.
Purtroppo la ricerca scientifica funziona così.

A meno che non vogliate credere nel complottismo che ritenere che per le case farmaceutiche sarebbe più remunerativo far ammalare e morire le persone piuttosto che curarle o che l'essere umano si diverta a giocare al Dr. Frankeinstein con gli animali.

Aggiungo una mia personale riflessione in merito all'esplosione dei sentimenti animalisti. Anche io adoro gli animali, sono in perenne dissonanza cognitiva per la mia alimentazione onnivora, ho vissuto per decenni con due cani che sono stati membri integranti della nostra famiglia. E tuttora resta un lutto indelebile la loro perdita.


Ma se mi trovassi nel dilemma di dover e poter salvare la vita di una delle mie nipotine non esiterei a sacrificare la mia stessa vita, figuriamoci quella di un animale qualsiasi. 

Tutto questo animalismo ora in gran moda mi fa un certo effetto proprio in un periodo in cui la vita umana sembra stia rapidamente perdendo valore, tanto siamo assuefatti dalle quotidiane stragi di migranti disperati
Ormai non ci fa effetto più una foto di un bambino affogato
Ma la foto di quella povera scimmietta cui non si sa cosa abbiano fatto, sì.

Analogamente la notizia con 49 cuccioli di cane dispersi in mare oggi farebbe sollevare un'onda di indignazione morale che non ravvisiamo per i poveri esseri umani della Sea Wath.
C'è qualcosa che non va. 
Stiamo perdendo ogni valore centrante dell'esistenza umana.

Andrea Pietrarota
Chi è Carola Rackete, la capitana della Sea Watch che ha sfidato Salvini
Passaporto tedesco, 31 anni, 5 lingue sul curriculum.

I sovranisti di lei dicono che è una figlia di papà, lei invece racconta: «Ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità»

La Dott.ssa Federica Moffa, nuova Direttrice Medica di Fertilab Barcelona e Fertibank

La Dott.ssa Federica Moffa, nota specialista in Procreazione Assistita a livello internazionale, assume la Direzione Medica della Clinica Fertilab Barcelona
La Dott.ssa Federica Moffa è di recente entrata a far parte del progetto Fertilab Barcelona dopo aver dedicato gli ultimi 10 anni della sua carriera professionale a diversi progetti nella città di Barcellona al servizio di donne e coppie che desiderano realizzare il sogno di diventare genitori.

La specialista italiana assume l’incarico di Direttrice Medica della clinica barcellonese e della sua banca di ovuli e sperma, Fertibank. La Dott.ssa Moffa è una professionista con esperienza ed interessi ventennali nella diagnosi e nel trattamento di ogni tipo di casi speciali ed altamente complessi legati alla procreazione assistita nonché una delle maggiori esperte a livello mondiale di preservazione della fertilità. Con circa 20 pubblicazioni scientifiche nel corso della sua carriera, la Dott.ssa Moffa spicca tra gli specialisti in procreazione assistita più rilevanti in Europa. Ha realizzato diversi progetti di ricerca in collaborazione con l’Università di New York NYU, l’Università di Torino, la Ben Guiron Univesity e il Weizmann Institute di Israel e la Carl von Linné Clinic in Svezia, tra tanti altri; è stata anche consulente e responsabile del programma di Preservazione della Fertilità presso l’Ospedale Erasme-ULB di Bruxelles.

Con l’arrivo della Dott.ssa Moffa, Fertilab Barcelona potenzia il talento con l’obiettivo di continuare a fornire una solida base per i suoi servizi di riproduzione assistita focalizzati sull’eccellenza medica, l’orientamento internazionale e la personalizzazione dei trattamenti, grazie a diagnosi precise ed adatte ad ogni singola paziente, a equipe multidisciplinari e ad una visione sempre più umana e ben lontana dai modelli di macro-clinica nelle quali ha preso piede la disumanizzazione. Maggiori informazioni sulla Dott.ssa Moffa La dott.ssa Moffa è Dottore in Scienze Cliniche con Specializzazione in Ginecologia e Ostetricia (CUM LAUDE) nonché Dottore in Medicina presso l’Università di Torino.  
Maggiori informazioni su Fertilab Barcelona

mercoledì 26 giugno 2019

A Roma la presentazione del libro di Carlo Piola Caselli

Il 27 giugno 2019 Carlo Piola Caselli con la collaborazione di Interno 4 di Chiara Pavoni presenta il suo libro Il giovane cavaliere sul siluro (PandiLettere, 2019). Pagine veraci in grado di “farsi pane per gli esseri umani”.

