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lunedì 22 ottobre 2018

Al via il progetto “Una famiglia per una famiglia”, quando la solidarietà è di casa

Al via il progetto "Una famiglia per una famiglia", quando la solidarietà è di casa

Capita a volte di attraversare un periodo difficile, in cui sembra tutto nero e ci si sente soli o incompresi anche fra le mura domestiche: non si riesce a comunicare con il partner o con i figli, sussistono difficoltà economiche, si avverte la mancanza di un sostegno e, soprattutto, di una persona che sappia comprendere e ascoltare.

Per far fronte a questo tipo di difficoltà, l'Assessorato al Welfare del Comune di Napoli ha "adottato" il progetto "Una famiglia per una famiglia" sviluppato dalla Fondazione Paideia di Torino, che verrà presentato in conferenza stampa domani 23 ottobre alle ore 11,00 in Sala Giunta.

Questa esperienza di solidarietà orizzontale mira a far sì che le famiglie si sostengano l'una con l'altra attraverso il meccanismo della "solidarietà interfamiliare":"Una famiglia per una famiglia", infatti, sperimenta un approccio innovativo, perchè una famiglia solidale sostiene e aiuta un'altra famiglia in difficoltà, coinvolgendo tutti i componenti di entrambi i nuclei.

Tutti i membri di una famiglia offrono le proprie specifiche competenze, determinate da età, professioni, inclinazioni differenti.

Maggiori dettagli saranno forniti domani in conferenza stampa, in cui saranno presenti l'Assessore al Welfare Roberta Gaeta, il Direttore Centrale Welfare Barbara Trupiano, il Segretario Generale della Fondazione Paideia Fabrizio Serra.

martedì 10 aprile 2018

Welfare, da giugno 150 euro in benefits a 1,7 milioni di metalmeccanici: dagli esperti i consigli su come tramutarli in vantaggi fiscali e motivazione del personale

WELFARE, DA GIUGNO 150 EURO IN BENEFITS A 1,7 MILIONI DI METALMECCANICI: DAGLI ESPERTI I CONSIGLI PER OTTENERE I MIGLIORI VANTAGGI FISCALI

Firmato dalle maggiori sigle sindacali dei lavoratori, il nuovo contratto CCNL Metalmeccanici inserisce l'obbligo di erogare ai dipendenti servizi di welfare pari a 150 euro. 

Per soddisfare le esigenze di imprenditori e dipendenti le aziende erogatrici di benefits stanno promuovendo prodotti ad hoc come il Pass Shopping, il buono acquisto defiscalizzato che garantisce una maggiore fruibilità e autonomia.


Ben 150 euro in welfare e benefits per ogni dipendente a partire dal 1° giugno 2018: ecco cosa prevede il rinnovo del contratto CCNL Metalmeccanici firmato da CGIL, CISL e UIL

La novità rappresenta un'opportunità per 1,7 milioni di lavoratori e riguarda una vasta scelta di fringe benefit, quindi buoni spesa e tagliandi, oppure benefit di welfare da destinare a salute, previdenza o servizi per l'assistenza. 

Ma quali sono i benefit maggiormente amati dai lavoratori italiani? Dallo studio Ipsos Marketing per Sodexo Benefit&Rewards Servicess un target di 800 dipendenti di aziende private dai 25 ai 60 anni, emerge che sono quelli dedicati al supporto della famiglia (59%), servizi per la cura personale (54%), shopping (52%), servizi assicurativi (47%), buoni pasto (46%) e rimborsi per il trasporto (42%); menzione d'onore ai coupon per la benzina (67%) e gift card (27%). 

Grazie alla Legge di Bilancio 2017 in cui le imprese, specie quelle private, dispongono di diversi premi di produttività e vantaggi fiscali, anche Sodexo ha pensato ai bisogni extra lavorativi promuovendo il Pass Shopping, il buono acquisto defiscalizzato che sta riscuotendo sempre più successo in azienda. Un vantaggio che diventa duplice e reciproco: se da un lato i benefits accrescono la motivazione e la produttività dei dipendenti, dall'altro le aziende possono godere di sgravi fiscali sempre più importanti.

