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venerdì 27 febbraio 2009

OLTRE 10.000 LAVORATORI ALLA MANIFESTAZIONE DI POMIGLIANO D'ARCO.

OLTRE 10.000 PERSONE HANNO PARTECIPATO ALLA MANIFESTAZIONE DI POMIGLIANO D'ARCO PER I DIPENDENTI FIAT E PER LO SVILUPPO DEL COMPRENSORIO NOLANO.
www.notiziesindacali.com


Oltre 10.000 persone ,composti da metalmeccanici, pensionati, studenti, negozianti Istituzioni civili e religiose hanno preso parte alla grande manifestazione di Pomigliano d' Arco contro la chiusura della fabbrica Fiat e difendere così il posto di lavoro dei dipendenti e per lo sviluppo del comprensorio Nolano. Al termine della manifestazione i Sindacati che hanno tenuto il comizio conclusivo ed hanno affermato che se non ci saranno risposte soddisfacenti si andrà ad una manifestazione nazionale di tutti gli stabilimenti Fiat del Gruppo per chiedere risposte adeguate. Alla manifestazione unitaria indetta dalla Fiom, Fim , Uilm e Fismic con l'adesione dell'Ugl ha risposto tutto il comprensorio Nolano ed hanno partecipato lavoratori di tutte le categorie,negozianti studenti, istituzioni civili e religiose.

A questa grande manifestazione di popolo non partecipano solo i lavoratori di Pomigliano e dei metalmeccanici. è una manifestazione di una comunità intera, se qualcuno pensa che si possa chiudere o ridimensionare Pomigliano questo non è possibile. Nessuno stabilimento della Fiat può chiudere e soprattutto nessuno può dividere i lavoratori, perché la nostra forza è l'unità, è l'unico elemento che abbiamo per contrattare con Governo e Fiat.

I sindacati hanno chiesto che venga prorogata la cassa integrazione ordinaria per i metalmeccanici, soprattutto per quelli che vedranno scadere il sussidio tra due mesi, proponendo che la cassa integrazione venga estesa anche ai lavoratori precari attualmente non tutelati. L'audizione fatta in Parlamento con otto ministri – hanno detto all'unisono i sindacalisti - è stata una presa in giro, ci hanno detto che avrebbero preso atto di quanto i Sindacati hanno chiesto e che poi ci avrebbero fatto sapere. Non è così che si fanno i negoziati. La Fiat deve dire cosa vuol fare di questo stabilimento e si intende presentare alle Organizzioni Sindacali Confederali un vero piano industriale in grado di dare occupazione a tutti i lavoratori Fiat . I Sindacati hanno chiesto al Ministro dello Sviluppo Economico Claudio Scajola che ci sia una convocazione ufficiale: nei prossimi giorni. Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

Gestire la reputation sul web


La gestione della reputazione sul web:

un imperativo del 2009

Scorrettezze degli impiegati, e-mail mandate per errore e fuga di notizie riservate: secondo una nuova ricerca condotta da Weber Shandwick, in collaborazione con l'Economist Intelligence Unit, sette dirigenti su dieci nel mondo temono l'impatto dei nuovi rischi provenienti dal web sulla reputazione aziendale.

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A seguito del dibattito sempre più acceso sull'impatto della rete sulla reputazione aziendale, Weber Shandwick ha sviluppato una ricerca in collaborazione con EIU – The Economist Intelligence Unit – interrogando un campione di dirigenti e top manager di tutto il mondo sul monitoraggio e la gestione della reputazione online.

La ricerca, Risky Business: Reputations Online™ (www.online-reputations.com), afferma che lo screditamento da parte degli impiegati e le e-mail inviate per errore sono tra le più grandi preoccupazioni, alimentando l'idea diffusa tra il 67% dei dirigenti di fascia più alta che la reputazione della propria azienda sia vulnerabile.

"La nostra ricerca ha rilevato come la gestione della reputazione online (online reputation management – ORM) si trovi ormai, a tutti gli effetti, in cima alle priorità dei leader; i dirigenti riconoscono che dal web provengono nuove sfide e nuove opportunità, ma anche nuovi ostacoli capaci di incidere su reputazioni solide e costruite negli anni" ha dichiarato Andy Polansky, Presidente di Weber Shandwick.
"L'influenza di internet è permeabile, circola tra i corridoi delle aziende: la ricerca identifica pertanto tutte le forze online e offline che rendono più solida una reputazione e quelle che sono in grado di distruggerla, mettendo in evidenza tutto ciò che è necessario fare per proteggerla".

Tra le preoccupazioni più urgenti, quando capita di dover indirizzare e gestire la reputazione in periodi difficili, emergono:

Lo screditamento da parte degli impiegati
La maggior parte dei dirigenti non conosce l'impatto delle conversazioni sul web del proprio staff. Circa i due terzi (66%) di essi o non sono consapevoli o non vogliono ammettere che gli impiegati possano screditare in rete l'operato o l'immagine della propria azienda. Sorprende che solo un terzo (34%) dei dirigenti sostiene di sapere che un impiegato abbia pubblicato online qualcosa di negativo sulla propria azienda. Su Jobvent.com, per esempio, un sito che consente ai visitatori di esprimere un giudizio sui propri capi o datori di lavoro, si trovano commenti su più di 7.000 aziende. Si stima che il 70% di questi commenti rientri nella categoria "Odio il mio lavoro" [The Columbus Dispatch, 7 Dicembre 2008].

Oltre al fatto che i dirigenti ignorano che gli impiegati rilascino commenti sul proprio lavoro e sulla propria azienda, dalla ricerca si evince che sono molti meno i CEO o i Presidenti, rispetto a chi non ricopre cariche di top management (rispettivamente il 21% contro il 43%), preoccupati delle discussioni dei dipendenti sul web, sui social network e su siti di condivisione video.

"La scarsa lungimiranza dei leader su questo tema (impiegati che si lamentano online dei loro capi, che discutono salari e che fanno trapelare informazioni riservate) è prova di una delle minacce più pericolose per la reputazione in ambito professionale" afferma Leslie Gaines-Ross, Chief Reputation Strategist di Weber Shandwick. "Abbiamo promosso questa ricerca insieme all'Economist Intelligence Unit, per far emergere i temi chiave, in modo da poter meglio indirizzare i leader su come gestire con successo, monitorare e salvaguardare la loro reputazione e quella delle proprie aziende, in un ambiente di influenza e conversazione sempre più aperto."

E-mail inviate per errore
A tutti i livelli, gli impiegati hanno avuto potenzialmente l'opportunità di nuocere alla reputazione della loro società. E' significativo che un buon 87% dei manager di tutto il mondo ammetta di aver erroneamente inviato o ricevuto almeno un messaggio elettronico (e-mail privata, SMS o Twitter). In particolare l'80% dei CEO/Presidenti dichiara di aver mandato o ricevuto e-mail per errore. Con più di 60 miliardi di e-mail che circolano al mondo quotidianamente, non ci stupisce che alcune si perdano per strada, soprattutto nei seguenti casi (i dati sono emersi dalla ricerca): si scrivono e-mail a letto (67%), mentre si guida (50%), in bar o locali (39%) e durante riunioni di lavoro (38%). .

Secondo Leslie Gaines-Ross "Oggi ci sono rischi che dieci anni fa non esistevano nemmeno: e-mail che "si perdono per strada", campagne di protesta in rete condotte da clienti insoddisfatti, commenti di dipendenti che sul web sfogano le proprie lamentele, post di blogger e di chiunque altro voglia dar voce alla propria opinione. Per questo in questi anni abbiamo sviluppato un'offerta di consulenza strategica e di strumenti operativi fondata sulla velocità di azione e di intervento".

Nella ricerca è stata trattata una vasta gamma di argomenti, incluso i metodi con cui i dirigenti possono sfruttare il web per costruire e sostenere solide reputazioni aziendali. Se interrogati sull'efficacia di internet come risorsa, affermano che la rete è una fonte estremamente utile per reperire informazioni sui concorrenti (64%), sui partner (60%), per ottenere il feedback dei clienti (63%) e per esplorare nuove occasioni di business (60%). I manager sanno di avere una grande opportunità di intelligence quando si collegano a internet: insights che vanno dalle informazioni sui prodotti competitor, difetti di prodotto, applicazioni di brevetti, suggerimenti dalla propria clientela.

"Internet ha trasformato molti dirigenti in detective della reputazione online" ha commentato Leslie Gaines-Ross.

E' interessante rilevare, invece, che pochi dirigenti trovino internet utile per valutare azioni di responsabilità sociale, attività di organizzazioni non profit, gruppi attivisti o ONG. "Forse i leader hanno meno domande in materia di responsabilità sociale dell'azienda o guardano a questo impegno con un po' di sospetto e qualche pregiudizio verso azioni di "greenwashing" – ha commentato Gaines-Ross. "E' anche probabile che i dirigenti lascino le questioni sociali e ambientali ai loro consulenti specializzati in questi temi".


