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martedì 8 luglio 2008

FEDERLAZIO: PRESENTATO OSSERVATORIO NORI SU REGIONE LAZIO


INVIAMO LA SINTESI DEL 3° RAPPORTO DELL'OSSERVATORIO ANTONIO NORI (giu 2007 - mag 2008) CON I COMMENTI RELATIVI ALL'OPERATO DELLA REGIONE RIGUARDO ALCUNI SETTORI PRESI IN CONSIDERAZIONE.
ALLA CONFERENZA STAMPA, SVOLTASI QUESTA MATTINA PRESSO IL POLO DIDATTICO, SONO INTERVENUTI IL PRESIDENTE DELLA REGIONE LAZIO PIERO MARRAZZO E IL PRESIDENTE DELLA FEDERLAZIO MASSIMO TABACCHIERA.
 
 
Uff Stampa Federlazio
Davide Bianchino
(06.54912362)



Osservatorio Antonio Nori sull'azione del governo regionale 

Considerazioni di sintesi 

3° Rapporto

Giugno 2007 – Maggio 2008 
 
 
 
 
 
 

Roma, 8 Luglio 2008

Introduzione

 

L'Osservatorio Antonio Nori sull'azione del governo regionale è stato istituito dalla Federlazio nel 2000 con l'obiettivo di monitorare semestralmente gli atti della Giunta Regionale e del Consiglio regionale del Lazio per quel che concerne le politiche per la promozione e lo sviluppo delle PMI. L'iniziativa nasce nel maggio 2000 e nel 2006 è stata intitolata al compianto Presidente della Confesercenti di Roma.

L'iniziativa è realizzata con il supporto tecnico del Dipartimento di Studi sull'Impresa della Facoltà di Economia dell'Università di Roma Tor Vergata, che ha rilevato e ordinato tutti gli atti della Giunta e del Consiglio Regionali emanati nel periodo giugno 2007 – maggio 2008 e aventi un impatto sul tessuto delle PMI laziali.  

La raccolta degli atti avviene principalmente attraverso: 

I Bollettini Ufficiali della Regione Lazio (BURL)
Le banche dati e gli archivi della Regione.

 

Infine, ad integrazione e completamento delle informazioni raccolte, ci siamo avvalsi della consultazione della stampa quotidiana e del sito web della Regione.

Dal punto di vista metodologico, è importante sottolineare ulteriormente che il monitoraggio non verte sull'intera attività normativa della Regione, ma prende in esame solo alcuni ambiti di intervento rispetto ai quali è maggiormente sensibile il mondo delle PMI. 

Abbiamo, pertanto, individuato alcune aree tematiche che riassumono, a nostro avviso, i capisaldi ideali di un programma di politiche per le PMI e per lo sviluppo del territorio, e su questa base abbiamo monitorato l'attività fin qui compiuta dalla Regione.  

Le aree tematiche prese in esame sono: 

Promozione dell'Impresa
Formazione e Lavoro
Opere pubbliche e Appalti
Sanità
Partecipazione e Modernizzazione della P.A.
Internazionalizzazione
Credito
Turismo
Ricerca e Innovazione Tecnologica
Commercio

 
 

CONSIDERAZIONI DI SINTESI 

Oggi presentiamo il terzo Report relativo al periodo giugno 2007 - maggio 2008, dell'Osservatorio Antonio Nori sull'azione del governo regionale, iniziativa nata nel maggio 2000 e del 2006 intitolata al compianto Presidente della Confesercenti di Roma.

L'obiettivo è quello di valutare la congruità dei provvedimenti  che hanno una diretta o indiretta ricaduta sul sistema delle Pmi della regione, rispetto agli interessi ed alle attese di quel tessuto imprenditoriale che muove l'economia di questo territorio.