martedì 25 giugno 2019

"Cercasi scambisti". Pavia e Ansaldo per il servizio di mobilità ‘Popmove’

Pavia e Ansaldo per il servizio di mobilità 'Popmove'

Roma, 25 giugno 2019 - Lo Studio legale Pavia e Ansaldo ha assistito le società Hurry S.r.l e Popmove S.r.l. nell'ideazione, strutturazione e finalizzazione dell'operazione che lancia un nuovo servizio di mobilità denominato "Popmove" e lanciato a Roma con una campagna di affissioni riportanti degli enigmatici cartelloni con la scritta "Cercasi scambisti" che tanto ha incuriosito e fatto discutere la cittadinanza.


Il servizio è avviato in collaborazione con ALD Automotive Italia S.r.l. e presenta un modello innovativo per la condivisione dell'auto. 

Esso consentirà infatti di avvicinare il servizio di noleggio a lungo termine a quello del noleggio a breve termine, ampliando i confini della sharing economy e le potenzialità del settore automotive.


Per lo Studio Pavia e Ansaldo, gli avvocati Nico Moravia e Tommaso Filippo Massari hanno curato gli aspetti dell'operazione relativi ai temi regolatori, amministrativi e contrattuali, mentre gli avvocati Gian Paolo Di Santo e Gabriele Girardello hanno seguito gli aspetti relativi all'intellectual property.


Pavia e Ansaldo è uno studio legale italiano indipendente attivo in Italia e all'estero da oltre 50 anni. Fondato nel 1961, da Enrico L. Pavia e Giuseppe Ansaldo, conta oggi 6 uffici - a Milano, Roma, Barcellona, Mosca, San Pietroburgo e Tokyo - 22 dipartimenti specialistici, 8 desk esteri e oltre 130 professionisti. 

Lo Studio assiste in tutte le aree del diritto d'impresa clienti italiani e internazionali che riconoscono a Pavia e Ansaldo un'eccellenza nei servizi legali per competenza e personalizzazione.



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Analisi idealo: Prodotti per bebè: Risparmio del -42,4% acquistando tutto online (interesse +87,9% rispetto all'anno scorso)

Prodotti per il bebè: risparmio massimo medio del -42,4% acquistando online tutto l'occorrente per il suo primo anno di vita

Considerando i prodotti più importantiper i primi dodici mesi di vita di un bambino, le maggiori possibilità di risparmio si possono avere con i ciucci (-78,0%), i prodotti per la sterilizzazione (-71,7%), scalda biberon (-60,7%) e fasciatoi (-53,1%). Tra i prodotti più cercati dagli e-consumer italiani, invece, vi sono passeggini (42,1%), scarpine (25,2%) e seggiolini per auto (19,5%).

 

25 Giugno 2019 – Secondo le ultime stime di Federconsumatori, il primo anno di vita di un bimbo può arrivare a costare a genitori e famigliari fino a 15mila euro totali con un aumento medio rispettivamente del +0,7% per i costi minimi e del +1,4% per i costi massimi rispetto allo stesso studio effettuato nel 2017. Idealo – portale internazionale leader in Europa nella comparazione prezzi – ha realizzato un'analisi per capire quanto, e per quali categorie di prodotti per l'infanzia – è possibile risparmiare procedendo all'acquisto online. Secondo i dati raccolti, idealo ha evidenziato possibilità di risparmio massimo medio del -42,4% (pari a 937,39 euro) considerando i prodotti più importanti per i primi dodici mesi di vita di un bambino. 