Risky Business: Reputations Online è un'indagine condotta tra 703 senior manager, che operano in più di 20 industry diverse e in 62 paesi del mondo tra Nord America, Europa e Asia.

Clicca qui per visionare la ricerca

Fonte della news: www.ferpi.it

Ingegneri meccanici sempre più sostenibili

Un sondaggio condotto da Autodesk in collaborazione con ASME mostra la volontà di adottare una progettazione sostenibile e gli sforzi per ridurre il consumo di energia e le emissioni nocive

MILANO, 27 febbraio 2009 — Secondo quanto emerso dal primo sondaggio annuale sui trend della progettazione, commissionato dall’American Society Mechanical Engineers (ASME) e da Autodesk Inc. (NASDAQ: ADSK), ben due terzi degli intervistati avrebbero utilizzato prodotti ecocompatibili nei loro processi di progettazione.

Il sondaggio è stato condotto con l’intento di comprendere l’impatto della progettazione sostenibile sull’ingegneria meccanica e sui processi di fabbricazione nelle industrie dei settori automobilistico e del trasporto, delle macchine industriali, dei prodotti di consumo e dell’energia.

Oltre la metà degli ingegneri intervistati, inoltre, ha mostrato la propria volontà di incrementare il ricorso alla progettazione sostenibile nel prossimo anno. Lo scopo principale è di ridurre il quantitativo di energia impiegata e quello di emissioni nocive e, allo stesso tempo, rispettare appieno norme e standard ambientali.

ASME ha coinvolto nel sondaggio anche un campione di studenti, che hanno dichiarato di aver appreso competenze di design sostenibile durante il proprio percorso di studi e di essere interessati a sostenere la causa della progettazione green oriented.

“Gli ingegneri devono prendere coscienza dell’impatto che le loro decisioni esercitano sull’ambiente” ha dichiarato Thomas G. Loughlin, Executive Director per ASME. “Essi devono saper collaborare al fianco dei colleghi in un contesto lavorativo interdisciplinare per soddisfare gli obiettivi di efficienza e di impiego intelligente delle risorse”.

“ASME vuole porsi come un punto di riferimento nel dibattito tra ingegneri, legislatori ed industrie – quali Autodesk - per assicurare che ognuno stia remando verso la stessa direzione in materia di ingegneria sostenibile”, ha aggiunto Loughlin.

“Siamo lieti di collaborare con ASME per ribadire ancora una volta l’importanza di formulare scelte di progettazione più intelligenti e sostenibili” - ha affermato Robert “Buzz” Kross, senior vice president Manufacturing Industry Group di Autodesk - “Per questo motivo, Autodesk continua ad impegnarsi per offrire agli ingegneri gli strumenti per la prototipazione digitale più utili per comprendere l’impatto che i nuovi prodotti potrebbero avere sull’ambiente”.

Le Priorità dell’ingegneria Meccanica in Materia di Risorse Rinnovabili

Oltre alle priorità sopra indicate, dalla ricerca sono emersi come fattori di importanza fondamentale anche il ricorso alle risorse rinnovabili e ai materiali riciclati e riciclabili, nonché la riduzione degli sprechi durante la fabbricazione.

Sempre secondo i risultati del sondaggio, il costo rimarrebbe l’elemento più incisivo quando si tratta di introdurre scelte di sostenibilità nello sviluppo di un nuovo prodotto. Un terzo degli ingegneri professionisti interrogati, infatti, sostiene che potrebbe considerare l’uso di tecnologie sostenibili soltanto qualora esse si rivelino economicamente più convenienti.

Metodologia di somministrazione del questionario e campione di riferimento

L’indagine è stata svolta lo scorso dicembre in via telematica, per un periodo pari a due settimane. 50 mila professionisti e 18 mila studenti, tutti iscritti all’ASME, sono stati interrogati attraverso un questionario strutturato in 16 domande. Circa il 60% degli ingegneri intervistati ha alle spalle una carriera ventennale, con diversi anni di esperienza nella progettazione e nella realizzazione di prodotti, sistemi o attrezzature. Circa il 20% lavora nel settore energetico e oltre il 10% nel settore dei servizi professionali e nella produzione.

Per ulteriori informazioni sul sondaggio, visitare il sito: www.autodesk.com/green

Autodesk e la progettazione sostenibile

Autodesk, leader mondiale nella fornitura di software di progettazione per architetti, progettisti e ingegneri, supporta la sostenibilità fornendo ai propri clienti i migliori software di progettazione e di ingegneria, permettendo loro di prendere decisioni progettuali più intelligenti ed ecocompatibili.

La soluzione Autodesk per la prototipazione digitale, che i produttori utilizzano per progettare, visualizzare e simulare le loro idee, è in grado di aiutarli ad innovarsi in maniera sostenibile, garantendo risparmio energetico e ottimizzazione delle risorse impiegate. La prototipazione digitale consente ai costruttori di ottimizzare i materiali utilizzati, ridurre o eliminare gli sprechi, effettuare scelte sostenibili per le risorse da adottare, ottimizzare l’utilizzo di energia e permette l’adempienza di un numero crescente di normative e standard ambientali di tutto il mondo.

Per saperne di più sull’impegno di Autodesk nei confronti della progettazione sostenibile, visitare il sito: www.autodesk.com/sustainabilityreport

Informazioni su ASME

Fondata nel 1880, l’Associazione Americana degli Ingegneri Meccanici è un’organizzazione professionale no profit, che si prefigge lo scopo di promuovere l’arte, le scienze e la pratica dell’ingegneria meccanica e multidisciplinare e dei campi affini. ASME sviluppa codici e standard per innalzare i livelli di sicurezza pubblica e fornisce opportunità di formazione continua e di scambio di informazioni tecniche utili alla comunità ingegneristica e tecnologica di tutto il mondo.

Informazioni su Autodesk

Autodesk Inc. è leader mondiale nella fornitura di 2D e 3D design software per il settori industriale, architettonico ed edilizio, dei mezzi di comunicazione e dello spettacolo. Sin dall’introduzione di AutoCAD nel 1982, Autodesk ha sviluppato la più ampia gamma di soluzioni per la creazione di prototipi digitali all’avanguardia per permettere ai clienti di sperimentare le loro idee prima di metterle in pratica. Le aziende Fortune 1000 si affidano ad Autodesk per gli strumenti di visualizzazione, simulazione e analisi di prestazioni reali nelle prime fasi del processo di progettazione per risparmiare tempo e denaro, migliorare la qualità e favorire le innovazioni. Per ulteriori informazioni su Autodesk, visitare www.autodesk.it

Autodesk è un marchio registrato di Autodesk negli Stati Uniti e/o in altri paesi. Tutti gli altri nomi, nomi di prodotto o marchi appartengono ai rispettivi proprietari.

© 2009 Autodesk, Inc. Tutti i diritti riservati.

Ufficio Stampa Autodesk - Comunica con Simonetta

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5° ARMADIO DELLA SOLIDARIETA' per L'ARTRITE REUMATOIDE GIOVANILE

L’armadio della solidarietà
(Artrite Reumatoide Giovanile) dell’Associazione Nazionale Malati Reumatici Onlus
organizza il
5° MERCATINO DI ABBIGLIAMENTO E ACCESSORI VINTAGE
dal 4 all’ 8 marzo 2009, ore 10 - 19
Istituto GAETANO PINI - Via Gaetano Pini 9 – Milano

Torna “l’Armadio della solidarietà” di primavera del Gruppo ARG per continuare la raccolta fondi necessaria a portare a termine il Progetto UVEITE: unificare in un’unica sede gli accertamenti necessari ai malati di artrite reumatoide giovanile, che hanno difficoltà motorie aggravate da dolore articolare.
Il ricavato delle vendite dei precedenti “Armadi della solidarietà” ha permesso al Gruppo ARG di acquistare l’oftalmoscopio, necessario per eseguire l’esame biomicroscopico con lampada a fessura, per l’Ambulatorio Interdisciplinare di Immunopatologia Oculare che è stato inaugurato lo scorso 26 settembre, presso il Centro di Reumatologia Infantile dell’Unità Operativa di Reumatologia dell’Istituto Gaetano Pini di Milano.
Gli interventi della Dr.ssa Gerloni alla trasmissione Amici hanno suscitato grande risposta ed interesse nel pubblico, grazie anche allo spazio offerto al numero solidale.
Sempre più vicina è la prossima tappa del Progetto UVEITE: dotare l’ambulatorio oculistico di Kowa Laser, strumento computerizzato in grado di rivelare precocemente l’infiammazione nascosta negli occhi di bambini e adolescenti affetti da Artrite Reumatoide Giovanile – ARG .
L’uveite è l’infiammazione dell’uvea (membrana che avvolge internamente l’occhio, nella quale scorrono i vasi sanguigni), può colpire entrambi gli occhi e la sua causa più frequente è proprio l’ARG, una grave patologia autoimmune, cronica e sistemica.
L’Unità operativa di Reumatologia Infantile dell’Istituto Gaetano Pini sarà la prima struttura a livello Nazionale in grado di poter offrire, sia in fase diagnostica che terapeutica, l’indispensabile approccio interdisciplinare a questa patologia.
Prevenzione e diagnosi tempestiva, soprattutto nei più piccoli e negli adolescenti, sono della massima importanza per evitare danni irreversibili, che possono condurre alla cecità.

