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giovedì 7 novembre 2019

Wind regala una giornata di Internet illimitato.Domenica 10 novembre si potrà navigare senza consumare Giga

Wind regala una giornata di Internet illimitato

Domenica 10 novembre si potrà navigare senza consumare Giga



Roma, 7 novembre 2019 – Il brand Wind anticipa le festività natalizie e regala un'intera giornata di Internet illimitato. Domenica 10 novembre, i clienti privati a marchio Wind mobile, potranno navigare, chattare, condividere foto e video, senza consumare alcun Giga della propria offerta.

L'iniziativa sarà disponibile automaticamente, senza dover attivare opzioni e sarà valida in tutta Italia.

I vantaggi continueranno per l'intera settimana, iscrivendosi al programma 'WINDAY' entro l'11 novembre. Come ogni lunedì, infatti, 'WINDAY', l'iniziativa che Wind ha ideato per premiare i clienti e che, in pochi mesi, ha superato i 2 milioni di iscritti, regalerà Giga, coupon e sconti di partner commerciali selezionati. 

Il cinema si conferma, in particolare, tra gli elementi principali del programma, grazie ad un concorso settimanale che mette in palio un viaggio a Hollywood nella settimana dei Premi Oscar. Previsti, inoltre, biglietti scontati del 50% per andare al cinema.

La nuova promozione 'Internet illimitato' è al centro di uno spot, in cui Rosario Fiorello annuncia l'arrivo del Natale Wind, che, anche quest'anno, porterà con sé numerosi regali.

domenica 8 ottobre 2017

Web: ADSL e Telefono, prezzo medio aumenta del 29%, ma i canoni in promozione sono più bassi del 6,4%

Evoluzione prezzi offerte Internet e telefonia

In due anni il prezzo medio delle offerte ADSL comprensive di linea telefonica fissa è salito del 29,4%, allo stesso tempo sono aumentati anche i servizi collaterali offerti con l’attivazione della connessione Internet. 

Risultano invece inferiori del 6,4% i canoni delle offerte promozionali più economiche. Crescono inoltre le opportunità di risparmio: passa infatti dall’8% del 2015 al 40% del 2017 la forbice che separa le offerte più convenienti da quelle più care. 

Ecco le principali evidenze dello studio di SosTariffe.it sulle offerte per ADSL e telefonia fissa.

Che la nuova periodicità del rinnovo dei canoni (da 30 a 28 giorni) per le offerte Internet e Telefonia avesse inciso sui costi era un fatto risaputo, ma di quanto? È stato poi l’unico fattore che ha inciso sull’oscillazione dei prezzi? SosTariffe.it ha cercato di fotografare la situazione dei costi per le offerte ADSL e telefono stimando le variazioni dei costi medi del primo anno di attivazione di un nuovo abbonamento, intercorse tra agosto 2015 e settembre 2016.

ADSL e telefonia: prezzi medi più alti di quasi il 30%, ma i canoni delle promozioni più economiche si abbassano del 6,4%

L’analisi di SosTariffe.it è stata condotta rilevando, per tutte le mensilità da agosto 2015 a settembre 2017, il prezzo medio mensile comprensivo di tutti i costi obbligatori che gli acquirenti devono sborsare per attivare un’offerta ADSL e telefonia. 

Oltre alla media totale del mercato sono state estrapolate anche le medie dei costi mensili delle offerte più economiche e quelle delle tariffe più salate, sempre in riferimento a ogni mensilità analizzata dal 2015.

Secondo queste rilevazioni tra agosto 2015 e settembre 2017 il prezzo medio mensile delle offerte ADSL e telefono è passato da 27,9 euro a 36,1 euro. Questo significa che, mediamente, un abbonamento si paga quest’anno il 30% in più rispetto a due anni fa.

Tuttavia, proseguendo con l’analisi dei costi analizzati, si nota come le medie delle offerte più economiche offrano spunti interessanti. Nel 2015, infatti, le tariffe ADSL e telefono più economiche(dunque quelle con sconti più incisivi offerti il primo anno di attivazione) costavano 26,6 euro, mentre oggi hanno un costo di 24,9 euro

Si tratta di una diminuzione del 6,4%, sintomo che ad oggi esistono tariffe con promozioni in ingresso ancora più competitive.

