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sabato 25 agosto 2018

RICORSO D’URGENZA DELL’ARCI AL TRIBUNALE CIVILE DI CATANIA: IL GIUDICE ORDINI L’IMMEDIATO SBARCO DEI MIGRANTI A BORDO DELLA NAVE DICIOTTI

RICORSO D'URGENZA DELL'ARCI AL TRIBUNALE CIVILE DI CATANIA: IL GIUDICE ORDINI L'IMMEDIATO SBARCO DEI MIGRANTI A BORDO DELLA NAVE DICIOTTI

L'Arci nazionale interviene sul caso dei migranti, prevalentemente eritrei, detenuti illecitamente a bordo della nave Ubaldo Diciotti ancorata al porto di Catania dal 20 agosto scorso. Lo fa attraverso i propri legali, l'avv. Corrado Giuliano e l'avv. prof. Daniel Amato, assistiti dalla dott.ssa Raissi Silvi Marchini, che in data odierna hanno presentato al Tribunale Civile di Catania un ricorso d'urgenza, ai sensi dell'ex art. 700 del Codice di Procedura Civile (lunedì prossimo sarà presentato ricorso anche al TAR di Catania), perché il giudice delegato dal presidente del tribunale, dottoressa Cristiana Cosentino, ordini l'immediato sbarco dei migranti detenuti a bordo della nave Diciotti, la loro presa in carico da parte dei servizi sociali del Comune di Catania, e l'avvio del procedimento di riconoscimento dello status di rifugiato in favore dei migranti sulla base di quanto stabilito dalla Convenzione di Ginevra del 1951. Convenzione che definisce con chiarezza la condizione di rifugiato applicabile a "chiunque nel giustificato timore d'essere perseguitato per ragioni di razza, religione, cittadinanza, appartenenza a un determinato gruppo sociale o per opinioni politiche, si trova fuori dello Stato di cui possiede la cittadinanza e non può o, per tale timore, non vuole domandare la protezione di detto Stato...".

Secondo il collegio difensivo dell'ARCI il trattenimento prolungato a bordo della nave Diciotti di 177 migranti costituisce una grave violazione dei diritti fondamentali riconosciuti sia dalla Convenzione Europea dei Diritti dell'Uomo (artt. 3 e 5) che dalla Costituzione Italiana (artt. 13 e 24).

Dal 15 agosto scorso, i migranti, soccorsi dalla nave Diciotti al largo di Lampedusa, si trovano infatti a bordo dell'imbarcazione privati di fatto della libertà personale, in condizioni di salute precarie, senza la possibilità di esercitare il diritto di informazione e il fondamentale diritto di difesa, e senza poter avanzare la richiesta di protezione internazionale.

L'iniziativa giudiziaria dell'ARCI sarà seguita anche dal Centro documentazione Pio La Torre di Palermo, mentre nel ricorso interverrà ad adiuvandum l'associazione siciliana Officina delle idee.

Siracusa, 25 agosto 2018



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