"La modalità più semplice per rispondere a questo obbligo è quella di erogare al collaboratore buoni benzina o buoni spesa – spiega Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefit&Rewards Services – Per questo si registra un forte incremento di adozioni da parte delle aziende di strumenti flessibili, digitali, semplici da gestire e che lascino ai beneficiari la massima libertà di scelta

Con Pass Shopping è valorizzato ulteriormente l'approccio multi device: un unico prodotto spendibile sia nei negozi fisici sia sulle piattaforme di e-commerce grazie agli accordi con importanti partner appartenenti a diverse categorie merceologiche e a livello logistico le aziende sono agevolate poiché possono ordinare e ricevere i buoni direttamente online".

L'accordo tra sindacati e dipendenti con contratto CCNL metalmeccanici è in vigore dal 2017 e prevedeva il valore dei beni e servizi di 100 euro dal 1° giugno dello stesso anno, un aumento a 150 dal 1° giugno 2018 e si concluderà nel 2019 con un valore di 200 euro di beni e servizi che andranno utilizzati entro il 31 maggio dell'anno successivo. 

L'accesso ai 150 euro in benefit spetta ai lavoratori che hanno superato il periodo di prova e siano in forza dal 1°giugno di ciascun anno o che siano stati assunti con contratto a tempo indeterminato o determinato con almeno tre mesi di anzianità; anche i CCNL Telecomunicazioni e Orafi prevedono il welfare integrativo con un contributo di 120 euro per il primo settore e 100 euro per il secondo.

"Il nuovo contratto inserisce l'obbligo di erogare ai dipendenti servizi di welfare pari a 150 euro e sempre più aziende sono interessate ad elargire un premio di produttività sotto forma di fringe benefit per incrementare la motivazione e la produttività dei dipendenti – sottolinea Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefit&Rewards Services – Sodexo, conscia dell'importanza del benessere dei lavoratori, supporta le aziende da oltre 50 anni fornendo servizi in grado di migliorare la qualità della vita mediante soluzioni ad hoc. Pass Shopping è il nostro plusvalore: se da un lato migliora la vita lavorativa dall'altro incontra le esigenze e coccola i dipendenti, mantenendo alto il loro livello di soddisfazione e performance".


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martedì 7 novembre 2017

La finanza etica e sostenibile per il futuro dell’Europa: Domani Banca Etica al Parlamento Europeo. - CorrieredelWeb.it

La finanza etica e sostenibile per il futuro dell'Europa

8 novembre 2017 -  ore  18.30 - Bruxelles, Parlamento Europeo, Sala ASP3H1

Banca Etica sarà protagonista il prossimo 8 novembre di un incontro presso il Parlamento Europeo dedicato alla legge sulla finanza etica e sostenibile recentemente approvata in Italia e alla possibilità di adottare una normativa simile a livello europeo. 

L'appuntamento - promosso dalle europarlamentari Patrizia Toia e Silvia Costa (S&D) - è alle 18.30 presso la sala ASP3H1.
La finanza sostenibile e la microfinanza sono motori di crescita e di sviluppo dei territori nei Paesi Europei. 

Esse hanno ampiamente dimostrato di essere capaci di sostenere l'occupazione, il welfare e le imprese sociali, in particolare in questi anni di crisi.

Il Parlamento Italiano (legge 11 dicembre 2016 n. 232), ha recentemente introdotto nel Testo Unico Bancario l'art. 111-bis, che definisce la finanza etica e sostenibile, riconoscendone il positivo impatto economico e sociale.

Se una normativa simile fosse approvata anche a livello europeo, i benefici in termini di sostegno alla crescita sostenibile, all'inclusione e ai bisogni delle persone in Europa sarebbero una naturale conseguenza.

Il credito erogato in Europa e nel mondo, dalle realtà aderenti alla Global Alliance for Banking on Values (Gabv) ammonta a oltre 110 miliardi di euro. 