Questo viene confermato anche dal range medio che intercorre tra offerta più economica e offerta più costosa. Ad agosto 2015, infatti, questa differenza sfiorava l’8,3% mentre oggi si può arrivare anche a una differenza del 40,9%. 

Questo significa che si possono risparmiare, mediamente, 17,3 euro se si presta attenzione alle offerte e si sottoscrive quella con il prezzo più basso, mentre due anni fa la convenienza era approssimativamente solo di 2,4 euro.

Aumentano i canoni delle offerte più care, ma anche i servizi annessi
A scatenare questo aumento dei prezzi medi, oltre che la nuova periodicità dei 28 giorni, ci sono altri fattori, come l’ingresso di una nuova e variegata offerta collaterale comprensiva di servizi aggiuntivi rispetto alla sola connessione o al solo servizio di telefonia fissa.

Sono aumentate, infatti, le offerte che comprendono servizi di TV, telefonia mobile, internet mobile, device come modem WiFi e Smart TV, o ancora particolari “gift” da utilizzare online come abbonamenti a riviste, giochi e cloud.

Tutto questo ha inciso sicuramente sui canoni medi mensili delle offerte più care del mercato (che sono anche quelle che presentano tutti questi servizi accessori). Se nel 2015, infatti, si poteva arrivare a spendere un massimo di 29 euro per l’ADSL e la telefonia, oggi le offerte arrivano anche a 42 euro. Si tratta di un incremento del 45,4% che ha sicuramente inciso sulla media totale del mercato, causando l’aumento medio del 30% sopra descritto.

Autunno tra i periodi migliori per sottoscrivere un’offerta ADSL e telefono
Come si può osservare a settembre 2017 il costo medio mensile delle tariffe torna a scendere: 30,2 euro contro i 30,1 euro del mese precedente. Diminuiscono anche i costi medi delle promozioni più economiche: ad agosto queste costavano circa 25 euro, a settembre 24,9 euro.

Si tratta di una diminuzione lievissima, ma che conferma un trend specifico presente anche nelle altre annualità analizzate: tra agosto e settembre 2015 si era registrato un calo di quasi 2 euro sui costi delle offerte più economiche, mentre negli stessi periodi del 2016 un calo di 60 centesimi.

La ricerca è stata condotta grazie allo strumento di comparazione delle migliori tariffe per ADSL e telefono, messo a disposizione da SosTariffe.it alla seguente pagina: 
https://www.sostariffe.it/confronto-offerte-adsl/

venerdì 29 settembre 2017

Vodafone lancia Shake Remix e Vodafone One


Risultati immagini per Vodafone  Shake Remix e Vodafone One

VODAFONE ITALIA: ARRIVANO “SHAKE REMIX” E “VODAFONE ONE”

Shake Remix è la prima offerta under 30 per creare il proprio mix di Giga, SMS e minuti. 

Vodafone One è la nuova offerta convergente dedicata alle famiglie per avere il meglio della rete Vodafone


Milano, 29/09/2017 – Vodafone Italia presenta due importanti novità: “Shake Remix”, la prima offerta under 30 che permette di scegliere in autonomia il mix di Giga, minuti e SMS e “Vodafone One”, un’unica offerta che racchiude il meglio della rete Vodafone, fissa e mobile, per consentire alle famiglie di essere sempre connesse alla massima velocità.

Con “Shake Remix”, Vodafone vuole rispondere all’esigenza dei giovani di decidere cosa è meglio per loro.Direttamente dall’App My Vodafone è infatti possibile decidere quanti Giga, SMS e minuti inserire nel proprio piano e costruire cosi’ in autonomia la propria offerta. 

Oltre a poter creare l’offerta che si adatta perfettamente alle proprie esigenze, i clienti possono cambiare la combinazione di Giga, minuti e SMS quando vogliono ogni 4 settimane, senza costi di cambio piano.

Per i nuovi clienti “Shake Remix” è attivabile in tutti i negozi Vodafone e sul sito vodafone.it a partire dal 4 ottobre. I già clienti possono attivare “Shake Remix” direttamente dall’App My Vodafone o in tutti i negozi Vodafone.

Per i clienti che attivano “Shake Remix” con addebito su carta di credito o conto corrente sono inclusi Vodafone Pass Social & Chat e Vodafone Pass Music, per navigare sui social e chattare e per ascoltare la musica in streaming senza consumare i Giga del proprio piano. 