 

L'interesse online nei confronti della categoria 

 

In Italia, nell'ultimo anno, l'interesse online nei confronti della categoria "Bambini & Neonati" è cresciuto del +87,9% e i prodotti maggiormente cercati sono stati passeggini (42,1%), scarpine(25,2%) e seggiolini per auto (19,5%). Al contrario, hanno attirato il minor interesse online le borse fasciatoio, i prodotti per la cameretta dei neonati e i prodotti di sicurezza per i bambini come i baby monitor. 

 

Il necessaire per i bebè e le possibilità di risparmio

 

Considerando i prodotti necessari e per la sicurezza della prima infanzia, le maggiori possibilità di risparmio si possono avere acquistando online ciucci (-78,0%), prodotti per la sterilizzazione(-71,7%), scalda biberon (-60,7%) e fasciatoi (-53,1%). Ancora, biberon (-43,5%), getta pannolini (-40,8%) e infine baby monitor (-40,1%). 

 

Anche i prodotti per l'intrattenimento possono far risparmiare

 

Prodotti per l'intrattenimento, come giochi e palestrine, possono essere acquistati con un risparmio massimo medio fino al -76,0%, come nel caso dei sonagli per neonati. È possibile poi risparmiare con i giochi motori (-73,4%), peluche (-47,9%), giocattoli per varie attività (-47,5%) e giocattoli per il bagnetto (-34,0%). 

 

Abbigliamento per bebè: un'altra categoria importante 

 

Relativamente a questa tipologia di prodotti, invece, le maggiori possibilità di risparmio si possono avere con vestitini (-73,2%), calzine (-71,8%), guantini (-70,8%), t-shirt per bimbi (-67,1%), costumini da bagno (-60,3%), sciarpine (-60,2%) e maglioncini(-57,2%).    

 

I comportamenti di ricerca online degli italiani 

 

Ma chi cerca maggiormente online questi prodotti? Secondo l'analisi, si tratta perlopiù di donne (per il 65,8% delle ricerche) e in generale persone tra i 35 e i 44 anni (37,8%). NovembreMaggio e Settembre i mesi nei quali sono state rilevate maggiori intenzioni di acquisto giornalieri medie. 

 

Infine, la maggior parte delle ricerche via mobile viene effettuata tramite Android (70,7%) mentre la quota relativa al sistema operativo iOS è pari al 28,7%. Ponderando gli abitanti di ogni regione italiana a 100mila, quelle più attive online sono LazioLombardiaEmilia RomagnaTrentino-Alto Adige e Veneto.

 

 

"Il costo di mantenimento di un bebè per il suo primo anno di vita è piuttosto rilevante e spesso è proprio ciò che frena le coppie nel concepimento di un figlio, in particolar modo quelle più giovani  – ha commentato Fabio Plebani, Country Manager di idealo per l'Italia – Diffondendo la consapevolezza che acquistare i prodotti online permette di risparmiare fino al -42,4%, una percentuale di certo non indifferente, speriamo di aiutare ad eliminare un ostacolo nella valutazione di allargamento di una famiglia, o quanto meno di informare sulle possibilità di risparmio che potrebbero aiutare nel processo decisionale".   

 

 

A questo link è disponibile il blog post sul magazine di idealo 

 


 

 

A proposito di idealo

idealo è un comparatore prezzi con oltre 145 milioni di offerte di oltre 30.000 negozi online. 

L'azienda viene fondata a Berlino nel 2000 e da allora è cresciuta costantemente. Dal 2006 entra a far parte del gruppo editoriale Axel Springer SE (editore anche di Bild Zeitung). Attualmente è presente in Germania, Austria, Regno Unito, Francia, Italia, Spagna, con sei portali nazionali. Nel corso dei suoi primi 19 anni di attività ha ricevuto eccellenti recensioni e ha vinto numerosi test condotti da enti autorevoli e indipendenti impegnati nella tutela dei consumatori. Nel 2014 ha ottenuto dall'ente di certificazione tedesco TÜV Saarland il marchio di "comparatore certificato" per la qualità delle informazioni reperibili sul portale e le misure a protezione dei dati degli utenti. idealo mette a disposizione dei propri utenti centinaia di test sui prodotti e opinioni di altri utenti, non limitandosi ad offrire un servizio di comparazione per individuare i prezzi più convenienti, ma ponendosi anche come una guida autorevole e imparziale allo shopping on-line con schede tecniche, filtri di ricerca avanzati e recensioni di esperti. Oltre 800 persone provenienti da quasi 40 nazioni lavorano nella sede di Berlino. 

