TEATRO VERDI
MONTE SAN SAVINO
stagione teatrale 2007 2008
NOTtE a TEATRO
Venerdì 22 febbraio, ore 21.15
CIONI MARIO DI GASPARE FU GIULIA
di Roberto Benigni e Giuseppe Bertolucci
con BOBO RONDELLI
regia di Alessandro Benvenuti e Gianni Clementi
Torna dopo trent'anni, il famoso monologo teatrale interpretato da un giovanissimo Roberto Benigni, facendolo conoscere al grande pubblico. E da quello stesso monologo qualche anno dopo, Giuseppe Bertolucci trasse il film Berlinguer ti voglio bene che aveva come protagonista lo stesso Benigni.
Per la regia di Alessandro Benvenuti, venerdì 22 febbraio al Teatro Verdi di Monte San Savino alle ore 21.15, andrà in scena CIONI MARIO DI GASPARE FU GIULIA. Nella parte del protagonista Benvenuti ha scelto il cantante dei livornesi Ottavo Padiglione, Bobo Rondelli alla sua prima prova in teatro.
Una sedia e una lampadina, tutto il resto è Cioni: sfigato, maschilista, sottoproletario, ma soprattutto arrabbiato, schietto e brutale.
"L'autenticità del Cioni è il valore che si dovrebbe sempre tener presente, soprattutto in questi tempi in cui l'unica cosa essenziale sembra essere l'apparenza – afferma Alessandro Benvenuti - E' uno degli spettacoli che più mi hanno influenzato. C'era dentro una grandezza assoluta, così disperata e disperante che mi chiesi anch'io se ne avevo una simile. Così tirai fuori la storia della mia famiglia e scrissi Benvenuti in casa Gori."
Cioni Mario racconta la domenica d'un ragazzo solitario, nei pressi di Prato: i suoi problemi con il padre e con la madre che non c'è più; le donne che vegheggia; la casa del popolo; i fascisti; gli incubi omosessuali...
Bobo Rondelli non si è certo lasciato intimidire dalla fama di Cioni Mario e dal ricordo di Benigni, afferra il toro della memoria per le corna e lo strapazza con una energia tutta livornese.
"Con Benvenuti si è creato subito un grande affiatamento… - racconta Bobo Rondelli - Ha voluto che come Benigni tenessi le mani in tasca per tutta la durata del monologo, in questo modo ha cercato di mantenere la gestualità minima che caratterizzò Benigni. Tuttavia in questo Cioni cambiano i tempi: al posto di Almirante c'è… il cavaliere. Purtroppo non c'è un degno successore di Berlinguer, l'amarezza di non avere un 'grande sacerdote laico' è ciò che resta dopo la visione dello spettacolo."
- Bobo Rondelli bravissimo un singolare miscuglio di canzoni alla Tom Waits e monologhi sulle contraddizioni dell'esistenza." - Gino Castaldo, La Repubblica
- Bobo Rondelli salace e verace cabarettista e chansonnier - Thomas Martinelli, Il Manifesto
- Coni Mario interpretato da un'artista fuori dalle righe, Bobo Rondelli, vena sanguigna e talento graffiante." - Simona Maggiorelli, La Nazione
- Bobo Rondelli era un predestinato, nessuno meglio di lui avrebbe potuto rifare il monologo del Cioni Sapete cosa ho detto di lui' Che è un po' Paolo Conte e un po' Charlie Chaplin – L. De Majo, L'Unità
Info:
Arezzo: Officine della Cultura - viale Michelangelo 36 - Tel 0575 27961 - info@officinedellacultura.org - www.officinedellacultura.org
Monte San Savino: Ufficio Informazioni Turistiche Corso Sangallo, 73 tel. 0575 849418
di Eschilo tradotto da P.P.Pasolini
coro Laura Bandelloni, Francesca Cipriani, Umberto D'Arcangelo, Irene Mirabedini
scenari video live Andrea Montagnani
regia Fulvio Cauteruccio
La rappresentazione di una delle più famose tragedie greche, sabato 23 febbraio al Teatro Comunale di Bucine alle ore 21.15, l'ORESTEA di Eschilo nella traduzione di Pier Paolo Pasolini.
"Ho cominciato a tradurre l' Orestiade – scriveva Pasolini nel 1960 nella "Lettera del Traduttore" - su richiesta di Vittorio Gassman, il che significa del tutto impreparato. Ad ogni modo ho cominciato subito con entusiasmo dalla bibliografia. Ma cosa potevo fare, se avevo davanti a me, per la traduzione, solo pochi mesi? Mi sono gettato sul testo, a divorarmelo come una belva, in pace: un cane sull' osso, uno stupendo osso carico di carne magra, stretto tra le zampe, a proteggerlo, contro un infimo campo visivo".
Si mette in scena, dunque, la saga della stirpe degli Atridi, dove la traduzione di Pasolini fa da spartiacque tra la tradizione ed il nuovo, e la si ripercorre come in un film di Quentin Tarantino raccontando il male ed i mali ad esso collaterali, amplificandoli e ridicolizzandoli.
"Questo lavoro - afferma il regista ed attore Fulvio Cauteruccio - osserva come l' umanità stenta a riconoscere il male, come l' uomo non abbia ancora imparato, malgrado la storia insegni, che il dialogo tra culture può essere più forte di una qualsiasi esplosione bellica". Il progetto nasce con l' intento di attrarre il pubblico di nuova generazione e di sollecitare in esso l' interesse per i classici, attraverso linguaggi innovativi della scena, l' azione video in tempo reale, le musiche rock, per attivare un uso della parola tutt' altro che convenzionale. La capacità espressiva e la padronanza scenica degli attori sarà esaltata e spalleggiata dalle voci del coro, composto da Laura Bandelloni, Massimo Bevilacqua, Francesca Cipriani, Umberto d'Arcangelo e Irene Mirabedini e da scenari video live curati da Andrea Montagnani".
Per informazioni sulla prevendita:
Teatro popolare d'arte: Tel. 055 711319 - www.tparte.it - tparte@dada.it
Officine della cultura: Tel. 0575 27961 - www.officinedellacultura.org
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Ufficio stampa:
Gloria Peruzzi Tel. + 39 349 3588645
Francesca Bassani Tel. + 39 340 9519438
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