Inoltre, per tutti i clienti “Shake Remix” sono inclusi 6 mesi della piattaforma globale di intrattenimento musicale Tidal Premium con più di 46 milioni di brani a disposizione, e tutti i contenuti on demand e i canali live di Vodafone TV Mobile.

Con Vodafone One il meglio della rete Vodafone arriva in un’unica offerta con fisso e mobile, che soddisfa i bisogni di tutti i tipi di famiglie e che permette di gestire in un unico conto telefonico le spese del nucleo famigliare, garantendo anche il controllo sui costi. 

Con 29,90 euro ogni 4 settimane, i clienti possono avere tutta la velocità dell’IperFibra Vodafone fino a 1 Gigabit al secondo e per lo smartphone Vodafone Pass Social & Chat per navigare sui social senza consumare i propri Giga incluso, altri 5 Giga e 1000 minuti e 1000 SMS.

E per le famiglie più numerose, con Vodafone One è possibile avere fino a 3 SIM mobili, alle stesse condizioni della prima SIM a soli 10 euro ogni 4 settimane in più l’una. Inoltre, per gli appassionati di film e serie tv, è disponibile Vodafone TV, il servizio di Vodafone Italia che integra in un’unica piattaforma tv tradizionale, on demand e Internet TV. 

A 10 euro ogni 4 settimane, Vodafone Tv offre dai canali TV tradizionali arricchiti da funzionalità avanzate, al grande Intrattenimento di NOW TV - la Internet TV di Sky - e, grazie alle partnership siglate con importanti player come Sony Pictures Television, 20th Century Fox, BBC Worldwide e Discovery, a un ampio catalogo on demand di show, film, documentari e contenuti per bambini. 

Su Vodafone TV sono presenti anche le app di Netflix, CHILI, Youtube e i ticket di NOW TV Calcio e Sport, Cinema e Serie TV.

Vodafone One è attivabile dal 2 ottobre in tutti i negozi Vodafone.

giovedì 15 giugno 2017

Telecomunicazioni: finisce l'era del roaming in Europa. ADUC: "ecco a cosa fare attenzione"

Risultati immagini per roaming

Telefonia: addio alle tariffe extra per il roaming.

Firenze, 15 giugno 2017. Come ampiamente noto da oggi 15 Giugno 2017 gli operatori telefonici non possono più addebitare costi aggiuntivi per le chiamate dai telefoni cellulari e per il traffico dati degli utenti in viaggio nei Paesi UE diversi dal loro. 


Lo ha stabilito un Regolamento europeo (1) che ha modificato le normative precedenti che già comunque imponevano delle riduzioni ai sovrapprezzi.

Da oggi i contratti nuovi ed esistenti che includono servizi di roaming diventano automaticamente “contratti con roaming a tariffa nazionale” per chiamate vocali, sms, mms e traffico dati, senza bisogno che l’utente faccia nulla. Il gestore deve comunque informare i propri clienti della novità, specificando in che modo i contratti vengono adeguati.


Nella pratica e in termini generali il proprio piano tariffario sarà applicabile anche per le comunicazioni effettuate all’estero, con le stesse modalità.

Da precisare che tutto ciò riguarda le permanenze temporanee all’estero -per turismo, studio, lavoro, etc.- e che i gestori telefonici possono adottare “politiche di utilizzo corretto” per prevenire utilizzi anomali come quelli, per restare in tema, che avvengono in un Paese diverso dal proprio (e da quello del proprio gestore) per scopi diversi dal viaggio occasionale.


In altre parole il “contratto con roaming a tariffa nazionale” NON è fruibile per chi si trasferisce definitivamente all’estero, e alcuni sovrapprezzi possono essere applicati invece nei casi di soggiorni prolungati all’estero con consumi superiori a quelli nazionali.

Ma vediamo i casi a cui fare attenzione, che in eccezione a queste nuove regole prevedono l’applicazione di sovrapprezzi.

Consumi anomali o abusivi
La regola generale è che per fruire del “contratto con roaming a tariffa nazionale” si deve utilizzare il telefono cellulare più nel proprio Paese che in un Paese estero e situazioni opposte (maggiori consumi all’estero) possono essere considerati utilizzi anomali. Il lasso di tempo convenzionalmente preso in considerazione per effettuare tali valutazioni è di quattro mesi.


