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lunedì 28 maggio 2012

Gela, “Amianto” la polvere che uccide


Le ultime sentenze nazionali, hanno portato alla ribalta delle cronache, il grande scempio contro la salute dei cittadini ,collegato alle polveri di Amianto. Una legge quadro la 257/92 dà a grandi linee una visione della pericolosità di questo metallo. Le patologie correlate come l’ Asbestosi  processo degenerativo polmonare, costituito dalla formazione di cicatrici fibrose sempre più estese che provocano un ispessimento e indurimento del tessuto polmonare, il Mesotelioma Pleurico Polmonare è,invece, un tumore maligno che può colpire le membrane sierose di rivestimento dei polmoni (pleura) e degli organi addominali (peritoneo). Si tratta di un tumore maligno “patognomonico”, in quanto ad oggi riconosciuto solo per esposizione ad amianto, soprattutto di tipo anfibolo (crocidolite ed amosite, più del 90% dei casi). Il decorso della patologia è molto rapido. La sopravvivenza è in genere inferiore a un anno dalla scoperta del tumore. Non sono state individuate terapie efficaci,il Cancro polmonare ,come per l'asbestosi anche per i carcinomi polmonari è stata riscontrata una stretta relazione con la quantità totale di asbesto inalata e con l'abitudine al fumo di sigaretta. Il tumore presenta una latenza 15-20 anni dal momento dell’esposizione all’asbesto.  Nell’ultimo periodo si possono associare altre neoplasie come i mesoteliomi  Cutanei. A sortire un quadro importante sulla problematica la CEE che con la DIRETTIVA 2009/148/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio del 30 novembre 2009 ha voluto dare un quadro completo sulla protezione dei lavoratori e sui rischi connessi oltre che sui processi di bonifica dei siti. Tra i tanti articoli ne valutiamo 2 come cardini nel pianeta amianto; il secondo dove si ammette che “ l’amianto è un agente particolarmente pericoloso che può causare malattie gravi e che è presente in numerose situazioni di lavoro e, pertanto, un elevato numero di lavoratori risulta esposto a un potenziale rischio per la salute. La crocidolite è considerata come una varietà di amianto particolarmente pericolosa” ; il dodicesimo invece dove si dà ai datori di lavoro una direttiva ben precisa “ i datori di lavoro siano tenuti a individuare, prima della realizzazione del progetto di rimozione dell’amianto, la presenza o l’eventuale presenza di amianto negli edifici o negli impianti e a darne comunicazione alle altre persone che possono essere esposte all’amianto per via dell’utilizzo degli edifici, di lavori di manutenzione o di altre attività all’interno o all’esterno di essi”. Fatta questa ampia premessa si possonono valutare i fatti di Gela dove circa duecento lavoratori della locale industria(indotto diretto ed indiretto) sono stati oggetto di patologie collegate all’Amianto. Condizione che però non ha permesso agli stessi di avere dei benefici. Ad opporsi l’Inail che attraverso il Contarp non ha riconosciuto fin dal 1993 ai lavoratori i benefici di legge. Coinvolta anche la procura che ha ricevuto centinaia di denunce in merito. Oggi 26 maggio 2012 la bomba ecologica, se così la possiamo definire , è scoppiata all’interno dell’isola 15 del locale petrolchimico dove sono stati trovati ben 87 sacchi di amianto. Ci chiediamo se nessuno li aveva mai visti e se le responsabilità di chi doveva vigilare INAIL e ASP sono concrete. Ci sarà giustizia? Intanto il locale ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) minaccia esposti e ritorsioni verso chi ancora oggi chiude gli occhi di fronte all’evidente disastro ambientale e verso il diniego del riconoscimento di tanti benefici dovuti. Ma la polvere che uccide da quello che abbiamo potuto notare a Gela si trova ovunque e la miriade di contenitori  di Eternit e di Coperture in amianto ancora oggi non è oggetto di una chiaro processo di bonifica. Trovare un contenitore di acqua Eternit nella spazzatura non è un caso isolato.


                                                                                                          Di Maurizio Cirignotta

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