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venerdì 12 gennaio 2007

Usa, la Camera sfida Bush: Sì alla ricerca sulle staminali

Approvata una legge che amplia i fondi per le cellule embrionali, ma il presidente è pronto ad opporre il suo diritto di veto


Usa, la Camera sfida Bush
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Il presidente della Camera dei rappresentanti, Nancy Pelosi

WASHINGTON - In un primo gesto di sfida al presidente Bush, la Camera dei Rappresentanti, ora a maggioranza democratica, ha approvato una legge per ampliare i fondi alla ricerca sulle cellule staminali embrionali.

La proposta è stata varata con 253 voti favorevoli e 174 contrari. Il voto, però, non ha consentito ai sostenitori dell'ampliamento delle ricerche di ottenere la maggioranza di due terzi necessaria per opporsi al veto presidenziale alla misura, che Bush è pronto a usare.

Il presidente americano ha già utilizzato il diritto di veto la prima volta e unica volta durante la sua presidenza lo scorso luglio, per bocciare una proposta di legge identica. Ora la Casa Bianca ha ribadito con un documento la linea dell'amministrazione: pronti al veto sull'embrione e accelerazione invece sulle ricerche che riguardano le staminali adulte, o quelle appena scoperte nel liquido amniotico.

La legge sulle cellule staminali è stata tra le prime inserite dai democratici nella agenda del nuovo Congresso dopo che il partito democratico è riuscito a conquistare il controllo della Camera e del Senato grazie alle elezioni di metà mandato del novembre scorso. Ma la Casa Bianca ha ribadito che i contribuenti non devono pagare per ricerche scientifiche che implichino la distruzione di embrioni umani.

La misura è stata approvata al termine di un dibattito infuocato in cui i sostenitori della legge hanno citato questo tipo di ricerche come la speranza più promettente per una cura per malattie come l'Alzheimer o il Parkinson. I detrattori, da parte loro, l'hanno definita non etica ed immorale perché comporta la distruzione degli embrioni.

Il presidente Bush impose restrizioni a questo tipo di ricerche nell'agosto 2001. Ora la legge passerà al Senato, dove i sostenitori si aspettano che ottenga una maggioranza di due terzi, in grado di rovesciare il veto del presidente.

Origine: www.repubblica.it

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