Quindi, per chi trascorre molto tempo all’estero in un periodo di quattro mesi o più effettuando consumi superiori a quelli fatti nel proprio Paese il gestore potrà, fatte le dovute verifiche anche direttamente con l’utente, applicare dei sovrapprezzi.

Consumi oltre le soglie del proprio contratto
Il fatto che all’estero non siano più applicabili sovrapprezzi non vuol dire che si può pensare di poter utilizzare i servizi per un tempo illimitato, tutto dipende in realtà dal tipo di contratto che si è stipulato col gestore per l’utilizzo nel proprio Paese.


In termini generali vanno rispettati i limiti posti dal proprio contratto e quindi di potrà godere di chiamate e SMS illimitati SOLO se ciò è previsto dal proprio piano tariffario.


Per quanto riguarda il traffico dati il concetto è lo stesso, ma il volume di dati utilizzabile con il roaming, pur dovendo essere consistente, varia a seconda del prezzo del pacchetto di cui si dispone (si veda la guida sul sito ufficiale dell'UE con domande frequenti: 

http://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/telecoms-internet/mobile-roaming-costs/index_it.htm

Oltre a ciò il gestore telefonico potrebbe fissare un limite di salvaguardia per il roaming, informando l’utente sia preventivamente sia in caso di superamento dello stesso.

Gestori che non rientrano nei costi
Ai gestori -di solito quelli piccoli- che non fossero in grado di recuperare i propri effettivi costi relativi al servizio di roaming le normative consentono di chiedere all’Autorità garante (in Italia AGCOM) l’autorizzazione ad applicare sovrapprezzi che devono essere ovviamente comunicati agli utenti e che devono limitarsi a coprire i costi secondo le tariffe massime all’ingrosso.

I sovrapprezzi sono decisi liberamente da ogni gestore, con informazione al cliente, nel rispetto dei limiti massimi posti dall’UE che sono (escluso IVA):
- 3,2 centesimi di euro al minuto per le chiamate vocali;
- 1 centesimo di euro per ogni SMS;
- 7,7 euro per gigabyte (GB) per il traffico dati.

Quest’ultimo sovrapprezzo scenderà a 6 euro dal 1/1/2018, a 4,5 euro dal 1/1/2019, a 3,50 dal 1/1/2020, a 3 euro dal 1/1/2021 e infine a 2,50 euro dal 1/1/2022.

In casi particolari dove l’utente avesse già un contratto particolarmente favorevole per il roaming, dovrà essergli chiesto se vuole mantenere il contratto o adeguarsi alle nuove norme.

Le novità valgono per i 28 Paesi dell’UE. Si deve ancora aspettare per i Paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia).

QUI il sito ufficiale dell'UE con informazioni e un’utile guida con domande frequenti: 
http://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/telecoms-internet/mobile-roaming-costs/index_it.htm

(1) Regolamento 531/2012 modificato dal Regolamento UE 2015/2120 e dal Regolamento UE del 7 Aprile 2017 “...modifiche per quanto riguarda le norme sui mercati del roaming all'ingrosso”


Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

lunedì 8 agosto 2016

Le truffe degli operatori telefonici. Stavolta ci sono cascato io!

Quella che vi sto per raccontare è la cronaca di come il mio credito telefonico si è volatilizzato nel nulla, ovviamente senza che lo sapessi.
Partiamo dal principio.

Qualche mese fa, decido cambiare operatore telefonico stanco delle continue vessazioni da parte di Vodafone, con la quale ormai è diventata un'impresa impossibile comunicare attraverso un assistente telefonico in carne ed ossa (e magari preparato e non decentrato in Albania), a meno che non si paghi un apposito extra.

Cogliendo un'offerta meglio corrispondente alle mie esigenze, scelgo Wind con il piano "All inclusive 500": 500 minuti, 500 sms e 4 giga mensili al costo di 6 euro mensili.

Tra credito residuo dopo gli ultimi prelievi di Vodafone "a titolo di fine rapporto" (!) e la prima ricarica effettuata con Wind sono partito da un credito telefonico di circa 90 euro.

Forte della tranquillità di avere una cifra sufficiente per oltre un anno di rinnovi automatici del pacchetto "All inclusive" da 6 euro, dopo un po’ non mi sono più preoccupato di andare a controllare quanto avevo effettivamente come credito telefonico.