L'azione di monitoraggio è svolta con il supporto tecnico del Dipartimento di Studi sull'Impresa della Facoltà di Economia dell'Università di Roma Tor Vergata, che ha rilevato tutti gli atti emanati dalla Giunta Regionale e selezionato quelli che si ritiene abbiano un impatto sull'attività delle Pmi.

Il Report è annuale e presenta una struttura articolata per aree tematiche. Seguendo questa articolazione, presenteremo qui alcune riflessioni sugli aspetti secondo noi più rilevanti, lasciando alla lettura del documento integrale tutti gli eventuali approfondimenti.

Prima di entrare nel merito dei risultati emersi, consentitemi però di rivolgere un ringraziamento agli uffici della Regione, che hanno messo a disposizione la documentazione necessaria rendendo più agevole il nostro lavoro. 
 

1. Iniziamo dai provvedimenti orientati alla Promozione dell'impresa e del tessuto produttivo, dove si registra una  serie di interventi indirizzati al sostegno delle filiere produttive, dei distretti industriali e delle aggregazioni di imprese.

In particolare sul fronte dei distretti industriali, rileviamo la modifica al regolamento per il finanziamento dei sistemi produttivi locali, che introduce i progetti innovativi di sistema, volti a premiare anche le aggregazioni tra soggetti pubblici e privati. Si tratta di novità mosse dal giusto intento di creare maggiori economie di aggregazione e relazioni di filiera, ma che, forse anche per l'assenza dei comitati di distretto pur  previsti dalla legge ma mai istituiti, e comunque di organismi super partes per la gestione dei finanziamenti, potrebbero finire per penalizzare i progetti presentati delle imprese singole. 

Ancora con riferimento ai distretti, registriamo la delibera che stanzia 500 mila euro per attuazione da parte di Sviluppo Lazio della promozione dell'immagine dei distretti industriali, dei sistemi produttivi locali e delle aree laziali di investimento nelle loro valenze economiche, architettoniche, naturalistiche e culturali.

Sul versante dell'artigianato, abbiamo avuto l'approvazione del nuovo Testo Unico, che vara importanti strumenti, quali ad esempio i pacchetti integrati di agevolazioni, interventi per la sicurezza, per la formazione e per la promozione dell'artigianato. Ad essi si è aggiunta l'approvazione del piano di interventi per il 2008.

Rileviamo inoltre una certa attenzione allo sviluppo dei piccoli comuni, che rappresentano l'intelaiatura fondamentale del nostro territorio, con l'approvazione di due bandi finalizzati a promuoverne lo sviluppo socio-economico.

Con riferimento infine all'attività del Consiglio, si registrano alcune iniziative legislative interessanti riguardanti: 

la competitività dei sistemi economici territoriali, la valorizzazione delle reti d'impresa e delle filiere produttive;

la creazione, il sostegno e lo sviluppo di Pmi ecocompatibili;

l'istituzione del distretto industriale del lavoro e dei servizi di Fiumicino;

la richiesta di istituzione dei distretti logistico-ambientali.

Accanto a tutto questo vorremmo però anche ricordare che  un'importante proposta di legge di iniziativa della Giunta, alla quale la Federlazio ha portato il suo contributo – quella  sulla promozione del libro – non è stata ancora approvata dal Consiglio Regionale. Fortunatamente proprio pochi giorni fa dopo vi è stato il via libera da parte della Commissione Cultura, che ci auguriamo possa aprire rapidamente la strada all'approvazione definitiva da parte del Consiglio.  
 

2. Nell'ambito della  Formazione e Lavoro, registriamo un certo attivismo da parte della Giunta sul versante delle iniziative orientate alla tutela del lavoro. In particolare, abbiamo osservato l'approvazione della legge regionale per l'emersione del lavoro non regolare, in virtù della quale viene  istituito l'Osservatorio regionale che dovrebbe valutare gli effetti delle politiche del lavoro; e lo stanziamento per l'anno 2007 di 5 milioni di euro (previsto dall'articolo 73 della legge finanziaria) per la prevenzione degli infortuni sul lavoro e delle malattie professionali.

