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lunedì 9 novembre 2015

Reti d’impresa e nuovi business per l’internazionalizzazione. Al via nuove relazioni commerciali tra Sicilia e Cina

Aggregazione e network per espandere il mercato delle eccellenze locali


CATANIA - Il marketing territoriale passa anche dall’internazionalizzazione delle imprese: eccellenze che si aggregano per esprimere l’unicità del brand “Sicilia” nel mondo, come dimostra il grande successo di presenze al percorso espositivo “La Sicilia un mondo, la Sicilia il mondo”, allestito in occasione dell’ultima settimana di Expo 2015 presso il padiglione Italia. 

Espressione della filosofia e del lavoro di coordinamento di “Le Mude Ltd” - società di consulenza strategica - l’evento ha portato alla ribalta internazionale quattro aggregazioni d’impresa che riuniscono trenta aziende siciliane: «Le dinamiche del mercato di oggi – ha spiegato Stefania Skonieczny, fondatore e direttore di Le Mude – impongono strumenti e modalità di approccio al business differenti: le reti d’impresa rispondono a questa esigenza. L’unione e lo scambio di competenze permettono infatti la formazione di una “massa critica” in grado di affrontare anche le realtà commerciali più competitive, in questo caso l'aver messo insieme più aggregazioni ci ha permesso di proporre la Sicilia come un prodotto unico, armonizzandone e valorizzandone le peculiarità». 

La vetrina delle aziende “made in Sicily”, che ha accompagnato il finale dell’esposizione universale di Milano, è stata un’opportunità per gli imprenditori interessati ad instaurare relazioni formali ed informali con potenziali partner commerciali. La società di consulenza, che prende il nome dagli storici convogli mercantili, ne ha portate due all’evento: Vitalytas, la prima rete siciliana d’imprese dell’agroalimentare nata da un'idea del management aziendale, con le aziende Volcano e Trovato in rappresentanza degli imprenditori retisti, e Etna Re, aggregazione per lo sviluppo territoriale e turistico, rappresentata da le cantine vitivinicole Al-Cantara e Gambino, Alcantara Formaggi, Sciara Pistacchio, Segheria Vecchio, Rifugio Serra la Nave e Jts. 

L’attività di business networking ha coinvolto altre tre imprese della realtà produttiva regionale, le quali, pur rimanendo ben radicate nel territorio di riferimento, vogliono farsi conoscere ed affermarsi nel mondo: Sikuly, Sardella Caffè e Edys Cioccolato. 

Diverse delegazioni straniere si sono immerse nell’esperienza sensoriale fatta di arte, artigianato e prodotti agroalimentari di casa nostra, prendendo parte così al gran finale siciliano di Expo. Germania, Olanda e Cina tra le presenze più significative: in particolare, l’incontro tra la compagine siciliana e quella cinese si è concretizzato in accordi commerciali segnando l’inizio di importanti cooperazioni: «Abbiamo fatto incontrare i nostri imprenditori con buyers internazionali, europei ed asiatici, fortemente interessati ai nostri prodotti – ha concluso Skonieczny – segno che il modello che proponiamo è vincente. Creare e rafforzare reti, al fine di ottenere supporto specializzato e visibilità internazionale è diventato di fondamentale importanza per il futuro dell’impresa siciliana».


Foto: il management di Le Mude e gli imprenditori con la delegazione cinese di buyers

mercoledì 30 gennaio 2013

Il marketing territoriale delle nuove aggregazioni in nome di una certificazione sociale ormai non procrastinabile



Il nuovo marketing territoriale coniuga, in una fusione virtuosa, le attività delle aziende, delle associazioni di volontariato, della ricerca universitaria, delle scuole alberghiere, del comparto dell’alta ristorazione ma soprattutto dei Comuni, che si riappropriano di un valore trainante e sposano, in una nuova visione, socialità e business. La certificazione sociale è il nuovo paradigma che unisce il territorio e l'attività sui social network