Questa è la mia colpa e quindi il vivo consiglio che mi sento di darvi è: controllate periodicamente il credito residuo. Anche se può costituire un assillo, fatelo perché non vi potete fidare di nessuno. Triste verità.

In effetti, dopo il passaggio a Wind, anche io i primi tempi controllavo il credito e così mi sono potuto accorgere che per sei settimane oltre ai 6 euro mensili mi erano stati prelevati 19 centesimi a settimana.


LA TRUFFA DEI 19 CENTESIMI

Avendo sottoscritto un piano "All inclusive", non capivo cosa potesse essere "exclusive", appunto escluso, il cui costo fosse di 19 centesimi a settimana, una cifra che seppur piccola mi doveva essere almeno motivata.

La risposta alla fine di tutta la storia è assolutamente nulla! Pagavo 19 centesimi a settimana per nessun altra cosa!

Secondo le prime spiegazioni fornitemi dagli operatori Wind, i 19 centesimi erano dovuti ai servizi un tempo gratis ed ora a pagamento del tipo "chi ti ha chiamato o richiamami", che ti consentono di sapere chi ti ha chiamato quando non sei raggiungibile o ti avvisano che chi cercavi è tornato raggiungibile.

Ma, replico, è un servizio che io ho disattivato sin dalla sottoscrizione del contratto con Wind.

Andando più a fondo, ho scoperto che il prelievo settimanale dei 19 centesimi era dovuto al fatto che in origine il piano telefonico prima che esistesse il pacchetto "All Inclusive" era "Wind senza scatto alla risposta", con una sua propria tariffazione.

Ma io, essendo diventato cliente Wind direttamente col pacchetto "All Inclusive", ovviamente non ne ero a conoscenza, ma soprattutto nei 500 minuti previsti non ho alcun costo di scatto alla risposta.

Quindi perché mi facevano pagare? Non è dato saperlo.

Ti vuoi arrabbiare per un paio di mesi di prelievo settimanale di 19 centesimi?
Ovviamente no.

Così non ho ottenuto alcun rimborso ma almeno ho cominciato a pagare l'esatto costo del pacchetto "All Inclusive": 6 euro.



LA TRUFFA DEI COSIDDETTI SERVIZI PREMIUM

Risolto il problema, da allora - mia colpa, mia gravissima colpa - mi sono dimenticato di controllare il credito residuo.

Sono passati alcuni mesi e soltanto ieri mi sono accorto della scomparsa di ben 35 euro. E quando parlo di scomparsa, dico proprio alla lettera: non ce n'è alcuna traccia nella sezione “addebiti e accrediti dell'app mywind”, l'applicazione ufficiale per tenere sotto controllo i propri contatori e consumi.

Alle mie richieste Wind mi ha risposto che evidentemente io, durante la navigazione online devo essere passato sopra qualche banner fraudolento che ha attivato un servizio chiamato "magic box", il quale a sua volta tramite una piattaforma denominata "mobile pay", automaticamente ha cominciato a prelevarmi 5 euro a settimana.
Il tutto non si sa bene per quale servizio, mai usufruito, ammesso che mi potesse interessare.

Anche perché non ho mai ricevuto alcuna comunicazione, un sms, almeno una minima notifica iniziale che mi avvisasse del nuovo servizio sottoscritto seppur a mia insaputa. Non è dato sapere cosa ho comprato col servizio "magic box", la cui unica magia è stata quella di farmi sparire del denaro.

Alla fine della storia, dei 35 euro, Wind me ne ha rimborsati 5, perché è colpa mia che non mi sono accorto in tempo di aver attivato questo fantastico servizio.

Ebbene, Wind - che si pregia della sua politica di trasparenza tariffaria - ogni settimana ha ritenuto del tutto normale il prelievo dei 5 euro per darli ad una fantomatica terza società (non è dato sapere chi sia) per il servizio "magic box".

Wind è così trasparente che si guarda bene dall'avvisarmi che ogni settimana continua a scalare questi soldi, ma soprattutto non tiene alcuna traccia di questi addebiti nell'apposita sezione della sua app.
Vengono scalati e basta.

