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martedì 24 ottobre 2017

Telefonia. Il MISE dice stop alle fatture a 28 giorni?

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TELECOMUNICAZIONI: FONTI MISE, FATTURA 28 GIORNI PRATICA SCORRETTA

CODACONS: BENE MISE, URGENTE CORRERE AI RIPARI. NORMA TENGA CONTO DEI RIMBORSI AGLI UTENTI, 1,19 MLD DI EURO SOLO NEL 2016

SE ILLEGALE FATTURAZIONE A 28 GIORNI NULLI TUTTI GLI EFFETTI CHE NE DERIVANO

Pieno appoggio del Codacons al Ministero dello Sviluppo economico che, in riferimento alla nota diffusa da Asstel, ha fatto sapere che la tariffazione a 28 giorni rappresenta una pratica commerciale scorretta che verrà esplicitamente vietata attraverso appositi strumenti legislativi nelle prossime settimane.

“Il Ministero deve correre ai ripari e con urgenza, perché il danno subito dagli utenti a causa delle illegittime bollette a 28 giorni è enorme, e pari a 1,19 miliardi di euro nel 2016 solo per la telefonia fissa e gli abbonamenti sim – spiega il presidente Carlo Rienzi – Ma vietare la pratica di fatturazione a 28 giorni, peraltro già dichiarata fuorilegge dall’Agcom, non basta: qualsiasi provvedimento legislativo del Governo in tal senso dovrà necessariamente tenere conto dei rimborsi spettanti agli utenti. Questo perché se è illegale emettere bollette ogni 28 giorni, sono nulli tutti gli effetti che derivano da tale pratica, compresi i maggiori ricavi incassati dalle compagnie telefoniche dal 2015 ad oggi, che dovranno interamente essere restituiti ai consumatori” – conclude Rienzi.

Intanto tutti gli utenti danneggiati possono avviare la richiesta di risarcimento scaricando il modulo sul sito www.codacons.it

giovedì 15 giugno 2017

Telecomunicazioni: finisce l'era del roaming in Europa. ADUC: "ecco a cosa fare attenzione"

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Telefonia: addio alle tariffe extra per il roaming.

Firenze, 15 giugno 2017. Come ampiamente noto da oggi 15 Giugno 2017 gli operatori telefonici non possono più addebitare costi aggiuntivi per le chiamate dai telefoni cellulari e per il traffico dati degli utenti in viaggio nei Paesi UE diversi dal loro. 


Lo ha stabilito un Regolamento europeo (1) che ha modificato le normative precedenti che già comunque imponevano delle riduzioni ai sovrapprezzi.

Da oggi i contratti nuovi ed esistenti che includono servizi di roaming diventano automaticamente “contratti con roaming a tariffa nazionale” per chiamate vocali, sms, mms e traffico dati, senza bisogno che l’utente faccia nulla. Il gestore deve comunque informare i propri clienti della novità, specificando in che modo i contratti vengono adeguati.


Nella pratica e in termini generali il proprio piano tariffario sarà applicabile anche per le comunicazioni effettuate all’estero, con le stesse modalità.

Da precisare che tutto ciò riguarda le permanenze temporanee all’estero -per turismo, studio, lavoro, etc.- e che i gestori telefonici possono adottare “politiche di utilizzo corretto” per prevenire utilizzi anomali come quelli, per restare in tema, che avvengono in un Paese diverso dal proprio (e da quello del proprio gestore) per scopi diversi dal viaggio occasionale.


In altre parole il “contratto con roaming a tariffa nazionale” NON è fruibile per chi si trasferisce definitivamente all’estero, e alcuni sovrapprezzi possono essere applicati invece nei casi di soggiorni prolungati all’estero con consumi superiori a quelli nazionali.

Ma vediamo i casi a cui fare attenzione, che in eccezione a queste nuove regole prevedono l’applicazione di sovrapprezzi.

Consumi anomali o abusivi
La regola generale è che per fruire del “contratto con roaming a tariffa nazionale” si deve utilizzare il telefono cellulare più nel proprio Paese che in un Paese estero e situazioni opposte (maggiori consumi all’estero) possono essere considerati utilizzi anomali. Il lasso di tempo convenzionalmente preso in considerazione per effettuare tali valutazioni è di quattro mesi.