Questa finanza eticamente orientata può crescere e avere un impatto ancora più elevato se adeguatamente sostenuta dalle istituzioni europee.  

A livello europeo, le banche aderenti alla Federazione delle Banche Etiche Alternative (FEBEA) finanziano l'economia sociale per oltre 30 miliardi di euro. 

Le istituzioni finanziarie aderenti a European Microfinance Network (EMN) e a Microfinance Center (MFC) erogano 1,5 miliardi di euro. Con loro Banca Etica sostiene in particolare l'imprenditoria giovanile e femminile nell Est Europa. 

Uno specifico accordo è stato firmato con EMN e un secondo verrà firmato con MFC all'incontro di Bruxelles.

La finanza etica e sostenibile si candida dunque ad essere uno dei pilastri che l'Unione ha disposizione per costruire un'Europa più inclusiva, vicina ai giovani e portatrice di soluzioni ambientali e sociali innovative che contraddistinguano il suo ruolo leader e di indirizzo a livello mondiale, come auspicato del Libro bianco sul futuro dell'Europa.


Mercoledì - 8 novembre 2017 - ore 18.30 - Bruxelles - Parlamento Europeo, Sala ASP3H1

Modera:
Patrizia Toia - Parlamentare Europea, Responsabile della delegazione Italiana nel S&D Group;
Apertura:
Giovanni Pugliese - Ambasciatore della Rappresentanza italiana permanente all'Unione Europea
Intervengono:
  • Silvia Costa - Parlamentare Europea;
  • *Pierre Moscovici- Commissario europeo per gli affari economici e monetari;
  • Baudouin Baudru- Capo di gabinetto della DG per l'occupazione, gli affari sociali, le competenze e la mobilità del lavoro,  Commissione Europea;
  • Mario Nava  - Direttore, Directorate D - Regulation and Prudential Supervision of Financial Institutions, DG FISMA
  • Roberto Ridolfi - Direttore, Directorate C- Sustainable Growth and Development DGDEVCO
  • Ugo Biggeri -Presidente di Banca Etica ed Etica sgr; componente del board GABV
  • Dominique de Crayencour - vice presidente European Microfinance Network;
  • Katarzyna Pawlak - Vicedirettrice di Microfinance Center  
  • Benoit lallemand - Segretario Generale Finance Watch;
  • Susanna Marietti - Coordinatrice nazionale Associazione Antigone - Presidente di Atletico Diritti
  • Peru Sasia - presidente di Febea (Federazione europea banche etiche e alternative);
Interventi programmati:
Alessandro Tappi, Fondo Europeo degli Investimenti, direttore direzione Microfinanza, garanzie e cartolarizzazioni


*In attesa di conferma




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sabato 14 ottobre 2017

Intesa Sanpaolo presenta il nuovo modello di rating per le imprese

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CONVEGNO CONFINDUSTRIA “SUL FILO DELL’INNOVAZIONE”
INTESA SANPAOLO PRESENTA IL NUOVO MODELLO DI RATING PER LE IMPRESE   
Valorizzazione dei fattori intangibili: marchi, brevetti, filiere, R&S, innovazione, progetti di sviluppo, proprietà e management

