Cerca nel blog

Visualizzazione post con etichetta scultura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta scultura. Mostra tutti i post

domenica 18 novembre 2018

Giornata Internazionale per l’Eliminazione della Violenza contro le Donne per ricordare le sorelle Mirabal



PasoDoble per le Donne: memorial per le sorelle Mirabal

L'assassinio delle sorelle Mirabal diventa una scultura di Guadagnuolo

Nell'ambito dei Grandi Eventi dell'Agro Romano Pontino sarà la città di Aprilia (LT) ad ospitare "PasoDoble per le Donne: memorial per le sorelle Mirabal "per la Giornata Internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne indetta dall'ONU, per ricordare il brutale assassinio delle sorelle Mirabal che diventa un'opera scultorea di Francesco Guadagnuolo.

 L'importante manifestazione verrà inaugurata venerdì 23 novembre alle ore 17,30 presso l'Atelier Cirillo Sposa, in Via delle Margherite, 69 ad Aprilia (LT), con un'esposizione di opere originali del M° Francesco Guadagnuolo, uno dei maggiori esponenti del panorama artistico internazionale contemporaneo con l'intervento dell'Artista, della Presidente dell'Associazione Agorà di Roma Dott.ssa Barbara Del Bello, della Vicepresidente Dott.ssa Francesca Proietti Marengo e dell'Avv. Ilaria Cavallini, per un approfondimento socio-criminologico sulla violenza di genere, modera l'evento la Prof.ssa Patricia Renzi. L'esposizione è visitabile sino al 28 novembre 2018.

Così PasoDoble per le Donne diventa danza transreale per l'arte con due principi, uno culturale come simbolo di amore con i relativi più disparati aspetti matrimoniali e l'altro costruttivo per  sensibilizzare l'opinione pubblica, per denunciare e penetrare nel tessuto sociale con interventi di sviluppo sostenibile al fine di apportare cambiamenti reali e significativi. Guadagnuolo ha avuto il merito di fare in modo che si parli di un flagello sempre esistito e che non sembra volersi esaurire, attraverso le sue opere scultoree, cerca di interrogarsi su questo devastante fenomeno caratterizzato da discriminazione e violazione dei diritti delle donne.

È stato scelto appositamente l'Atelier di abiti da sposa, come emblema della contrapposizione della  «molteplicità delle diverse forme di amore», saranno esposte tre grandi opere installative di Guadagnuolo che ci porta a far riflettere ad un sentimento di inquietudine per la vita di una donna consumata troppo in fretta e fatta solo di apparenza come ci hanno segnalato le cronache giornalistiche.

Nella prima scultura c'è tutto il dramma delle sorelle Mirabal che si nascondono dietro due teste, che fanno vibrare il loro cuore che si scontra con la realtà serena del loro viso. Con la risoluzione 54/134 del 17 dicembre 1999 l'Assemblea Generale dell'ONU ha fissato per il 25 novembre la Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne per ricordare le sorelle Mirabal, torturate, stuprate e uccise nel 1960 a Santo Domingo dai militari del dittatore Trujllo. E di questo vuole parlare Guadagnuolo con questi mezzo busti che celano tutto il senso dell'aggressività da parte degli uomini-militari del dittatore, che hanno avuto la sventura di incontrare. Vengono assemblati degli oggetti, ognuno dei quali intriso di significato simbolico. Il teschio bianco separato delle scarpe rosse, simbolo queste ultime, da qualche tempo della violenza sulle donne. L'opera di Guadagnuolo svolge a specificare che dietro quei busto-manichino, mutilo ed immobile, una volta sorridevano alla vita, con sentimenti ed emozioni che gli sono violentemente stati strappati. La scultura è immersa in un mutismo che produce uno stato d'animo triste ed emozionante stagliandosi su un palcoscenico enigmatico segnato si di morte, ma anche di speranza per un messaggio salvifico, indirizzato alle nuove generazioni di tutto il mondo perché fatti così non dovranno più accadere auspicando un futuro migliore e più sano della mente da parte degli uomini.

Un'altra opera "Femminicidio" ci vuole comunicare come dietro il manichino, visto come donna-oggetto, ci sia un corpo pensante e il teschio è simbolo di un destino al quale la donna va incontro senza saperlo. L'opera scultorea dell'artista mantiene una sua prospettiva e si compone su diversi piani. La scultura si presenta senza braccia e senza mani, piena di carica emotiva che è simbolo di una transrealtà corporea che si concretizza attraverso un gioco di pieni e di vuoti. La presenza del colore rosso nella scultura di Guadagnuolo serve a sottolineare il carattere drammatico della circostanza. Il teschio nel suo pallore separa il rosso sangue delle scarpe e della figura femminile. Tutto questo è immerso in un silenzio sepolcrale che evidenzia la dimensione senza tempo. Grazie al transrealismo di Guadagnuolo si ha l'immagine di un istante temporale, presentandolo al di là della realtà, in un'altra dimensione trans-mortale.

La terza scultura-installazione "La Sposa"- amore, sentimenti e contrasti, incentrata sul matrimonio. In alto una testa di donna dalla bellissima capigliatura, di colore rosso scuro che si contrappone al viso incerto e sospeso. Gli oggetti che si trovano sono tutti intrisi di valore simbolico, la coppia felice con le fedi nuziali separa la scatola rossa della scarpa, simbolo della violenza sulle donne a cui è andata ad imbattersi. Con le installazioni sulle donne Guadagnuolo porta avanti un'operazione di certo originale: Arte e acconciatura assieme ad un'artista dei capelli Lucia Coppola che collabora da qualche anno con il Maestro.

venerdì 16 marzo 2018

Riuniti a Firenze gli artisti del gruppo OpenArtCode per una suggestiva mostra alla Basilica di San Lorenzo

Dopo le mostre del 2017 al Grand Palais di Parigi e al Tokyo Metropolitan Art Museum, 50 artisti OpenArtCode espongono nel Salone di Donatello dal 19 aprile all’8 maggio 2018

Sandra Muss - PermutationsIl Complesso Mediceo Laurenziano, visitato da migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo, ospita gli artisti internazionali del gruppo OpenArtCode. 

Dal 19 aprile all’8 maggio 2018 presso il Salone di Donatello della Basilica di San Lorenzo a Firenze, la contemporaneità entra negli spazi dove hanno operato Brunelleschi, Michelangelo, Donatello, Ammannati e Vasari.
Una contemporaneità fatta di pittura, scultura, fotografia, arte digitale e installazioni.

Spicca un’installazione di Sandra Muss: sette porte lignee, dilavate dalla storia, sabbiate dal vento, con linee di luce LED dietro a tronchi corrosi ed imbiancati dalla salsedine. Il trascorrere del tempo e la mutazione di ogni cosa sono evidenti nelle lastre di metallo arrugginito e negli oggetti restituiti dal mare o rinvenuti da Sandra Muss nei suoi viaggi in luoghi lontani. 

Seppure con un altro percorso e uno sguardo diverso agli scarti della società, troviamo legni corrosi e metalli arrugginiti anche nelle opere di Stefano Sanna. Qui l’artista incide, sovrappone, raschia e stratifica con un procedimento simile a quello della natura, che deposita sedimenti, cancella e ricrea. 

Completamente diversi, i materiali naturali impiegati dall’interior designer Susanne Sjögren, che pur nella razionalità che caratterizza la scuola svedese nella quale si è formata, rivela una delicata sensibilità d’artista nelle forme morbide delle sue sculture fitomorfe d’arredo. 

Il design, che questa volta deriva dalla più avanzata sperimentazione ingegneristica, è protagonista nelle opere di David Wiener, designer Ferrari, che dedica alla Formula 1 (non a caso tra i suoi collezionisti ci sono Michael Schumacher, Kimi Räikkönen e Jean Todt) opere su alluminio che sembrano scaturite dall’Optical Art per la costruzione reiterata e seriale dal segno illusionisticamente cinetico, che esplora gli effetti della percezione umana stessa. 

Con la percezione dialoga sapientemente Sumio Inoue con le infinite sfumature di bianco e nero dei suoi scatti fotografici che imprime su una spessa washi (carta di riso giapponese) realizzata a mano da lui stesso, attraverso un delicato e lungo procedimento che ci dona quasi dei bassorilievi. Le sue immagini silenziose vengono impresse con un nero denso e penetrante nella carta, che evapora in rarefazioni indefinite su quel supporto increspato e rugoso.

