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lunedì 29 luglio 2019

Salvini, ministro dell’odio

Vi ha convinto a odiare prima l'Italia e il Sud. A odiare i meridionali, i calabresi, i siciliani, i pugliesi, i napoletani.

A odiare gli italiani. A odiare la bandiera, a odiare la Festa dell'Unità, della Liberazione, della Repubblica.

A odiare la Resistenza, i partigiani, la Costituzione.

Vi ha insegnato a odiare la nazionale di calcio e a odiare Roma.

Vi ha insegnato a odiare i rom.

Vi ha insegnato a odiare l'Europa Unita e i popoli europei.

Vi ha insegnato a odiare i francesi, i tedeschi, i maltesi.

Quindi vi ha insegnato a odiare la solidarietà, a odiare gli esseri umani. A milioni.

Vi ha insegnato a odiare gli africani, i mediorientali, i credenti in altre religioni. A odiare i poveri, a odiare i migranti: anche se gli italiani sono tra i popoli che migrano di più al mondo.

Vi ha insegnato a odiare le donne, indicandovene una nuova ogni giorno contro cui lanciarvi come cani senza più raziocinio.

Vi ha insegnato a odiare Gino Strada, colpevole d'aver dedicato la sua vita a costruire ospedali in stati dove lo Stato non c'è. Vi ha insegnato a odiare Camilleri colpevole di pensiero. A odiare qualunque artista, qualunque cantante, qualunque scrittore, qualunque attore colpevole di non essere suo fan.

Vi ha insegnato a odiare il successo degli altri. Vi ha insegnato a trasformare tutta la vostra invidia e frustrazione in suoi voti.

Vi ha insegnato a odiare chi è costretto a vivere sotto scorta perché ha avuto il coraggio di combattere la mafia, ma anche il coraggio di schierarsi contro di Lui.

Vi ha ha insegnato a odiare qualunque professionista, medico, infermiere, cuoco, mediatore, traduttore, psicologo colpevole di aver lavorato nel sistema dell'accoglienza e dell'asilo previsti dalla Costituzione italiana.

Vi ha insegnato a odiare la cultura, i professori, gli intellettuali.
Vi ha insegnato a odiare i numeri, i fatti, i documenti.

Vi ha insegnato a odiare i magistrati che non tradiscono la loro professione, che non tradiscono le leggi italiane, che non piegano le loro decisioni al Suo volere, seppur consapevoli del linciaggio cui Lui li sottoporrà sguinzagliando i suoi servi.

Vi ha insegnato a odiare le ONG, a odiare chi salva vite, a marchiarli come "complici dei trafficanti", o come trafficanti.

Vi ha insegnato a odiare. Anche chi non avreste mai pensato di potere odiare, perché da sempre, da tutti, riconosciuti come coloro che fanno la cosa giusta.

E invece è arrivato lui. A lavarvi la coscienza. A dirvi che no, loro non sono migliori degli altri, migliori di voi. Anzi, sono peggiori di voi. Lo fanno solo per farvi sentire peggio. Fanno i soldi i ricconi, sotto sotto c'è qualcosa. Sono figli di papà. Tranquilli. Fidatevi. Altro che solidarietà. Criminali, sono criminali.

Voi state davanti al televisore a sbavare davanti al Grande Fratello, a negare l'altruismo, la solidarietà, la cultura. Che ci penso io a voi, a trasformare ciò che non riuscite o non vi va di fare in un vostro nemico. Da odiare.

E voi odiate. Perfino il Papa, perché colpevole di ricordarvi le parole del Cristo in cui credete. E che odiereste, come buonista e amico dei trafficanti, se fosse oggi qui.

E lui vi dice "Odiate". Perché l'odio porta voti facili al potere. L'odio trasforma i popoli in bestie senza più ragione. L'odio distrae i popoli dai soldi che intanto spariscono, dalle promesse non mantenute, dalle bugie svelate, dai fallimenti che si inseguono.
E alla fine solo uno ci guadagna. Col guinzaglio in mano. Pronto ad aizzare il popolo contro il prossimo nemico.

EMILIO MOLA

sabato 7 luglio 2018

Emergenza migranti. Io scelgo la responsabilità e l’amore.

Condivido il pensiero della mia cara amica Olga. 

"Uso molto poco facebook…per una sorta di timidezza e privacy di cui ho bisogno ma oggi non posso esimermi. Seppur a 9000 km di distanza e 6 ore di fuso orario io oggi indosso la maglietta rossa.