Questa la dichiarazione di Stefano Barreseresponsabile Banca dei Territori di Intesa Sanpaolo, intervenendo al convegno di Confindustria “Sul filo dell’innovazione” ad Ancona“La pluriennale collaborazione tra Intesa Sanpaolo e Confindustria Piccola Industria ha consentito di dar vita ad un innovativo modello di rating che, insieme alla consueta valutazione economica finanziaria, dà valore anche ai fattori qualitativi intangibili dell’impresa e delle specificità delle realtà settoriali in cui opera, elementi che in precedenza non erano valorizzati.
Intesa Sanpaolo vuole essere un motore di crescita per le aziende e Confindustria è stata nostro partner in questo progetto, ci ha incalzato costantemente e costruttivamente e di questo dobbiamo dargliene atto.
Abbiamo così costruito un sistema di valutazione che rappresenta un cambio epocale nel modo di fare banca, unico nel panorama creditizio nazionale, che ci consente di valutare l’impresa ‘guardando avanti e non nello specchietto retrovisore’ e pone le basi per un dialogo sempre più costruttivo con gli imprenditori.
Il nuovo modello di rating, che ci è stato validato dalla BCE dopo un lungo percorso elaborativo, prende in esame diversi fattori immateriali quali i marchi, i brevetti, le certificazioni di qualità e ambientali, le attività di ricerca e sviluppo, di digitalizzazione e di innovazione, l’appartenenza ad una filiera, i progetti di sviluppo e di posizionamento competitivo, la gestione del rischio d’impresa, la proprietà e il management.
Abbiamo già applicato il nuovo modello di rating ad alcuni casi concreti e abbiamo appurato che presenta vantaggi in termini di facilitazione nella concessione del credito e in termini di condizioni economiche.
Cerchiamo di fare banca in modo innovativo anche rispondendo ai nuovi bisogni che provengono dal mondo delle imprese, come ad esempio con la piattaforma Welfare Hub, un servizio che abbiamo da poco creato per le imprese che hanno intenzione di portare in azienda il welfare per i propri dipendenti.
Nell’erogazione del credito Intesa Sanpaolo continua nel suo trend positivo e ci fa dire che supereremo il traguardo dei 50 miliardi definito all’inizio dell’anno per le erogazioni a medio lungo termine che, come sappiamo, sono destinate agli investimenti.
A sostegno degli investimenti delle imprese, nell’ambito di Industria 4.0 (“Superammortamento”, “Iperammortamento”, Nuova Sabatini) abbiamo erogato oltre 1 miliardo di euro da inizio 2017 al 31 agosto, con oltre 3.000 domande evase. Stimiamo un potenziale complessivo di 25 miliardi di erogazioni alle imprese clienti.
Con il Progetto Filiere, al 31 agosto 2017 risultano sottoscritti 480 contratti con aziende Capofiliera, con un potenziale di oltre 15.000 imprese fornitrici coinvolte, per un giro d’affari di oltre 68 miliardi e una forza lavoro di più di 86.000 dipendenti.
Dal 2014, abbiamo riportato in bonis oltre 63.000 aziende, di cui circa 10.600 nel primo semestre di quest’anno. Assumendo che le imprese riportate in bonis avessero una media di circa 10 dipendenti ciascuna, questo vuol dire che abbiamo contribuito a salvare 630.000 posti di lavoro, pari circa il 3% dell’occupazione italiana complessiva.”

lunedì 2 ottobre 2017

INDAGINE DOXA Buoni pasto, è boom in Italia: le aziende che lo offrono sono cresciute del 77% dal 2010

Spopola nel Bel Paese l'utilizzo dei meal voucher nelle grandi aziende come nelle PMI: dal 2010 le imprese che offrono ai propri dipendenti buoni pasto sono aumentate del 77%. 

Tra le regioni che hanno registrato la maggiore crescita Marche, Puglia, Sardegna, mentre l'unica regione in flessione è la Liguria. Tra gli utilizzatori finali che rivelano di avere a disposizione il benefit si è registrato invece un incremento del 15%.


Da Nord a Sud sono sempre di più le aziende che mettono a disposizione dei propri dipendenti i buoni pasto

Come servizi sostitutivi di mensa, in formato cartaceo o digitale, i benefit più tradizionali da sempre hanno decretato il successo delle aziende che li adottano, andando incontro a esigenze e soddisfazione dei beneficiari

Lo dimostrano la libertà e la flessibilità di utilizzo, il risparmio fiscale effettivo e soprattutto i dati. Infatti una recente ricerca condotta da Doxa per Sodexo Benefits&Rewards Services, leader mondiale nei servizi che migliorano la Qualità della Vita, ha evidenziato un aumento del 77% negli ultimi 7 anni delle PMI e delle grandi aziende che somministrano buoni pasto: le imprese che elargiscono questo genere di benefit sono passate dalle 42.566 del 2010 alle 75.450 del 2017. Se il maggior tasso di crescita si concentra nel Centro-Sud come in Puglia, Marche e Sardegna, si continua a riscontrare un aumento anche nelle regioni del Nord, Veneto tra tutte.  