Le opere esposte in mostra, oltre ad evidenziare la ricca e diversa varietà di stili e tecniche tipica degli artisti OpenArtCode, ci portano in tanti luoghi diversi, come nelle foto di Etienne Pierart che ha documentato la guerra in Siria e Iraq per conto delle Nazioni Unite, ma anche nelle sue foto di viaggio la magnifica pace dell’Antartide, o i volti curiosi di terre lontane (e sono proprio queste le opere che ha scelto di esporre a Firenze). 

Nelle fotografie di Trond Are Berge le grandi foreste norvegesi che precipitano nel blu delle acque dei fiordi si alternano a fiamme che bruciano su una roccia a picco su un mare al tramonto, o pietre levigate dal gelido vento del nord rimangono magicamente sospese in un cielo limpido (orgogliosamente senza fare ricorso a Photoshop), così come grazie alla sovrimpressione il volto intenso di una donna si confonde nel legno di un tronco d'albero. 

La magia della manipolazione digitale domina invece negli assemblages su alluminio e plexiglass di Jane Sager, in cui emergono segni e metafore, come gli sgargianti coccodrilli voraci che inseguono leggiadre farfalle color della luce. 

I colori vivi sono presenti anche nei dipinti dalle intense tinte di Miami di William Braemer, conosciuto soprattutto per le sue famose sculture di monete e i busti e torsi ricoperti di materiali vari, quasi reperti acefali ed archeologici del futuro, che provocano con ironia. 

La fama accompagna anche Carolina Gynning, attrice e presentatrice televisiva, vincitrice dell’edizione svedese del Grande Fratello, senza distoglierla dai grandi occhi dei suoi ritratti femminili, “finestre dell'anima”, ora dai toni scuri e profondi, ora dalle trasparenze acquose, con colori volutamente non corrispondenti alla realtà. 

I colori primari si stemperano in una tavolozza variegata, ma sempre cromaticamente decisa, nell’astrazione di Tiril, fortemente carica di pathos, intuita emotivamente attraverso l'ispirazione feconda di un attimo illuminante che conferisce a segni, colori e gesti la potenza di un magico incantamento. 

All’incanto della danza e del teatro sono connesse le installazioni dell'artista olandese Marianne Jansen. L’installazione che realizza a Firenze è dedicata al ballerino siriano Ahmad Joudeh (protagonista di Dance or die, documentario del giornalista Roozbeh Kaboly), che ha ballato - messaggero etereo di pace - in una Siria dilaniata dalla guerra, nell'antico anfiteatro romano a Palmira.
Questi e altri grandi artisti che da molti anni formano il gruppo OpenArtCode, come David Harry, Sara Palleria, Max Werner, Marco Aurelio Rey, Sinae Lee e Marybel Gallegos, si incontreranno a Firenze ad aprile.

Rivivere questi spazi oggi significa creare un dialogo tra la cultura del rinascimento e la ricerca di linguaggi e stili tipici dell’arte contemporanea. Il Complesso Mediceo Laurenziano è indubbiamente un luogo affascinante ed emozionante: costituito da diverse strutture, ognuna ricca di riferimenti storici, culturali e artistici. Il corpo principale comprende: la Basilica di San Lorenzo e la Sacrestia Vecchia, affidate a Filippo Brunelleschi (Donatello ha realizzato i pulpiti); il sotterraneo che custodisce il Tesoro di San Lorenzo e la tomba monumentale di Cosimo il Vecchio e quella in onore di Donatello; le Cappelle Medicee con il mausoleo della Famiglia Medici; la Sagrestia Nuova, progettata da Michelangelo; la Biblioteca Laurenziana, iniziata da Michelangelo e terminata da Vasari e Ammannati.

OpenArtCode Florence
Mostra curata da Vito Abba
Dal 19 aprile all’8 maggio 2018.
Salone di Donatello della Basilica di San Lorenzo, Piazza San Lorenzo, Firenze.
Orari: da lunedì a venerdì 10-17.30 (ultimo ingresso ore 17), domenica 13.30-17.30 (ultimo ingresso ore 17). Ingresso libero.
info@studioabba.com +39 340 577 9080
OpenArtCode.com/florence/

domenica 16 settembre 2012

Fabiano De Martin Topranin - Return to the forest

Domenica 23 Settembre alle ore 18.00, la Galleria Marconi di Cupra Marittima e Marche Centro d’Arte inaugurano la mostra personale di Fabiano De Martin Topranin, tra gli artisti vincitori della prima edizione del Premio ORA. Il progetto presenta una serie di lavori realizzati negli ultimi mesi dall'artista e preparati appositamente per la Galleria e per i suoi spazi. In mostra saranno visibili alcune tra le sculture principali della sua ricerca precedente e il nuovo progetto Return to the forest.
La mostra a cura di Carolina Lio potrà essere visitata fino al 21 ottobre 2012 presso gli spazi della Galleria Marconi (c.so Vittorio Emanuele, 70 - Cupra Marittima). Return to the forest fa parte degli eventi che si affiancano all’Expò di arte contemporanea Marche Centro d’Arte.






Come scrive il curatore della mostra, Carolina Lio: “Fabiano De Martin Topranin ricava fuori dal legno le figure di giovani uomini contemporanei e delle loro inquietudini, molto spesso legate alla vita sociale e alla sfida con le proprie fragilità. I suoi, sono personaggi che soffrono il male di una società liquida e hanno come risultato un carattere in divenire, senza ancora una chiara definizione di sè, che cerca di identificarsi attraverso simboli, mode, aggregazioni con gli altri”. Tutte le sculture sono scolpite nel tiglio in dimensioni che arrivano a quelle naturali. Sono caratterizzate molto poco fisicamente quando non addirittura lasciate in forma di bozza e talmente sintetiche da richiedere di essere intuite. La poca caratterizzazione fisica dei personaggi fa in modo che i vari ritratti si configurino non come rappresentazioni di persone specifiche, quanto di una società e dei suoi modelli.

In particolare, nella serie Return to the forest, teenagers in felpa e jeans cercano un'evasione dal mondo urbano e la conquista di un mondo naturale da scoprire per riscoprirsi. Sono spesso affiancati da attrezzi per lavorare la terra, simbolo della consapevolezza del bisogno di realizzare e di costruire qualcosa e di superare un'esistenza fatta di soli stereotipi. Cercando di ottenere un contatto reale con il mondo e di sentirsene parte integrante, cercano, come afferma lo stesso artista: “di approdare a un mondo non più falso e finto”.

NOTE BIOGRAFICHE
Fabiano De Martin Topranin è nato nel 1984 a S. Candido, Bolzano. Vive e lavora a Padola di Comelico, Belluno. Nel 2009 ha tenuto una mostra personale presso Palazzo Crepadona a Belluno. Ha recentemente partecipato ai progetti: (2012) Play by the rules presso il Museo Rimoldi di Cortina d'Ampezzo e a (2011) Vulpes pilum mutare presso il Museo Civico di Bassano del Grappa oltre che al progetto-laboratorio Dolomiti Contemporanee. Ha inoltre esposto presso Galleria Biagiotti di Firenze, Lion Fine Art di Belluno e Villa Miari Fulcis di Belluno.

“Ogni nuova stagione espositiva è come un nuovo inizio, un ripensare a quanto si è fatto per continuare a crescere sulle radici, si spera solide, che si sono messe. Arrivati alla soglia dei 18 anni (ma la maturità è ancora lontana a venire) voglio ringraziare quanti, magari solo per un attimo, un sorriso, una chiacchierata o una sigaretta, si sono avvicinati all’attività della Galleria. Continuo a lavorare per l’arte, nonostante tutte le difficoltà, perché spero ancora che possa salvarci. Un abbraccio” (Franco Marconi)


On Sunday 23rd September at 6.00 p.m. Marconi  Gallery of Cupra Marittima and Marche Centro d'Arte are opening the solo exposition by Fabiano De Martin Topranin, one of the winning artists of the first edition of ORA Prize. The project presents a series of works realized by the artist in the last months and specially prepared for the gallery and for its spaces. Some of the most important sculptures of his previous research and the new project Return to the forest will be shown.
The curator of the exhibition, Carolina Lio says:” Fabiano De Martin Toprain gets out of the wood the figures of young contemporary men and their worries often related to the social life and to the challenge with their fragility.His characters suffer from the evil of a liquid society and have, as a result, a character in the making, without a clear definition of the self and which tries to identify through symbols, fashions and combinations with  the others”. All the sculptures are carved in linden with sizes arriving to the natural ones.