Quindi, per chi trascorre molto tempo all’estero in un periodo di quattro mesi o più effettuando consumi superiori a quelli fatti nel proprio Paese il gestore potrà, fatte le dovute verifiche anche direttamente con l’utente, applicare dei sovrapprezzi.

Consumi oltre le soglie del proprio contratto
Il fatto che all’estero non siano più applicabili sovrapprezzi non vuol dire che si può pensare di poter utilizzare i servizi per un tempo illimitato, tutto dipende in realtà dal tipo di contratto che si è stipulato col gestore per l’utilizzo nel proprio Paese.


In termini generali vanno rispettati i limiti posti dal proprio contratto e quindi di potrà godere di chiamate e SMS illimitati SOLO se ciò è previsto dal proprio piano tariffario.


Per quanto riguarda il traffico dati il concetto è lo stesso, ma il volume di dati utilizzabile con il roaming, pur dovendo essere consistente, varia a seconda del prezzo del pacchetto di cui si dispone (si veda la guida sul sito ufficiale dell'UE con domande frequenti: 

http://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/telecoms-internet/mobile-roaming-costs/index_it.htm

Oltre a ciò il gestore telefonico potrebbe fissare un limite di salvaguardia per il roaming, informando l’utente sia preventivamente sia in caso di superamento dello stesso.

Gestori che non rientrano nei costi
Ai gestori -di solito quelli piccoli- che non fossero in grado di recuperare i propri effettivi costi relativi al servizio di roaming le normative consentono di chiedere all’Autorità garante (in Italia AGCOM) l’autorizzazione ad applicare sovrapprezzi che devono essere ovviamente comunicati agli utenti e che devono limitarsi a coprire i costi secondo le tariffe massime all’ingrosso.

I sovrapprezzi sono decisi liberamente da ogni gestore, con informazione al cliente, nel rispetto dei limiti massimi posti dall’UE che sono (escluso IVA):
- 3,2 centesimi di euro al minuto per le chiamate vocali;
- 1 centesimo di euro per ogni SMS;
- 7,7 euro per gigabyte (GB) per il traffico dati.

Quest’ultimo sovrapprezzo scenderà a 6 euro dal 1/1/2018, a 4,5 euro dal 1/1/2019, a 3,50 dal 1/1/2020, a 3 euro dal 1/1/2021 e infine a 2,50 euro dal 1/1/2022.

In casi particolari dove l’utente avesse già un contratto particolarmente favorevole per il roaming, dovrà essergli chiesto se vuole mantenere il contratto o adeguarsi alle nuove norme.

Le novità valgono per i 28 Paesi dell’UE. Si deve ancora aspettare per i Paesi dello Spazio economico europeo (Islanda, Liechtenstein e Norvegia).

QUI il sito ufficiale dell'UE con informazioni e un’utile guida con domande frequenti: 
http://europa.eu/youreurope/citizens/consumers/telecoms-internet/mobile-roaming-costs/index_it.htm

(1) Regolamento 531/2012 modificato dal Regolamento UE 2015/2120 e dal Regolamento UE del 7 Aprile 2017 “...modifiche per quanto riguarda le norme sui mercati del roaming all'ingrosso”


Rita Sabelli, responsabile Aduc aggiornamento normativo

martedì 10 giugno 2008

Radio Energy: Plexia Speciale TLC. In onda domani



COMUNICATO STAMPA

Plexia SpA presenta Speciale TLC in onda domani su Radio Energy!

Speciale TLC – PLEXIA INFORMA!

Al via la partnership per diffondere una maggiore informazione locale sulle TCL.

Radio Energy, emittente privata con diffusione a Torino e in gran parte delle province piemontesi, e Plexia SpA, l’operatore nazionale di TLC che si rivolge in particolare alla clientela “business” per servizi di comunicazione su rete fissa, hanno siglato una partnership esclusiva per diffondere una maggiore informazione sui servizi di telecomunicazione oggi presenti sul mercato.

Radio Energy, da sempre attenta a fornire ai propri ascoltatori anche un’attenta informazione di servizio, ha individuato in Plexia il partner ideale per realizzare interventi mirati volti a spiegare le offerte di servizi di TLC oggi disponibili e a illustrare l’evoluzione dei sistemi di telecomunicazione, ogni nuova tecnologia disponibile oggi sul mercato e tutti gli sviluppi innovativi del domani

L’approfondimento editoriale, denominato Speciale TLC – PLEXIA INFORMA, sarà trasmesso sulle frequenze di Radio Energy con cadenza settimanale, ogni mercoledì, alle ore 12:15.

