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giovedì 26 luglio 2018

Economia. Il 4.0 traina la logistica italiana: nel 2017 investimenti a +14,9%

Il 4.0 traina la logistica italiana: nel 2017 investimenti a +14,9%

 

Il comparto della logistica e movimentazione delle merci ha trascorso un 2017 all'insegna della crescita. La produzione segna un +7,2% sul 2016. Il trend più che positivo trova conferma anche alla voce export (+9,1%). Il motivo di una simile performance lo si rintraccia leggendo l'incremento degli investimenti: +14,9% a consuntivo 2017. Secondo le previsioni dell'Ufficio studi Anima, il 2018 non solo confermerà ma vedrà in aumento i numeri: la produzione cresce del +3,9%, l'export del +4,9% e gli investimenti del +10,2%. Gli impianti e gli apparecchi per il sollevamento e il trasporto insieme ai carrelli industriali sono le tecnologie che più incidono sull'andamento positivo del settore.

 

"Il Piano nazionale Impresa 4.0 per il settore del sollevamento e della movimentazione è stata una scossa determinante", dichiara Pietro Almici, presidente Aisem. "Ha saputo dare ossigeno all'innovazione. Il dato degli investimenti, elaborato dall'Ufficio studi Anima, lo dimostra (+10,5% come previsioni 2018). Le nostre tecnologie nel 2017 si sono lasciate alle spalle un periodo di grande sofferenza. La crisi, infatti, aveva congelato molti progetti a lungo termine. Gli incentivi governativi hanno saputo riattivare il processo industriale. Le tecnologie del sollevamento e movimentazione sono soggetto e oggetto del Piano Impresa 4.0: ne abbiamo beneficiato sia come costruttori sia come utilizzatori. Abbiamo ordinativi che occupano mesi di lavoro: stiamo lavorando molto per tecnologie che hanno come destinazione l'Italia, in misura maggiore rispetto all'estero. Il mercato domestico è cresciuto. Le richieste dei clienti ci hanno ancor più convinti ad ammodernare i nostri impianti e macchinari. Ma anche la logistica interna alla fabbrica, per renderla smart factory, così come i magazzini. In questo senso, hanno occupato un ruolo di primo piano le scaffalature e i carrelli elevatori. C'è il rovescio della medaglia: le aziende investono ma non trovano addetti adeguati e preparati a far fronte alla rivoluzione 4.0. Penso agli operatori per le macchine utensili di nuove generazioni, a profili come i meccatronici, gli assemblatori meccanici e i manutentori in genere. La percentuale di disoccupazione giovanile è alta, ma, dalla nostra visuale, sembra che l'industria non sia un mercato appetibile per i nostri ragazzi. L'industria cerca personale e non lo trova: è paradossale".

 

"Il Piano nazionale Impresa 4.0 ha interessato in prevalenza i beni strumentali, che sono la prima voce dell'allegato A pubblicato dal ministero dello Sviluppo economico", afferma Paolo Gianoglio, direttore Relazioni Industriali Icim. "Le aziende hanno scelto di investire sensibilmente in questo genere di tecnologie. Nei beni strumentali in prima linea troviamo la categoria delle machine utensili e sono una costante anche i magazzini automatizzati, in taglie diverse ma sempre presenti. in Per questa categoria è sempre necessario un lavoro di attenta valutazione per definire quali lavori possono essere inclusi nel valore del bene in iperammoartamento e quali esclusi. Se la logistica è stata una delle maggiori destinazioni d'investimento, la manifattura additiva, con l'uso di stampanti 3D, sembra non avere ancora iniziato la sua corsa in Italia. In questo settore le richieste di incentivi sono state molto contenute".

 

"Il futuro dell'intralogistica sarà digitale e in rete. I sistemi saranno sempre più intelligenti e lavoreranno in modo sempre più autonomo, rendendo i processi della "supply-chain" ottimizzati e più efficaci. Questa è la rivoluzione dell'Intralogistica 4.0 e la nostra manifestazione triennale INTRALOGISTICA ITALIA, conclusasi con successo lo scorso 1 giugno presso la Fiera di Milano a Rho, si conferma la piattaforma ideale per il networking del settore", afferma Andreas Zuege, direttore generale Hannover Fairs International GmbH.

 

ANIMA Confindustria Meccanica Varia ed Affine  è l'organizzazione industriale di categoria che, in seno a Confindustria, rappresenta le aziende della meccanica varia e affine, un settore che occupa 214.000 addetti per un fatturato di 47,4  miliardi di euro e una quota export/fatturato del 60,8%% (dati riferiti al consuntivo 2017). I macrosettori rappresentati da ANIMA sono: macchine ed impianti per la produzione di energia e per l'industria chimica e petrolifera - montaggio impianti industriali; logistica e movimentazione delle merci; tecnologie ed attrezzature per acqua e prodotti alimentari; tecnologie e prodotti per l'industria; impianti, macchine prodotti per l'edilizia; macchine e impianti per la sicurezza dell'uomo e dell'ambiente; costruzioni metalliche in genere.



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