They are characterized very little physically or even left in the form of draft and so synthetic that they need to be guessed. The lack of physical characterization of characters makes the various portraits as represantations of a society and of its models instead of specific people.

Particularly in the series  Return to the forest, teenagers in sweatshirt and jeans look for an escape from the urban world and the conquest of a natural world to discover. in order to rediscover themselves. They are often accompanied by tools to work the land as symbols of the awareness they need to realize and build something and to overcome a life of only stereotypes. “They try to arrive at a world no longer fake”, as stated by the same artist, by getting a real contact with it and  feeling themselves as an integral part of it.

BIOGRAPHY
Fabiano De Martin Topranin was born at San Candido, Bolzano in 1984. He lives and works at Padola of Comelico, Belluno. In 2009 he held a solo exhibition at Crepadona Palace in Belluno. He has recently taken part in the following projects: (2012) Play by the rules at the Museum Rimoldi of  Cortina d'Ampezzo and in (2011) Vulpes pilum mutare at the Museum of Bassano del Grappa as well as in the workshop-project Contemporary Dolomites. He has also exhibited at Biagiotti Gallery of Florence, Lion Fine Art  and Villa Milari Fulcis of Belluno.

“Every new exhibition season is like a new starting, a kind of rethinking of what has been done  in order to go on growing on the roots we  planted and  which we hope solid.
Reached the threshold of the 18 years (but our maturity is far from being), I want to thank all those who have approached the work of the gallery even only for a moment, a smile, a chatting or a cigarette. I go on working for art neverthless all the difficulties, because I still  hope it can save us. A hug” (Franco Marconi) 


Fabiano De Martin Topranin - Return to the forest
scheda tecnica/technical card

curatore/curator by Carolina Lio
testo critico/art critic by Carolina Lio

ufficio stampa/ press agent Dario Ciferri
traduzione di/translation by Patrizia Isidori

relazioni esterne e promozione delle attività/ external relationship and promotion of activities
www.rivieraoggi.it

fotografia/photography Marco Biancucci©
riprese video/video shooting Stefano Abbadini
allestimenti/preparation Marco Croci

webmaster
www.siscom.it

Partner
Cocalo's Club


dal 23 settembre al 21 ottobre
from 23th september to 21th october
orario: lunedì-sabato dalle 16 alle 19.30
opening time: Mon-Sat 4 to 7.30 p.m.

info
Galleria Marconi di Franco Marconi
C.so Vittorio Emanuele, 70
63064 Cupra Marittima (AP)
tel 0735778703

e-mail galleriamarconi@vodafone.it
web http://www.siscom.it/marconi
blog http://galleriamarconicupra.blogspot.com/
Facebook http://www.facebook.com/galleriamarconi

mercoledì 23 febbraio 2011

Galleria Genus: esposizione di Marco Lodola

La Galleria d’Arte Genus di San Benedetto del Tronto, sabato 26 febbraio alle 17.00, apre un’esposizione dedicata all’opera di Marco Lodola, artista poliedrico che ha saputo mescolare nella sua ricerca linguaggi e suggestioni provenienti dal cinema dalla letteratura, dalla musica, dal design.


Alcune delle opere che saranno presenti alla Galleria d’Arte Genus sono state esposte dall’artista alla 53ª Biennale di Venezia nel 2009.
Marco Lodola ha frequentato l’Accademia di Belle Arti di Firenze e Milano, all’inizio degli anni ’80, intorno alla Galleria di Luciano Inga Pin ha promosso la nascita del movimento del nuovo Futurismo.
La sua ricerca artistica lo porta a sperimentare l’uso di materiali plastici fino ad arrivare all’inserimento della luce stessa all’interno delle sue opere, dando forma alle sue celebri sculture luminose.
Lodola è un artista riconosciuto in tutto il mondo che ha esposto nelle principali città del pianeta e ha realizzato anche opere per importanti manifestazioni, come la struttura all’ingresso del teatro Ariston di Sanremo in occasione del Festival del 2008.
Tra le moltissime mostre a cui ha preso parte ricordiamo:

2010
• Marco Lodola, Verona, Galleria Allegrini Arte - VIII Salone Internazionale del Lusso
• Marco Lodola - Futur Amstel, Milano, Amstel Gallery
2009
• Marco Lodola, Parigi, Opera Gallery
• Fiat LUX _ installazione, Torino, Mirafiori MotorvillageCollaudi
• 53esima Biennale di Venezia , Venezia, Padiglione Italia2008Lodolariston, Sanremo, Teatro Ariston
2007
• Lodolandia, Milano, Castello Sforzesco
2006
• Singing in the club, Milano, Shenker Culture Club
• Idee luminose, Firenze, Galleria del Palazzo - Spazio Coveri
• Lights, Genova, Duplex Art Gallery
2004
• Contraluz, Rio De Janeiro, Museo Des Belles Artes
• Marco Lodola, Anversa, Galerij Serge Scohy
• Contraluz, Città del Messico, Museo Polyforum
• Controluce, San Paolo del Brasile, Museu Brasuleiro da Escultura Marilisa Rathsam
2001
• Boites a Lumiere, Parigi, Centre culturelle du Pantheon
2000
• Marco Lodola, Milano, Galleria Tega, MiART
• Marco Lodola, Milano, Galleria il Milione
1999
• Lodola, Lodeve (Francia), Musee de Fleury
1994
• Marco Lodola, Pechino, Galleria Wan-Fung Archivi della Città Proibita
1987
• Marco Lodola, Milano, Milano-Fac-Simile
1985
• Marco Lodola, Genova, Galleria La Polena


scheda tecnica

Artista: Marco Lodola
Curatore: Adele Vagnarelli

Ufficio Stampa: Dario Ciferri

Periodo 26 febbraio – 19 marzo
Orari di apertura: mattino 10-12,30 pomeriggio: 17-20
Chiuso domenica e lunedì mattina

Info
Galleria d’Arte Genus srl
Via M. Curzi
63039 San Benedetto del Tronto (AP)
tel 0735 500521
email info@galleriagenus.it
web www.galleriagenus.it

domenica 5 dicembre 2010

Galleria Genus presenta Rabarama e Salvo - il colore e la personalità

La Galleria d’Arte Genus di San Benedetto del Tronto prosegue con la sua attività espositiva. Mercoledì 8 dicembre 2010 alle 17.30 presenta il colore e la personalità, doppia personale di Rabarama e Salvo. La mostra propone l'incontro tra due degli artisti italiani più importanti e apprezzati nel panorama nazionale e non solo, ma è anche un incontro tra due generazioni e due linguaggi diversi ma non contrapposti.

il colore e la personalità vuole raccontare un frammento dell'attività di due artisti italiani tra i più importanti nel nostro panorama, Rabarama e Salvo. I loro percorsi di ricerca sono molto differenti a partire dal modo differente che hanno di utilizzare il linguaggio artistico. Rabarama ha fatto della scultura lo strumento principe della sua ricerca, una scultura che ha come proprio centro di interesse la figura umana, una figura umana frazionata e scomposta come un puzzle colorato. Salvo invece attraverso la sua pittura ci mostra paesaggi, urbani e naturali, con colori fantastici, ricchi di suggestioni, quasi fossero uno specchio del suo Io. La Galleria Genus presenta una doppia personale dove all'uso del colore si fondono due percorsi intimi, individuali e personali.