Il primo appuntamento con Speciale TLC - PLEXIA INFORMA è per domani, mercoledì 11 giugno 2008, alle ore 12:15, in cui interverrà il dott. Marco Costa, Responsabile Marketing di Plexia SpA che fornirà una panoramica sui nuovi strumenti di comunicazione e sulle innovative soluzioni convergenti che il mondo Internet garantisce.

Le trasmissioni potranno anche essere riascoltate sui portali internet di Radio Energy, all’indirizzo www.radioenergy.to , e di Plexia, all’indirizzo www.plexia.com.

Radio Energy è ascoltabile sui 93.900 Mhz per la zona di Torino e provincia, e su internet all’indirizzo www.radioenergy.to

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Radio ENERGY – Ufficio Stampa

Energy is on / Hi-Media / ACI Point
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Tel: +39 011 66 94 724
Fax: +39 011 66 86 891
info@radioenergy.to


martedì 20 febbraio 2007

TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita

www.key4biz.it
Il portale italiano dell'ICT

TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita
il libro in formato elettronico

Dove stanno andando le TLC? Quali sono le incertezze che caratterizzano questo grande mercato globale? Quali le evoluzioni, i cambiamenti strutturali, le discontinuità, le modalità di interazione con gli altri settori della convergenza?
Si tratta senza dubbio di un “cammino accidentato”.
L’entrata in scena degli operatori virtuali, l’affermazione di una nuova cultura regolatoria orientata ai benefici per il consumatore, la contrazione di redditività dei servizi voce, la riduzione dei margini sono tutti elementi che contribuiscono a porre un nuovo orizzonte di difficoltà agli operatori tradizionali.
Parallelamente, il sistema è naturalmente orientato alla crescita: nuove soluzioni tecnologiche, nuovi servizi, una prospettiva concreta di convergenza distributiva e di interoperabilità tra sistemi sino ad oggi abituati a crescite autarchiche e verticali.
Un quadro, in sostanza, di luci ed ombre con una spinta allo sviluppo che ha connotati sempre più globali e che per crescere bene ha bisogno di contare su dinamiche di mercato fondate sulla piena e corretta concorrenza tra operatori, servizi, tecnologie.
Su questi temi è centrato il libro

TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita
di
Sandro Frova (a cura di)
con i contributi di Alessandro Nova e Andrea Ordanini

Il libro è stato realizzato grazie al supporto di ANIE-Confindustria.
Key4biz è lieto di poterlo distribuire in formato elettronico a tutti i membri della Community.

Per scaricare il libro elettronico:
“TLC e Convergenza: il cammino accidentato della crescita” (164 pp., 2,7 MB)
( www.key4biz.it/files/000065/00006544.pdf )

lunedì 12 febbraio 2007

Decreto Bersani: novità per le TLC

L'opera normativa del Governo in tema di liberalizzazione e maggiore concorrenza giunge a toccare l'ambito delle TLC: arriva qualche reale miglioria, restano sul tappeto i problemi più spinosi.


(Shinynews.it) Era nell'aria: dopo mobilitazioni, petizioni e interrogazioni alla Commissione Europea, finalmente il Governo attua un pacchetto di riforme che prova a dare risposta alle questioni legate ai costi della telefonia mobile e degli abbonamenti a Internet o pay-tv. Le novità che riguardano le TLC, previste all'interno della seconda tranche di liberalizzazioni varate dal ministro Bersani mirano a rendere più trasparente il rapporto tra consumatore e imprese.

Via il costo di ricarica per le prepagate

Il primo punto del documento riguarda l'abolizione dei costi di ricarica sulle carte telefoniche prepagate. Il divieto, imposto agli operatori di telefonia mobile, tende a sanare un'anomalia tutta italiana, quella dell'applicazione di costi fissi per la ricarica di carte prepagate aggiuntivi rispetto al valore del traffico telefonico: i gestori avranno trenta giorni di tempo per adeguarsi alle nuove misure. Il costo della ricarica dovrà corrispondere all'effettivo traffico acquistato, anche via bancomat o in forma telematica. Non solo: sarà abolita anche la scadenza per utilizzare il credito telefonico delle carte prepagate (in precedenza fissato a un anno) e le offerte tariffarie dei differenti operatori dovranno evidenziare tutte le voci che compongono l'intero costo del traffico telefonico.