Vi è stata poi l'approvazione del Programma straordinario di interventi per la tutela e lo sviluppo socio-economico ed occupazionale della Valle dell'Aniene, una porzione del territorio particolarmente esposta sotto il profilo ambientale. 

Sul piano delle politiche per la formazione, si segnala il regolamento di attuazione della legge sull'apprendistato, una legge che abbiamo giudicato importante e necessaria, anche se presenta qualche adempimento eccessivo a carico del datore di lavoro. 
 

3. Il capitolo Opere Pubbliche e Appalti registra una serie di interventi rivolti ai temi della mobilità e viabilità. Si va dall'approvazione degli interventi sulla Rete Viaria Regionale, con lo stanziamento di 10 milioni di euro per l'annualità 2007,  all'approvazione del finanziamento di 3 milioni di euro a favore dell'ANAS per il completamento della viabilità sull'Autostrada Roma-Fiumicino.

Da segnalare, inoltre, la legge che promuove la costituzione di una società per azioni tra Regione e Anas, finalizzato alla realizzazione di infrastrutture strategiche per il sistema viario, e l'atto di intesa con il Ministero dei Trasporti che individua Viterbo come terzo aeroporto del Lazio per il traffico civile commerciale.

Infine, abbiamo rilevato uno stanziamento di circa 2 milioni di  euro per la realizzazione del sistema infrastrutturale viario all'interno del Polo Turistico Integrato di Valmontone.

Con riguardo alla politica degli appalti, non possiamo tuttavia non richiamare l'attenzione su una questione per noi centrale, ovvero la persistente tendenza da parte delle amministrazioni pubbliche a disegnare bandi di gara che ignorano la particolare realtà delle Pmi che innervano il tessuto locale. Perseverare nel voler accorpare opere o forniture, anche quando esse potrebbero essere frazionate senza diseconomie per il committente pubblico, significa infliggere un grave vulnus al principio di concorrenza e impedire che le Pmi, pur in possesso delle capacità tecniche per eseguire i lavori, possano crescere.      

Per quello che riguarda il problema dei rifiuti, che ha voluto trattare come una finestra di questo paragrafo, diverse sono state le iniziative in questa direzione, tra le quali la delibera che stabilisce i criteri di riparto tra le province del Lazio delle risorse per interventi di raccolta differenziata.

E poi c'è la deliberazione n. 47 del 2008 che contiene le linee guida del Piano dei rifiuti. Su questo la nostra valutazione è articolata. Il Piano presenta, secondo noi, alcuni elementi di debolezza che riguardano, ad esempio, alcune stime su cui è fondato tutto l'impianto, come ad esempio quella che riguarda la crescita dei rifiuti nei prossimi anni, a nostro avviso sottostimata, e lo sviluppo della raccolta differenziata, secondo noi sovrastimata. Tuttavia, il Piano ha il merito intanto di aver chiuso la fase emergenziale; secondariamente ha opportunamente aumentato i volumi delle discariche; e in terzo luogo ha dato il via libera al quarto termovalorizzatore di Albano, rispetto al quale, però, non si può aspettare oltre per  chiudere la fase istruttoria e rendere l'impianto finalmente operativo.  

Su questo, e più in generale sull'esplicazione degli effetti del Piano, la Federlazio sarà attenta osservatrice e non mancherà di richiamare la Regione ai propri impegni ogni qual volta ciò si dovesse rendere necessario. 
 

4. Nel campo dell'Internazionalizzazione delle imprese, tema di importanza strategica per lo sviluppo del nostro sistema produttivo, i provvedimenti adottati confermano l'attenzione di questa Giunta al riguardo. In primo luogo, rileviamo con soddisfazione la recente approvazione della nuova legge regionale sull'internazionalizzazione con uno stanziamento iniziale di 3 milioni di euro in tre anni, ai quali sono stati poi aggiunti – e di questo diamo atto all'Assessore De Angelis – altri 5 milioni per il primo anno, destinati alle iniziative di internazionalizzazione avviate dalle imprese riunite in consorzi, ATI e soggetti aggregati.