Rabarama (Paola Epifani) è nata a Roma nel 1969.sviluppa la sua formazione artistica al Liceo Artistico di Treviso e all’Accademia di Belle Arti di Venezia, da questa esce a pieni voti nel 1991. Partecipa da subito a numerosi premi nazionali e internazionali di scultura, con un crescente successo di critica e pubblico. Attualmente vive e lavora a Padova. Il percorso sperimentato da Rabarama per descrivere la figura umana ha precisi riferimenti filosofici: riflessioni intorno al pensiero sulla natura e al destino dell’essere umano.
Ha ricevuto numerosi riconoscimenti sia in Italia che all'estero, tra le tante mostre a cui ha partecipato citiamo:
2001 - Sculture Monumentali - Fondazione Palazzo Bricherasio, Torino
2003 - Beijing International, National Art Museum of China, Biennale di Pechino - PRC
2005 - Fundaciòn Sebastian, Città del Messico, Messico
2007 - Rabarama a Ginevra, maestoso connubio, Castello Franck Muller, Ginevra, Svizzera
2010 – Rabarama at Moor House - Moor House, Londra, Gran Bretagna



Salvo (Salvatore Mangione) nasce a Leonforte (EN) nel 1947, attualmente vive e lavora a Torino. Inizia la sua attività alla metà degli anni '60, con lavori legati al linguaggio fotografico, dopo questa fase concettuale comincia una riflessione sul recupero della pittura classica. Propone iconografie con un tratto ingenuo e un colore moderno, i soggetti si ispirano ai maestri del Quattrocento e in seguito a rovine archeologiche. Negli anni successivi la ricerca pittorica si lega agli elementi caratterizzanti il paesaggio.
Ha partecipato a numerose mostre in importanti musei, gallerie o manifestazioni in Italia e all’estero, tra cui ricordiamo:
1972 - Documenta 5 – Kassel, Germania
1976 - Biennale di Venezia,
1984 - Biennale di Venezia,
1999 - Die Sammung Paul Maenz - Weimar, Germania.
2003 – Salvo - Trevi Flash Art Museum, Trevi

scheda tecnica
Artisti: Rabarama - Salvo
Curatore: Adele Vagnarelli
Testi: Dario Ciferri

Periodo 8 dicembre – 8 gennaio
Orari di apertura: mattino 10-12,30 pomeriggio: 17-20
Chiuso domenica mattina e lunedì mattina

Info
Galleria d’Arte Genus srl
Via M. Curzi
63039 San Benedetto del Tronto (AP)
tel 0735 500521
email info@galleriagenus.it
web www.galleriagenus.it

domenica 10 ottobre 2010

Galleria Genus presenta Piero Gilardi - Tra le pieghe della natura

La Galleria d’Arte Genus di San Benedetto del Tronto, sabato 16 ottobre 2010, riprende la sua attività espositiva presentando Tra le pieghe della natura mostra personale di Piero Gilardi, uno degli artisti italiani più importanti non solo nel panorama nazionale ma anche estero. La mostra alla galleria Genus offre una finestra su uno dei periodi creativi dell’artista, quello che negli anni ’60/’70 è stato caratterizzato dai Tappeti Natura.

Piero Gilardi ha fatto della ricerca artistica e della sperimentazione, una costante del suo lungo cammino nell’arte. Partendo dalla ricerca sui materiali, i Tappeti Natura sono realizzati infatti in poliuretano espanso, l’artista ha condotto una ricerca continua che non ha mai smesso di guardare alle nuove tecnologie, arrivando ad opere che integrano natura e informatica.
Esponente di spicco del movimento dell’Arte Povera, per la scelta che ha fatto di usare nei suoi lavori materiali plastici, Gilardi non ha mai smesso di guardare al progresso. La sua arte si è sempre indirizzata verso l’uomo e il suo rapporto con la natura, anticipando molti dei percorsi che oggi si stanno aprendo nell’arte contemporanea. Bisogna però fare attenzione a non chiamarlo precursore, perché tale definizione risulterebbe senza dubbio limitante, Gilardi è un artista che ha dato molto all’arte e che continua a portare avanti un percorso di ricerca innovativo e coerente.

Piero Gilardi nasce a Torino nel 1942, è un pioniere delle esperienze di arte multimediale ed interattiva in Italia, esponente di spicco del movimento dell’Arte Povera, alla fine degli anni ‘60 intraprende anche una militanza politica nella sinistra extraparlamentare, conducendo esperienze di creatività collettiva nelle periferie urbane e “mondiali” in paesi come Nicaragua o Messico.
A partire dagli anni ’80 c’è il suo pieno ritorno alla produzione artistica, muovendo la sua ricerca in una direzione sempre più tecnologica e interattiva.

Piero Gilardi ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in tutto il mondo e le sue opere fanno parte di numerose collezioni pubbliche, tra le mostre che ha fatto segnaliamo:
1967, Nature-carpets Fishbach Gallery, New York
1968, Group Exibition Walker Art Center, Minneapolis
1974, Tappeti Natura Galleria Plura, Milano
1988, Installation Alberi parlanti Italian Pavillion Expo Brisbane 88
1993, Artec Biennal of Nagoya, Japan
1998 General Intellect Installazione alla Galleria M. Minini, Brescia
2002 Techne 02. Tra arte e tecnologia Spazio Oberdan, Milano


scheda tecnica
Artista: Piero Gilardi
Curatore: Adele Vagnarelli
Testo: Dario Ciferri

Periodo 16 ottobre – 7 novembre
Orari di apertura: mattino 10-12,30 pomeriggio: 17-20
Chiuso domenica mattina e lunedì mattina

Info
Galleria d’Arte Genus srl
Via M. Curzi
63039 San Benedetto del Tronto (AP)
tel 0735 500521
email info@galleriagenus.it
web www.galleriagenus.it

mercoledì 25 novembre 2009

ARMONICA

Armonica.
Hélène Foata. Abdallah Khaled. Tobia Ravà. Cesare Vignato
.
A cura di Maria Luisa Trevisan
Inaugurazione 26 novembre 2009 ore 18.
Porta Saragozza 6 - Bologn
Dal 26 novembre 2009 al 5 febbraio 2010 Giovedì 26 novembre alle ore 18 s’inaugura presso il Biavati di Porta Saragozza a Bologna la mostra Armonica a cura di Maria Luisa Trevisan con opere di Hélène Foata, Abdallah Khaled, Tobia Ravà e Cesare Vignato.
Se da una parte le opere dei quattro artisti esprimono l’appartenenza a culture diverse, dall’altra, non solo dialogano perfettamente tra di loro, ma sono in armonia con il contesto che le ospita, un luogo che diversamente dalle gallerie d’arte contemporanea non è per nulla asettico, bensì ha un carattere forte e deciso.
In questo consiste la sfida: il confronto tra opere già molto diverse tra di loro per linguaggio, genere, ed un arredo altrettanto personalizzato e ricercato. Per l’occasione sono state realizzate a quattro mani due opere da Abdallah Khaled, algerino, e Tobia Ravà, veneziano di cultura ebraica, dal titolo Dono d’amore e Dono di pace in cui una colomba si libra nell’aria tra numeri e lettere ebraiche, graffiti rupestri e paesaggi che hanno i colori del deserto e dell’Atlante. Sono le ultime di una lunga serie avviata nel 2002, di cui saranno presenti anche Shalam Shalom e Storie del deserto.
Vi sono poi opere realizzate singolarmente dai quattro artisti, quali sculture sia per la francese Hélène Foata, Musicalità e Faraone, rappresentative della sua poetica ed il suo legame con la cultura nordafricana, sia per il vicentino Cesare Vignato, Cube bass e Music of the mind, che sintetizzano il suo legame sia con l’arte figurativa che con la musica. Si va dalla pittura, al lightbox, alla scultura, dalle forme seducenti, ai colori vivaci, ai materiali accattivanti, così come i piatti che si possono assaporare qui. Il mix sinestetico che si crea è una gioia per gli occhi e per il palato, espressione di un élan vital, che diventa anche occasione di riflessione, invito ad apprezzare il presente e a vivere in armonia con gli altri.
La mostra rimarrà aperta fino al 5 febbraio 2010dalle 18 all’una di notte, in altri orari su appuntamento.

Biavati
Piazza di Porta Saragozza 6/a Bologna
+39 051334568 - cell +39 3386608040
www.biavati.org;info@biavati.org; daniela@biavati.org

Ufficio stampa e organizzazione: PaRDeS – Concerto d’Arte Contemporanea
041/5728366; marialuisa.trevisan@virgilio.it; www.artepardes.org; www.concertodartecontemporanea.org

venerdì 1 maggio 2009

Sottopasso-sul binario dell'arte


Sottopasso
sul binario dell’arte


a cura di Olga Gambari, Roberta Gaito, Massimo Fiumanò
da maggio 2009 a settembre 2010
Inaugurazione 9 maggio 2009 ore 18:00
sede: binario 1, stazione ferroviaria di Domodossola
sottopasso-retro.jpg

Nella Stazione Ferroviaria Vigezzina di Domodossola, che collega due culture, due confini, tra la Svizzera e l’Italia, passano ogni anno due milioni di persone.