Contratti TLC più equi

I consumatori inoltre potranno recedere dai contratti che li legano agli operatori di telefonia, di reti televisive o di comunicazione elettronica, indipendentemente dalla tecnologia utilizzata, in qualsiasi momento e senza spese aggiuntive. Non sarà più legale, in sostanza, obbligare gli utenti a restare fedeli a un operatore per un periodo di tempo minimo garantito (in genere un anno). I contratti di adesione stipulati dovranno prevedere la facoltà di recesso in qualsiasi momento e senza spese non giustificate, con un preavviso obbligatorio non superiore a 30 giorni. Anche in questo caso, il governo interviene su una questione spinosa, in particolare per gli utenti ADSL, che spesso non possono cambiare gestore perché vincolati da contratti che prevedono una scadenza prefissata. Analogamente, il provvedimento dovrebbe interessare i contratti di tipo flat per il traffico-dati su reti Umts, in particolare quello effettuato attraverso l'utilizzo delle apposite card commercializzate dagli operatori di telefonia mobile, dove il vincolo era addirittura di due anni.

Diritti negati

A proposito della difficoltà di rescissione dei contratti, vale anche la pena ricordare che, nonostante quanto scritto sui contratti stessi e quanto affermato dagli operatori, i consumatori hanno diritto per legge al cosiddetto ripensamento sull'acquisto, e pertanto possono revocare il contratto, senza alcuna spesa, entro un termine di 10 giorni. Alcune clausole inoltre invalidano il contratto di per sé, e quindi anche successivamente è possibile recedere senza penali di sorta. Il problema, in questi casi, è dato dall'ostruzionismo degli operatori, che fanno di tutto per sottrarsi a questi obblighi. L'unica possibilità di far valere le proprie ragioni è rivolgersi a un legale, con il rischio molto concreto di protrarre la questione in un estenuante battaglia, che può essere costosa e concludersi anche dopo i termini di scadenza del contratto stesso: insomma, l'unico rimedio è forse più lungo e meno indicato dell'attesa.

Gli aspetti positivi

Le novità introdotte dal decreto legge Bersani hanno raccolto ampi consensi tra il popolo della rete e tra le associazioni dei consumatori. Generazione Attiva, l'associazione di difesa dei consumatori che lanciò la petizione contro i costi di ricarica, soddisfatta per il risultato conseguito, apre il campo verso una nuova e più difficile battaglia: la richiesta di rimborso per tutti i costi di ricarica sostenuti finora dagli utenti. Il Movimento in Difesa del Cittadino, l'Unione Nazionale Consumatori e la Federconsumatori sottolineano invece il rapporto più trasparente che si instaurerà tra gestori e utenti, tra l'offerta presentata e la scelta consapevole, e stimano un risparmio annuo di 260 euro per ogni famiglia italiana.

E i dubbi

Non mancano però voci discordi e critiche: in primo luogo, qualcuno fa notare che potrebbe venir valido il vecchio adagio: "fatta la legge, si trova l'inganno". Gli operatori di telefonia potrebbero rifarsi dei mancati introiti derivati dai costi di ricarica aumentando i costi dei consumi, e sarà da vedere se accetteranno facilmente l'idea della rescissione contrattuale senza penale, adducendo magari qualche giustificazione nei casi di investimenti in infrastrutture per portare, per esempio, l'ADSL in comuni sprovvisti.

Il tiro si sposta su altro?

Altroconsumo e Aduc, d'altra parte, spostano la questione sul campo delle competenze, riscontrando una mancanza di sinergia tra Stato e Authority. L'intervento del governo su questi argomenti andrebbe a colmare un vuoto lasciato da Agcom: il governo, secondo queste associazioni, avrebbe dovuto intervenire in altre direzioni di sua competenza (come la componente fiscale, il tetto massimo dei costi dei consumi e la liberalizzazione del mercato per introdurre maggiore competitività contro la posizione dominante di Telecom) e lasciare al Garante delle Telecomunicazioni queste iniziative a tutela del consumatore. L'immobilità del Garante, secondo il loro parere, impone un'urgente revisione della governance delle Authority: e proprio in questi giorni il Governo ha cominciato ad occuparsi della questione.

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