Per ogni acquisto, idealo.



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REALE MUTUA E TORINO SOCIAL IMPACT PRESENTANO “IMPACT-ABILITY”

REALE MUTUA e torino social impact presentano "impact-ability" 

Il "sistema" Torino per l'innovazione sociale

 

Torino, 25 giugno 2019 – Il 27 giugno, a partire dalle 9, presso l'Auditorium di Reale Group, si terrà l'evento IMPACT-ABILITY. L'iniziativa, organizzata da Reale Mutua e Torino Social Impact, in collaborazione con Il Sole24Ore, Lavazza e Dynamo Academy, si inserisce nel palinsesto di Italian Tech Week e vedrà la partecipazione di rappresentanti del mondo della finanza, dell'imprenditoria e del terzo settore.   

 

L'abilità di produrre intenzionalmente impatti sociali positivi e generare redditività economica e finanziaria sarà il tema della discussione, che intende proporre un momento di confronto e riflessione tra imprese for-profit tradizionali, imprese sociali, innovatori, investitori finanziari e organizzazioni del terzo settore. 

 

L'obiettivo dell'evento è definire, a partire dagli interventi dei relatori, un manifesto della sostenibilità per Torino che possiede tutte le risorse necessarie per agevolare la nascita di un ecosistema attivo e capace di innovare, poiché dotata di un eccellente apparato di competenze scientifiche e tecnologiche, un terzo settore con significative capacità imprenditoriali, una struttura industriale ancora profondamente radicata nella società e una nuova generazione di incubatori e acceleratori sociali. In questo senso agisce Torino Social Impact, la piattaforma di collaborazione tra istituzioni pubbliche e private, che ha messo a fattor comune le caratteristiche della Città, al fine di sperimentare una strategia di sviluppo locale che abbia al proprio centro la nascita di una nuova generazione di imprenditorialità a elevato impatto sociale e intensità tecnologica.

 

 

 

Fondata a Torino nel 1828, la Società Reale Mutua di Assicurazioni è la più importante Compagnia di assicurazioni italiana in forma di mutua. È capofila di Reale Group, un Gruppo internazionale nel quale operano oltre 3.700 dipendenti per tutelare circa 5 milioni di Clienti. Reale Mutua offre una gamma molto ampia di prodotti, sia nei rami Danni sia nei rami Vita. I suoi Soci/assicurati sono quasi 1,4 milioni, facenti capo a 355 agenzie presenti su tutto il territorio italiano. La Società evidenzia un'elevata solidità, testimoniata da un indice di solvibilità (Solvency II), calcolato con il Modello interno Parziale, che si attesta al 370,7% (Year End 2018). www.realemutua.it

 

Torino Social Impact è un'alleanza tra imprese e istituzioni pubbliche e private, nata per sperimentare una strategia di sviluppo dell'imprenditorialità ad elevato impatto sociale ed intensità tecnologica nell'area metropolitana e rendere Torino un luogo nel quale imprese e investitori a impatto sociale trovino le migliori condizioni possibili per operare e svilupparsi. Piattaforma aperta a qualunque organizzazione che operi nel campo dell'innovazione sociale e della finanza a impatto, Torino Social Impact conta oggi circa sessanta firmatari, realtà impegnate nel coniugare la capacità di produrre intenzionalmente impatti sociali positivi con la sostenibilità e la redditività economica e finanziaria delle loro iniziative. 