Non mi è chiaro grazie a quale norma del diritto commerciale Wind possa ritenersi autorizzata a dare i miei soldi pagati per il credito telefonico a società terze per l’acquisto di servizi "premium" e non ne tiene traccia proprio perché sono esclusi dall’ormai rinomato pacchetto "All inclusive". Però il prelievo continua. Finché non te ne accorgi.

La commedia dell'assurdo si conclude con Wind che si ritiene vittima a sua volta. Perciò non ho diritto al rimborso totale.

L'unica cosa che si può fare è chiedere a Wind una specie di blocco che mi dovrebbe evitare nuove accidentali sottoscrizioni di servizi a mia insaputa.

Però con questa opzione non potrò più ricevere gli sms della Banca o della carta di credito.



                                        Andrea Pietrarota

Trucchi e truffe degli operatori telefonici. Da mobile pay ai servizi "premium"

"Tredicesima" e servizi premium, trucchi e truffe degli operatori telefonici




di Giulia Carrarini

È la nostra finestra sul mondo, ci fa divertire, parlare e giocare, ci indica la strada. Può mandarci in ansia quando ha poca energia o regalarci un senso di libertà quando non c’è. Ma soprattutto, come nessun altro, sa farci arrabbiare.

Tra truffe, costi alti e servizi non richiesti, ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, se l’è presa con il proprio cellulare e, ancor più, con il proprio operatore telefonico, lamentando condizioni a volte poco chiare o sconvenienti.

La novità dell’ultimo anno - causa di proteste e malcontenti da parte di numerosi utenti - è stata ribattezzata “tredicesima”. E il nome non è di fantasia, perché ciò che le compagnie telefoniche hanno deciso di regalare ai propri abbonati è stata, propriamente, una tredicesima mensilità. La differenza - denunciano consumatori e associazioni - è che a intascarla sono loro, erogatori del servizio, e non i clienti.

Fino a non molto tempo fa, tutti gli operatori offrivano piani tariffari dalla durata mensile. Wind per prima, a marzo del 2015, ha però trasformato il mese in quattro settimane. Ventotto giorni. Come se, per intenderci, fosse febbraio tutto l’anno. Risultato? Non più 12 rinnovi mensili ogni anno, ma 13 quadri-settimanali, con un aumento del costo complessivo pari a circa l’8 per cento. Dopo Wind, hanno fatto lo stesso anche Vodafone e Tim. 

Oltre 160mila persone hanno sottoscritto un appello lanciato da una cittadina, Grazia Molino, per chiedere ai tre operatori di fare un passo indietro, senza però ottenere risposta. Questo nonostante le numerose sollecitazioni, i tanti bombing sui social e le accese proteste delle associazioni dei consumatori.

In questo panorama, oltre all’aumento dei costi, i cittadini denunciano anche un altro disagio: la mancanza di concorrenza. Tra tutti gli operatori telefonici, soltanto Tre Italia ha conservato la scadenza mensile: le sue tariffe, però, prevedono soglie settimanali di utilizzo.

A far arrabbiare, però, non è la sola tredicesima. 
Accanto a questa ci sono i cosiddetti servizi premium, spesso sottoscritti inconsapevolmente, «semplicemente sfiorando un banner pubblicitario». A gennaio del 2015, Vodafone, Wind, Tim e H3G sono state sanzionate dall’Antitrust per aver adottato questa pratica commerciale attraverso “omissioni informative ingannevoli e condotte aggressive”. Dopo il provvedimento, però, le cose non sono cambiate, motivo per cui, a ottobre dello stesso anno, i quattro operatori telefonici sono stati nuovamente sanzionati.

Anche la trasformazione dei servizi gratuiti di reperibilità (“Lo sai” e “Chiamaora” di Tim, “Chiamami” e “Recall” di Vodafone) in servizi a pagamento non ha lasciato indifferenti i consumatori. Primo fra tutti Massimo Saccomando, che ha lanciato una petizione sottoscritta da oltre 54mila persone. Anche in questo caso l’Antitrust è intervenuta con sanzioni pecuniarie.

Di fronte a tutto questo - allo strapotere dei grandi operatori lamentato da migliaia di utenti - c’è chi, come Walter Liberatori, chiede l’istituzione per legge di un fondo di garanzia per le vittime delle truffe telefoniche o chi, come Gianluca Racano, immagina che ciascuna compagnia di telefonia mobile si doti, lungo tutto il territorio nazionale, di uffici per le relazioni con i clienti.

