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venerdì 30 marzo 2007

"L'editoria è alla svolta, vince il digitale Ma i giornali potranno ancora crescere"

Burda, il "re" della stampa tedesca, spiega il passaggio dalla carta al web
"Stiamo vivendo la stessa rivoluzione dei tempi di Gutenberg"
"L'editoria è alla svolta, vince il digitale Ma i giornali potranno ancora crescere"
di ANDREA TARQUINI


ROMA - La rivoluzione digitale è l'evento più importante nella comunicazione da quando Gutenberg inventò la stampa. Lo afferma Hubert Burda, uno dei più importanti imprenditori dell'editoria, che partecipa oggi alla tavola rotonda promossa dalla Fieg, "Lo scenario futuro dei media, la stampa tra crisi e cambiamento".

Lei ha paragonato la rivoluzione digitale all'invenzione della stampa. Il mondo dei media lo sa o rischia di finire come scribi e amanuensi?
"La rivoluzione digitale ha lo stesso effetto storico della rivoluzione di Gutenberg. Di ciò non dubita più nessuno. Certo, Gutenberg, esaltato da tutti, è stato anche, scrisse Victor Hugo, l'uomo che ha distrutto un intero mondo: i libri scritti a mano, le illustrazioni filigranate... Lutero capì subito che doveva usare questa rivoluzione per propagare le sue tesi. Ma nel Nord Europa protestante sparirono le immagini. Rimasero da voi: c'erano Michelangelo e Raffaello. La Cappella Sistina fu il pendant della Bibbia di Gutenberg: comunicazione iconica contro comunicazione semantica. La rivoluzione digitale è la disponibilità delle immagini a tariffa zero. Quando per la prima volta BUNTE introdusse otto pagine con foto a colori, ciò costò 80mila marchi a numero. Oggi, il mondo digitale è gratis, e grazie a servizi come "flickr" o "youtube" le immagini sono tutte mobili".

Ciò non la induce a un certo pessimismo sui media tradizionali?
"Così si pensa molto spesso. Giornali, riviste, reti tv che non colgono l'occasione di andare su questa nuova piattaforma invecchieranno. Ma altro è se ho un marchio forte da medium tradizionale accoppiato a un website ben fatto. Le piattaforme video sono il making of the event, non solo l'evento in sé. Chi ha un grande marchio - Repubblica, l'Espresso, Panorama, Oggi, la Stampa, il Corriere - ha una chance. Gli editori di letteratura dovrebbero pensarci: si può fare una fiera del libro online quotidiana".

In Europa il mondo dei media è a volte accusato di tendere a rifiutare le nuove realtà. Ciò la spinge al pessimismo?
"Finché entrate pubblicitarie e vendite lo consentono si possono coprire i costi del personale. Ma qui sono piuttosto pessimista: ricavi ed entrate non cresceranno. Spuntano free sheets, quotidiani gratis, come Matin plus in Francia. La crescita delle entrate verrà dai media digitali. Nascono nuovi volti del mestiere: videogiornalista, online editor, esperto di affari online. Lo sviluppo di questi nuovi volti della professione verrà ritardato se ci si ostina ad aggrapparsi ai vecchi volti. Imparare a scrivere bene resta molto importante. Ma le illustrazioni hanno un nuovo ruolo: la comunicazione più veloce".

I portali online sono anche community: ce la fanno i media tradizionali a esserlo?
"Sì, sì. I lettori della Frankfurter Allgemeine sono una community. Quelli di FOCUS anche. In questo senso il giornale cartaceo vale molto meno dell'online. La stampa cartacea ha un suo ruolo: dà un ordine a fatti, analisi, idee. La nuova tv digitale invece è una tv di "snack", di spuntini. Le nuove possibilità possono arricchire il cartaceo. E portare entrate pubblicitarie molto più cospicue. Noi offriamo al pubblico online portali per communities diversificate: viaggi, soldi, lifestyle... I media cambiano ogni giorno, tocca al product manager cogliere il trend. La carta stampata ha un vantaggio: i marchi. C'è un'identificazione di community, nel lettorato dei marchi cartacei, che si può benissimo adattare al nuovo mondo. Anche nei media tradizionali si deve mirare a nuovi ricavi. Puntando a raggiungere online le communities e allo e-commerce. Noi anche così nei prossimi anni arriveremo a realizzare ben un quarto del fatturato in Internet e in direct marketing".

Come cambia il pubblico?
"Il mondo è già diviso in due. C'è chi è cresciuto leggendo i classici giornali. E ci sono i 15-18enni. Per loro viaggiando in metrò è più facile, e più "in", scaricare contenuti online col telefonino che non sfogliare un giornale. Chi ha un marchio dovrà poter inviare sul telefonino la tv col marchio della testata. Se chi viaggia accanto a me nel metrò vede che leggo ad esempio Repubblica sul telefonino ha un'opinione migliore di me: come lettore, elettronico, di un marchio. Noi della nostra generazione siamo cresciuti informandoci con testi ben redatti e foto di supporto. Dobbiamo imparare un nuovo modo di pensare. L'Italia è molto avanti: i nuovi media sembrano fatti apposta per l'Italia che è un mondo ottico".

Lei per descrivere l'Europa meno innovatrice dell'America, ha evocato la differenza, nel '68, tra l'estremista Rudi Dutschke e Bob Dylan. Paragone ancora valido?
"Sì. La rivoluzione digitale viene al 90 per cento dall'America. Noi europei abbiamo poco da contrapporre a Microsoft o a Google. Ci manca gente come Sergey Brin, Larry Page... questa generazione americana è cresciuta dallo spirito del rock'n roll. Le loro invenzioni hanno l'importanza di quelle di Leonardo come ingegnere. O delle innovazioni tecnologiche che consentirono al Brunelleschi di costruire la cupola del duomo di Firenze. In Europa avevamo una generazione così tra il '62 e il '64. Poi venne il 68. Molti intellettuali da noi - Habermas, Enzensberger, Grass, il mio amico Peter Handke - sono ostili alla tecnologia. E' una generazione che sta sparendo. Ne cresce una nuova, vuole far soldi, farsi avanti. Al momento possiamo solo seguire il più veloci possibile quanto viene dall'America".