Lo faccio per un atto di responsabilità. Perché rispetto i diritti umani. Perché sono indignata. Per dire no a chi usa la paura per avere ragione. Per dire basta con scuse a chi gioca con le parole migranti economici o rifugiati. Per dire no al populismo che checchè se ne dica è il contrario di democrazia. 

Non c'è giustificazione alcuna per la tragedia umanitaria cui stiamo assistendo. Non ci sono possibilità di dubbio. L'indifferenza e l'irresponsabilità con cui l'Italia e l'Europa stanno affrontando questa questione è quanto di più aberrante e crudele si possa perpetuare a danno dei più poveri e dei più sfruttati.

Chi sceglie l'amore e la responsabilità è dalla parte della ragione, del raziocinio, del buon senso, della ponderatezza e della lucidità, elementi necessari per gestire e trovare una soluzione ad una questione complessa, con efficacia ed a lungo termine. Sempre.

Chi sceglie l'odio e la paura, sceglie l'emotività, la rabbia, non si ritiene responsabile e trova un capro espiatorio, un imputato qualsiasi per i suoi problemi.

Chi sceglie l'odio sceglie la follia, l'irrazionalità e l'irresponsabilità ed affida il proprio destino e quello di altri a chi urla di più, a chi promette soluzioni insensate e pericolose, purché immediate, senza pensare al dopo.

Io scelgo la responsabilità e l'amore. 
E dico a quelle bambine e bambini, a quelle madri e padri, a quelle donne e uomini che lasciano il proprio paese perché costretti. Io sono dalla vostra parte. IO NON HO PAURA"

Olga Caricato

Olga Caricato is an Italian autor. She believes in the ideology of self-improvement through education and experience.  
Something she calls “La previdenza inconsapevole.” 

--
www.CorrieredelWeb.it

martedì 19 giugno 2018

Razzismo e xenofobia. La banalità del male. Al supermercato.


LA BANALITÀ DEL MALE

Oggiono (provincia di Lecco), cassa del supermercato. Io sto mettendo via la mia spesa. 

Inevitabilmente, colgo la conversazione tra due cassiere.


"Hai visto i due ne#ri che sono usciti?"

L'altra cassiera grugnisce.
"Uno aveva una lattina in tasca".


"Eh, ma non se ne può più! Questi vengono qui e pretendono di fare come a casa loro".

"Io non ero razzista, ma adesso lo sono diventata. Guarda, dovremmo bruciarli tutti". 

Lo dice con voce squillante, come se cercasse il consenso della dozzina di persone che stanno a portata d'orecchio. 

Segue un mezzo secondo di silenzio assoluto, mentre sistemo nel carrello le costine e le salamelle. 
Un sacco di gente attorno, nessuno dice niente.

Mi si chiude un'arteria e decido di dirlo io, qualcosa: "L'ultima cosa che ha detto è un reato, signora, lo sa?"

Lei mi guarda sbigottita. 
Io le porgo il bancomat e continuo. 
Voce calma, ma continuo: mi si è chiusa l'arteria, no? 
Mica posso fermarmi.

"Si chiama istigazione all'odio razziale. Legge Mancino. Quando finisce di lavorare vada a cercarsi su Google quali pene sono previste, così sa che cosa rischia ad esprimersi in quel modo".

Lei, evidentemente priva di fantasia, ripetendosi: "ma quelli vengono qua e pretendono di fare i padroni!"

- "Se li ha visti rubare chiami le forza dell'ordine, allora. Può dire che se quei due sono dei ladri devono essere puniti, non che tutti quelli di quel colore debbano essere bruciati. Lei ha la libertà di dire quello che vuole, signora, ma deve essere consapevole delle implicazioni e delle conseguenze di quello che dice".

Silenzio assoluto. Gente che si guarda i piedi. Nessuno dice niente.

La banalità del male comincia a prendere piede quando persino una cassiera cinquantenne di un supermercato di Oggiono, grassoccia e dal sorriso stereotipato, comincia ad esprimersi come Himmler.

Non lasciamoglielo fare senza farli sentire delle merde.

Meritano, che qualcuno li faccia sentire delle merde.




Giobbe Covatta qualche giorno fa in tv ha detto una frase che riporto a braccio: "quando qualcuno ci chiederà (come chiesero ai tedeschi sui campi di concentramento): ma voi dove eravate mentre queste persone affogavano? Noi che risponderemo?"

Anche io credo che sia importante ribadire a gran forza il valore della solidarietà umana.

Per questo sto raccogliendo le testimonianze di chi, sui Social e nella vita reale, non resta zitto.

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