Non bisogna arrendersi di fronte a questa grave patologia cronica e invalidante.

Informazioni dettagliate su ARG si possono trovare sui siti www.anmar-italia.it e www.gpini.it
Gruppo ARG: anmar.gruppo.arg@gpini.it
Referente Medico e Responsabile U.O.S. di Reumatologia Infantile del Gaetano Pini: Dr.ssa Valeria Gerloni
Responsabile Gruppo ARG: Sig.ra Rita Moneta, tel. 348.9121594
Responsabile Relazioni Pubbliche: Sig.ra Paola Muti, tel. 333.6685637
Ufficio Stampa Gruppo Arg: Manuela Rosenthal e Roberta Camuffo, www.marostudio.it ; e-mail: posta@marostudio.it

Weekend al Museo - Scoperta da fare

Sabato 28 febbraio, alle ore 11, Museo di Capodimonte di Napoli, Enzo Salomone, inaugura il calendario di "Weekend al Museo?", un progetto ideato dalla Soprintendenza Speciale per il Polo Museale e realizzato in collaborazione con il Comune di Napoli e Campania Artecard, un ricco programma di attività che sottotitolano con un invitante "c'è sempre una scoperta da fare!".
Occasione per trascorrere qualche ora 'alla scoperta' dell'immenso patrimonio culturale della nostra regione. Sono tante le storie contenute in un museo: non è necessario – ne' opportuno - conoscerle tutte assieme e in un solo giorno.
Val quindi la pena di seguire i percorsi di approfondimento proposti dagli storici dell'arte di Progetto Museo che si alterneranno al linguaggio teatrale de Le Nuvole, con il supporto organizzativo di Pierreci. Da sabato l'ambizioso progetto che vede in scena - presso la Sala Burri del Museo di Capodimonte – l'attore Enzo Salomone con un reading dedicato ai testi futuristi.
Il 20 febbraio 1909 Le Figaro pubblica il Manifesto Futurista di Filippo Tommaso Marinetti sancendo la nascita di uno dei movimenti più importanti della cultura del Novecento, fortemente critico nei confronti dell'arte del passato e tutto volto all'esaltazione del progresso: "noi non vogliamo distruggere i musei, le biblioteche, le accademie d'ogni specie e combattere contro il moralismo, il femminismo e contro ogni viltà opportunistica o utilitaria".
A cento anni da questa dichiarazione il Museo di Capodimonte ospita una conversazione condotta da Lorella Starita sul tema dell'arte e dei musei, interrotta da incursioni di letture…. in stile futurista! Le iniziative di "Weekend al Museo?" sono a numero chiuso, per rendere le attività più fruibili, è quindi necessario prenotare la propria partecipazione al n° 848800288.
Il programma continua con numerosi appuntamenti anche presso gli altri musei della Soprintendenza Speciale: "l'arte della guerra e della pace" (Museo di Capodimonte 08/03/2009 ore 11,00), "signori, si salpa" (Museo di San Martino 21/03/2009 ore 11,00), "disegnare per guardare" (Museo di Capodimonte 04-05/04/2009 ore 11,00), "un mondo in tazza" (Museo Duca di Martina 18-19/04/2009 ore 11,00), "a tutta birra!" (Museo Duca di Martina 25-26/04/2009 ore 11,00), "note a margine" in collaborazione con il Conservatorio Di Napoli San Pietro a Majella (Museo di Capodimonte 10/05/2009 ore 11,00), "libro ad arte" in collaborazione con l'associazione culturale A voce alta (Museo di Capodimonte 23/05/2009 ore 16,30 e Museo di Villa Pignatelli 24/05/2009 ore 11,00).

Info: 800600601.

mario carillo napoli-news.net

OGGI-27 FEBBRAIO 2009 SCIOPERO GENERALE DEL COMPRENSORIO POMIGLIANESE PER I DIPENDENTI FIAT

DIFENDERE LO STABILIMENTO DI POMIGLIANO D'ARCO DELLA FIAT: PER NON PERDERE LA TRADIZIONE INDUSTRIALE DELLA NOSTRA REGIONE.
di: Raffaele Pirozzi e Giuseppe Biasco

Dall'inizio dell'anno i lavoratori dello stabilimento di Pomigliano d'Arco della Fiat, sono in lotta per la difesa del posto di lavoro.

Ed oggi si terrà a Pomigliano una giornata di lotta ed una manifestazione, per ottenere dal Governo un tavolo di confronto per definire il futuro produttivo dello Stabilimento. Appena l'anno scorso, con una grande ristrutturazione degli impianti, un lungo periodo di formazione del personale ed un ulteriore decentramento di alcune parti della produzione, lo stabilimento aveva recuperato ben 7 punti di efficienza produttiva e i dipendenti erano appena 5000: il più basso livello di occupazione nella storia di quella azienda. Ma tutto questo non è bastato, la crisi che ha sconvolto i mercati, ha provocato la cassa integrazione per i dipendenti della Fiat, mentre aumentano le preoccupazioni per il futuro.

La denuncia che fanno i Sindacati ed i lavoratori è che lo stabilimento non sembra avere più una missione produttiva. Dietro questa affermazione tecnica si nasconde una verità difficile da digerire: i modelli prodotti in quello stabilimento sono in fase di uscita dal mercato, perché non più adeguati alle nuove esigenze degli automobilisti, che hanno necessità di comprare vetture a prezzi contenuti,con consumi bassi e con motori ecologicamente avanzati.

La battaglia dei lavoratori di Pomigliano, deve tenere conto, come sempre, che il loro destino è legato alla difesa della fabbrica, tra le poche ancora rimasta nella nostra Regione. Non si tratta di una vertenza qualsiasi, perché in Campania, attorno alla produzione dell'auto lavorano ancora 20.000 addetti.

La Fiat, da oltre 20 anni proprietaria dello stabilimento di Pomigliano, decise di chiamarlo con il nome di un importante intellettuale meridionale; sia per valorizzare il territorio, sia per dimostrare lo stretto rapporto esistente tra la ricerca culturale e lo sviluppo industriale. La scelta cadde sulla figura di Giambattista Vico, indubbiamente il più importante e conosciuto filosofo napoletano. Purtroppo, il riferimento è talmente appropriato, che se ne sarebbe fatto volentieri a meno. Vico è conosciuto per la sua teoria dei corsi e dei ricorsi storici e nel caso dello stabilimento di Pomigliano, nei suoi 40 anni di vita le crisi e le difficoltà sono state ricorrenti.

Lo stabilimento dell'Alfasud di Pomigliano d'Arco fu costruito in soli 4 anni da maestranze meridionali ed entrò in produzione nel Giugno del 1972. Lo stabilimento aveva una tale rigidità produttiva che bastava poco per far fermare la produzione. I dipendenti erano tutti giovani e senza esperienza industriale, erano gli anni della contestazione e delle lotte operaie per il cambiamento dei contratti di lavoro e per l'applicazione dello statuto dei lavoratori.

La fabbrica stentò a raggiungere gli standard produttivi stabiliti a tavolino. Mentre ci si interrogava su quali soluzioni adottare, giunse la crisi petrolifera della seconda metà degli anni 70, che introdusse in uno stabilimento appena partito, la cassa integrazione e lunghe sospensione delle attività lavorative. A quel tempo, lo stabilimento di Pomigliano era una società per azioni autonoma e con i propri dirigenti. I dipendenti erano ben 17.856. Quello stabilimento, tranne i reparti della fonderia e delle fucine che si trovavano al Portello di Milano, avevano tutto il ciclo produttivo dell'auto. Dal motore alla scocca, tutto era montato in azienda.