Origine: Repubblica

"L'editoria è alla svolta, vince il digitale Ma i giornali potranno ancora crescere"

Burda, il "re" della stampa tedesca, spiega il passaggio dalla carta al web
"Stiamo vivendo la stessa rivoluzione dei tempi di Gutenberg"
"L'editoria è alla svolta, vince il digitale Ma i giornali potranno ancora crescere"
di ANDREA TARQUINI


ROMA - La rivoluzione digitale è l'evento più importante nella comunicazione da quando Gutenberg inventò la stampa. Lo afferma Hubert Burda, uno dei più importanti imprenditori dell'editoria, che partecipa oggi alla tavola rotonda promossa dalla Fieg, "Lo scenario futuro dei media, la stampa tra crisi e cambiamento".

Lei ha paragonato la rivoluzione digitale all'invenzione della stampa. Il mondo dei media lo sa o rischia di finire come scribi e amanuensi?
"La rivoluzione digitale ha lo stesso effetto storico della rivoluzione di Gutenberg. Di ciò non dubita più nessuno. Certo, Gutenberg, esaltato da tutti, è stato anche, scrisse Victor Hugo, l'uomo che ha distrutto un intero mondo: i libri scritti a mano, le illustrazioni filigranate... Lutero capì subito che doveva usare questa rivoluzione per propagare le sue tesi. Ma nel Nord Europa protestante sparirono le immagini. Rimasero da voi: c'erano Michelangelo e Raffaello. La Cappella Sistina fu il pendant della Bibbia di Gutenberg: comunicazione iconica contro comunicazione semantica. La rivoluzione digitale è la disponibilità delle immagini a tariffa zero. Quando per la prima volta BUNTE introdusse otto pagine con foto a colori, ciò costò 80mila marchi a numero. Oggi, il mondo digitale è gratis, e grazie a servizi come "flickr" o "youtube" le immagini sono tutte mobili".

Ciò non la induce a un certo pessimismo sui media tradizionali?
"Così si pensa molto spesso. Giornali, riviste, reti tv che non colgono l'occasione di andare su questa nuova piattaforma invecchieranno. Ma altro è se ho un marchio forte da medium tradizionale accoppiato a un website ben fatto. Le piattaforme video sono il making of the event, non solo l'evento in sé. Chi ha un grande marchio - Repubblica, l'Espresso, Panorama, Oggi, la Stampa, il Corriere - ha una chance. Gli editori di letteratura dovrebbero pensarci: si può fare una fiera del libro online quotidiana".

In Europa il mondo dei media è a volte accusato di tendere a rifiutare le nuove realtà. Ciò la spinge al pessimismo?
"Finché entrate pubblicitarie e vendite lo consentono si possono coprire i costi del personale. Ma qui sono piuttosto pessimista: ricavi ed entrate non cresceranno. Spuntano free sheets, quotidiani gratis, come Matin plus in Francia. La crescita delle entrate verrà dai media digitali. Nascono nuovi volti del mestiere: videogiornalista, online editor, esperto di affari online. Lo sviluppo di questi nuovi volti della professione verrà ritardato se ci si ostina ad aggrapparsi ai vecchi volti. Imparare a scrivere bene resta molto importante. Ma le illustrazioni hanno un nuovo ruolo: la comunicazione più veloce".

I portali online sono anche community: ce la fanno i media tradizionali a esserlo?
"Sì, sì. I lettori della Frankfurter Allgemeine sono una community. Quelli di FOCUS anche. In questo senso il giornale cartaceo vale molto meno dell'online. La stampa cartacea ha un suo ruolo: dà un ordine a fatti, analisi, idee. La nuova tv digitale invece è una tv di "snack", di spuntini. Le nuove possibilità possono arricchire il cartaceo. E portare entrate pubblicitarie molto più cospicue. Noi offriamo al pubblico online portali per communities diversificate: viaggi, soldi, lifestyle... I media cambiano ogni giorno, tocca al product manager cogliere il trend. La carta stampata ha un vantaggio: i marchi. C'è un'identificazione di community, nel lettorato dei marchi cartacei, che si può benissimo adattare al nuovo mondo. Anche nei media tradizionali si deve mirare a nuovi ricavi. Puntando a raggiungere online le communities e allo e-commerce. Noi anche così nei prossimi anni arriveremo a realizzare ben un quarto del fatturato in Internet e in direct marketing".

Come cambia il pubblico?
"Il mondo è già diviso in due. C'è chi è cresciuto leggendo i classici giornali. E ci sono i 15-18enni. Per loro viaggiando in metrò è più facile, e più "in", scaricare contenuti online col telefonino che non sfogliare un giornale. Chi ha un marchio dovrà poter inviare sul telefonino la tv col marchio della testata. Se chi viaggia accanto a me nel metrò vede che leggo ad esempio Repubblica sul telefonino ha un'opinione migliore di me: come lettore, elettronico, di un marchio. Noi della nostra generazione siamo cresciuti informandoci con testi ben redatti e foto di supporto. Dobbiamo imparare un nuovo modo di pensare. L'Italia è molto avanti: i nuovi media sembrano fatti apposta per l'Italia che è un mondo ottico".

Lei per descrivere l'Europa meno innovatrice dell'America, ha evocato la differenza, nel '68, tra l'estremista Rudi Dutschke e Bob Dylan. Paragone ancora valido?
"Sì. La rivoluzione digitale viene al 90 per cento dall'America. Noi europei abbiamo poco da contrapporre a Microsoft o a Google. Ci manca gente come Sergey Brin, Larry Page... questa generazione americana è cresciuta dallo spirito del rock'n roll. Le loro invenzioni hanno l'importanza di quelle di Leonardo come ingegnere. O delle innovazioni tecnologiche che consentirono al Brunelleschi di costruire la cupola del duomo di Firenze. In Europa avevamo una generazione così tra il '62 e il '64. Poi venne il 68. Molti intellettuali da noi - Habermas, Enzensberger, Grass, il mio amico Peter Handke - sono ostili alla tecnologia. E' una generazione che sta sparendo. Ne cresce una nuova, vuole far soldi, farsi avanti. Al momento possiamo solo seguire il più veloci possibile quanto viene dall'America".