La battaglia, insomma, è molto dura. Solido e fermo, però, è anche l'impegno di tantissimi cittadini - quasi 300mila, oltre a Grazia, Massimo, Walter e Gianluca - decisi a combattere contro le ingiustizie che danneggiano i consumatori.

Trucchi e truffe degli operatori telefonici. da mobile pay ai servizi "premium"

"Tredicesima" e servizi premium, trucchi e truffe degli operatori telefonici


di Giulia Carrarini

È la nostra finestra sul mondo, ci fa divertire, parlare e giocare, ci indica la strada. Può mandarci in ansia quando ha poca energia o regalarci un senso di libertà quando non c’è. Ma soprattutto, come nessun altro, sa farci arrabbiare.

Tra truffe, costi alti e servizi non richiesti, ciascuno di noi, almeno una volta nella vita, se l’è presa con il proprio cellulare e, ancor più, con il proprio operatore telefonico, lamentando condizioni a volte poco chiare o sconvenienti.

La novità dell’ultimo anno - causa di proteste e malcontenti da parte di numerosi utenti - è stata ribattezzata “tredicesima”. E il nome non è di fantasia, perché ciò che le compagnie telefoniche hanno deciso di regalare ai propri abbonati è stata, propriamente, una tredicesima mensilità. La differenza - denunciano consumatori e associazioni - è che a intascarla sono loro, erogatori del servizio, e non i clienti.

Fino a non molto tempo fa, tutti gli operatori offrivano piani tariffari dalla durata mensile. Wind per prima, a marzo del 2015, ha però trasformato il mese in quattro settimane. Ventotto giorni. Come se, per intenderci, fosse febbraio tutto l’anno. Risultato? Non più 12 rinnovi mensili ogni anno, ma 13 quadri-settimanali, con un aumento del costo complessivo pari a circa l’8 per cento. Dopo Wind, hanno fatto lo stesso anche Vodafone e Tim. 

Oltre 160mila persone hanno sottoscritto un appello lanciato da una cittadina, Grazia Molino, per chiedere ai tre operatori di fare un passo indietro, senza però ottenere risposta. Questo nonostante le numerose sollecitazioni, i tanti bombing sui social e le accese proteste delle associazioni dei consumatori.

In questo panorama, oltre all’aumento dei costi, i cittadini denunciano anche un altro disagio: la mancanza di concorrenza. Tra tutti gli operatori telefonici, soltanto Tre Italia ha conservato la scadenza mensile: le sue tariffe, però, prevedono soglie settimanali di utilizzo.

A far arrabbiare, però, non è la sola tredicesima. 
Accanto a questa ci sono i cosiddetti servizi premium, spesso sottoscritti inconsapevolmente, «semplicemente sfiorando un banner pubblicitario». A gennaio del 2015, Vodafone, Wind, Tim e H3G sono state sanzionate dall’Antitrust per aver adottato questa pratica commerciale attraverso “omissioni informative ingannevoli e condotte aggressive”. Dopo il provvedimento, però, le cose non sono cambiate, motivo per cui, a ottobre dello stesso anno, i quattro operatori telefonici sono stati nuovamente sanzionati.

Anche la trasformazione dei servizi gratuiti di reperibilità (“Lo sai” e “Chiamaora” di Tim, “Chiamami” e “Recall” di Vodafone) in servizi a pagamento non ha lasciato indifferenti i consumatori. Primo fra tutti Massimo Saccomando, che ha lanciato una petizione sottoscritta da oltre 54mila persone. Anche in questo caso l’Antitrust è intervenuta con sanzioni pecuniarie.

Di fronte a tutto questo - allo strapotere dei grandi operatori lamentato da migliaia di utenti - c’è chi, come Walter Liberatori, chiede l’istituzione per legge di un fondo di garanzia per le vittime delle truffe telefoniche o chi, come Gianluca Racano, immagina che ciascuna compagnia di telefonia mobile si doti, lungo tutto il territorio nazionale, di uffici per le relazioni con i clienti.

La battaglia, insomma, è molto dura. Solido e fermo, però, è anche l'impegno di tantissimi cittadini - quasi 300mila, oltre a Grazia, Massimo, Walter e Gianluca - decisi a combattere contro le ingiustizie che danneggiano i consumatori.

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