| DAL NOSTRO INVIATO MERATE (Lecco) — A Mohamed piaceva la pizza. Mangiarla, ma anche preparala. Perché pure qui, nella ricca Brianza lecchese, trovare un pizzaiolo italiano è diventata un'impresa. Altri tempi quando a impastare la farina e a sudare davanti ai forni a legna erano addirittura i napoletani doc. Adesso sono gli egiziani ad andare per la maggiore, proprio come Mohamed, che però doveva avere un caratteraccio se è vero che di punto in bianco, poco dopo l'assunzione in una pizzeria di Merate, se ne è andato in malo modo perché - lui musulmano - non voleva prendere ordini dalla titolare donna, oltretutto vedova e senza figli. La vicenda è finita su un settimanale locale, ma nel frattempo il pizzaiolo ha fatto perdere le proprie tracce e la proprietaria non vuol proprio parlare di quella storia, anche perché avrebbe ricevuto delle minacce. Da chi? Perché? Mistero. Strada statale per Lecco, ultima manciate di case dell'abitato di Merate. La pizzeria ha un nome suggestivo, «Pietra di luna»: una villetta anni '50, color ocra, un po' triste con quei ciclamini bianchi che appassiscono sui davanzali. Nella sala illuminata dai neon c'è già un nuovo pizzaiolo, italiano, che se ne sta accucciato dietro il bancone, e la proprietaria che si muove tra i tavoli ancora deserti. «Non ho niente da dire», taglia corto la proprietaria, confermando però che la storia è vera, ma che lei non voleva che finisse sui giornali. Stop. Le cose sarebbero andate così: rimasta da poco vedova, la donna era subentrata al marito nella gestione del locale e aveva regolarmente assunto l'egiziano, che dopo il periodo di prova si era dimostrato bravino. Ma dopo soli 10 giorni Mohamed se ne va, senza neanche dare le dimissioni, perché non voleva prendere ordini da una donna che considerava una nullità perché senza uomo e senza figli. Eppure qui la legge musulmana sembra che c'entri poco. Dice Safwat El Sisi, portavoce della comunità islamica di Como: «Una donna ha il pieno diritto di dare ordini a un dipendente musulmano, tranne che i suoi ordini comportino una disobbedienza a Dio. Il pizzaiolo, per esempio, può rifiutarsi di fare pizze al prosciutto o al salame e servire alcolici. Nient'altro». Tutta colpa del maiale, allora? Luigi Corvi 20 gennaio 2007 |
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sabato 20 gennaio 2007
Pizza e Islam
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