OGM: WWF PLAUDE ALLA POSIZIONE DEL MINISTRO ZAIA
Per l'Italia a rischio l'intera filiera produttiva agricola
Il WWF accoglie con favore la dichiarazione del Ministro Zaia, sostenuta a
margine di un faccia a faccia tenutosi ieri con gli agricoltori della
Coldiretti, sugli infondati benefici procurati dall'utilizzo degli OGM nella
filiera produttiva agricola. Il WWF infatti ritiene limitativa e
semplicistica la connessione causale tra la crescente emergenza agricola
mondiale, fabbisogno alimentare, salute umana e necessità del ricorso agli
OGM su scala diffusa. I fattori che influenzano l'andamento dei mercati e
dei prezzi agricoli non sono riducibili al mero aspetto tecnologico, ma sono
molto più legati a politiche agricole e scelte tecnologiche insostenibili,
ai sussidi pubblici che distorcono i mercati, alla perdurante
marginalizzazione dei piccoli produttori, che costituiscono l'asse portante
dell'approvvigionamento alimentare in molti paesi, e alla devastante
situazione socio-sanitaria di molte comunità rurali nei paesi in via di
sviluppo.
In questo contesto, gli OGM non forniscono una risposta risolutiva ed
immediata alla strutturale rigidità dell'offerta di produzioni agricole,
ancora fortemente condizionata da fattori produttivi e distorsioni di
mercato che esulano dall'ambito strettamente tecnologico. Si dimentica o
tralascia spesso, purtroppo, la vera natura della discussione in corso sugli
OGM, che è invece profondamente e specificamente commerciale e si traduce in
una vera e propria guerra di penetrazione, di conquista di nuovi mercati, al
di là delle giustificazioni di tipo sociale, etico e agronomico che di volta
in volta vengono fornite. E' una guerra di mercato combattuta con l'arma
della tecnologia e della genetica: c'è in palio l'apertura di lucrativi ed
iperprotetti mercati alle proprie sementi, alle proprie colture, ai propri
prodotti; e l'abbattimento delle filiere di prodotti locali strettamente
connessi alla vita quotidiana di intere comunità, o di alta qualità, ad
elevato valore aggiunto e protetti da regole di tutela estremamente
stringenti e vincolanti.
Dimentichiamo che in questa guerra commerciale, per l'Europa c'è a rischio
un intero sistema di produzioni di qualità, quel "genius loci" strettamente
collegato alle economie territoriali e alla stabilità sociale dei singoli
Paesi Membri. Ed il ricorso agli OGM, per molti, costituisce un vero e
proprio cavallo di troia per la conquista di questo "sistema":
introducendosi nelle colture e nel territorio, scardinerebbe gli standard di
qualità e indebolirebbe la stessa certificazione dei prodotti, aprendo la
strada alla legittimità per "copie" di minor valore aggiunto, di minor
pregio ma di sicuro interesse economico per chi è interessato a produzioni
di massa destinate ai grandi mercati emergenti.
"L'Italia, in Europa, è uno dei paesi più a rischio ed è, paradossalmente,
la chiave d'entrata per scardinare l'intero sistema europeo di produzioni
frutto di secoli di cura, adattamento, miglioramento e indissolubile legame
con il territorio - afferma Michele Candotti, Direttore Generale del WWF
Italia - In questo, l'Italia mostra caratteristiche peculiari, con un
sistema fondiario che poggia su una miriade di coltivatori con una media
aziendale nazionale di 5 ha, normalmente non accorpata ma suddivisa in
numerosi e piccoli appezzamenti. E in un sistema così strutturato, i costi
da sostenere per coordinare la coesistenza tra coltivazioni tradizionali e
OGM sarebbero proibitivi e disastrosi per l'intera filiera produttiva."
Roma, 10 ottobre 2008
Ufficio Stampa WWF Italia
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Francesca Mapelli
WWF Italia ONLUS - Ufficio Stampa
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