Origine: Repubblica

martedì 20 marzo 2007

Ultime notizie: 20 marzo 2007

Mastrogiacomo sta rientrando in Italia Fermato mediatore, Strada contro Karzai
Tensioni e veleni in Afghanistan all'indomani del rilascio dell'inviato di Repubblica
Il ritorno in Italia è slittato di diverse ore, l'aereo da Kabul atteso per le 23
Mastrogiacomo sta rientrando in Italia Fermato mediatore, Strada contro Karzai
La polizia ha arrestato il collaboratore di Emergency che ha condotto le trattative
Da Prodi e D'Alema riconoscimenti al governo ufficiale, ma il fondatore dell'associazione protesta

20 marzo 2007 ore 20:51
L'agonia di 10 grandi fiumi "Rischiano di scomparire"
Rapporto Wwf: allarme sulle pessime condizioni in cui versano
i maggiori corsi d'acqua della Terra, già a rischio prosciugamento
L'agonia di 10 grandi fiumi "Rischiano di scomparire"
Tra le cause del disastro ambientale: inquinamento,
riscaldamento climatico e gestione sbagliata

20 marzo 2007 ore 20:27
"Repubblica" all'ambasciatore afgano "Preoccupati per sorte interprete"
Mastrogiacomo lo ha visto senza catene
ma Adjmal Nashkbandi non è mai tornato a casa
"Repubblica" all'ambasciatore afgano "Preoccupati per sorte interprete"

20 marzo 2007 ore 20:07
Foto e ricatti, Sircana non si dimette "Voglio che le foto siano pubblicate"
Una nota diffusa da Palazzo Chigi precisa la posizione del portavoce di Prodi
che a Repubblica aveva detto "Sto riflettendo sulla decisione da prendere"
Foto e ricatti, Sircana non si dimette "Voglio che le foto siano pubblicate"
Interrogato Michele Cucuzza: "Woodcock ha sventato una macchinazione ai miei danni"
Perquisita la casa di Nina Moric (moglie di Corona), indagata per riciclaggio

20 marzo 2007 ore 20:01
Mastrogiacomo sulla via del ritorno In Afghanistan spari su soldati italiani
Mastrogiacomo sulla via del ritorno In Afghanistan spari su soldati italiani
Il nostro collega di Repubblica, liberato ieri dopo 15 giorni di prigionia, è in viaggio per Kabul. Fermato uno degli uomini che ha condotto le trattative, Rahmatullah Hanefi. Gino Strada: "Assurdo". Dopo una manifestazione di afgani intorno all'ospedale di Emergency, il corpo dell'autista ucciso dai talebani è stato riconsegnato ai familiari. Uno dei talebani scarcerati in cambio della libertà di Mastrogiacomo annuncia: "Tornerò a combattere". Sulla vicenda il governo riferisce domani mattina in Senato. E in Afghanistan, spari contro una pattuglia italiana: un militare lievemente ferito

20 marzo 2007 ore 19:44
Tommy: rinvio a giudizio per Alessi la prima udienza il 21 settembre
Il giudice per l'udienza preliminare ha scelto il processo
Raimondi e Barbera processati con il rito abbreviato
Tommy: rinvio a giudizio per Alessi la prima udienza il 21 settembre

20 marzo 2007 ore 19:44
Afghanistan, allarme di D'Alema "Guerriglia sta arrivando a Herat"
Intervento del ministro degli Esteri al Consiglio di sicurezza Onu
"Affronteremo momenti difficili. Non possiamo modificare l'attuale impegno"
Afghanistan, allarme di D'Alema "Guerriglia sta arrivando a Herat"
Il titolare della Farnesina ha rilanciato l'idea di una conferenza di pace. Gli Usa: "Proposta costruttiva"
Nessun riferimento ai Talebani. Sequestro Mastrogiacomo: "Grazie al presidente Karzai"

20 marzo 2007 ore 18:34
Londra, pensionato come Mr. Hyde la notte si trasforma in un violento
Affetto da un raro male: di notte l'anziano dà in escandescenza
Urla e botte ma al mattino non rammenta niente e conta le ferite
Londra, pensionato come Mr. Hyde la notte si trasforma in un violento
Un documentario della Bbc sul suo dramma

20 marzo 2007 ore 18:32
Riforme, An incontra Prodi Fini: "Il referendum si farà"
Colloquio a Palazzo Chigi fra Prodi-Chiti e La Russa e Matteoli
Il leader del partito: "Disposti a fare quel che è possibile nei 10-12 mesi prima"
Riforme, An incontra Prodi Fini: "Il referendum si farà"

20 marzo 2007 ore 18:20
Camorra, 200 arresti a Napoli Maxioperazione antidroga
Tre anni di indagini e mille agenti per decimare il clan Mazzarello e Giuliano
Ventotto le donne in manette. Erano addette alla vendita e al trasporto dello stupefacente
Camorra, 200 arresti a Napoli Maxioperazione antidroga

20 marzo 2007 ore 17:25
Gelo, neve e pioggia L'Italia riscopre l'inverno
Codice emergenza sulla Salerno-Reggio, pericolo di valanghe nelle Dolomiti
Domani è primavera ma il freddo continuerà fino a domenica con acquazzoni al centro sud
Gelo, neve e pioggia L'Italia riscopre l'inverno
Interrotta in Umbria la ferrovia Roma-Ancona: danneggiata la linea elettrica
Il forte vento rallenta il traffico aereo a Fiumicino: voli in ritardo di 30 minuti