Da rilevare sono anche:

la delibera 520 del 2007 di rinnovo della convenzione tra Regione Lazio e l'Osservatorio Interregionale per la cooperazione allo sviluppo, importante in un'ottica di rafforzamento della presenza delle Pmi attraverso il miglioramento delle capacità di programmazione e di intervento nella gestione delle politiche di sviluppo internazionale;

l'Accordo quadro in materia di internazionalizzazione con il Ministero del Commercio Internazionale;

la delibera 562 del 2007 che approva il programma delle attività promozionali in Italia ed all'estero per l'anno 2007 a favore delle piccole e medie imprese del Lazio. 
 

5. Per quanto riguardo le problematiche del Credito, segnaliamo la modifica del Fondo rotativo per le Pmi con l'assegnazione ad Agenzia Sviluppo della funzione di sportello unico per le domande di finanziamento.

Abbiamo registrato inoltre la deliberazione che individua tra i  destinatari degli interventi effettuati da Banca Impresa Lazio prioritariamente i settori ritenuti strategici nella programmazione regionale come l'aerospazio, il chimico-farmaceutico, il biotecnologico, l'energetico ed altri.

Più in generale, dobbiamo dire che con il tema del credito tocchiamo ancora un nervo scoperto per le nostre imprese, che continuano ad accedere al credito con grandi difficoltà, a costi superiori rispetto ad altri territori e, per giunta, in una situazione nella quale le pubbliche amministrazioni continuano a non pagare le forniture in tempi certi.

L'istituzione di BIL non ha ancora risolto nella sostanza queste problematiche. La sua operatività non si è ancora pienamente esplicata; ancora non si è concretizzata la promessa della presenza delle associazioni nella compagine azionaria; infine, ancora non si è conclusa la fase di transizione che riguarda Unionfidi.

Noi per quanto ci riguarda, crediamo che BIL se vuole essere uno strumento per il rilancio dell'economia dovrà agire almeno lungo tre direttrici: l'offerta di garanzie a favore di nuovi investimenti; il consolidamento dei debiti a breve; la patrimonializzazione delle imprese fino a 50 dipendenti;

Per ottenere questo è necessario da una parte che tutti gli Enti e le Istituzioni presenti sul territorio (Camere di Commercio, Province, Comuni, ecc.) convoglino i loro stanziamenti a favore del fondo di garanzia di BIL e, dall'altra, che quest'ultima riconosca ai Confidi il ruolo di sportello operativo rivolto alle Pmi. 
 

6. Il sesto ambito di intervento sul quale abbiamo orientato la nostra attività di monitoraggio riguarda un insieme di interventi che possiamo far rientrare nel filone Partecipazione e modernizzazione della P.A., in cui registriamo, complessivamente, una discreta attività.

In tal senso, di un certo interesse è l'approvazione del progetto denominato "Cruscotto del Governo", finalizzato al monitoraggio dei principali progetti della Regione, al fine di fornire lo stato di avanzamento e l'eventuale insorgenza delle criticità.

Ci auguriamo che ciò consenta di dare risposta ad un'esigenza universalmente sentita dal mondo dell'impresa e non solo, ovvero quella di poter disporre di un controllo costante dell'andamento dei vari progetti, così da poter intervenire tempestivamente laddove si rilevassero rallentamenti o situazioni problematiche.

Sempre nell'ottica della razionalizzazione dei comportamenti amministrativi della Regione, e in particolare quelli di acquisto, si rileva l'approvazione del progetto "C.A.R.L.A.", la centrale di acquisto con il compito di contenere e monitorare la spesa sanitaria. Ci piacerebbe capire meglio però come si relaziona questa iniziativa con la funzione che svolge la Consip e se vi sia o meno una qualche armonizzazione tra le due esperienze. Ciò anche per evitare che questa azione concentrica possa tradursi in una pressione eccessiva nei confronti delle Pmi fornitrici, che già si trovano a scontare, com'è noto, ritardi di pagamento inaccettabili. 

