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martedì 11 dicembre 2007

Italia nel caos: strade bloccate, distributori chiusi e scaffali vuoti nei supermercati

I disagi per i cittadini e per chi deve muoversi in auto. Impossibile consegnare frutta,verdura, latte, giornali. Fermi gli stabilimenti Fiat auto, oltre 17mila lavoratori in libertà. Non arrivano le scenografie, annullate le prime teatralidel "Faust" a Savona e del "Sindaco del rione Sanità" a Roma



 Strade bloccate, distributori chiusi e scaffali vuoti nei supermercati Repubblica - Frutta, verdura, latte, carni, formaggi, pane. Non solo prodotti alimentari, ma anche carburanti, giornali e tantissime altre merci. Aumentano di ora in ora in tutta Italia i disagi per i cittadini costretti a subire le conseguenze dello sciopero dei Tir, che non riguardano solo generi di prima necessità. Le lunghe code dei camion hanno bloccato punti critici di strade e autostrade, impedendo il passaggio e l'ingresso nelle piccole e grandi città di privati automobilisti e dei piccoli trasportatori. L'Italia rischia la paralisi e da più parti arrivano messaggi di allarme e lunghe liste dei danni.

Benzina. I problemi per i consumatori riguardano per ora soprattutto i carburanti. Già da questa mattina si sono formate lunghe code ai distributori. A metà giornata, secondo i dati forniti da Confesercenti, l'80% delle stazioni di servizio aveva chiuso e con il passare delle ore le scorte si sono esaurite anche in molti impianti sulle autostrade mentre i gestori hanno lanciato l'allarme per i mezzi di soccorso.

C'è poi l'incubo degli scaffali vuoti. Le difficoltà nell'approvvigionamento si fanno sentire in modo particolare nei reparti dei prodotti freschi dei supermercati.

Frutta e verdura. Gravi i danni delle aziende agricole che producono merci deperibili, come frutta e verdura, che invecchiano e rischiano di marcire nei magazzini. Il blocco dell'autotrasporto costa oltre 200 milioni di euro al giorno per l'agroalimentare (latte, frutta, verdura, carne) secondo i dati forniti dalla Cia, Confederazione italiana agricoltori, che parla di conseguenze gravissime visto che circa l'85% dei trasporti di derrate viaggia su gomma.

I danni maggiori riguardano il settore dell'ortofrutta: la frutta è rimasta nei magazzini, mentre gli ortaggi e le verdure raccolte andranno distrutte. Un altro settore a rischio è quello del latte. Più del 40 per cento del prodotto è rimasto nelle stalle e il 50 per cento di questo andrà distrutto in quanto non sarà possibile conservarlo. Saltano così le consegne all'industria e, quindi, alla distribuzione. Non drammatica, prosegue la Cia, ma certamente difficile è anche la situazione sul fronte della carne: quella invenduta è rimasta immagazzinata nei frigoriferi.

I call center. C'è poi il dramma di chi deve viaggiare con la propria auto: se non ha problemi di rifornimento di carburante, deve fare i conti con rallentamenti e blocchi su strade e autostrade. Vista la situazione, la società Autostrade per l'Italia consiglia di informarsi prima di partire attraverso il call center (840-04.21.21) e di seguire gli aggiornamenti relativi alla viabilità diramati da Isoradio 103.3. Tra i punti più critici, come già ieri, Ventimiglia, con oltre duemila Tir fermi tra la barriera dell'A10, l'autoporto, il parco merci e le zone limitrofe. Sulla A1 chiuso il bivio all'altezza della diramazione Roma nord in entrambi i sensi di marcia: per raggiungere la capitale rimane comunque consigliata la bretella della A1 e la A24 Roma-Teramo come percorso alternativo. Disagi anche in Veneto: sulla tangenziale di Mestre un serpentone di Tir lungo dieci chilometri ha rallentato il traffico. Problemi analoghi in Calabria, Trentino, Friuli.

Rischio cassa integrazione. Il mancato arrivo delle merci ha costretto la Fiat a sospendere la produzione e nei soli stabilimenti automobilistici del gruppo sono stati messi in libertà oltre 22.000 lavoratori (di cui 17 mila nel settore auto). In questi casi l'azienda prova a recuperare la produzione persa, ma se non riesce chiederà l'intervento della cassa integrazione, come è già accaduto a diverse fabbriche dell'area industriale della Val di Sangro (Chieti) che oggi sono rimaste chiuse.

Distribuzione dei giornali. Il blocco dell'autotrasporto ha conseguenze anche sulla distribuzione della stampa. "Contrariamente a quanto avvenuto in analoghe circostanze in passato" scrive in una nota la Federazione degli editori, "gli scioperi attualmente in corso impediscono la regolare distribuzione sia di prodotti farmaceutici sia dei giornali quotidiani e periodici. La Fieg ha espresso pertanto la propria preoccupazione e l'invito a fare in modo di assicurare ai cittadini il diritto all'informazione garantito dalla Costituzione".

La cultura. La serrata degli autotrasportatori ha altri effetti inaspettati ma non meno importanti: il blocco della spedizione delle scenografie ha provocato il rinvio ad aprile dello spettacolo "Faust" di Goethe diretto da Glauco Mauri, in programma al teatro Chiabrera di Savona da stasera a giovedì. Per mancanza di scenografie è stata annullata anche la prima dello spettacolo "Il sindaco del rione Sanità" al teatro Quirino di Roma, prevista per questa sera. A Bari non sono arrivati arredi e scenografie e, per questo, non si terrà più domani lo spettacolo previsto al teatro comunale Piccinni "Maria Stuart", con Anna Bonaiuto e Frederique Loliée per la regia di Andrea De Rosa. A Napoli è invece confermato il debutto della "Trilogia della villeggiatura" di Carlo Goldoni, diretto e interpretato da Toni Servillo, che andrà in scena domani al teatro Mercadante anche senza scenografie e costumi.



1 commento:

  1. Maledetti bisonti della strada...
    guidate da assassini.

    Le strade sono vostre e fate sempre come vi pare.

    Avete in mano l'80% delle merci italiane e che fate?
    Bloccate tutto per difendere i vostri meschini interessi di casta?


    E chi non può mai manco protestare?

    Ma vi ci può almeno mandare con tutto il disprezzo del mondo?

    E allora VAFFA CAMIONISTI da tutti noi cittadini che non possiamo (se non solo sulla carta) scioperare mai, o ammalarci, per non perdere il posto precario di lavoro..

    Avete paralizzato tutto in meno di mezza giornata.

    Complimenti vivissimi.

    Manco l'esercito ci riusciva.

    Siete peggio di una calamità naturale.

    I peggiori auspici.

    ...Camionisti senza vergogna nè responsabilità!

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