L’associazione Ingremiomatris ha scelto una postazione nel cuore di questa stazione, per aprire una galleria fuori dal comune. Una storica carrozza degli inizi del ‘900, dagli elegantissimi e spartani interni in ciliegio, recentemente restaurata e tenuta come un’opera d’arte in sé, ferma sul Binario 1, diventa spazio d’arte dove per 17 mesi sfileranno artisti e opere.
Osserveranno la gente e proveranno a dialogare, a far fermare qualcuno, a raccontare comunque le loro storie. Useranno il linguaggio visivo, quello del colore, delle emozioni, delle forme, del movimento.
Se le gallerie di tutto il mondo lamentano che ormai, dopo la serata dell’inaugurazione, nessuno passa più, quale migliore possibilità di avere un pubblico continuo, ricco, quotidiano, affezionato? La carrozza, ferma sul suo binario, diventerà una galleria a statuto speciale, un esemplare unico. Dai sei grandi finestrini illuminati e orientati verso il marciapiede, le opere saranno visibili dall’esterno, osservabili solo da fuori, da chi passa lì vicino.
Per il resto il corpo del vagone sarà chiuso, un luogo a sé un po’ magico. Una galleria come una vetrina, che si protende per cercare il contatto. Un susseguirsi di mostre che dureranno circa un mese e mezzo, con personali e collettive, spaziando dalla pittura alla fotografia, dalla scultura alla videoinstallazione, etc.

Il 9 maggio 2009 si inaugurerà con una collettiva dedicata al volo in cui saranno esposte sei opere di sei artisti:

Damiano Andreotti, Vs gravity, 2009, stampa fotografica, cm 50×50
Momò Calascibetta, L’abbraccio, 1984, disegno a matita, cm 50×70
Claudia Gramegna, Senza titolo, 2009, filoplastica in alpacca e argento, cm 55×60x25
Salvatore Melillo, Il primo volo, 2009, olio su tela, cm 50×70
Ario Pizzarelli, Buoni motivi per non rivalutare l’Aeropittura, 2009, tecnica mista, cm 50×70
Giuseppe Ragazzini, Icarooo!, 2009, metamorfosi pittorica su tavoletta grafica, video

Sei forme espressive diversamente contemporanee per offrire sin dal primo appuntamento ai visitatori-viaggiatori un’idea della creatività multiforme che abiterà la stazione di Domodossola fino a settembre 2010.
Il 27 giugno seguirà la seconda inaugurazione, una collettiva che tornerà ad indagare il tema del volo. Un omaggio a Geo Chàvez, aviatore di origini peruviane che per primo trasvolò le Alpi nel 1910 perdendo la vita, a soli 27 anni, in un tragico incidente proprio a Domodossola.
Il 27 settembre 2010, la città celebrerà infatti il centenario della morte di questo personaggio che incantò e commosse il mondo sacrificandosi per il suo sogno.

La carrozza sarà insomma un piccolo laboratorio in ebollizione, che andrà a cercarsi il suo pubblico sottoterra, partendo dal sottopasso di una stazione per uscire nel mondo.

Un comitato scientifico composto da Roberta Gaito, Olga Gambari e Max Fiumanò sceglierà artisti e lavori, con un’operazione dal sapore avanguardistico e situazionista che connota da sempre lo spirito dell’Ingremiomatris.

Alla fine tutta l’operazione sarà documentata da un catalogo, una sorta di diario di bordo di un lungo viaggio d’arte compiuto a bordo di un treno.

Titolo: Sottopasso. Sul binario dell’arte
a cura di Olga Gambari, Roberta Gaito, Massimo Fiumanò
progetto grafico: Annaluce Canali
Sede: Binario 1 Stazione ferroviaria vigezzina, piazza Matteotti,
Domodossola
Date: maggio 2009 – settembre 2010
Orari: tutti i giorni dalle 5:00 alle 21:00
Info: www.ingremiomatris.com - info@ingremiomatris.com
tel.:3357357840

mercoledì 18 marzo 2009

La Persistenza del Segno personale di Mirta Carroli dal 18 aprile 2009 a Castel Pergine


MIRTA CARROLI
LA PERSISTENZA DEL SEGNO
Personale di scultura contemporanea di grandi dimensioni en plein air
18 aprile – 8 novembre 2009
Castel Pergine, Trento



Il 18 Aprile inaugurerà la 17ma edizione dell'appuntamento annuale con la scultura contemporanea di grandi dimensioni a Castel Pergine, nel suggestivo paesaggio della Valsugana.
Quest'anno, i curatori Franco Batacchi, Theo Schneider e Verena Neff hanno scelto di esporre Mirta Carroli, una delle pochissime scultrici donne della scena contemporanea, la quale, seguendo il filo comune che ha caratterizzato le mostre precedenti, proporrà una serie di lavori site specific. Venti le sculture, per la maggior parte appositamente progettate per questo luogo, che si snoderanno in un percorso tematico unitario lungo le due cinte murarie e il cortile esterno del castello. Altrettante opere saranno collocate nelle sale interne dove si alterneranno ceramiche, sculture di medie e piccole dimensioni, gioielli e disegni.

La poetica di Mirta Carroli si incentra su un legame profondo tra l'opera creata e il luogo in cui l'artista lavora, traducendosi nel suo caso in una relazione privilegiata con l'enigma ancestrale della terra supporto-apertura-abisso e con gli archetipi delle civiltà agricole. Nell'opera di questa artista convivono infatti poeticità e concretezza, ricerca e confronto con la tradizione, anime contrapposte che attraverso la padronanza dei mezzi espressivi si sublimano in un linguaggio unitario di evocazione. I materiali utilizzati sono principalmente l'acciaio corten e il ferro, che vengono lavorati con la tecnica "per togliere" e "per mettere": in una prima fase la scultrice toglie, cioè sfrangia, taglia, disegna sulla lastra utilizzando il plasma; quindi, una volta preparati gli elementi, li assembla. Ne scaturisce un discorso a volte filosofico, a volte lirico, che utilizza l'alfabeto primordiale della terra e del fuoco, elementi al tempo stesso astratti e reali, concettuali e concreti. Nella stessa direzione vanno anche le grandi opere progettate appositamente per Castel Pergine, in una sorta di dialogo continuo tra l'impeto della visione dell'artista e la potenza della struttura ospitante, come la maestosa Nike che troneggia di fronte alla porta principale del castello. Nero, ruggine e rosso i colori dominanti delle sculture.

La mostra di Castel Pergine si preannuncia dunque come l'occasione per ammirare il lavoro di una scultrice che si rapporta all'ambiente circostante con la capacità di rispettarlo, esaltarlo e plasmarlo con lo stesso gesto. Inoltre questo appuntamento segue un'importante personale dedicata all'artista dall'Assessorato alla Cultura del Comune di Brisighella, suo paese d'origine, nell'estate del 2008 e rinnova pertanto a breve distanza la sfida di far respirare grandi sculture contemporanee in un sito medievale, già così potentemente carico di valenze proprie.

Mirta Carroli, nata a Brisighella nel 1949, vive e lavora a Bologna, dove insegna presso l'Accademia di Belle Arti. Fin dall'inizio degli anni Ottanta ha intrapreso un lavoro teorico e creativo sulla scultura di grandi dimensioni, partecipando a numerose esposizioni nazionali ed internazionali: dalla XLVI Biennale di Venezia al Premio Marconi per la scultura del 1999, dalle mostre di New York tra il 1994 e il 2003 alle esposizioni di Bruxelles, Amburgo, Lubiana, Graz e Shangai.
Il suo lavoro è stato seguito con particolare interesse da critici e curatori di grande prestigio, tra i quali: Giorgio Bonomi, Pietro Bellasi, Enrico Crispolti, Vittoria Coen, Renato Barilli, Claudio Cerritelli, Maria Luisa Trevisan, Marisa Vescovo, Marilena Pasquali, Elisa Del Prete, Adriano Baccilieri,Carola Pandolfo, Rosalba Pajano ed altri ancora.
E' presente con sculture permanenti a: Bologna, Chiostro di San Giovanni in Monte, Macina; Fondazione Francesco Martini, Il grande carro; Capalbio, Pegaso la luna; Masserano (Biella) - Ultima Cena; Brufa di Torgiano (Perugia) - Il tempio delle voci; Grosseto - Energea.

E' prevista la produzione di un catalogo della mostra in italiano e in tedesco a cura di Verena Neff e Theo Schneider, con testi critici di Franco Batacchi, edito da Publistampa.