Quel particolare modello di stabilimento produttivo, non poteva reggere a lungo al profondo cambiamento del sistema produttivo internazionale introdotto dai giapponesi. Negli anni 80, bisognò effettuare una ristrutturazione industriale e produttiva che portò alla espulsione dalla azienda di 3500 lavoratori, mentre altre migliaia furono costretti a lunghi periodi di cassa integrazione speciale, che durò dal 1982 al 1990. Nel frattempo l'Alfa Romeo era stata ceduta dall'IRI alla Fiat, che trasformò ulteriormente lo stabilimento di Pomigliano, rendendolo in grado di produrre vetture di ogni tipo e di qualsiasi cilindrata.

E' una storia di lavoro, di sacrifici dei dipendenti, di cassa integrazione, di mobilità, di produzioni di alta qualità, una tradizione produttiva che identifica la nostra regione. In quello stabilimento, senza che nessuno lo ricordi mai, sono state prodotte oltre 7 milioni di vetture, per quell'immenso territorio dello stabilimento: oltre un milione di metri quadri, di cui ben 300.000 mq coperti sono passati ben 35.000 lavoratori, che a vario titolo e con diverse professionalità, hanno dato un contributo allo sviluppo dell'industria nel Sud.

Se la sfida degli anni 70 era quella di dimostrare che nel Mezzogiorno si potevano costruire automobili, bene quella sfida, quei lavoratori l'hanno vinta. Quello stabilimento è stato, inoltre, un presidio di democrazia in un territorio sempre a rischio, che non può e non deve scomparire. La lotta dei lavoratori di Pomigliano è quella di portare nuove produzioni, ma anche e soprattutto far restare sul nostro territorio una potenzialità di sviluppo industriale, che altrimenti andrebbe perduta.

La nostra Regione, ora più che mai ha bisogno di lavoro industriale, proprio ora che i miti di uno sviluppo totale del settore terziario stanno scomparendo, adesso non possiamo perdere il lavoro in fabbrica, nella più antica azienda automobilistica del Sud, che rappresenta una tradizione, una storia un esempio di lavoro e sacrificio che fa onore a tutti i meridionali. La lotta di Pomigliano è la lotta di tutta la Campania, è una battaglia che deve crescere e che non possiamo perdere.


Raffaele Pirozzi direttore giornaleonline"www.notiziesindacali.com"

VODAFONE: MICROSOFT ONLINE SERVICES E SOLUZIONI INTEGRATE VOCE-DATI PER LE PICCOLE E MEDIE IMPRESE


Vodafone offrira' Microsoft online Services insieme a soluzioni integrate voce e dati

PER le piccole e medie imprese

Microsoft e il Gruppo Vodafone annunciano oggi un accordo che consentira' a Vodafone di offrire in un'unica soluzione i servizi integrati voce e dati fissi e mobili insieme a Microsoft Online Services per soddisfare tutte le esigenze di comunicazione delle aziende. Dopo il lancio in Italia di InOffice Numero Fisso, Rete Unica e l'ADSL per le Aziende, Vodafone si consolida come operatore di comunicazione totale in grado di offrire ai propri clienti soluzioni di telefonia mobile, fissa e connettivita' DSL.

L'accordo con Microsoft consente a Vodafone di rendere disponibili all'interno delle propria offerta tutte le soluzioni che Microsoft Online Services mette a disposizione delle imprese di ogni dimensione:

· Microsoft Exchange Online

· Microsoft Office Communications Online

· Microsoft Office Live Meeting

· Microsoft SharePoint Online

Microsoft Online Services e' attualmente disponibile negli Stati Uniti e sara' lanciato anche in altri Paesi nella prima meta' del 2009. Vodafone offrira' la propria soluzione integrata nel corso del 2009 in Germania e Spagna e nei mesi successivi in altri Paesi.

Grazie alla nuova offerta Vodafone - Microsoft, i professionisti e le aziende potranno ridurre i tempi e i costi di gestione delle comunicazioni aziendali, concentrandosi sul proprio core business e sulle attività aziendali più rilevanti, grazie ai servizi voce e dati, mobili e fissi, di Vodafone integrati con Microsoft Online Services. Per questi servizi, Vodafone continuerà a garantire assistenza e supporto ai propri clienti attraverso i tradizionali canali di contatto e gestione, mentre Microsoft fornirà i servizi di Microsoft Online Services dai propri datacenter.

Nell'ambito di questa partnership, Microsoft e Vodafone continueranno a investire insieme per lo sviluppo di soluzioni che consentano una sempre maggiore integrazione delle offerte fisso-mobile per il mondo delle aziende.

MATREC, Material Recycling, 1a banca dati italiana su eco-design dedicata a prodotti e materiali riciclati

MATREC (Material Recycling) è la prima banca dati italiana gratuita di eco-design dedicata a prodotti e materiali riciclati, al loro impiego nel mondo della produzione e del design.
Da un'idea dell'arch. Marco Capellini, MATREC nasce nel 2002 come portale on-line in collaborazione con i Consorzi Nazionali del Riciclo CiAl, Comieco e CoRePla.

Nel 2006 MATREC da virtuale diventa reale grazie anche alla partecipazione di Regione Lombardia e Cestec. In uno spazio dedicato presso la Scuola Politecnica di Design a Milano vengono esposti gratuitamente al pubblico oltre 300 campioni di materiali riciclati provenienti da tutto il mondo.

Dal 2008 aderiscono al progetto Assorimap (Associazione Nazionale Riciclatori e Rigeneratori Materie Plastiche) e Cesap (Centro Europeo Sviluppo Applicazioni Plastiche) come referenti per la parte plastica e gomma. Nello stesso anno viene aperto il primo centro Matrec in Portogallo presso il Parco Scientifico e Tecnologico di Evora in collaborazione con Confindustria, Agenzia per l'Ambiente e Ministero dell'Ambiente portoghesi.

MATREC è uno strumento, ma principalmente un servizio, che si rivolge ad aziende, liberi professionisti, designer, università, centri di ricerca per lo sviluppo di prodotti a ridotto impatto ambientale.
Matrec Lab - Il Centro Ricerche.
Creato per supportare le imprese nello sviluppo di nuovi prodotti, il Centro Ricerche si avvale di tutte le informazioni raccolte nella banca dati, delle collaborazioni con gli operatori del sistema del riciclo e della rete internazionale di Università e laboratori con l'obiettivo di sviluppare nuovi concept di prodotto, analisi ambientale e scenari di mercato, ricerca di materiali e sperimentazioni a supporto delle imprese.

www.matrec.it.
info@matrec.it

23° PREMIO DI POESIA LORENZO MONTANO


PREMIO DI POESIA LORENZO MONTANO
VENTITREESIMA EDIZIONE


Il Premio è dedicato al poeta Lorenzo Montano
(Verona 1895 – Glion-sur-Montreux 1958)


I premi saranno attribuiti nell'ambito della terza Biennale Anterem di Poesia


PREMIO «RACCOLTA INEDITA»
Patrocinio: Biblioteca Civica di Verona

Al Premio si concorre con una raccolta inedita di poesie non inferiore a 200 versi.
Tra i lavori pervenuti, la Giuria del Premio – composta dalla direzione e dalla redazione di "Anterem" – sceglierà l'opera vincitrice, che sarà pubblicata, grazie alla partecipazione della Biblioteca Civica di Verona, nella collana "La ricerca letteraria" di Anterem Edizioni, con una riflessione critica di uno storico della letteratura.
Il volume sarà inviato a quotidiani, riviste, critici, biblioteche e università.
Al fine di valorizzare i poeti che non hanno mai pubblicato in volume, sono previsti particolari riconoscimenti per le opere prime.
A questo proposito le stesse dovranno essere evidenziate sul frontespizio e nella nota biobibliografica.



PREMIO «OPERA EDITA»
Patrocinio: Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona

Al Premio si concorre con un volume di scritture poetiche pubblicato dopo il 1° gennaio 2006. Non sono escluse le scritture in forma di immagini o di musica, su supporti video o audio.
La Giuria del Premio seleziona tre vincitori, ai quali l'Assessorato alla Cultura della Provincia di Verona attribuirà la somma di Euro 500,00 ciascuno.
La Giuria dei Lettori, formata da storici della letteratura e dell'arte, filosofi, critici letterari e docenti universitari, sceglierà tra questi poeti il supervincitore, al quale sarà attribuita dal medesimo Assessorato un'ulteriore somma di Euro 1000,00.
Particolari riconoscimenti saranno attribuiti agli studenti che, partecipando alla Giuria dei Lettori, svolgeranno i migliori saggi critici sui libri premiati.



PREMIO «UNA POESIA INEDITA»
Patrocinio: Prima Circoscrizione di Verona

Al Premio si concorre inviando una poesia inedita, che costituisca per l'autore un momento privilegiato nell'ambito della sua ricerca poetica: un testo che proprio nell'unicità trovi la sua ragione.
Al vincitore sarà attribuita dalla Prima Circoscrizione di Verona la somma di Euro 750,00.
Le poesie finaliste saranno designate dalla Giuria del Premio. La poesia vincitrice sarà scelta dalla Giuria Critica.