Ma in Italia oggi non vi è solamente una rivoluzione quantitativa nel mercato dei buoni pasto, ma anche tecnologica dato l'incremento dell'utilizzo di buoni elettronici che hanno raggiunto il 24%. Un boom destinato a durare, favorito dalla nuova normativa di agosto in materia di buoni pasto, che ne amplia il raggio d'azione e ne facilita l'utilizzo e la cumulabilità. 

"L'evoluzione del mercato di buoni pasto è motivo di grande orgoglio per Sodexo, che da oltre 50 anni promuove lo sviluppo di soluzioni innovative e piani di welfare integrati per la soddisfazione dei dipendenti, convinta che la motivazione sia la leva per incrementare e migliorare le performance all'interno di un'organizzazione – spiega Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefits&Rewards Services – Di solito le principali innovazioni di prodotti e servizi si realizzano nel mondo del B2C, mentre il B2B è spesso a traino. Invece il buono pasto elettronico, come il nostro Pass Lunch Card, adottato dal 24% degli utilizzatori secondo la ricerca Doxa, e le nuove modalità multi channel di gestione e fruizione di questo benefit sia da parte delle aziende, sia da parte di beneficiari ed esercizi convenzionati, sono esempi di come la digitalizzazione dei servizi sia arrivata anche nel mondo degli employee benefit a vantaggio di imprese e organizzazioni, consentendo di risparmiare tempo, moltiplicare punti di contatto e interazione tra gli attori coinvolti, garantire una maggiore sicurezza e abbattere i costi di spedizione".

È infatti interessante notare come il digitale non abbia coinvolto semplicemente il formato dei buoni pasto, da cartaceo a elettronico, ma anche i processi aziendali che determinano le fasi d'acquisto e l'interazione con i fornitori. 

Infatti il 54% delle aziende clienti è solita ordinare i meal voucher tramite canali digitali, privilegiando acquisti online (36%) e richieste via mail (18%) piuttosto che il rappresentante locale (11%), la chiamata al centralino (5%) e l'utilizzo del fax (2%). 

L'analisi quantitativa di questo boom nella distribuzione di buoni pasto in Italia ha portato alla conoscenza dell'attuale diffusione regione per regione, dove lo sviluppo si è evidenziato con modalità differenti. 

Infatti oltre a constatare che più del 36% delle aziende italiane, corrispondenti a 75.450 imprese con un numero di dipendenti compreso tra i 10 e i 250, quindi le PMI, forniscono buoni pasto, nella classifica delle regioni detentrici di maggior consumo di meal voucher spicca in vetta la Lombardia, con 23.196 aziende corrispondente al 31% del totale; a seguire Veneto, Lazio ed Emilia Romagna, tutte e tre sul secondo gradino del podio a pari merito con il 9% di imprese sul totale. 
Medaglia di bronzo infine per la macroregione Toscana-Umbria (8%).

Per quanto riguarda invece la maggior percentuale di crescita di aziende che hanno adottato i buoni pasto, il primo posto spetta alla regione Marche con il 455,1%, che è passata da 528 aziende a 2.931. 

La seconda e la terza posizione spettano alla Puglia e alla Sardegna, con rispettivamente un aumento del 296% e del 229%. In fondo alla classifica la Liguria con 289 imprese in meno, unica regione ad aver riscontrato una diminuzione. 

Oltre alle Marche e al Veneto, quarto in classifica, sono soprattutto le regioni del Sud a sorprendere, come l'aumento del 145% registrato in Campania, e l'oltre 70% in Sicilia e nella macroregione Calabria-Basilicata.