Ufficio Stampa CULTURALIA di Norma Waltmann, Tel 051 6569105, Fax 051 2914955
info@culturaliart.com www.culturaliart.com



Norma Waltmann
Bologna - Vicolo Bolognetti 11
tel : +39-051-6569105
fax: +39-051-2914955
mob: +39-392-2527126
email: info@culturaliart.com
web: www.culturaliart.com


venerdì 13 febbraio 2009

Due Tonnellate di Amore in Times Square

Lo studio newyorkese Gage/Clemenceau Architects ha scelto i software Autodesk per realizzare una gigantesca statua in onore della festa degli innamorati

MILANO, 13 febbraio 2009 — Progettare una scultura 3D a forma di cuore che sia in grado di rappresentare l’amore non è un’impresa facile. Per raccogliere questa sfida, lo studio newyorkese di design e architettura Gage/Clemenceau Architects ha fatto affidamento ai software di progettazione 3D di Autodesk.

AutoCAD, software Autodesk che consente di progettare, visualizzare e documentare le proprie idee in modo chiaro ed efficiente, insieme ad Autodesk Maya, è stato impiegato come piattaforma per la progettazione e la realizzazione di un cuore dell’altezza di tre metri e del peso di oltre 2 tonnellate, rivestito con lastre metalliche altamente riflettenti tagliate al laser. La superficie metallica del cuore riflette la luce che ravviva la piazza di Times Square e, allo stesso tempo, è illuminata dall’interno grazie ad un’illuminazione a LED tecnologicamente avanzata e sostenibile.

“Il ricorso a software di progettazione di ultima generazione è stato assolutamente fondamentale per progettare la struttura del cuore, a causa della particolare attenzione che abbiamo dovuto prestare per ricercare il giusto mix di materiali ed effetti luminosi - afferma il designer Mark Foster Gage di Gage/Clemenceau Architects - La capacità di progettazione dei software Autodesk ha saputo offrirci la flessibilità di cui avevamo bisogno e, attraverso gli strumenti di documentazione di AutoCAD, è stato possibile automatizzare molte attività CAD di routine durante la realizzazione del progetto”.

AutoCAD ha permesso ai designer di trasformare la loro idea in realtà. Elemento fondamentale per la realizzazione del progetto è stata la possibilità di creare, visualizzare e manipolare un prototipo digitale 3D della scultura, che ha consentito agli architetti dello studio newyorkese di apportare le modifiche necessarie all’installazione, senza dover gestire le sue 2 tonnellate di peso.

Il progetto “Valentine to Times Square” è stato realizzato su commissione della Times Square Alliance come parte integrante del suo programma di “public art”. L’opera, costruita in modo tale da poter essere smontata e trasportata altrove facilmente, sarà esposta sino al 22 febbraio in Father Duffy Square (Broadway and 47th Street).

Informazioni su Autodesk

Autodesk Inc. è leader mondiale nella fornitura di 2D e 3D design software per il settori industriale, architettonico ed edilizio, dei mezzi di comunicazione e dello spettacolo. Sin dall’introduzione di AutoCAD nel 1982, Autodesk ha sviluppato la più ampia gamma di soluzioni per la creazione di prototipi digitali all’avanguardia per permettere ai clienti di sperimentare le loro idee prima di metterle in pratica. Le aziende Fortune 1000 si affidano ad Autodesk per gli strumenti di visualizzazione, simulazione e analisi di prestazioni reali nelle prime fasi del processo di progettazione per risparmiare tempo e denaro, migliorare la qualità e favorire le innovazioni. Per ulteriori informazioni su Autodesk, visitare www.autodesk.it

Autodesk, AutoCAD e Autodesk Maya sono marchi o marchi registrati di Autodesk negli Stati Uniti e/o in altri paesi. Tutti gli altri nomi, nomi di prodotto o marchi appartengono ai rispettivi proprietari.

Autodesk si riserva il diritto di modificare la propria offerta di prodotti e le specifiche in ogni momento e senza preavviso e non è responsabile per errori tipografici o grafici che potrebbero apparire in questo documento.

© 2009 Autodesk, Inc. Tutti i diritti riservati.

lunedì 1 dicembre 2008

Dalla fornace al web

Dalla fornace al world wide web

3 spose di vetro prodotte da VENINI V.I.P in tiratura limitata per yoox.com

Sono tre i vasi-scultura in abito da sposa disegnati da Sanja Pupovac giovanissima designer serba, scelta da Alberto Biagetti per la creazione di questi esclusivi vetri artistici da collezione.

Venini – azienda simbolo del made in Italy e nota in tutto il mondo per i suoi vetri d'autore - realizza una collezione disegnata appositamente e prodotta in esclusiva per yoox.com che per la prima volta renderà disponibile attraverso la sua prestigiosa vetrina online in tutto il mondo una tradizione artistica di pregio internazionale.

La filosofia della collezione riguarda il tempo, la memoria e il corpo, l'autrice ha pensato a tre oggetti che, come abiti dalle forme sinuose, si collocano all'interno di un contesto fiabesco e teatrale, una sorta di metafora dell'unico ed irripetibile abito da sposa. Anche gli oggetti possono celebrare momenti indimenticabili ed essere metafora del quotidiano, dando una lettura poetica che mescola perfezione, coraggio, gioco e follia. È il vetro con la sua magia, la sua fragilità ad essere protagonista di un sogno che sembra non infrangersi mai.

Veri e propri objet d'art da collezionare, numerati e firmati, rigorosamente in tiratura limitata.

DESCRIZIONE VASI-SCULTURA:
Sculture in vetro soffiate e rifinite a mano. I soggetti si ispirano a figure femminili accentuando il loro morbido e sinuoso profilo. Ogni figura è caratterizzata ed arricchita da particolari e raffinati decori che riconducono ai temi ispiratori:

"La sposa del tuffatore" ci racconta di una donna che sposa la perfezione, il coraggio e la disciplina.
"La sposa del petroliere" ci racconta di una donna che sposa l'ambizione e la prosperità.
"La sposa del giocoliere" ci racconta di una donna che sposa il rischio, il gioco e la follia.

Di seguito i link per la pubblicazione online:



Irene Bonacquisto
Press Office Italy
YOOX Group
Via Villoresi 19/8, 20143 Milano, Italia
T +39 02 83112833
F +39 02 83112821
mailto:irene.bonacquisto@yoox.com

sabato 18 ottobre 2008

2° edizione del concorso internazionale d'arte "Il Napoli nel Cuore"

Dopo la felice esperienza del 1° concorso che si chiuderà nel suo iter complessivo con la collettiva dei vincitori delle sezioni in gara dal 3 settembre al 12 settembre nella galleria Merliani 137 di Napoli, ha preso il via la seconda edizione che ha aperto le iscrizioni dal 1 luglio 2008 che potranno essere effettuate fino al 30 gennaio 2009.

Questa edizione vede il patrocinio morale della Società Sportiva Calcio Napoli che ha inteso essere vicina agli sforzi dell'associazione Culturale Merliani 137 ed al suo curatore Gianni Nappa di portare avanti un progetto che riesca ad essere propositivo per gli artisti e per Napoli che attraverso le gesta della squadra di calcio assurge a protagonista positiva.

Il termine del 30 gennaio 2009 stabilito, fornirà agli artisti la possibilità di poter elaborare una nuova opera che sappia interpretare il tema e sia motivo di novità per la propria produzione artistica oltre che stimolo ad interpretare le gesta sportive.

Il concorso è a carattere internazionale e come nella prima edizione sarà prodotto un catalogo con una sezione dedicata alle 40 opere selezionate e alle 15 selezionate per le sezioni studenti, che concorreranno all'assegnazione dei premi, oltre a contenere i nomi e le immagini anche delle opere non selezionate ma pervenute all'associazione.
Sarà organizzata l'esposizione delle 40 opere + 15 selezionate in uno spazio istituzionale a Napoli e compatibilmente con il calendario casalingo delle gare del Napoli, sarà allestita una mostra delle migliori opere nello stadio San Paolo.
Il progetto è work in progress e saranno comunicate tutte le novità che interverranno fino al termine del 30 gennaio 2009 per il miglior svolgimento del concorso.

Tema 2008/2009

La pulsione dinamica del gioco, l’atto sportivo nel suo compimento di gioco, la catarsi di gioia dopo il gol, volti e tensioni dei protagonisti .

Uno sport e una squadra, un senso di comune appartenenza positivo, come veicolo di una rappresentazione della società positiva e dei valori puri.
Una squadra che lotta e suda per l’affermazione sportiva di una città intera.