PREMIO SPECIALE DELLA GIURIA «OPERE SCELTE»
Patrocinio: Regione Veneto

Il riconoscimento è destinato dalla Giuria del Premio a un autore che abbia contribuito ad ampliare i percorsi di conoscenza che conducono alla verità poetica nella contemporaneità.
Grazie alla partecipazione della Regione Veneto, allo scrittore sarà riconosciuta la pubblicazione, da parte di Anterem Edizioni, di una raccolta di testi selezionati tra le sue opere edite e inedite.
Il lavoro antologico, introdotto da un'ampia riflessione critica e corredato da un'esauriente bibliografia, si configurerà come un vero e proprio profilo dell'esperienza letteraria e conoscitiva dell'autore.


ULTERIORI PREMI

SEGNALAZIONI DI MERITO E MENZIONI sono previste per tutte le sezioni del Premio. I poeti che otterranno questi riconoscimenti saranno i veri protagonisti della terza Biennale Anterem di Poesia.

TUTTE LE OPERE PERVENUTE AL PREMIO saranno catalogate e conservate, insieme ai manoscritti e ai volumi dei poeti contemporanei più significativi, presso il Centro di Documentazione sulla Poesia Contemporanea "Lorenzo Montano" della Biblioteca Civica di Verona, a disposizione dei critici e degli storici della letteratura.

UN BRANO MUSICALE COMPOSTO DAL MAESTRO FRANCESCO BELLOMI, docente del Conservatorio di Milano, sarà dedicato a ciascuna delle opere vincitrici. Le musiche originali verranno eseguite durante la cerimonia di premiazione e compendiate nel sito www.anteremedizioni.it

UNA BORSA DI STUDIO viene messa a disposizione dall'Associazione Anterem per gli studenti che entro il 31 marzo 2009 abbiano conseguito la laurea discutendo una tesi sulla rivista "Anterem" e sulle questioni cruciali del pensiero poetico che il periodico promuove in connessione con i settori più avanzati del sapere contemporaneo. I concorrenti sono tenuti a inviare una copia della tesi.

IL PERIODICO ON-LINE "CARTE NEL VENTO", vero e proprio notiziario di poesia, ospiterà approfondite note critiche sulle poesie finaliste, insieme ai più significativi tra i testi poetici pervenuti. Prodotto da Anterem Edizioni, il periodico troverà spazio sul sito www.anteremedizioni.it. Notizia dell'avvenuta uscita on-line sarà inviata tempestivamente a tutti i partecipanti per posta elettronica.



MODALITÀ DI PARTECIPAZIONE

Tutte le opere, sia edite che inedite, devono essere inviate in tre copie alla sede del Premio, in via Zorzi 9 - 37138 Verona, Italia, entro il 31 marzo 2009.
Su ciascuna delle tre copie va riportata la nota biobibliografica del poeta con indirizzo, recapito e-mail e telefonico.

Per partecipare al Premio è necessario iscriversi per almeno un anno all'Associazione Culturale Anterem come Soci Onorari.
La quota associativa è di Euro 29,00 – da versare sul c.c. postale 10583375 intestato ad Anterem, via Zambelli 15, 37121 Verona, o con assegno bancario non trasferibile o con vaglia postale.
Tale versamento dà diritto a partecipare a tutte le sezioni del Premio.
Copia del tagliando dell'avvenuta rimessa andrà allegata ai testi inviati.
Le opere pervenute non saranno restituite.

L'esito del concorso sarà reso noto sul sito Internet del Premio: www.anteremedizioni.it
Sarà altresì comunicato a tutti i partecipanti: o per lettera o per e-mail.
Verrà altresì pubblicizzato sulla stampa periodica nazionale e sulla rivista "Anterem".


Segreteria del Premio: Via Zorzi 9 - 37138 Verona
tel. 3384628830 (dalle ore 14 alle 15 e dalle ore 19 alle 20)
e-mail: premio.montano@anteremedizioni.it

La Fantastica locomotiva del Riciclo dei Rifiuti tecnologici, sul Treno Verde di Legambiente

Un treno sul Treno Verde di Legambiente

ReMedia, il principale Consorzio multi-settore per la raccolta dei Rifiuti elettrici ed elettronici, è partner della campagna di Legambiente e porta in giro per l'Italia Remigia, una colorata e divertente locomotiva che educa i ragazzi al riciclo dei rifiuti tecnologici


ReMedia partner del Treno Verde per sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata dei RAEE

È partita da Roma ieri, la campagna nazionale di Legambiente che viaggerà in Italia nei prossimi due mesi e che quest'anno avrà tra i propri temi principali quello della corretta gestione dei RAEE, i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche.

ReMedia il principale Consorzio multi-settore che opera in questo ambito è quest'anno partner tecnico dell'iniziativa con l'obiettivo di contribuire alla diffusione di una informazione sempre più ampia e corretta relativamente al raccolta e al trattamento dei "Rifiuti Tecnologici", una realtà in crescita e di grande rilievo nel mondo e nel nostro Paese.


Rifiuti elettronici in costante crescita che richiedono competenza ed eccellenza nella loro gestione

Infatti, ogni anno in Italia vengono acquistati, oltre 2 milioni di frigoriferi e di TV, 500.000 climatizzatori, 20 milioni di telefonini ed tanti altri piccoli e grandi elettrodomestici da cui sono derivati, solo nel 2008, oltre 850.000 tonnellate di rifiuti cosiddetti tecnologici.

Inoltre, questa tipologia di rifiuto è in crescita a livello mondiale del 5% all'anno, un tasso di crescita 3 volte superiore a quello dei rifiuti normali.

In Italia, è operativo dal Gennaio 2008 il Sistema RAEE (D.Lsg 151/05) finanziato dai produttori di apparecchiature Elettriche ed Elettroniche

ReMedia opera in rappresentanza delle principali aziende produttrici, nazionali e internazionali assicurando la raccolta dei rifiuti tecnologici dalle isole ecologiche agli impianti di riciclo, dove vengono trattati secondo i massimi criteri di efficienza e tutela ambientale.

Consorzio ReMedia nell'attuare al meglio la volontà dei propri Soci coniuga l'impegno e la passione di centinaia di produttori nei confronti dell'ambiente con i livelli di eccellenza nella gestione e recupero dei rifiuti tecnologici, nella ricerca continua di applicazioni innovative nell'interesse non solo delle aziende consorziate ma nel pieno rispetto della salvaguardia dell'ambiente e del cittadino.


Educare, divertendo: Remigia, la fantastica locomotiva del riciclo dei rifiuti elettronici

ReMedia promuove, inoltre iniziative di sensibilizzazione sul tema del riciclo dei rifiuti tecnologici rivolte alle giovani generazioni, attori di primissimo piano nell'acquisto ed uso di questi beni. In tal senso ha realizzato Remigia, la fantastica locomotiva del riciclo, interattiva e divertente, che permette ai ragazzi di esplorare il viaggio compiuto da un oggetto tecnologico attraverso le fasi del corretto riciclo, raccontate con semplicità e immediatezza: "raccolta, separazione, triturazione dei RAEE e recupero dei materiali preziosi".

Saranno oltre 18.000 i ragazzi delle scuole di Napoli, Taranto, Pescara, Verona, Alessandria, La Spezia e Firenze che si stima visiteranno Remigia sul Treno Verde di Legambiente lungo il suo viaggio per l'Italia, a cui si aggiungeranno le visite delle famiglie nei week end di sosta nelle stazioni di queste città.


"ReMedia, ha investito sul futuro, anche con programmi di sensibilizzazione nei confronti dei cittadini rivolgendosi soprattutto alle nuove generazioni oggi grandi utilizzatori di tecnologia - sottolinea Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia. Il connubio con la storica iniziativa Treno Verde di Legambiente dal successo ormai consolidato, ci consente di poter presentare ad un pubblico ampio e al mondo scolastico in visita, come piccoli gesti quotidiani possano contribuire alla raccolta differenziata di questi rifiuti tecnologici".

"Parliamo di oggetti- prosegue Danilo Bonato -che giunti a fine vita, vanno gestiti con massima cura e attenzione per le sostanze nocive contenute e per il "piccolo grande tesoro" di materiali ancora recuperabili. Un impegno che attraverso i bambini, vuole arrivare nelle case per diventare un elemento fondamentale delle nostre abitudini".


I RAEE: tema centrale per una gestione sostenibile dei rifiuti e valorizzazione di materiale recuperabile

La normativa sui rifiuti elettrici ed elettronici è entrata in vigore in Italia con il Decreto Legislativo 151 del 2005 che ha recepito le Direttive Europee 2002/95, 2002/96, 2003/108/CE, relative alla riduzione dell'uso di sostanze pericolose nelle apparecchiature elettriche ed elettroniche, nonché allo smaltimento dei rifiuti.