Ma chi sono i fruitori di tali agevolazioni? 
Dall'indagine è emerso che le aziende fornitrici di buoni pasto ai dipendenti sono passate dal 21% nel 2010 al 36% nel 2017

In particolare, solo il 27% degli impiegati all'interno di PMI da 10 a 19 impiegati ha dichiarato di usufruire di buoni pasto, mentre la percentuale sale al 44% nelle aziende che danno lavoro da 20 a 49 risorse e al 68% nelle aziende che possiedono da 50 a 250 lavoratori, con una crescita percentuale nel settore rispettivamente di 11%, 20% e 28% rispetto al 2010. 

Dal punto di vista geografico, forniscono buoni pasto il 41% delle aziende del Nord Ovest, il 32% del Nord Est, il 35% delle aziende del Centro e il 36% di quelle situate a Sud. 

La diffusione è maggiore (48%) se si considerano le città con un numero di abitanti superiore a 250mila. In quasi 2/3 delle aziende i buoni pasto vengono distribuiti non solo ai dipendenti full time, ma anche a impiegati part time (42%), manager e direttori (41%) e altri associati (31%). 

Per quanto concerne inoltre il numero di impiegati che hanno rivelato la presenza nella propria azienda dei meal voucher, comanda la graduatoria la Lombardia, dove il 50% degli intervistati ha dato risposta affermativa; un tasso superiore rispetto alla media nazionale, mentre nello specifico la percentuale tocca addirittura il 63% a Milano

Seconda in classifica la Campania con il 41%, mentre il Lazio si ferma al terzo posto con il 40%, con il caso specifico di Roma dove la percentuale sale leggermente (41%). 


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giovedì 28 settembre 2017

Jointly: 5 principi della buona alternanza scuola-lavoro

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Il dibattito sull'alternanza scuola-lavoro è più acceso che mai. 

Si tratta di uno strumento didattico utile e importante, ma pochi sanno davvero a che cosa serve e questo non fa che suscitare dubbi e incertezze negli studenti, nei docenti e nelle aziende.

Per capirne un po' di più, JOINTLY, il welfare condiviso, una startup di welfare a innovazione sociale che in 3 anni ha orientato più di 2500 ragazzi con il programma "Push To Open", ha stilato 5 principi imprescindibili per una buona e vera alternanza.

  1.      ORIENTARE E RENDERE CONSAPEVOLI
Prima ancora di approcciare un'azienda, ai giovani devono essere forniti gli strumenti per essere consapevoli delle prospettive future: sia che decidano di entrare nel mondo del lavoro, sia che decidano di proseguire con l'Università.
  1.      PREPARARE LE SCUOLE ALLA SVOLTA CULTURALE
Una buona alternanza esiste e può essere incentivata solo educando chi ne deve essere promotore (docenti e presidi) rendendogli note le potenzialità e le opportunità che questo modello formativo offre ai ragazzi, alla scuola e alle aziende.

3. METTERE A SISTEMA LA RESPONSABILITÀ SOCIALE DELLE IMPRESE
La sfida più rilevante per l'alternanza scuola-lavoro è educare le aziende affinché ne favoriscano la diffusione e il successo. Questo è possibile spiegando loro che l'alternanza permette di promuovere il proprio ruolo sociale e trasformare la visione dell'impresa: questa non è più uno spazio fisico dove andare a lavorare, ma parte del territorio dove sviluppare conoscenze e competenze.
  1.      CREARE UN'ALLEANZA TRA SCUOLA E IMPRESA
L'alternanza scuola lavoro deve creare una continuità tra i due mondi sostituendo i pregiudizi che li separano con un rapporto fecondo tra scuola e impresa. Un rapporto che aiuti ad allineare la domanda di competenze che il mondo del lavoro richiede e ciò che la nostra scuola effettivamente offre.

5. ESSERE VALUTABILE
La buona alternanza deve essere misurata secondo parametri pre-definiti e diventare uno strumento curriculare valido e riconosciuto nelle mani dei giovani che si apprestano a fare il loro ingresso nel mondo del lavoro o dell'università.