Tre sezioni: Pittura - Scultura e fotografia con le relative sezioni per gli studenti.

Il bando si può scaricare da www.galleriamerliani137.com oppure richiederlo via mail a gianninappa@hotmail.com


lunedì 28 luglio 2008

IAPS 2008: sculture di A. Bernardo Fraddosio inaugurano il convegno internazionale



IAPS 2008:
due sculture di Antonio Bernardo Fraddosio
inaugurano il convegno internazionale


Nel 2008 è Roma, con i suoi due più antichi atenei, La Sapienza e LUMSA (Libera Università Maria Santissima Assunta), a ospitare il 20° Congresso mondiale IAPS – International Association for People-environment Studies – con speciale patrocinio UNESCO, dal 28 luglio al 1 agosto.

"Urban diversities, biosphere and well-being: Designing and managing our common environment"

Importante appuntamento internazionale per un ampio confronto specialistico sui temi dell'ambiente: dall'architettura all'ecologia, dall'uso sostenibile delle risorse al benessere nei luoghi del quotidiano. L'universo dell'uomo come progetto globale di cultura.

Particolare attenzione sarà rivolta al dialogo tra diversi ambiti e professionalità comunque coinvolti su scala planetaria in temi di rilevanza ambientale, e dell'ambiente urbano in particolare. Molto nutrite le delegazioni europea, statunitense e giapponese, assente al momento la Cina.

Per la sede dell'Università LUMSA in piazza delle Vaschette 101 a Roma, la curatrice, Nicoletta Zanella, ha scelto due significative sculture-totem di Antonio Bernardo Fraddosio, captanti e altamente simboliche del contesto trattato.

I lavori di questo artista, esclusivamente in grande formato, esplorano da sempre l'ambiente metropolitano includendone, implicitamente, l'impatto sull'essere umano, attraverso una duplice visione di artista e di architetto che conosce i risvolti più segreti della materia costruttiva sia essa legno, cemento, ferro o pietra.

Fraddosio tratta "la materia del tempo" con la cura di chi conosce e ama profondamente il passato classico e, consapevolmente, ne fa tesoro per progettare il futuro.

La mostra è promossa e organizzata da Navona 42 art communication space, da sempre galleria di riferimento a Roma, ed è accompagnata da brochure inclusa in cartella stampa

Roma, 28 luglio – 1 agosto 2008
LUMSA università - P.zza delle Vaschette 101

organizzazione mostra NAVONA 42 s.r.l. – piazza Navona 42 – 00186 Roma
info: 06.6873782 – 06.3223611 – fax 06.6892865 - g.s.network@libero.it ars_nico@yahoo.it

Organizing Secretariat – Pyramide srl – Via S. Godenzo 164 – 00189 Roma
T +39 06 3314114 – F +39 06 3314113 – E iaps2008@pyramide.it


(clicca sull'immagine per ingrandirla)





mercoledì 21 maggio 2008

6 MOSTRE SATURA. Inaugurazione SABATO 24 GIUGNO ore 17.00. Palazzo Stella


COMUNICATO STAMPA

 

   

 

sabato 24 maggio 2008 ore 17:00

sala maggiore - inaugurazione

 

< DIVERSITA' APPARENTE >

 

mostra personale di GABRIELE BURATTI "Buga"

 

a cura di Andrea Mercurio

 

aperta fino al 11giugno 2008

dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00

chiuso lunedì e festivo

 

Genova, SATURA associazione culturale

 

  

Gabriele Buratti "Buga" nasce a Milano nel 1964, laureato al Politecnico in Architettura del Paesaggio, sviluppa negli anni interesse per i carattere fisici, antropici, storici e strutturali del territorio che influenzerà profondamente la sua opera di pittura, scultura e fotografia.

 

Dal linguaggio rupestre a quello delle macchine, la semiologia, ha fatto un salto che allontana l'uomo dal mistero del sacro. Se gli uomini delle caverne inventarono il primo linguaggio per esigenze tribali-sacrali, quello odierno ci conduce nel mistero dei codici dominanti dalle leggi di mercato prima che dall'etica. Anche l'immaginario  del femminile si ritrova spaesato e codificato dal grande potere dei media...

 

Che ne sarà della diversità in un domani segnato dall'ingegneria genetica, dal potere dell'uomo sulla forma? Chi sceglierà la forma dei nostri corpi e quella degli esseri viventi? Noi o il mistero? Lui lo ha fatto fino a oggi.

 


 

sabato 24 maggio 2008 ore 17:00

sala prima - inaugurazione

 

< L'OCCHIO ESPLORA IL MONDO >

 

mostra personale di LUIGI TOLA

 

a cura di Mario Napoli

 

aperta fino al 11giugno 2008

dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00

chiuso lunedì e festivo

 

Genova, SATURA associazione culturale

 

 

L'occhio esplora il mondo ed è il prolungamento del corpo e dell'anima è la mano che afferra i materiali dell'universo, i materiali d'ogni attività e d'ogni esperienza e li consegna all'Essere. Il fare poesia coincide col fare tutto l'Essere e non soltanto con una sola parte di quello. La Poesia Visiva ricongiunge le parti che si stavano staccando, che volevano  percorrere processi estranei gli uni agli altri. La Poesia Visiva è una fonte, una sorgente, una fontana da cui scaturiscono in mille zampilli le ragioni stesse della vita. E' l'umore che circola nell'ombelico della ragione e della follia, è la percezione dell'Essere che si fa insieme significato e significante, Logos ed essenza stessa dell'Universo da cui la parola nasce. La guerra, la morte, il dolore, la nascita, la vita, l'orrore infinito e l'intima gioia dell'innocenza o della passione si consumano dentro di noi dove ogni estremo si recita dalla stessa parte della scena. La Poesia Visiva, gesto e arte, codice e provocazione, ragione e delirio di consapevolezza, è qui a Genova che è nata, tra queste case e questi vicoli tortuosi, labirintica metafora dell'uomo, qui banalmente, sotto la Lanterna. Correvano gli Anni Cinquanta/Sessanta, quando c'era il Gruppo Studio, Ana Eccetera, Tool, La Carabaga, Marcatrè, Trerosso e Viveri, D'Ottavi, Anna e Martino Oberto, Carrega, Tempo e Giorgi, Vitone e Celant, Tola e Guala, e Miles e Mignani, ed altri, pochi altri, allora.

Gli scrittori del Gruppo 63, bruciarono il Gattopardo sulla piazza di Palermo, decretarono per l'Ultima Volta la fine del Romanzo, il Sonno della Letteratura, mentre in Francia L'Ecole du regard tentò nel suo modo volutamente dentro la Parola i percorsi segreti d'una dimensione visuale dell'emozione & della poesia, confessando un vero radicale pessimismo per il primato dell'occhio a cui, in definitiva, avrebbero voluto richiamarsi. Certo, la Poesia Visiva rimane e cresce, moltiplicandosi, al di là del momento e delle circostanze, e cresce proprio come Scrittura, testo, parola, letteratura, cresce per darsi quello che noi veramente siamo Logos e Carne.

 


 

sabato 24 maggio 2008 ore 17:00

sala colonna - inaugurazione

 

< FRANCO BELSOLE >

 

mostra personale

 

a cura di Mario Pepe

 

aperta fino al 11giugno 2008

dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00

chiuso lunedì e festivo

 

 

Genova, SATURA associazione culturale

 

La fotografia di Franco Belsole  punta a documentare un sistema antropologico all'interno di un paesaggio urbano percepito come totalizzante, il comportamento della gente che vive nelle grandi città, fortemente condizionato da un  habitat in continua trasformazione  che induce  percorsi ed atteggiamenti alienanti e ritualizzati.  Il fotografo partecipa al dilemma degli individui che proclamano la propria unicità  di protagonisti e che  al tempo stesso si appiattiscono  su comportamenti  omologati.

Da questo punto di vista Belsole è collegato ai  concettuali francesi come  Jochem Gerz che registrano, con la macchina fotografica  fissata su  un percorso stradale,  la vita di passanti occasionali che la stessa operazione fotografica  fa uscire dall' anonimato.  Ma più che riportare alla visibilità  l'oscuro flusso della vita umana nelle metropoli, l'artista sembra conscio della futilità dell'evento individuale e si limita a cogliere il divenire incessante e senza scopo apparente delle moltitudini  che vagano lungo i percorsi obbligati del comportamento urbano.