20 marzo 2007 ore 16:47
GodTube, i video in nome di Dio YouTube cristianamente corretto
Un servizio Web 2.0 di video-sharing per l'evangelizzazione degli internauti
E fra gli altri siti christian oriented spunta anche una wikipedia creazionista
GodTube, i video in nome di Dio YouTube cristianamente corretto
di VALERIO MACCARI

20 marzo 2007 ore 16:37
Gli "Schizzi d'acqua" sono d'autore venti disegnatori contro gli sprechi
Il progetto organizzato da Amref per sensibilizzare l'Occidente. Da Bucchi a Staino
agli africani Zekid e Kalla. La campagna dell'arte in difesa dell'oro blu
Gli "Schizzi d'acqua" sono d'autore venti disegnatori contro gli sprechi

20 marzo 2007 ore 16:18
Family Day, il Polo si schiera in piazza Bondi: "Ci sarò, ma senza polemiche"
Il coordinatore di Forza Italia: "non è un corteo contro il governo"
Belillo (Pdci) polemica: "Parteciperò anch'io, con le mie figlie naturali"
Family Day, il Polo si schiera in piazza Bondi: "Ci sarò, ma senza polemiche"

20 marzo 2007 ore 15:36
Sbarcano a Roma le statue-rifiuti di Schult
Sbarcano a Roma le statue-rifiuti di Schult

20 marzo 2007 ore 14:28
fonte: Repubblica.it

sabato 3 marzo 2007

Inter, Roma e Milan in campo domani. Domenica il derby tra Palermo e Messina

Anticipate a sabato le partite delle squadre impegnate in Champions
Corsa al quarto posto: Lazio col Catania sul neutro di Rimini, Empoli a Udine

(masterworld.org/news) ROMA - Dopo appena due giorni di stop, riparte il campionato. A causa degli impegni di Champions League l'ottava giornata di ritorno inizia con tre anticipi: Roma e Inter giocheranno già domani alle 15 ad Ascoli e Livorno. Il Milan sarà in campo al Meazza alle 20.30 col Chievo. Tutte le altre partite si svolgeranno domenica alle 15.

Gli anticipi. Dopo la brusca frenata contro l'Udinese, l'Inter di Mancini cerca di nuovo la vittoria a Livorno. Un compito che, sulla carta, non sembra troppo impegnativa: in tredici partite gli uomini di Arrigoni hanno vinto solo una volta ma il prossimo match di Valencia potrebbe influenzare la prestazione dei nerazzurri e lasciare una chance ai toscani.

Stesso discorso per la Roma ad Ascoli. La squadra di Sonetti non sta attraversando un buon periodo ma i giallorossi si presentano senza Perrotta, squalificato, e con qualche preoccupazione per le condizioni di Mancini e De Rossi. Non convocati Doni e Taddei. Ci sarà invece Totti.

Il Milan, invece, che ha faticato un po' a vincere, per la partita casalinga col Chievo si affiderà a Ronaldo, che non può giocare in Champions. La squadra di Del Neri sarà molto rimaneggiata, ma sta giocando bene. Ancelotti dovrà anche pensare al Celtic, in un momento in cui l'attacco rossonero sembra imballato: ultimamente il Milan ha dovuto affidarsi ad Ambrosini, agli autogol e a Ronaldo per passare.

Palermo e Lazio. Domenica nuovo derby siciliano fra Messina e Palermo. Saranno in palio punti "pesanti", perché il Messina (una vittoria fortunosa in sedici turni) non potrà far finta di niente contro il Palermo che, con una partita in più e cinque punti sulla Lazio, rischia di rimettere in gioco quel terzo posto che sembrava suo inequivocabilmente. Inoltre, Guidolin dovrà adesso rinunciare al giocatore più carismatico, il capitano Eugenio Corini. Il centrocampista rosanero, a causa di una distrazione muscolare all'adduttore della coscia destra rimediata con il Milan, dovrà rimanere lontano dai campi di gioco per circa un mese.

La squadra di Delio Rossi del resto non avrà vita facile contro una Sampdoria cresciuta nelle ultime gare. La Lazio (miglior difesa del campionato: solo 19 gol subìti), da quando è andato via Oddo, ha preso solo una rete, mercoledì scorso dal Catania.

Le altre partite. Il Catania sta precipitando e a Rimini contro il Siena avrà una partita difficile. Come non sarà semplice per la Fiorentina affrontare un Torino che ha preso morale dalla vittoria sul Cagliari. A Reggio Calabria i viola hanno sofferto e stavolta non ci sarà Liverani. L'Empoli a Udine troverà un avversario rimaneggiato ma col morale a mille dopo l'impresa di San Siro. Sarà un test probante, come Cagliari-Atalanta e Parma-Reggina. I sardi hanno l'attacco più debole (18 gol), l'Atalanta non vince da cinque partite. Il Parma (senza Grella e Morfeo) dovrà vedersela contro una Reggina che non molla mai: uno "spareggio-salvezza" molto importante. A volte non basta cambiare tecnico per mutare il corso delle cose.


Origine: Repubblica

venerdì 2 marzo 2007

Stazione Termini: Mostra sulle pubblicità "vietate" del Giurì

La esposizione ripercorre 40 anni di campagne che hanno fatto discutere, da Ikea alle immagini di Oliviero Toscani. Viaggio nel "comune senso del pudore"

 Stazione Termini, binario censura le pubblicità di DANIELE SEMERARO

ROMA - Un sacerdote e una suora molto avvenente che si baciano, la bevanda alcolica che rende belli e felici, immagini allusive di donne in pose languide. Foto e video cruenti e scioccanti, osé o politicamente scorretti. Sono le pubblicità censurate dall'Iap, l'Istituto dell'Autodisciplina Pubblicitaria, che si possono ammirare al mezzanino giallo della stazione Termini di Roma. La mostra, "Pubblicità con giudizio. 40 anni di pubblicità vista dal Giurì", è stata visitata con successo da oltre un milione di persone lo scorso anno alla Stazione Centrale di Milano.