Dopo aver  ricordato, per inciso, che vi è stata nel frattempo l'Assemblea di insediamento del CREL, registriamo un'apprezzabile proposta di legge della Giunta per la riduzione delle Comunità Montane, che nel corso degli anni hanno conosciuto una crescita abnorme. Tale provvedimento  si inquadra secondo noi correttamente in un percorso di razionalizzazione del sistema istituzionale, che la Regione ha  iniziato e che noi auspichiamo prosegua anche in direzione della riduzione del numero delle ASL, come la stessa Regione ha dichiarato di voler fare.

Vorremmo solo aggiungere su questo argomento che molto potrebbe essere fatto, in termini di razionalizzazione e semplificazione degli adempimenti, anche attuando quelle che vengono dette riforme a costo zero, vale a dire avviando un processo di delegificazione sul modello di quanto ci si prefigge a livello governativo con l'art. 24 del decreto legge 112, la cosiddetta "manovra estiva".  
 

7. E veniamo al capitolo sulla Sanità privata, che ormai da diverso tempo rappresenta il nodo più critico (e anche criticabile) dell'attività della Giunta.

Per quanto attiene ai provvedimenti relativi al settore della medicina specialistica privata accreditata, dobbiamo esprimere purtroppo un  giudizio negativo.

Tutti ricordano lo sciopero di oltre tre mesi cui i laboratori sono stati costretti dalla delibera 436/2007, che abbatteva da un giorno all'altro le tariffe del 58% e tagliava i tetti di spesa di oltre il 40%. Questo ha comportato un danno enorme per le aziende del settore, ma anche per i pazienti costretti ad affrontare interminabili code nelle strutture pubbliche, le quali potevano applicare le tariffe decurtate proprio perché esonerate dal verificare la congruenza con i costi realmente sostenuti. 

Per fortuna è intervenuto il TAR del Lazio che ha accolto il ricorso delle  nostre strutture e ripristinato le precedenti tariffe, che pure risalgono addirittura al 1991, senza essere mai state  rivalutate.

Ma altrettanto negativa è stata la politica regionale per la medicina fisica e riabilitativa ambulatoriale, che ha subito anch'essa una forte decurtazione sia in termini di budget che di prestazioni effettuabili. L'ultimo errore del 2007, dal nostro punto di vista,  è stato infine compiuto con l'art. 43 della Legge finanziaria regionale, che ha stanziato per il settore una cifra di 448 milioni di euro. Cifra, questa, chiaramente insufficiente a coprire i costi necessari per l'assistenza, che ha ipotecato l'impostazione della delibera di finanziamento per il 2008 recentemente adottata, che pure si è rivelata inadeguata a garantire l'assistenza e che il TAR ha nuovamente sospeso.

In definitiva, a noi sembra che la politica della medicina sul territorio regionale debba essere totalmente ripensata. E' del tutto inutile tenere aperti, allungare gli orari o aprire nuovi ambulatori pubblici, dove la produttività è pari ad un quinto di quella delle strutture private, quando si ha già a disposizione sul territorio una rete capillare di strutture private accreditate che riescono ad assicurare oltre quaranta milioni di prestazioni annue a meno di cinque euro a prestazione.

Purtroppo, fin quando permarrà un atteggiamento culturale carico di prevenzione nei confronti del privato, non si potrà uscire dall'attuale impasse, in cui per mantenere strutture pubbliche improduttive si tagliano le prestazioni in accreditamento.

La rivisitazione del Piano di rientro in corso deve pertanto rappresentare l'occasione per un'indispensabile inversione di rotta che non penalizzi, ma anzi valorizzi il privato come punto di riferimento del territorio.