Dal punto di vista della costruzione dell'immagine siamo volutamente distanti dal rigore strutturale di altri fotografi del paesaggio urbano a cominciare dall'americano  Walker Evans per finire al nostro Gabriele Basilico, che sono certamente i punti di riferimento del nostro artista. Ma le foto di Belsole, pur proveniendo dallo stesso filone storico,  rinunciano al protagonismo dell'ambiente  e si adoperano per destrutturarlo. L'impianto è minimalista, lo spazio è costruito con mezzi antiretorici per poter documentare l'evento in maniera anonima. Le immagini risultano piatte, persino la prospettiva insita nella tecnologia della macchina fotografica viene elusa di proposito, per descrivere un ambiente monodimensionale e soffocante. Nelle foto di New York ci sono sempre degli ostacoli che disturbano la percezione, tubi e transenne, in orizzontale e in verticale,  a sottolineare i limiti mentali di una tale esistenza  e quando gli ostacoli si fanno trasparenti liberando i corpi, qualche scritta sul vetro ristabilisce i contorni della gabbia. E' una New York in sottofondo, appena riconoscibile da qualche dettaglio, artefice e contenitore, come qualunque altra metropoli, di una realtà antropologica che  non ha più radici di appartenenza. Come dice lo stesso autore: "cambia città, cambia luogo, ma l'evento non cambia".

 


 

sabato 24 maggio 2008 ore 17:00

sala portico - inaugurazione

 

< DENISE TUNOLO >

 

mostra personale

 

a cura di Mario Pepe

 

aperta fino al 11giugno 2008

dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00

chiuso lunedì e festivo

 

Genova, SATURA associazione culturale

 

 

Il fulcro delle immagini di Denise Tunolo è costituito dagli spazi claustrofobici dentro i quali il corpo esplora i propri limiti psicologici, i pochi gradi di libertà individuali, la sostanziale invivibilità del mondo contemporaneo. Il fatto che le foto contengano lei stessa come unico personaggio dentro la cornice banalizzata della propria quotidianità, può suggerire facilmente una lettura in chiave narcisistico-nichilista della sua problematica, se non fosse per i numerosi particolari ironici che rimandano ad una visione più ampia. Sembra quasi che l'artista fotografi se stessa all'interno dei suoi giorni per verificare il mero fatto della propria esistenza, affidandone la registrazione al mezzo meccanico, e che si domandi il significato di una simile vita. Non a caso  lo spazio contenitore è il bagno dove l'unico ampliamento visivo è quello illusorio dello specchio. Un locale che si riempie del suo corpo anche in maniera volutamente eccessiva e soffocante dove l'identità dell'individuo si frammenta e finisce per annientarsi. Dice l'artista che "le sue foto tendono a voler catturare momenti quotidiani dove l'individuo diventa capace di oltrepassare l'identità stessa diventando invisibile". E' la metafora dell'uomo contemporaneo, che partendo da posizioni antieroiche, minimaliste, dichiaratamente omologanti, è arrivato ad essere annientato dalla sua stessa riduzione di progettualità e di aspettativa.

Alcune immagini sono notevoli sul piano formale: pochi e semplici oggetti scandiscono le linee orizzontali e verticali dello spazio con grande efficacia mentre una porzione di corpo lo ingombra in maniera opaca e  provvisoria. L'uso del colore ricorda la Pop, ma viene qui forzato ad esprimere l'estraneità del luogo e lo spiazzamento della situazione psicologica. La macchina fotografica stessa compare in numerose immagini, come per testimoniare che si può anche essere fagocitati nei suoi megapixel di memoria, ma che questo non ci assicura che siamo proprio noi ad occupare quello spazio.  Siamo in presenza dell'ennesima prova che la fotografia può facilmente allontanarsi dalla solidità della rappresentazione oggettiva ed essere adoperata per esprimere le sottigliezze e le sensibilità percettive dell'artista.

 


sabato 24 maggio 2008 ore 17:00

sala cisterna - inaugurazione

 

< ALFREDO GALLERI >

 

mostra personale

 

a cura di Renata Soro

 

aperta fino al 11giugno 2008

dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00

chiuso lunedì e festivo

 

Genova, SATURA associazione culturale

 

 

 

Molteplici elementi caratterizzano lo scenario entro il quale si muove Alfredo Galleri.

 

La scelta di usare l'ironia per trasportarci nella sua visione drammatica e ciò che provoca uno piazzamento da vivere senza pregiudizi, i suoi azzardi di aggregazione e opposizione ci possono ingannare.

 

Corpi ibridi illuminati da una luce malata, anarchica.

 

Confini trasgrediti da una ricerca che si nutre di incubi, deliri, ossessioni…

 


 

 

sabato 24 maggio 2008 ore 17:00

sala pozzo - inaugurazione

 

< TRATTEGGI DI LUCI ED OMBRE >

 

mostra personale di GIOVANNA LOX

 

a cura di Maura Ghiselli

 

aperta fino al 11giugno 2008

dal martedì al sabato ore 16:30 – 19:00

chiuso lunedì e festivo

 

Genova, SATURA associazione culturale

 

"Tutte le ombre parlano da sole, sottovoce."

POETE MAUDIT

 

Citando un famoso saggio di E.H. GOMBRICH, che analizza la fondamentale importanza di luci ed ombre all'interno della storia dell'arte, così come, in maniera più ampia, all'interno della conoscenza umana, "…l'occhio è uno strumento che si è evoluto in milioni di anni per permettere alla maggior parte degli organismi dotati di movimento di trovare la propria strada nel mondo…si tratta di un risultato che dipende quasi esclusivamente dalle modificazioni che intervengono nella luce ambientale quando essa cade sugli oggetti che si trovano all'interno del nostro campo visivo…ma le informazioni che i nostri occhi sono capaci di trasmettere al cervello sono così varie e molteplici che la nostra percezione deve essere SELETTIVA."

Le figure ingenuamente abbozzate da Giovanna Lox, mostrano forme semplici, plasmate da pochi gesti, essenziali ma al contempo incisivi, che ci richiamano ad un'immediatezza espressiva, la quale trova proprio nel ricercato e consapevole gioco tra luci ed ombre un alleato prezioso ed indispensabile, protagonista della scena non meno della creta dalla quale nascono.

I suoi soggetti, che prendono corpo e vita da questa volontà di comunicare attraverso forme solo timidamente delineate, sono percepite da chi le osserva in maniera totalmente completa e finita: poche parole, ma che si fanno capire.

E quello che ci sfugge tra le righe ci regala il piacere di una libera e soggettiva interpretazione personale.

Si tratta di una scultura che ambisce a descriversi con un solo gesto, anziché con dovizia di "parole" e particolari.

Tornando a Gombrich, questo perché "…non dobbiamo presumere che gli artisti non vedano ciò che non realizzano."





 

SATURA associazione culturale   centro per la promozione e la diffusione delle arti

piazza Stella 5/1, 16123 Genova
tel/fax: 010.2468284 // 010.662917
cell. 338.291.62.43

e-mail: info@satura.it   

 


Disclaimer

Protected by Copyscape


Il CorrieredelWeb.it è un periodico telematico nato sul finire dell’Anno Duemila su iniziativa di Andrea Pietrarota, sociologo della comunicazione, public reporter e giornalista pubblicista, insignito dell’onorificenza del titolo di Cavaliere al merito della Repubblica Italiana.

Il magazine non ha fini di lucro e i contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali Industrie dell'Editoria o dell'Intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Società dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che così divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete.

Da qui l’ambizione ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.

Il CorrieredelWeb.it oggi è un allegato della Testata Registrata AlternativaSostenibile.it iscritta al n. 1088 del Registro della Stampa del Tribunale di Lecce il 15/04/2011 (Direttore Responsabile: Andrea Pietrarota).

Tuttavia, non avendo una periodicità predefinita non è da considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 07/03/2001.

L’autore non ha alcuna responsabilità per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone, ma si riserva la facoltà di rimuovere prontamente contenuti protetti da copyright o ritenuti offensivi, lesivi o contrari al buon costume.

Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive.

Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio.

Eventuali detentori di diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvederà all'immediata rimozione oppure alla citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.

Per contattare la redazione basta scrivere un messaggio nell'apposito modulo di contatto, posizionato in fondo a questa pagina.

Modulo di contatto

Nome

Email *

Messaggio *