Il Marketing territoriale si sta trasformando attraverso nuove aggregazioni e la loro attività congiunta. Protagonisti di questo nuovo scenario sono, insieme, le aziende, le associazioni di volontariato, la ricerca universitaria, le scuole alberghiere, gli chef e i ristoranti ma soprattutto i Comuni, una realtà istituzionale che possiede, oggi più che mai, la capacità di essere l'artefice dello sviluppo socioeconomico del territorio e che in esso vanta una lunga storia di radicamento. L’Italia è infatti da questo punto di vista un Paese unico, frutto delle vicende dei suoi piccoli territori, dei Comuni, dei Ducati e delle Signorie, la sovranità dei quali ha coinciso con il suo periodo di massimo splendore. Lo stesso Malalbergo, ad esempio, nasce nel XVI secolo ed è stato testimone e protagonista delle lotte di potere; il suo cattivo nome fu infatti originato dall’ospitalità data ai fuoriusciti dal Ducato Estense.
Questi concetti sono stati al centro del meeting svoltosi a Sasso Marconi il 25 gennaio 2013, in occasione della conferenza stampa riguardante il Premio gastronomico istituito dall’Associazione Amici Ortica di Malalbergo, che si è conclusa con un pranzo in cui l'ortica è stato l’ingrediente principale. L’Associazione Amici Ortica di Malalbergo, il Comune lungo il confine tra bolognese e ferrarese, è stata fondata da pochi anni ma ha già al proprio attivo due edizioni della Sagra dell'Ortica e un’attività a favore del territorio capace di coinvolgere l’imprenditoria locale e la cittadinanza. L’ultima iniziativa dell’Associazione è l’istituzione di un riconoscimento (un’opera scultorea dell'artista Nicola Zamboni) allo chef e al ristorante migliori nella preparazione e proposizione di ricette all'ortica e il progetto di creare un circuito di ristoranti di prestigio e qualità che utilizzino stabilmente l'ortica nella preparazione dei propri piatti.
“Essendo a circa un chilometro dalla casa di Guglielmo Marconi” dichiara Adriano Facchini, ex direttore generale di tre Consorzi Agrari – Parma, Brescia e Ferrara, esperto di marketing territoriale e fondatore del Glocal Award, “ci è sembrato giusto dare un taglio di innovazione alla valorizzazione di un alimento cosiddetto povero come l'ortica, elemento preso a simbolo di molti altri concetti che devono essere rivalutati quali espressione della storia e della cucina e che affondano nel profondo del tessuto sociale peninsulare, insieme alla grande tradizione popolare e 'social' delle sagre' (che sono ben 18.000 in Italia). Negli ultimi due anni di lavoro, attraverso vari progetti, ho cercato infatti di coniugare realtà prima lontane tra loro, ampliando le connessioni e costituendo un vero e proprio ecosistema interagente sul territorio. Sono partito da una manifestazione generica, la Sagra di Fine Estate di Malalbergo organizzata dall'Associazione Amici del Navile (il fiume che passa per il paese) e l’ho trasformata nella Sagra dell'Ortica, gestita dall'Associazione Amici dell'Ortica. Insieme a questa è nato un progetto industriale (Pasta e Pane) e una ricerca, finanziata dalla Regione, dell'Università di Ferrara (Chimica degli Alimenti) che studierà le varietà di ortica presenti sul territorio per stabilire quale specie potrebbe essere la più adatta per la coltivazione. E’ stato determinante, per tutte queste attività, l'aiuto di aziende come Coop Italia, Coop Reno, Eurovo, Molino Spadoni, Parmareggio, Grandi Riso, Deco Industrie, Pasta Andalini e Vassalli Bakering. Oltre a queste iniziative ci sono stati convegni, mostre e un interessante concorso per le scuole elementari. E’ nata così l'idea di un identikit della ‘Sagra d'Elite’ che non fa solo gastronomia ma anche cultura, solidarietà e creatività”.
Tutti i progetti e le iniziative di cui è promotore Adriano Facchini sono quindi all’insegna del “bottom up” e riuniscono localismo, identità comunali, imprenditoria territoriale, società civile e volontariato, senza dimenticare le università, le scuole e l'alta ristorazione. Tutti questi attori, ma soprattutto i Comuni, possiedono quindi oggi un nuovo compito: valorizzare il territorio e diventare poli della socialità e dell’innovazione. Sono i paradigmi di un nuovo marketing geolocalizzato che unisce le potenzialità del territorio e il volontariato con i Comuni, che si riappropriano così di un valore trainante, essendo i più vicini alle esigenze della gente e capaci di coniugare in una nuova visione socialità e business.
Tutto questo evidenzia l’importanza del locale in prospettiva globale. Il localismo è una palestra per riprendere contatto con il proprio territorio, per conoscerlo meglio, ri-conoscerlo e ricollegarsi ad esso e per costruire le basi per diventare in un secondo tempo Glocal, con passo locale ma respiro internazionale, la base per adeguare le realtà locali al panorama della globalizzazione. “Il globale ha già esplicitato i suoi vantaggi e svantaggi, il locale è la grande ricchezza del futuro; questo produce mentre il globale sviluppa” conclude Facchini.

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