Il Sistema RAEE, serve già oltre 40 milioni di cittadini in quasi 3000 Comuni in tutta Italia, ma non basta! Oggi nel nostro Paese si gestiscono in modo sicuro meno di 2 kg di RAEE per abitante, a fronte di una media europea di 6 kg e di una produzione pro-capite di circa 14 kg.

Un tema fondamentale, dunque, cui si lega l'evidenza del recupero e del riutilizzo di molti materiali contenuti nei rifiuti tecnologici: da un televisore si arriva a recuperare fino al 96% di materiali riutilizzabili. Tra le principali frazioni ricavate si ottengono ad esempio: rame 3%, ferro 12%, alluminio 0,4%, vetro 48%, plastica 16%.

Inoltre, 1 tonnellata di telefoni cellulari contiene mediamente 110 kg di rame, 60 kg di ferro, 15 kg di nichel e 4 kg di altri metalli preziosi recuperabili.

ReMedia: l'impegno concreto dell'industria elettronica per il riciclo dei RAEE Domestici e Professionali, pile e accumulatori

Consorzio ReMedia è il più importante sistema collettivo multi-settore italiano dei produttori di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Fornisce servizi integrati di raccolta, trasporto e trattamento su tutte le categorie di prodotti previste dal Decreto RAEE (D.lgs 151/2005), Domestici e Professionali, nonché pile e accumulatori (D.lgs 188/2008).

ReMedia è membro del WEEE Forum, prestigiosa associazione dei più importanti sistemi collettivi RAEE Europei e le sue attività sono svolte senza scopo di lucro, un'ulteriore garanzia di trasparenza e serietà nei confronti dei propri consorziati, partner e consumatori.

Costituito nel 2005, ReMedia vanta oggi oltre 1.000 soci tra le principali aziende nazionali e internazionali dell'Elettronica di Consumo, Elettrodomestici, Informatica e Telecomunicazioni, Giocattoli, Climatizzazione, Orologeria, Strumenti Musicali, settori che rappresentano un fatturato di 40 miliardi di euro, pari al 2,7% del PIL nazionale e che si avvalgono di oltre 230.000 addetti.

www.consorzioremedia.it

Contatti Stampa Hill&Knowlton Gaia

Paola Sinigaglia, mobile: +39.346.0803402 - sinigagliapathkgaia.com

Alessia Calvanese 06.441640328- 335/1309390 calvaneseaathkgaia.com

giovedì 26 febbraio 2009

FederBio: nuova stagione per bio italiano

FederBio: si apre una stagione favorevole per il Bio italiano

Anche la ventesima edizione di BioFach afferma il trend di crescita del Biologico

L'edizione 2009 del BioFach appena conclusa afferma il continuo trend di sviluppo che il comparto del Biologico del nostro Paese sta vivendo, in assoluta controtendenza rispetto all'agro-alimentare nel suo complesso. I 394 operatori italiani presenti, secondi solo alle aziende tedesche, e l'alto numero di vincitori del nostro Paese all'International Wine Award, il concorso internazionale che premia i vini di primissima qualità da viticoltura biologica, sono due punti a dimostrazione di una stagione favorevole per il Bio italiano.

Il 2008 è stato un anno positivo per i consumi di alimenti biologici in Italia: come rilevato dall'ISMEA in collaborazione con AC Nielsen, si è avuto, in termini monetari, un aumento degli acquisti domestici di prodotti Bio confezionati del 5,4%. I maggiori tassi di crescita si rilevano per l'ortofrutta fresca e trasformata (+20% circa rispetto al 2007), per i prodotti per l'infanzia (+16%) e per pane, pasta, riso e uova, che su base annua hanno fatto segnare un incremento di oltre il 14%.

"I dati ISMEA-AC NIELSEN sulla crescita dell'acquisto di prodotti biologici in Italia nel 2008 – commenta Paolo Carnemolla, Presidente di FederBio - sono la conferma di una tendenza che si registra ormai da alcuni anni e che la crisi economica ha solo momentaneamente rallentato. Il cambiamento nei consumi degli italiani non va solo nella direzione del risparmio, ma anche della qualità e della responsabilità nelle scelte di acquisto, proprio in un momento di grande difficoltà per i redditi delle famiglie. Si conferma dunque la percezione del biologico anzitutto come scelta consapevole di stile di vita, ma anche di attenzione all'ambiente e al territorio. Non è infatti un caso che i prodotti maggiormente acquistati siano quelli freschi e della tradizione alimentare italiana, oltre agli alimenti per l'infanzia. Maggiore diffusione e presenza dei prodotti Bio nella rete distributiva sull'intero territorio nazionale e campagne informative sulle garanzie della certificazione europea e nazionale dei prodotti sono gli elementi necessari per consolidare e far aumentare ulteriormente il consumo dei prodotti biologici in Italia."

Oltre all'aspetto numerico della crescita, il Biologico italiano dimostra di avere significativi livelli di qualità. Ne sono una prova gli ottimi risultati che il Biologico ha raggiunto a Norimberga durante il concorso internazionale che premia i vini di primissima qualità da viticoltura biologica durante il BioFach. Circa un terzo dei vini premiati durante il concorso è prodotto da aziende agricole italiane, a dimostrazione dell'importanza dell'aspetto qualitativo dei prodotti del nostro Paese. Trai premiati i vini di circa 50 aziende, tra le quali l'Azienda Agricola Fasoli Gino, la Barone Pizzini, l'Azienda Agricola Marco Carpineti.

Ufficio Stampa FederBio

Federazione Italiana Agricoltura Biologica e Biodinamica

Silvia Pessini

silvia.pessini@ariescomunicazione.it

Cell. 348 3391007

Aries Comunicazione

Via C. Cantù 4

20152 Monza

Tel 039 2300003

Fax 039 5293110

IMBALLAGGI IN LEGNO A CONVEGNO - Roma, 3 aprile 2009


TERZO CONVEGNO NAZIONALE DEGLI IMBALLAGGI di LEGNO

Roma, venerdì 3 aprile 2009
Centro Congressi Frentani – via dei Frentani 4


Per il terzo anno consecutivo Rilegno, in collaborazione con il Consorzio Servizi Legno Sughero, chiama a raccolta tutti gli operatori del settore degli imballaggi in legno (pallet, cassette per la frutta, imballaggi industriali). Tema di quest'anno Dalla teoria alla pratica, per riflettere sullo stato attuale e sulle prospettive future del comparto


Il mondo degli imballaggi in legno si dà appuntamento a Roma per il terzo Convegno Nazionale del settore, promosso da Rilegno, il consorzio nazionale che coordina e promuove raccolta recupero e riciclaggio degli imballaggi in legno (pallet, cassette per la frutta, imballaggi industriali) e dal Consorzio Servizi Legno-Sughero.

Dopo la prima edizione del convegno a Verona nel 2007 e la seconda a Milano nel 2008, l'appuntamento si rinnova a Roma, venerdì 3 aprile, al Centro Congressi Frentani in via dei Frentani 4, dalle 10 alle 17.

L'incontro rappresenta un importante momento di riflessione sull'andamento del settore, e già negli anni passati è risultato particolarmente apprezzato dai numerosi partecipanti, produttori di imballaggi in legno e operatori del settore logistica provenienti da tutta Italia.

Il convegno si sviluppa quest'anno secondo una modalità che viene incontro alle richieste pressanti degli operatori.

Dopo la mattina densa di un ricco programma di interventi sui diversi aspetti del comparto (il mercato del legno, il recupero dei rifiuti di legno, le prestazioni dei pallet l'idoneità igienico sanitaria delle cassette, il ruolo degli imballaggi industriali nella logistica, l'aggiornamento sulla legislazione per le imprese), il pomeriggio sarà riservato a una tavola rotonda di confronto tra gli operatori, occasione di dibattito e momento indispensabile per sviscerare le criticità del sistema e confrontarsi in modo diretto e costruttivo.

La partecipazione al convegno è gratuita, ma la prenotazione è obbligatoria. Segreteria organizzativa: Consorzio Servizi Legno-Sughero, Tel. 02 80604377.

Il convegno è organizzato in collaborazione con: CNA Unione Produzione Legno Arredo, UNITAL Unione Industrie Italiane Arredi Legno, Confartigianato Legno Arredo, Assoimballaggi Federlegno-Arredo. Partner tecnico: CRIL Centro Ricerche Imballaggi Legno e Logistica. Media partner: E-Pack, Rimagazine.