Insomma, vi è bisogno che la politica sanitaria della Regione esca dalla logica della pura e semplice emergenza priva di respiro strategico. La mancanza di una pianificazione sanitaria adeguata alle esigenze dei cittadini laziali; la carenza di regole sulla cui base si eserciti una condivisa politica di razionalizzazione della spesa; il rischio che le richieste gravanti sull'imprenditoria locale siano la risultante di decisioni troppo spesso arbitrarie, sono tutti fattori che  reclamano scelte amministrative e legislative fondate sull'oggettività degli indicatori e sulla trasparenza, che sappiano far uscire la sanità del Lazio dalla crisi nella quale si  dibatte in questi ultimi anni.  
 

8. Un altro importante ambito è quello della Ricerca e Innovazione Tecnologica, dove registriamo da parte della Giunta due delibere che approvano lo schema degli accordi integrativi relativi, rispettivamente, al distretto tecnologico delle bioscienze, finalizzato alla realizzazione di progetti di ricerca industriale e sviluppo precompetitivo, e al distretto per le nuove tecnologie applicate ai beni culturali. 

Accanto a ciò si rileva lo stanziamento in finanziaria regionale (Art. 25)  di 1 milione di euro al Fondo per l'assistenza alla progettazione nell'ambito del VII Programma Quadro, e l'attivazione del "Fondo per la ricerca e lo sviluppo sperimentale in ambito sanitario".

Osserviamo ancora il Protocollo d'Intesa tra la Regione Lazio e l'ENEA volto ad istituire un rapporto di cooperazione per l'attuazione di programmi di ricerca, sviluppo ed innovazione finalizzati ai bisogni economici e sociali della Regione.

Infine, si registra una proposta di legge di iniziativa del Consiglio, riguardante l'utilizzo dei brevetti e la promozione della conoscenza in materia brevettale, sulla quale tuttavia abbiamo già avuto modo di esprimere le nostre perplessità. L'impianto della proposta infatti, a nostro avviso, guarda al  tema della "invenzione che diventa impresa" muovendo dalla prospettiva, diciamo così, dell'"inventore singolo" piuttosto che dalle problematiche dell'impresa. Il che rappresenta  secondo noi il principale elemento di debolezza della proposta, come abbiamo anche avuto modo di segnalare al presidente della Commissione Consiliare.    
 

9. Passando all'area del Commercio, registriamo in primo luogo, la deliberazione 214 del 2008, con la quale si riprogramma il fondo unico regionale per le imprese destinando risorse per la valorizzazione ed il potenziamento dei centri commerciali naturali e per la riqualificazione e il potenziamento degli apparati di sicurezza nelle Pmi commerciali.

Notiamo altresì, l'approvazione della legge regionale che modifica la disciplina relativa al settore del commercio nella parte riguardante le vendite di fine stagione.

Quanto, infine, alle proposte di legge registriamo la proposta di iniziativa consiliare di contenimento dei prezzi di prima necessità. 
 

10. Un ultimo importante ambito di osservazione ha riguardato gli interventi che hanno per oggetto il  Turismo, dove l'azione della Giunta sembra essere stata orientata alla ricerca di una maggiore integrazione tra il turismo e gli altri settori economici.

Si registra in primo luogo l'approvazione, nell'agosto del 2007, del Testo Unico sul turismo del Lazio che, tra i vari strumenti a supporto del settore, ha previsto la costituzione dell'Agenzia regionale di promozione turistica, il Piano turistico regionale e l'Osservatorio regionale del Turismo. Purtroppo però mancano ancora i regolamenti attuativi della legge – che ci auguriamo imminenti – in assenza dei quali essa non può esplicare i suoi effetti. Questo ritardo in realtà rappresenta un problema, in considerazione del fatto che il turismo è un settore assolutamente strategico per il nostro territorio, che richiede di essere affrontato con un'ottica industriale, anche alla luce dei primi segnali di contrazione dei flussi turistici che stanno affiorando in questi ultimi mesi nella nostra regione e a Roma in particolare.