"È la prima volta - spiegano dallo Iap - che tante campagne sottoposte al giudizio disciplinare vengono esposte con sistematicità e corredate dai motivi della decisione. Con questa iniziativa vogliamo intensificare il dialogo con i cittadini, che sono i principali segnalatori delle pubblicità ritenute scorrette, sia coloro che beneficiano delle decisioni autodisciplinari, in quanto vedono scomparire o modificare i messaggi dichiarati dal Giurì scorretti". Tra gli obiettivi della mostra anche quello di mettere in luce l'impegno assunto dagli operatori di pubblicità nel farsi carico della loro quota di responsabilità sociale per rendere migliore la comunicazione commerciale.

Il percorso, uno spaccato della cultura e dell'evoluzione del senso del pudore della società italiana negli ultimi quarant'anni, tratta alcuni temi significativi della comunicazione, illustrando il delicato compito della valutazione dei messaggi pubblicitari e offrendo al pubblico un inedito "dietro le quinte". La mostra si apre con una sezione dedicata ai minori, "I bambini ci guardano", dov'è possibile osservare pubblicità che propongono bambini in atteggiamenti maliziosi oppure spot in cui i figli mostrano segni di ribellione (giudicata "eccessiva") verso i genitori: "Mamma, o mi dai questa crema o non mangio!". Tra i più discussi, anche uno spot dell'Ikea con il quale s'intendeva promuovere lo spazio gioco per i più piccoli presenti in ogni megastore del gruppo: "I bambini lasciateli tra le palle a noi", con l'allusione ai cestoni pieni di sfere colorate. A seguire, le campagne censurate di prodotti di bellezza, farmaceutici o parafarmaceutici (tra cui quelle di pillole o affini che promettono un rinvigorimento delle prestazioni sessuali a ogni età) fino ad arrivare a quelle irriverenti nei confronti della Chiesa di Oliviero Toscani.

La mostra, al cui interno sono presenti oltre 50 tra manifesti e spot televisivi bloccati, è aperta dal lunedì al sabato dalle 10 alle 22 e chiuderà il 31 marzo.


Origine: Repubblica

Telefonia, arrivano le nuove regole: maggiore chiarezza nei piani tariffari

Le compagnie dovranno fornire informazioni più chiare sui costi
Prospetti dei costi disponibili in formato cartaceo e elettronico



 Telefonia, arrivano le nuove regole Maggiore chiarezza nei piani tariffari ROMA - Oltre al taglio dei costi di ricarica, il decreto Bersani impone alle compagnie telefoniche di comunicare con maggiore chiarezza ai consumatori tutte le voci che compongono l'effettivo costo del traffico telefonico. L'Agcom, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha pubblicato sul suo sito l'intero testo della delibera d'attuazione del decreto, che dovrà essere recepito entro il 5 marzo.

La delibera obbliga ogni operatore a fornire in formato cartaceo o elettronico il prospetto tariffario in qualsiasi momento il consumatore ne faccia richiesta. Ma ecco nel dettaglio le informazioni che le compagnie telefoniche dovranno fornire per legge al cittadino:

Telefonia mobile: gli operatori che forniscono servizi di telefonia mobile devono indicare nelle proprie offerte:

1) nel caso di piani tariffari a consumo, il costo complessivo per il consumatore delle chiamate di fonia vocale dirette sulla propria rete, su altre reti mobili e su reti fisse nazionali, di durata di 1 e 2 minuti;

2) nel caso di tariffazione omnicomprensiva, il prezzo dell'offerta, le tipologie di servizi e di traffico escluse e quelle incluse nel prezzo, nonché i limiti quantitativi eventualmente previsti per ciascuna delle suddette tipologie, con la precisazione delle condizioni economiche che saranno applicate per le prestazioni eccedenti;

3) il prezzo degli SMS.

In ogni altro caso in cui sia applicato un canone fisso periodico, l'importo mensile indicato deve essere corredato dall'indicazione del corrispondente numero giornaliero (mese di 30 giorni) di chiamate di 2 minuti, verso reti fisse nazionali e reti mobili, che, secondo il piano tariffario a consumo più diffuso del medesimo operatore, dà luogo allo stesso importo.

Telefonia fissa: gli operatori che forniscono servizi di telefonia su reti fisse devono indicare nelle proprie offerte:

1) nel caso di piani tariffari a consumo, il costo complessivo per il consumatore delle chiamate locali e nazionali su rete fissa e verso reti mobili per le durate di 1 e 3 minuti, il costo complessivo di una connessione ad internet a banda stretta (dial up) e di una connessione a larga banda, per la durata di 30 e 60 minuti;

2) nel caso di tariffazione omnicomprensiva, valgono le stesse regole della telefonia mobile.

Nei casi in cui sia applicato un canone fisso periodico, l'importo mensile indicato deve essere corredato dall'indicazione del corrispondente numero giornaliero (mese di 30 giorni) di chiamate di 3 minuti, verso reti fisse locali, reti fisse nazionali e reti mobili, che, secondo il piano tariffario a consumo più diffuso del medesimo operatore, dà luogo allo stesso importo.
L'importo mensile indicato deve essere corredato di una traduzione in termini di spesa forfettaria giornaliera, da ricondurre a sua volta, secondo le condizioni economiche del piano a consumo offerto dallo stesso operatore, al numero possibile di chiamate della durata di 3 minuti verso reti fisse locali, reti fisse nazionali e reti mobili.