TERZO CONVEGNO NAZIONALE DELL'IMBALLAGGIO DI LEGNO
DALLA TEORIA ALLA PRATICA
PROGRAMMA
di massima



09.30 Registrazione dei partecipanti

10.00 Saluto Autorità


10.30 Nuovo standard ISPM 15 e novità FITOK: cosa cambia per le imprese autorizzate A cura del Comitato Tecnico FitOK del Consorzio Servizi Legno-Sughero

10.50 Legno a contatto con gli alimenti: gli obblighi di legge per le imprese produttrici, valutazioni conclusive Maria Rosaria Milana - Istituto Superiore di Sanità

11.10 Imballaggio ortofrutticolo di legno: la situazione attuale e le prospettive future Luca De Nardo - giornalista

11.30 Nuove Linee Guida per l'Imballaggio Industriale di legno Daniela Frattoloni e Roberto Gavardini – Comitato Tecnico Imballaggio Industriale del Consorzio Servizi Legno-Sughero

11.50 Prospettive future del sistema EPAL in Italia e in Europa A cura del Comitato Tecnico EPAL del Consorzio Servizi Legno-Sughero

12.10 Le prestazioni del pallet di legno: il progetto sicurezza e ambiente PALOK A cura di CRIL e Consorzio Servizi Legno-Sughero

12.30 Rifiuti di legno: riciclo e recupero, andamento del sistema A cura di Rilegno

12.50 Conclusione prima parte Rosario Messina, Presidente Federlegno-Arredo


13.15 Colazione


14.30 Ripresa dei lavori

Tavola rotonda "L'imballaggio di legno guarda al futuro"

Partecipano Fausto Crema – Presidente Rilegno

Ettore Durbiano – Presidente Consorzio Servizi Legno-Sughero

Paolo Gino Ninatti - Presidente Assolegno

Emanuele Barigazzi – Produttore pallet, CdA Rilegno

Giampiero Paganoni - Presidente Fedecomlegno

Michele Ballardini - Coordinatore CT FITOK e Presidente Assoimballaggi

Modera Sebastiano Cerullo, Assoimballaggi

16.00 Dibattito aperto

17.00 Anteprima nazionale di presentazione del Dossier Imballaggi in Legno sugli scenari futuri dei principali mercati di riferimento per il settore. A cura dell'Istituto Italiano Imballaggio e Consorzio Servizi Legno-Sughero

17.30 Chiusura dei lavori


Per accreditarsi al convegno, vi invito a prendere contatti con noi (Agenzia PrimaPagina, Ufficio Stampa Rilegno).

*****
Dott.ssa Caterina Molari - Agenzia PrimaPagina
Ufficio Stampa Rilegno
Via Sacchi 31 - 47023 Cesena
tel. 0547 24284 - fax 0547 27328
cell. 339 6535982
molari@agenziaprimapagina.it

La Psicoanalisi come Critica del Capitalismo

Fromm nota come Marx abbia articolato il proprio pensiero sulla compresenza vita e morte.

Dalla parte della morte è il capitalismo, lo sfruttamento, il lavoro alienato, la merce.

Dalla parte della vita è il socialismo, il lavoro liberato, l'utopia.

Scopo della psicoanalisi è la presa di coscienza critica delle limitazioni che ciascuno subisce vivendo nell'epoca del capitalismo, cioè dello sfruttamento e dell'alienazione.

La psicanalisi si fa dunque critica dell'ideologia.

Laura Tussi



IL SOCIALISMO UMANISTICO.

La psicoanalisi come critica dell'ideologia 

di LAURA TUSSI 
 

Fromm nota come Marx abbia articolato il proprio pensiero sulla compresenza vita e morte.

Dalla parte della morte è il capitalismo, lo sfruttamento, il lavoro alienato, la merce.

Dalla parte della vita è il socialismo, il lavoro liberato, l'utopia.

Scopo dell'analisi è la presa di coscienza critica delle limitazioni che ciascuno subisce vivendo nell'epoca del capitalismo, cioè dello sfruttamento e dell'alienazione.

La psicanalisi si fa dunque critica dell'ideologia.

Fromm condivide le critiche culturaliste rivolte a Freud anche se gli riconosce un apporto culturale incomparabile nell'aver sintetizzato la componente razionalistica di tradizione illuminista e quella romantica del pensiero occidentale, in un modello di apparato psichico che prevede il superamento delle componenti irrazionali attraverso il sapere e l'esperienza psicoanalitici.

È la ragione che, riconosciutasi surdeterminata da elementi irrazionali, li controlla e li domina nel suo più potente apparato.

Fromm sostiene che Freud abbia interpretato l'ideologia della sua epoca senza discuterla, accettandola come necessaria ed inevitabile e generalizzata ad una mentalità limitata socialmente e storicamente nei termini di natura umana.

La critica concerne l'aver pensato i rapporti sociali solo in termini di soggetto e oggetto, subordinando lo scambio al soddisfacimento libidico, come l'essenza in un assoluto dell'uomo.

Per scoprire la natura umana è necessaria una teoria critica, l'antropologia marxiana.

Marx vede l'uomo come un sistema di facoltà naturali che tendono ad esprimersi nel mondo, non un impulso ad usare il mondo per soddisfare le proprie necessità psicologiche.

Il rapporto uomo e mondo si articola secondo il principio dell'amore, che si esemplifica nell'attrazione uomo e donna, ma che governa tutto il divenire della sostanza vivente e della vita.

Fromm nel saggio "Fuga dalla libertà" del 1941 ha dimostrato che l'uomo è pronto a barattare la sua libertà con l'appartenenza sociale per paura della solitudine, attribuita alla condizione storica dell'uomo moderno.

La storia dell'uomo è un progressivo allontanamento dalla natura, non solo dal mondo, ma anche da se stesso.

Nel saggio "Anatomia della distruttività umana" del 1973, Fromm indaga il trasformarsi dell'aggressività, finalizzata alla sopravvivenza, propria di tutti gli animali, in aggressività maligna, tipicamente umana, come il sadismo e la necrofilia, che non sono eliminati nell'uomo, ma socialmente indotti e che interagiscono con la società e con la storia.

Da una rilettura dei manoscritti filosofici di Marx, l'uomo costruisce la sua utopia, il socialismo comunitario, che vede la vittoria dell'amore e della vita sulle componenti distruttive, attraverso progressivi mutamenti della situazione personale e sociale.

Il pensiero di Fromm è definito "radicalismo umanista" ed è stato criticato dalla scuola di Francoforte come una generalizzazione del pensiero comune.

Fromm era consapevole che l'uomo meritasse un destino migliore rispetto a quello impostogli dalla società e quindi tenta di rispondere agli interrogativi dell'uomo contemporaneo con una filosofia morale di tradizione classica.

Sullivan propose una psicologia generale fondata sui rapporti interpersonali anziché sulle dinamiche intrapsichiche anche se non nega l'esistenza di potenzialità e predisposizioni.

Tra le relazioni interpersonali inserisce sia i rapporti reali che quelli immaginari con gli antenati, gli eroi e i posteri.

Lo sviluppo infantile inizia con l'angoscia di base che si evolve poi come ricerca di sicurezza.

Le nevrosi sono suscitate soprattutto dagli attriti con gli altri, dalla loro latente o palese disapprovazione.

Affrontando un'indagine dinamica ed interattiva delle psicosi, Sullivan riporta la schizofrenia alla relazione con una cattiva figura materna, schizofrenogena.

Sullivan sottolinea il carattere comunicativo della psicosi, in cui il linguaggio svolge una funzione prevalentemente difensiva.

Sullivan definisce la terapia come una relazione interpersonale a due e amplia l'applicazione del colloquio psichiatrico al campo delle psicosi.

Pur considerando troppo esigente la società che cerca di formare gli individui ad essa più idonei, Sullivan ritiene che si organizzi la società più rispondente ai loro interessi.

Sia l'uomo che la società sono sempre suscettibili di cambiamento.

La sua psicologia, prevalentemente descrittiva, non ricostruisce però i meccanismi psichici della relazione individuo e società e affida la guarigione, il mutamento sociale all'io, alla volontà razionale e cosciente.

Si viene delineando una nuova disciplina, la psicologia sociale.

Clara Thompson, psicanalista della scuola culturalista americana, seguace di Fromm, accusa la teoria freudiana di essere semplicemente quantitativa, imputando il disturbo psichico al mancato deflusso delle energie pulsionali.

In realtà la causa della malattia mentale è l'interazione dinamica tra le persone che può produrre un eccesso di frustrazioni.

In ogni patologia è sempre determinante il fattore socioculturale.

Il conflitto edipico deve considerarsi come l'interiorizzazione dei rapporti famigliari dominanti nella nostra società monogamica e patriarcale.

Mentre per Freud l'aggressività e la coazione a ripetere sono manifestazioni della pulsione di morte, intesa come tendenza degli esseri organici a ritornare allo stato inorganico, per la Thompson sono reazioni all'aggressività sociale.