Sul piano delle delibere, abbiamo rilevato una serie di atti che programmano le azioni di promozione turistica  finalizzate a proporre il prodotto "Regione Lazio" sul mercato europeo, a supportare le imprese turistiche locali e a consolidare la propria presenza turistica in  paesi emergenti, quali Cina, India e Est Europeo.

Non trascurabile è anche la delibera che istituisce la conferenza interistituzionale tra la Regione Lazio e Province Laziali per l'indirizzo ed il coordinamento delle politiche promozionali nel settore turistico. Proprio a causa delle carenze sul piano del coordinamento tra i vari soggetti, infatti,  le politiche del settore in passato non sempre hanno dato gli effetti sperati.  

In questo stesso quadro va letto anche la sottoscrizione del protocollo d'intesa per coordinare gli interventi di promozione turistica che saranno portati avanti dalla Regione Lazio, dal Comune e dalla Provincia di Roma.  
 

11. In conclusione, al termine della nostra azione di monitoraggio cui abbiamo sottoposto gli ultimi 12 mesi di attività della Regione, riteniamo giusto riconoscere lo sforzo che la Regione ha compiuto in questi mesi molto movimentati e difficili per mettere a punto il piano di rientro dal  debito, che alla fine ha evitato (almeno per ora) il commissariamento della sanità del Lazio. Un'eventualità, quest'ultima, che avrebbe arrecato un colpo pesante alla nostra regione anche sul piano dell'immagine.

Certamente non possiamo ignorare che questo risultato è stato conseguito al prezzo di imporre sacrifici alle strutture del settore in particolar modo e più in generale drenando risorse che avrebbero potuto essere impiegate più strategicamente per lo sviluppo e l'infrastrutturazione. Tuttavia confidiamo che da qui in avanti possa rapidamente ripartire una stagione nella quale, insieme al mantenimento di comportamenti virtuosi sotto l'aspetto dei tagli alla spesa si possa ricominciare a programmare un percorso di crescita con interventi di sistema capaci di dare corso ad un nuovo ciclo di sviluppo.  

Ciclo di sviluppo che ha bisogno innanzitutto di essere sostenuto da un piano di infrastrutturazione di qualità, che invece ci sembra stenti a decollare; in secondo luogo da un abbassamento della pressione fiscale e, in particolare – per rimanere nel quadro delle competenze regionali – dell'Irap. Non vorremmo infatti che, nella generale preoccupazione prodottasi intorno al piano di rientro dal debito e al rischio di commissariamento della Sanità, noi finissimo per sentirci appagati per il solo fatto che la Regione non ha dovuto  aumentare l'Irap. Noi vogliamo invece ribadire che per noi quest'ultima resta un'imposta da eliminare completamente e, in attesa di questo, da abbassare.

Così come uno sforzo consistente dovrà essere rivolto verso la riduzione e la semplificazione degli adempimenti burocratici, che ancora oggi continuano a rappresentare per le imprese un groviglio inestricabile e, più in generale, da un consistente recupero di produttività da parte del sistema. In questo senso, mi piace richiamare un passaggio delle ultime Considerazioni finali del Governatore della Banca d'Italia, laddove dice che: "(anche) il settore pubblico è chiamato ad accompagnare la ristrutturazione dell'economia agendo nei propri ambiti di competenza. Le cause del ristagno della produttività sono ormai ampiamente identificate. Da più voci sale, ormai da tempo, la richiesta di accrescere la produttività dei servizi pubblici, aprendoli al mercato; di abbattere le rendite improduttive (….) di adeguare le infrastrutture; di moderare la tassazione (…). La gravità dei problemi che l'economia italiana affronta ormai da troppo tempo richiede che l'intero spettro dell'azione pubblica (…) sia volto all'obiettivo prioritario della produttività e della crescita".  