Origine: Repubblica

mercoledì 21 febbraio 2007

Governo battuto, Prodi sale al Quirinale

ì Governo battuto, Prodi sale al Quirinale
In Senato, per due voti in meno (158 favorevoli, sui 160 necessari per ottenere la maggioranza), la mozione di sostegno alla politica estera dell'esecutivo non passa. Decisive le astensioni dei senatori a vita. Berlusconi: "Prodi ha l'obbligo di dimettersi". Intorno alle 19 è previsto l'incontro tra il premier e il presidente della Repubblica, tornato in anticipo da Bologna: secondo fonti vicine a Palazzo Chigi, sarebbe orientato alle dimissioni. In mattinata, nel suo intervento, il ministro degli Esteri aveva illustrato la strategia italiana: "La missione in Afghanistan è politica e civile. Solo restando si lavora per la pace"

 Governo battuto, Prodi sale al QuirinaleMario Baccini, senatore dell'Udc e vicepresidente del Senato, ha annunciato in aula che il suo gruppo si asterrà su tutte le mozioni presentate in Senato sulla politica estera.

Il senatore dissidente Turigliatto (senatore di Sinistra Critica-Prc) annuncia: "Non voto e mi dimetto. La replica di D'Alema non ha cambiato la sostanza della politica del governo indicata nella relazione e il mio voto a favore non ci sara'. Ritengo che le scelte del mio partito siano in profondo contrasto con il nostro programma politico e con gli impegni presi in campagna elettorale".

"Credo che molto severo sarebbe il giudizio futuro su tutti noi, indistintamente governo e partiti, se una linea di politica estera, nell'insieme giusta, venisse interrotta e poi rovesciata''. E' con queste parole che il senatore Pdci, Armando Cossutta, motiva il suo voto favorevole. Critiche, invece, le parole su Afghanistan e la base di Vicenza.

"Al nostro ministro degli Esteri nulla importa del problema del terrorismo islamico visto che non ne ha mai fatto cenno, nè all'interno della sua relazione nè nella replica prima del voto". Così il presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli commenta le parole del vice premier Massimo D'Alema.

Il leader della Cdl, Silvio Berlusconi, ha avuto un colloquio telefonico con il presidente di An, Gianfranco Fini, subito dopo la replica del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, al dibattito sulle linee di politica estera al Senato. Secondo quanto si apprende da fonti parlamentari, Berlusconi e Fini avrebbero discusso della modifica del testo della mozione Calderoli.

Il segretario dei Ds, Piero Fassino, è giunto al Senato.

Dopo la replica del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema l'opposizione ha deciso di modificare la propria mozione e di non approvare la relazione e la replica del titolare della Farnesina. "Dopo la replica di D'Alema, non si poteva certo parlare di una linea di continuità del governo in politica estera" ha spiegato il senatore di An Francesco Storace. "Il Senato - si legge nel nuovo testo - verificate nei fatti la continuità della linea di politica estera e di difesa fino ad ora adottata dall'attuale governo anche in sede di comunità atlantica, udite le relazioni e la replica non le approva".

Il senatore Marco Follini (Italia di mezzo) ha annunciato in aula la sua intenzione di astenersi su entrambi le mozioni di maggioranza e di opposizione.

"Intendo esprimere il mio voto favorevole al documento della maggioranza". Così il senatore a vita Emilio Colombo dichiara il proprio voto alla relazione di massimo D'Alema.

Il senatore Francesco Cossiga ha confermato intervenendo in aula a Palazzo Madama, la sua posizione negativa nei confronti della mozione presentata dalla maggioranza a sostegno della politica estera del governo. Cossiga fa sapere in aula che voterà contro anche alla risoluzione del leghista Roberto Calderoli.

"La mozione Calderoli dice il falso quando sostiene che c'è continuità tra la politica estera del governo Berlusconi e quella del governo Prodi". Con queste parole d'Alema motiva il suo "no" alla mozione della Cdl.

"E' venuto il momento delle assunzioni di responsabilità ed è per noi fondamentale misurare il consenso di quest'aula, condizione preziosa per andare avanti con il lavoro". si chiude così la replica in aula in Senato di D'Alema. Un invito alla "trasparenza" rivolto all'Aula.

"C'è una profonda diversità tra l'operazione militare in Afghanistan approvata dall'Onu, in base all'accertato fatto che ci fossero delle basi di Al Qaeda, e quella in Iraq, basata sulla menzogna dell'esistenza di armi di distruzione di massa: le due missioni non sono la stessa cosa" afferma D'Alema. Questo passaggio è stato disturbato da parecchie proteste.

Contrariamente alle aspettative D'Alema parla della base Usa di Vicenza: ""Io ritengo che se il governo revocasse la decisione su Vicenza sarebbe un atto ostile nei confronti degli Usa ma abbiamo posto loro l'esigenza di una valutazione più approfondita. Non rimettiamo in discussione l'orientamento preso e apriremo un dialogo con i cittadini di Vicenza".

"Il ritiro dall'Afghansitan sarebbe un atto unilaterale che ci separarebbe dall'Europa, come gli spagnoli, e non ci metterebbe in comunicazione con nessuno" affermato D'Alema.

"E' legittimo sull'Iraq avere un'opinione diversa, gli Usa sono divisi da questo dibattito ma non è giusto presentare il nostro punto di vista come in continuità con il governo precedente perchè marca una novità radicale" spiega D'Alema che evidenzia la discontinuità della politica estera del governo Prodi.

"Credo che sia del tutto legittimo rivendicare la novità della politica estera del governo Prodi dal governo Berlusconi. Noi non avremmo aderito alla politica neoconservatrice dell'amministrazione americana e non avremmo mandato i soldati in Iraq" afferma D'Alema.

"Sarebbe paradossale se una politica estera che raccoglie largo consenso nel Paese e senza alcun dubbio un vasto interesse internazionale non trovasse il consenso del Senato" afferma D'Alema.

''E' un voto strano, si contrappongono due mozioni che approvano l'operato del governo. Sara' difficile spiegare all'opinione pubblica il modo in cui si dispiega questa contrapposizione'' dice D'Alema con ironia.

"Non ho inteso minacciare nessuno" ieri a margine del vertice italo-spagnolo di Ibiza "ma solo ricordare un elementare principio di natura costituzionale, cioè che il governo deve poter contare sul consenso della maggioranza parlamentare" dice D'Alema.