 

Dynamo Academy eÌ un'Impresa Sociale che si occupa di formazione e consulenza, accompagnando aziende e top manager in percorsi di creazione di valore per affrontare la sfida della Corporate Philanthropy coniugando efficacemente business e social giving. Dynamo Academy è l'unico Global Exchange Partner per l'Italia di CECP (Chief Executives for Corporate Purpose) e opera, in ambito Business For The Common Good, nel contesto speciale del Campus di Limestre. Dal 2010, Dynamo Academy ha supportato oltre 100 aziende clienti e loro 30.000 dipendenti.  

 

Il Gruppo Lavazza. Lavazza, fondata a Torino nel 1895, è un'azienda italiana produttrice di caffè di proprietà dell'omonima famiglia da quattro generazioni. Fra i principali torrefattori mondiali, il Gruppo è oggi presente in oltre 90 Paesi attraverso consociate e distributori, con il 64% dei ricavi realizzato all'estero. Lavazza impiega complessivamente oltre 4 mila persone, con un fatturato di 1,87 miliardi di euro nel 2018. [Con il bilancio al 31/12/2018 il Gruppo Lavazza per la prima volta applica per le proprie rappresentazioni economico-patrimoniali consolidate i principi contabili internazionali IFRS]. Fanno parte del Gruppo Lavazza le aziende francesi Carte Noire ed ESP (acquisite rispettivamente nel 2016 e nel 2017), la danese Merrild (2015), la canadese Kicking Horse Coffee (2017), l'italiana Nims (2017) e il business dell'australiana Blue Pod Coffee Co. (2018). Alla fine del 2018, a seguito di acquisizione, è stata creata la Business Unit Lavazza Professional, che comprende i sistemi Flavia e Klix, attivi nel settore dell'Office Coffee Service (OCS) e del Vending




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Fondazione Pubblicità Progresso: Andrea Farinet nuovo presidente

Fondazione Pubblicità Progresso: Andrea Farinet nuovo presidente

 

Milano, 25 giugno 2019 - Oggi si è tenuto un CdA di grande svolta per la Fondazione Pubblicità Progresso. Come preannunciato, Alberto Contri ha rassegnato le dimissioni dalla presidenza dopo venti anni di mandati ininterrotti, in cui l'Associazione nata nel 1971 è stata trasformata in una Fondazione, Centro Permanente di Formazione alla Comunicazione Sociale particolarmente impegnata nella sostenibilità e con un network di 100 docenti universitari di 85 Facoltà e Master in 45 Atenei di tutta Italia.

 

Nuovo presidente è il Prof. Andrea Farinet, docente di Economia e Gestione delle imprese, presso LIUC – Università Cattaneo, dove insegna Marketing Relazionale e CRM, Psicologia del Consumo e Nuove Piattaforme Digitali. Già docente di marketing per circa vent'anni in Bocconi, dove ha conseguito il PhD in Business Administration, è advisor di importanti realtà culturali e tecnologiche come l'Istituto Italiano di Tecnologia, la Fondazione Bracco, Facility Live e The Ruling Companies. Ha fondato il Socialing Institute, particolarmente impegnato sulle tematiche della CSR.

 

È stato nominato all'unanimità dal Consiglio della Fondazione fra i due nuovi cooptati fra personalità di provata competenza ed esperienza: il secondo è Giangi Milesi, già presidente del Cesvi con grande esperienza nel Terzo Settore. Il nuovo tesoriere è Franco Meroni, presidente di AAPI e già consigliere della Fondazione.

 

Tutto si è svolto all'unanimità, come unanime è stato il caldo applauso che ha salutato il lungo e generoso impegno di Alberto Contri nel fare di Pubblicità Progresso il punto di riferimento per la comunicazione sociale in Italia e non solo. Ricordando che tempo fa il presidente Napolitano aveva dichiarato, ricevendo il CdA della Fondazione al Quirinale: "Pubblicità Progresso è un caso di eccellenza unico al mondo".



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lunedì 24 giugno 2019

FB & Associati: Bilancio 2018, un anno di crescita globale per l'azienda ai vertici del mercato italiano delle relazioni istituzionali

PER FB&ASSOCIATI UN 2018 DI SVILUPPO GLOBALE.
Fatturato e personale in crescita, raddoppio della sede romana e trasformazione in SpA, la società di consulenza in relazioni istituzionali e advocacy fondata da Fabio Bistoncini si conferma ai vertici di un mercato italiano in forte dinamismo.