Info link:
https://www.jointly.pro/welfare-per-aziende/push-to-open/

lunedì 26 giugno 2017

Agricoltori Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità



Potenzialità e prospettive offerte dall'agricoltura sociale, dalla cooperazione internazionale e dal 'welfare di comunità', nella costruzione di percorsi di integrazione per i migranti e persone con diversi tipi di disagio. 
Pratiche dove la terra diventa uno spazio di inclusione, riabilitazione e formazione e dove il lavoro diviene non solo fonte di reddito individuale, ma anche l'elemento fondante di una società più inclusiva, giusta, coesa e sostenibile.
Queste alcune delle tematiche al centro del convegno "Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità", che si terrà Martedì 27 Giugno, presso l'auditorium "Giuseppe Avolio" a Roma (Metro Flaminio). 
A promuoverlo l'ASeS, organizzazione non governativa di CIA – Agricoltori italiani, da oltre trent'anni impegnata in programmi di cooperazione internazionale a sostegno delle popolazioni svantaggiate in ambito rurale.
Una tavola rotonda che coinvolgerà rappresentanti delle istituzioni nazionali ed internazionali, del mondo agricolo e del Terzo settore, durante la quale ASeS – Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo presenterà anche le possibilità che si aprono in seguito alla recente introduzione del tema dell'Agricoltura sociale tra le finalità statutarie dell'organizzazione, dopo l'approvazione della Legge n.141 del 18 agosto 2015, che ha riconosciuto la pratica giuridicamente. "Un'importante transizione, che consentirà di affrontare con maggiore efficacia questioni di cui l'ASeS si è da sempre fatta promotrice. 
E che coinvolgerà in percorsi di multifunzionalità le aziende agricole della CIA - Agricoltori Italiani, con l'obiettivo di creare un unico grande polo, che interpreti l'agricoltura come forma di riscatto economico e sociale", commenta Cinzia Pagni Presidente ASeS. 
"Tantissime le aziende associate alla confederazione che già hanno avviato e sperimentato questo nuovo modo di fare agricoltura – ribadisce Cinzia Pagni - promuovendo l'offerta di servizi assistenziali e occupazionali a vantaggio di disabili, tossicodipendenti, detenuti, migranti, anziani, bambini e di aree fragili (montagne e centri isolati), in collaborazione con le istituzioni pubbliche e con il vasto mondo del Terzo settore".
Il 'welfare comunitario', sempre più sentito come un'esigenza primaria nel mondo rurale, è alla base della multifunzionalità di tante imprese CIA che, attraverso forme di agricoltura e zootecnica integrata, promuovono un modello di sviluppo territoriale e relazionale sostenibile, in grado di dare una possibile risposta anche ai crescenti bisogni della popolazione sia in termini di alimentazione biologica, legata alle eccellenze del territorio, che di offerta di servizi educativi, socio-sanitari e lavorativi.
Un fil rouge, che lega le esperienze passate e le scelte attuali agli impegni futuri, rilanciati lo scorso giugno dal Presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, Secondo Scanavino, fra i firmatari insieme a Confcooperative, Confindustria, Confcommercio, Cna e Federazione Banche Assicurazioni Finanza (Febaf) della dichiarazione comune per il raggiungimento degli obiettivi di sviluppo sostenibile sull'Agenda 2030, per favorire la crescita inclusiva e sostenibile del sistema economico globale.

ASeS – Agricoltori, Solidarietà e Sviluppo

Tavola Rotonda
Agricoltori Solidarietà e Sviluppo: un nuovo welfare di comunità
Martedì 27 giugno h. 16.30 -18.30
presso
Auditorium "Giuseppe Avolio"
Via Mariano Fortuny n. 16 - Roma (Metro Flaminio)


Programma 

Alla tavola rotonda, introdotta dal Presidente di ASeS Cinzia Pagni e moderata dal giornalista Alex Corlazzoli, prenderanno parte Secondo Scanavino Presidente nazionale Cia-Agricoltori Italiani, Andrea Olivero Viceministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali (MIPAAF), Davide Pati Presidenza Nazionale Associazione Libera, Enzo Cursio Nobel Alliance Coordinator della FAO, Leonard Mizzi Responsabile sviluppo rurale e sicurezza alimentare DEVCO dell'Unione europea. 
Interverranno al dibattito, oltre a Don Franco Monterubbianesi Fondatore Comunità di Capodarco, Francesco Petrelli Portavoce di CONCORD Italia, Silvia Stilli Portavoce AOI Ass.ne delle organizzazioni italiane di cooperazione e solidarietà internazionale, Ilaria Signoriello del Forum Nazionale Agricoltura Sociale e Marina Galati Vicepresidente CNCA Coordinamento Nazionale Comunità di Accoglienza.