E' il momento della replica di Massimo D'Alema

Se si guarda la nuda realtà dei numeri la mozione dell'unione potrebbe passare per un solo voto: 159 a 158. Due i dissidenti che non parteciperanno al voto: Rossi e Turigliatto. Poi ci sono i senatori a vita. Scalfaro non c'è. Voteranno la mozione dell'Unione Andreotti, Ciampi, Levi Montalcini e Colombo. Confermato il no di Cossiga. Se i numeri sono questi l'unione può contare su 159 voti, il centrodestra su 158.

"Per ora resta ferma la mia scelta di uscire dall'Aula. Ma se D'Alema dichiarasse su Vicenza che c'è una sospensione per andare a parlare con la comunità vicentina, in questo caso potrei votare la mozione". Così il senatore del Prc Franco Turigliatto, uno dei due "dissidenti" all'interno della maggioranza.

Francesco Cossiga si è presentato al Senato con una "spilla della 173esima brigata aviotrasportata di Vicenza" e agli esponenti della maggioranza ha confermato che voterà "no".

"Abbiamo molte difficoltà con i voti e quindi il mio voto può portare ad una crisi di governo che potrebbe addirittura sfociare nella caduta di Prodi. Io non mi posso prendere questa responsabilità e voto sì e sono certa che i miei elettori saranno d'accordo". Lo dice la senatrice dell'Iitalia dei Valori Franca Rame, che veniva annoverata tra i "dissidenti" all'interno della maggioranza.

La Nato ringrazia l'Italia per il suo ruolo svolto per la pace e, in particolare, "per il contributo di primo piano" in Afghanistan. E' quanto ha dichiarato il segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer.

"Quella di D'Alema è stata un'ottima relazione, molto chiara. Voterò sicuramente sì". E' quanto ha affermato il senatore Luigi Pallaro.

Non smentisce i toni fortemente critici contro la missione italiana in Afghanistan la senatrice dell'Idv, Franca Rame: "Non c'e' speranza di pace in Afghanistan seguendo i metodi adottati finora''.

"Oggi voto a favore, ma la prossima volta quando si tratterà di votare sul rifinanziamento della missione in Afghanistan, voterò no. E adesso mi sospendendo dal mio partito" dice il senatore verde Mauro Bulgarelli.

"Per quanto legittimi e importanti siano anche i canali del conflitto sociale e delle manifestazioni di massa e di piazza, è fuorviante la tendenza a farne la forma suprema della partecipazione e, retoricamente, il sale della democrazia", ha detto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in un discorso agli amministratori di Bologna nel quale sottolinea che "qualunque tema e problema" deve "trovare la sua misura" nelle istituzioni elettive e nelle relative sedi di decisione democratica perchè "solo così si rispetta l'essenza della democrazia come governo della maggioranza". Parole che contengono un implicito riferimento alla manifestazione di Vicenza e alla polemica intorno alla costruzione della base.

"Il Senato, ascoltate le comunicazioni del ministro Massimo D'Alema sulla politica estera, le cui linee fondamentali sono ispirate al rispetto dell'articolo 11 della Costituzione, al ruolo prioritario dell'unione europea, al riconoscimento e al rilancio del ruolo dell'Onu, al rispetto delle alleanze internazionali, le approva". E' il testo della mozione firmata da tutti i capigruppo dell'Unione.

''Il Senato, verificata la continuita' della linea di politica estera fino ad ora adottata dall'attuale governo anche in sede di comunita' atlantica, la approva''. E' questo il testo della mozione presentata dall'opposizione firmata dal vicepresidente del Senato Roberto Calderoli.

"Un intervento molto innovativo e autorevole, di spessore molto alto, con alcuni passaggi particolarmente importanti". Questo il commento del capogruppo del Prc al Senato, Giovanni Russo Spena, all'intervento del ministro degli Esteri, Massimo D'Alema.

'Nella relazione del ministro degli Esteri trovo il dato positivo della continuita' della politica estera" dice Giulio Andreotti. Che si augura che "si possa trovare un accordo" sull'ordine del giorno presentato a palazzo Madama dall'esponente del Carroccio, proprio perchè lì si fa riferimento a "una continuità della nostra politica estera".

"D'Alema non mi ha convinto, voterò la mozione di Calderoli". Lo dice Sergio De Gregorio, presidente della commissione difesa.

"Se D'Alema in sede di replica non dice che il governo ripensa la decisione su Vicenza, io non parteciperò al voto". Lo dice Franco Turigliatto, uno dei senatori dissidenti di Rifondazione.

"Bisogna concedere un referendum al popolo vicentino" dice il senatore Fosco Giannini di Rifondazione comunista che riporta così l'attenzione sulla base Usa. "Vorrei votare contro il Governo ma non posso regalare il Paese alla destra eversiva e antioperaia e voterò, ancora una volta, a favore di Prodi. Ma tutto dovrà cambiare"

"Una politica estera che garantisce la difesa dei diritti umani e la promozione della democrazia, in cui il realismo si coniuga con nette scelte ideali, e che nel solco dell'art. 11 della nostra Carta costituzionale persegue la pace e la giustizia, la promozione delle organizzazioni internazionali e l'attiva partecipazione alla loro azione". Così il presidente della Commissione Esteri Lamberto Dini definisce le linee di politica estera illustrate dal ministro Massimo D'Alema.

Al momento risultano presenti in Aula solo due mozioni in tema in politica estera: una firmata dal leghista Roberto Calderoli e l'altra dal senatore a vita Giulio Andreotti. Si è in attesa della mozione preparata dalla maggioranza. Le mozioni, secondo quanto ribadito ieri pomeriggio, dovranno essere votate al termine del dibattito in ordine di presentazione.

Una relazione "complessivamente ottima, anche se restano le divergenze sulla questione dell'Afghanistan. Ma personalmente oggi voterò convintamente a favore" commenta il capogruppo di Verdi-Pdci al Senato Emanuela Palermi.

