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lunedì 8 agosto 2016

Scomparsa di Pitanguy, Aicpe: "È stato il maestro di tutti noi". Il ricordo di Pelle Ceravolo, per 6 anni suo assistente

Scomparsa di Pitanguy, Aicpe: «È stato il maestro di tutti noi»

Il ricordo del past president Mario Pelle Ceravolo, per 6 anni suo assistente in Brasile: «Nessuno ancora oggi riesce a fare quello che ha fatto lui». 

 

Dichiarazione dell'Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica (Aicpe) in seguito alla scomparsa del chirurgo plastico Ivo Pitanguy: «Molti possono fregiarsi del titolo di professore, pochi di quello di Maestro: Pitanguy è stato il Maestro, direttamente o indirettamente, di tutti noi. A lui l'onore e il rispetto che si deve ai grandi della storia».

Un ricordo particolare è quello di Mario Pelle Ceravolo, past president di Aicpe, che è stato il braccio destro di Pitanguy, nella sua clinica in Brasile, tra gli anni '70 e '80: « Ho passato sei anni al suo fianco ed è stata l'esperienza più emozionante della mia vita. Sulla falsariga di Manzoni direi: "Uno il carisma non se lo può dare!". Al contrario di don Abbondio, Pitanguy di coraggio e di carisma ne aveva tanto. Negli anni '60, quando il Brasile era veramente Terzo mondo, grazie a una creatività geniale ha creato una moltitudine di tecniche di chirurgia estetica e in dieci anni è diventato il più famoso chirurgo plastico al mondo. Personalità eclettica, plurilingue, di grande cultura e di amplissime vedute, aveva capito 50 anni prima di tanti altri quanto la nostra branca sia utile e fondamentale nella vita di moltissime persone. Ho lavorato per sei anni nella sua clinica come suo braccio destro: non è stato facile vivere con una personalità così forte. Come tutti i geni amava avere il consenso. Quando io non ero d'accordo mi guardava in cagnesco e mi rimproverava, ma il giorno dopo mi lasciava eseguire un intervento difficile gratificandomi. Ha creato una scuola di migliaia di chirurghi disseminati in tutte le parti del mondo, ma siamo in pochissimi ad aver lavorato con lui nella sua clinica. Un tempio dove operavamo capi di stato e principesse di tutte le nazionalità. Era talmente convinto dell'importanza della chirurgia estetica che creò un servizio pubblico dove a costi ridicoli chiunque poteva farsi ringiovanire il volto o migliorare la propria estetica. Ciò permetteva a tutti di raggiungere o ritrovare una felicità e ad i suoi allievi di imparare attraverso una grande esposizione ad un vasto numero di operazioni. In nessuna parte del mondo neanche oggi si riesce a fare ciò che lui ha fatto».

 

AICPE. L'Associazione Italiana Chirurgia Plastica Estetica (www.aicpe.org), l'unica in Italia dedicata esclusivamente alla chirurgia estetica, è nata nel settembre 2011 per dare risposte concrete in termini di servizi, tutela, aggiornamento e rappresentanza. Ad AICPE hanno aderito oltre 270 chirurghi in tutta Italia: oggi è una delle tre società di chirurgia plastica estetica più grandi d'Europa ed è gemellata con l'American Society for Aesthetic Plastic Surgery (ASAPS), la più importante società di chirurgia estetica al mondo. Membri Aicpe possono essere esclusivamente professionisti con una specifica e comprovata formazione in chirurgia plastica estetica, accomunati da un codice etico comportamentale che li distingue dentro e fuori la sala operatoria. L'associazione ha elaborato e pubblicato le prime Linee Guida del settore, consultabili sul sito internet, che stabiliscono i fondamentali parametri operativi dei principali interventi. Scopo di AICPE è tutelare pazienti e chirurghi plastici: disciplinando l'attività professionale con riferimento sia all'attività sanitaria, sia alle norme etiche; rappresentando i chirurghi plastici estetici nelle sedi istituzionali, scientifiche, tecniche e politiche per tutelare la categoria e il ruolo; promuovendo la preparazione culturale e scientifica.

 



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