ASeS e CIA: 40 anni di cooperazione da "agricoltore ad agricoltore"

Fondata da Cia-Agricoltori Italiani che, con oltre 900.000 iscritti fra coltivatori diretti e imprenditori agricoli, rappresenta una delle più grandi organizzazioni professionali agricole europee, dal 1975 l'ASeS è impegnata in progetti di cooperazione, che hanno portato sostegno sia operativo che formativo a cooperative di piccoli produttori nel Sud del mondo. 
In oltre quattro decadi, ha operato sul duplice binario "Agire nel loro paese; agire nel nostro paese", con interventi "da agricoltore ad agricoltore", basati sulla condivisione di saperi e know how dei propri affiliati con le comunità rurali di Paesi in via di sviluppo. 
Dalla costruzione di pozzi artesiani in Paraguay all'individuazione di nuove colture per contrastare gli effetti dei cambiamenti climatici in Mozambico. 
Fino al supporto fornito a cooperative di giovani agricoltori di caffè e cacao e fattorie sociali create per combattere marginalità, criminalità e tossicodipendenza in Costa D'avorio, Senegal e Libano. Mentre in Italia, ha valorizzato le competenze di migranti in regioni come Veneto, Lombardia, Lazio e Basilicata.

giovedì 19 aprile 2012

WELFARE: GUERINI (ANCI), POSITIVA DISPONIBILITa’ SOTTOSEGRETARIO GUERRA SU LEP E ISEE, MA NODO RISORSE RESTA DA SCIOGLIERE

Il Delegato ANCI: ''Sulla riduzione dei fondi sociali e sulle prospettive del sistema di welfare locale con il presidente Delrio chiederemo a breve un incontro con il Ministro Fornero''




Roma, 19 aprile 2012 - ''Un incontro positivo e non rituale, durante cui il Sottosegretario ha avuto un confronto concreto sui temi sollevati. Ma il 'nodo delle risorse' e' ancora da sciogliere: su questo dobbiamo avere riscontri immediati, perche' con il quadro finanziario attuale la nostra capacita' di offrire risposte ai bisogni dei cittadini, delle famiglie, degli anziani, dei disabili e' messa a dura prova''. Lo sottolinea Lorenzo Guerini, Sindaco di Lodi e Delegato ANCI al welfare, parlando al termine della commissione dell'Associazione che si e' tenuta oggi a Roma.

Per Guerini ''la situazione e' drammatica'' e lo dimostra lo svuotamento progressivo dei fondi che dovrebbero finanziare le politiche sociali. ''L'andamento del fondo delle politiche sociali e' emblematico, oggi siamo a meno di un decimo degli stanziamenti del 2008, mentre il fondo per la non autosufficienza e' a quota zero''. In queste condizioni per il delegato ANCI, ''e' evidente che i Comuni, gia' dal prossimo confronto con il Governo ed il Ministro Fornero che chiederemo a breve insieme al presidente Delrio, non potranno che sollevare questo tema''.


Giudizio positivo, invece, sull'impegno assunto dal sottosegretario Guerra, tanto sulla partecipazione dei Comuni al tavolo per la definizione dei livelli essenziali di servizio delle prestazioni sociali, che sulla riforma Isee.


Analoga valutazione anche sull' impegno del Sottosegretario a dare continuita' all'esperienza condivisa nella gestione dell'accoglienza e integrazione dei minori stranieri non accompagnati anche nell'ambito del Programma Minori, finanziato dal Ministero del Lavoro e realizzato dall'ANCI.





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