Questo monito dobbiamo farlo nostro tutti quanti e devono farlo proprio soprattutto le istituzioni di governo nazionale e locale, le quali  debbono concorrere collettivamente al raggiungimento di tale obiettivo, senza cedere alle tentazioni dell'arroccamento in ossequio alle logiche di parte.

Noi oggi, ad un anno esatto dalla presentazione del Report precedente, abbiamo dinanzi, sia a livello nazionale che nella Capitale,  un quadro politico che si presenta profondamente mutato. Il che però non deve compromettere il dialogo, la collaborazione fattiva e, se così possiamo dire, la solidarietà tra le varie istituzioni di governo che insistono su questo territorio. Ciascuno deve fare la sua parte, evitando che la propria azione danneggi non solo questa o quell'altra istituzione, ma soprattutto i cittadini e il sistema economico su cui esse esercitano la rispettiva giurisdizione. Per fare un esempio, noi ci attendiamo che  lo Stato saldi rapidamente il debito accumulato nei confronti della Regione Lazio, affinché quest'ultima possa a sua volta onorare i debiti che ha contratto nei confronti del Comune di Roma, che sono alla radice delle difficoltà in cui versa il bilancio capitolino, di cui molto si è parlato sui giornali in questi giorni.Sbaglieremmo, tuttavia, se pensassimo che al solo dialogo interistituzionale possa essere legato il buon esito dell'azione di governo e delle politiche di sviluppo su questo territorio. Accanto ad esso infatti vi è un secondo pilastro, non meno importante, che è rappresentato dalla concertazione con le forze sociali e i soggetti della rappresentanza. Questo secondo elemento non deve essere trascurato se si vuole che i provvedimenti della Regione risultino efficaci e ben  tarati sulle reali esigenze del territorio e adeguati alle problematiche sul tappeto.

Purtroppo su questo fronte dobbiamo dire che il processo è andato avanti a fasi alterne e con qualche rallentamento. Per quel che riguarda l'ambito della sanità, ad esempio, il dialogo con le imprese del settore negli ultimi tempi si è arenato provocando conseguentemente un inevitabile irrigidimento delle posizioni che non fa bene nè alle imprese, né alla Regione, né – ed è quello che più conta – ai cittadini.

Desideriamo a tal proposito esprimere l'auspicio, concludendo, che il processo di concertazione, non soltanto nella sanità ma in tutti gli altri comparti, voglia riprendere slancio già a partire dall'elaborazione delle linee programmatiche del DPEFR per poi proseguire con la discussione sul Bilancio.

Oggi non è più il tempo delle sterili contrapposizioni e dell'esasperata attenzione al nostro particulare. Bisogna riaprire – o aprire ex novo se c'è bisogno – una stagione dove, pur nel legittimo confronto tra interessi politici ed economici diversi, a prevalere siano gli elementi che aggregano e non quelli che disgregano, i fattori che consentono "il fare" e non quelli che si accontentano di "non fare". E' questo il salto culturale che le istituzioni, i soggetti della politica e le forze sociali devono riuscire a compiere per trasformare il nostro paese da una sommatoria di particolarismi ad un sistema organico che marcia in un'unica direzione. 

A livello nazionale era sembrato che subito dopo le elezioni si stesse affermando una nuova cultura del confronto politico, che però oggi pare già svanita. Il tempo ci dirà se quell'atteggiamento iniziale era  stata una semplice trovata tattica o il risultato di una convinta e meditata riflessione interna a ciascuno schieramento politico. Se fosse la prima ipotesi, saremmo destinati ad assistere nuovamente, a tutti i livelli, agli antichi e oramai stucchevoli vizi della nostra politica. Laddove invece prevalesse la seconda ipotesi, potremmo forse sperare di essere entrati nella modernità anche sotto il profilo della cultura di governo. E tutti noi sappiamo quanto oggi ve ne sia bisogno. 
      Massimo Tabacchiera

                  (Presidente della Federlazio)

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