Roma, 24 giugno 2019 –  FB&Associati, la prima società di consulenza fondata in Italia specializzata in public affairs, advocacy e lobbying, chiude un 2108 di crescita globale sotto il profilo dei risultati di bilancio, del numero dei clienti acquisiti, dell'investimento in risorse umane, del potenziamento della struttura societaria e dell'ampliamento dei servizi.

Secondo i dati diffusi, il 2018 registra un fatturato di poco superiore ai 3.500.000 €, segnando un + 5% rispetto al 2017 in un trend costante di sviluppo anno dopo anno (+ 66% sugli ultimi 6).

I dati si riferiscono alle sole attività di lobbying e advocacy svolte da una società che si conferma tra i marchi leader italiani della consulenza strategica in relazioni istituzionali. Tra i clienti – ad oggi oltre 70 - le maggiori aziende multinazionali presenti in Italia, associazioni d'impresa e ordini professionali con nuove acquisizioni nei settori food and beverage, ICT, automotive, farmaceutico.

Una strategia di sviluppo che ha interessato l'azienda su scala globale lungo tutti i suoi asset. 
L'ampliamento dell'organico, grazie a una politica di reinvestimento degli utili che ha portato all'ingresso di 6 nuovi collaboratori, tutte con profilo specialistico e seniority medio-alta, per un totale di oltre 40 risorse. La capacità di innovazione, segnata in particolare dalla nascita di FB Bubbles per la gestione di campagne di formazione delle opinioni e di influenza dell'agenda politico-istituzionale attraverso competenze integrate di advocacy, reputation management e gestione dei media con finalità di public affairs. 

Il rafforzamento del profilo consulenziale e dell'attività di ricerca, che la società, unica realtà del settore, offre anche attraverso un Centro Studi interno, FBLab, specializzato in analisi di scenario e del contesto decisionale, che viene ulteriormente potenziato.

Anche il 2019 si preannuncia come un anno estremamente positivo. Tra le novità, l'apertura di un nuovo ufficio a Roma da affiancare alla sede storica nella capitale e agli uffici di Milano e Bruxelles. Un'espansione che passerà anche attraverso la trasformazione in società per azioni. 
Il capitale societario resterà invariato, detenuto in larga parte dall'AD, Fabio Bistoncini e dai 2 senior partner, Paola Perrotti e Vincenzo Aprile, e in misura minore dai più giovani Adriano Sabene e Luca Gargano.

"Siamo molto soddisfatti di questa crescita che avviene in un mercato che continua a espandersi e in cui meno di 25 anni fa, quando siamo nati, eravamo di fatto gli unici ad operare, ma a cui oggi si rivolge un numero crescente di imprese, associazioni e gruppi di interesse, anche di settori non regolamentati commenta Fabio BistonciniE' il segno della necessità imprescindibile di poter influenzare in modo professionale e trasparente le opinioni e le scelte dell'attore pubblico, obiettivo però che diventa sempre più complesso da ottenere in uno scenario fluido e imprevedibile in cui le dinamiche del web stanno mutando radicalmente il modo di comunicare la politica e con la politica. In questo contesto – conclude Bistoncini – c'è bisogno di consulenti che uniscano un'esperienza consolidata negli anni a competenze di political intelligence con un focus sempre più spiccato anche sull'analisi dei big data a sostegno del processo decisionale, ambito che come FB&Associati già presidiamo e a cui dedicheremo ancora più attenzione in futuro".




FB & Associati viene fondata nel 1996 da Fabio Bistoncini con la mission di affermare una visione della rappresentanza di interessi che punti a fornire al decisore pubblico informazioni tecniche e contenuti di valore per arrivare alla formulazione degli atti in modo trasparente e consapevole. 
E' partner del network Interel Global Partnership attivo in oltre 60 Paesi. 

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