Spetta allo psicanalista ricostruire l'integrità del paziente, pacificando i conflitti più laceranti nell'unità della personalità.

In realtà Freud non ha mai ridotto lo psichico al biologico, ma ha sempre cercato di costruire un modello dinamico in cui le energie individuali interagissero con quelle sociali.

Si possono criticare i neofreudiani per il modo semplicistico con il quale contrappongono l'individuo al sociale, la salute alla malattia.

L'individuo è considerato un elemento naturale, autonomo, influenzato dal sociale.

I neofreudiani non concepiscono la civiltà come un dato omogeneo ed universale, ma come una variabile che muta nei diversi contesti socioeconomici e culturali.

La civiltà è dentro e fuori di noi.

Compito dello psicanalisi è quello di ritrovare la dinamica storica nel microcosmo del soggetto, nei suoi conflitti mentali, nei suoi sintomi.

Il culturalismo ha correlato la psicanalisi con la psichiatria, la sociologia e l'antropologia, attraverso la centralità dei rapporti interpersonali.

Si perde così la priorità della dinamica intrapsichica, caratteristica dell'ottica psicanalitica.

Laura Tussi 
 
 

Marina Vigliena Porto Turistico

Nel flash
 
 
 

Marina Vigliena
Porto Turistico
 

   Marina Vigliena, uno dei più grandi porti turistici del Mediterraneo all'ombra del vesuvio, in una location di inestimabile valore ambientale e bellezza sarà presentato dal 7 al 15 Marzo al Nauticsud nel Padiglione 1 dove si potrà visionare il progetto e prenotare posti barca.
    Con la realizzazione del marina si sta trasformando un'ex area industriale della città in un attrezzata area portuale turistica all'avanguardia. Un intervento urbanistico che recupera una fabbrica ottocentesca sottoposta a vincolo architettonico. Un vero "porto nel porto" protetto dall'antemurale del porto commerciale della città e del porto
turistico, con due barriere dai 5 ai 7 metri sul livello del mare. Una doppia protezione all'interno della quale verranno realizzati i pontili galleggianti in cemento su pali, sui quali ormeggeranno già nell'estate 2011 le imbarcazioni che hanno opzionato il loro posto barca. La conformazione del porto farà di Marina Vigliena il porto turistico più sicuro del Mediterraneo, e in questa suggestiva, armoniosa e modernissima marina troveranno spazio ben 853 posti barca per imbarcazioni dai 12 agli 80 metri, su fondali che variano dai 4 ai 10 metri.
    Marina Vigliena è incastonata in un'area definita una delle più belle al mondo, in uno spazio permeato dal mito e dalla storia e a poche miglia da Procida, Capri, Ischia, Amalfi e Positano. Strategica è la posizione di Marina Vigliena, trovandosi a solo 2 km dal cuore pulsante della città di Napoli e a 8 km dall'aeroporto di Capodichino. Vicinissima allo snodo autostradale e alla stazione centrale, in un prossimo futuro Marina Vigliena avrà al suo interno una fermata della metropolitana, con la linea che collega la città con la stazione della Tav. Un servizio di alto livello che consentirà all'utenza della Marina di raggiungere Roma in meno di due ore. I lavori di completamento, che dovranno essere ultimati entro il 2013 prevedono oltre i servizi a terra per l'ormeggio, anche la realizzazione di una beauty farm, una Club House
con bar e ristoranti e la sede dello Yacht Club per l'organizzazione di regate, scuola sub e scuola vela, ed un check point di servizi per la prenotazione non solo di posti barca ma anche di alberghi, ristoranti, charter nautici e aeronautici, escursioni in città e nelle località turistiche limitrofe. La sorveglianza sarà assicurata da un servizio 24 ore su 24 e oltre 1500 posti auto custoditi saranno disponibili lungo le aree di sosta. E tra le tante novità c'è quella della realizzazione dell'eliporto.
 
 
mario carillo napoli-news.net
 
 

Processo a Pulcinella - assolto

 

    Pulcinella sul banco degli imputati. Contro di lui è stato intentato un vero e proprio processo con avvocati, magistrati e testimoni.

    La popolare maschera napoletana, impersonata dal regista di guarattelle Bruno Leone, si è dovuta difendere da pesanti accuse, quali l'uxoricidio a forza di mazzate, abuso della credulità popolare, espatrio clandestino, trasformazione, disturbo delle persone.

    La corte chiamata a giudicare il caso è stata presieduta dal dr. Sergio Zazzera; Giudici popolari Fulvio Rossi e Mimmo Piscopo. Pubblico Ministero il dr. Orazio Gattola; cancelliere Umberto Franzese.

    La figura di Pulcinella è da sempre al centro della cronaca. Benedetto Croce ne tracciò una storia, raccontando anche di una stampa apparsa in Germania nel 1799, in cui Pulcinella impugna un coltello insanguinato, a fianco ad uno scomposto corteo di "lazzari" che innalzano bandiere e simboli di morte. Truculento il titolo del libro di Edoardo Sant'Elia: Pulcinella condannato alla sedia elettrica (Pagano editore) ricavato da un manoscritto conservato nella Biblioteca Lucchesi Palli.

     Appassionata l'arringa dell'avv. Salvatore Maria Sergio che ha dovuto scagionare il povero Pulcinella dalle colpe che gli sono attribuite da secoli, supportato dalle testimonianze di Silvana Capuano, Adriana Dragoni, Silvio, Palella, Franco Lista, Roberta Combattente, Maria Grazia Renato, Renato Ruggiero.

   Il processo è stato celebrato, presente un folto gruppo di studiosi e curiosi, nell'austera sala consiliare di Santa Maria La Nova, nell'ambito delle manifestazioni per il quattrocentesimo anniversario della nascita della maschera acerrana, promosse dal consigliere provinciale Luigi Rispoli, cultore di antiche tradizioni, fautore del premio Masaniello di Piazza Mercato e sostenitore dell'insegnamento della lingua napoletana nelle scuole;  dall'Associazione Informazione Giovani Europa e dall'Associazione "Amici di Pulcinella", presieduta da Antonio Pellone.

   Furbo e semplicione, pigro e attaccabrighe, pieno di bonomia e di malizia un misto di cinismo e causticità; goloso, ladro talvolta, ma con tanta naturalezza da sembrare di voler esercitare un diritto; un umore sempre uguale, spensierato ed ottimista. Dal miscuglio di tutto questo salta fuori la figura di Pulcinella.

    Maschera semplice, imprevedibile, ammantata di simbolismo inquietante, Pulcinella Cetrulo ha sempre incuriosito e provocato gli intellettuali e gli studiosi. Anni fa, a cura della cattedra di Storia del Teatro dell'Università di Napoli, il personaggio è stato presentato in un convegno di studi internazionale svoltosi a Saintes; lì, alla presenza del presidente Mietterand, fu addirittura inaugurata la Maison de Polichinelle, gemellata con il Museo del folklore di Acerra. In Russia è conosciuto come Petruska, in Inghilterra è Punch nei Paesi Bassi Jan Klassen, don Cristobal in Spagna.

    Della maschera napoletana, rappresentata in molti quadri, conservati in pinacoteche italiane e straniere, si sono occupati Voltaire, Diderot, Swift, Goethe, Cimarosa, Strawinsky, Debussy, Young. Essa è ora un filosofo che non apre bocca senza dire una stupidità, ora è un distinto signore che la sua gente fa a gara ad ingannare. Oppure come uno scapolo va facendo la corte alle donne altrui, oppure è un innamorato che lascia rapire la fidanzata o è un marito che fa le corna.

     Per gli acerrani Pulcinella è ("nato a la Cerra ntra li ciuccie, e cresciuto a pasciuto a Nnapoli ntra li saltimbanche") per altri a Ponteselice, raramente a Giffoni. Per gli studiosi probabilmente discende da Macco, il personaggio delle antiche farse atellane, con cui divide i caratteri buffoneschi, il gusto per i maccheroni, l'aspetto da piccolo pulcino.

    "Pulicenella sapete che dice? Ca paese significa munno. Sape sulo che è largo e che è tunno. E nun tene pariente né amice…Perepè, Perepè, Perepè". Eduardo De Filippo, tra i grandi attori che lo hanno raffigurato, recitò questi versi e gli prestò anche il suo volto nel film "Ferdinando, re burlone".

    Il processo, come quello cominciato nel Settecento, testimoni soprattutto i viaggiatori stranieri, affascinati e intimoriti da Napoli, secondo lo stereotipo allora corrente del "paradiso abitato da diavoli", ha mandato assolto la maschera che impersona l'anima e lo spirito del popolo napoletano.

    

 

 

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