"Da D'Alema aria fritta per ottenere il voto. Questo Governo non ha una maggioranza in politica estera e D'Alema per ottenere il voto alla sua relazione in Senato è volato alto perdendosi nell'aria fritta e nelle banalità" così Il Presidente dei senatori della Lega Nord, Roberto Castelli.

'Discorso di alto profilo. Un'impostazione opposta a quella del precedente governo, ad iniziare dalla centralità della questione palestinese, sino al punto da ipotizzare truppe Onu a Gaza.
E' tornata la "vocazione" mediterranea dell'Italia. Bene". Lo afferma il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto.

"Sono qui per chiedere un forte consenso politico che possa permettere all'Italia di affrontare le prossime delicate e complesse" sfide di politica estera. Lo ha detto il ministro degli Esteri Massimo D'Alema concludendo al Senato il suo intervento sulle linee di politica estera e raccogliendo un ampio applauso.

"L'Italia c'è in diversi scenari essenziali e c'é con un ruolo da protagonista - ha detto D'Alema - Non possiamo permetterci di esser nè cinici nè sognatori. Nn rinunciamo alla nostra ispirazione ideale, ma neppure possiamo fare a meno di un lucido realismo".

"La globalizzazione è una scelta difficile" ha detto ancora D'Alema.

"I rischi in Afghanistan sono necessari per il processo di pace. Essendo lì possiamo contare nel consiglio di sicurezza dell'Onu, possiamo batterci per una conferenza internazionale" ha detto D'Alema

"Nessun paese vuole il ritiro dall'Afghanistan" ha detto ancora D'Alema. "L'Italia chiede una conferenza internazionale sul tema"

"Occorre una strategia più efficace per ottenere i risultati che ci prefiggiamo in Afghanistan: per vincere la sfida si deve rafforzare l'impegno civile ed economcio. Sarebbe un grave errore che la Nato si isolasse facendo della missione afgana una missione Nato quando questa è una sfida dell'intera comunità internazionale"

"In Afghanistan sono stati ottenuti risultati importanti ma non quelli sperati" ha detto D'Alema

"Quella in Afghanistan è una missione condotta dalla Nato sotto mandato Onu ed è in crescita. E' una missione soprattutto politica e civile" ha detto D'Alema

Sulla crisi del nucleare, D'Alema ha detto: "Insisteremo per chiedere all'Iran un gesto ragionevole ed aperto di adesione alle richieste della comunità internazionale". "Occorre rilanciare una strategia di non proliferazione"

"Il conflitto israelo-palestinese rimane la chiave di tutti i conflitti mediorientali. Oggi è ancora più urgente trovare una soluzione. E' essenziale che il nuovo governo palestinese riconosca gli accordi già sottoscritti. Il processo di pace richiede il coinvolgimento di tutta la comunità palestinese. Ed è essenziale l'impegno contro la violenza, con la liberazione del soldato Shalit, e bloccaccando il lancio dei missili" ha detto D'Alema

"La crisi libanese non poteva essere ignorata. La forza Unifil non è un esercito occidentale, ma una forza internazionale: vi sono militari della Turchia, del Qatar e di altri paesi islamici. L'Europa è tornata ad esercitare un ruolo attivo. La missione libanese per molte ragioni rappresenta un punto di svolta. Può essere la premessa per una forza di pace anche a Gaza" ha detto D'Alema

"Il ritiro dall'Iraq è stata una scelta coerente" ha detto D'Alema

"Sconfiggere il terrorismo isolandolo all'interno del mondo arabo: è uno dei primi obiettivi di questo governo, rinforzando anche l'amicizia coi paesi arabi, appannata negi ultimi anni. L'Italia è tornata ad essere un paese amico, amico di Israele e dei paesi arabi" ha detto d'Alema

"La nostra politica è stata prima di tutto una politica europea, favorevole all'integrazione europea. Il governo Prodi è un governo europeista" ha detto D'Alema

"Siamo favorevoli al rafforzamento dei rapporti fra Washington e Bruxelles" ha detto D'Alema

"La porta dell'Europa deve restare aperta ai Balcani occidentali e alla Turchia. Solo nel seno dell'Europa i paesi dei Balcani potranno trovare quella pacifica convivenza cui aspirano.
Lungo e delicato è lo scenario per la Turchia, ma tenere aperta la porta rientra negli obiettivi europei. Nel tempo in cui c'è chi teorizza lo scontro di civiltà l'adesione all'Europa di un grande paese islamico è la risposta migliore" ha detto D'Alema

Il ministro degli Esteri ha detto che la prima delle tre linee guida della politica estera del governo seguite finora è "il rilancio dell'unità politica europea".

"Dopo l'11/9 sono state portate avanti scelte unilaterali. Ora, il contesto è in parte cambiato, il problema è come progredire nei fatti concretamente", dice D'Alema

"L'Onu è la fonte di legittimità delle scelte internazionali" ha detto ancora il ministro degli Esteri

La politica estera dell'Italia è coerente, ha detto D'Alema, e "rispetta l'articolo 11 della costituzione". L'aspetto essenziale è "il rifiuto della guerra come principio della risoluzione dei conflitti" sancito dalla costituzione

Il titolare della Farnesina ha detto che non parlerà di Vicenza e del raddoppio della base Usa. "Non ho nulla da aggiungere al ministro dell'Interno che segue la questione"

E' iniziata al Senato la relazione del ministro degli Esteri Massimo D'Alema

Oggi al Senato si vota il rifinanziamento della missione militare in Afghanistan, nuovo banco di prova per la maggioranza. Alle 9 l'intervento del ministro degli Esteri Massimo D'Alema. Nella notte la telefonata del premier britannico Blair al presidente americano Bush: "Inizieremo a breve il ritiro dall'Iraq". Una presa di posizione che potrebbe influenzare il dibattito sulla politica estera

Origine: Repubblica

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