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venerdì 11 novembre 2016

Osservatorio Lorien Referendum: sempre più forte il no!

Gli italiani si ritengono decisamente più informati.

Ormai la maggior parte degli italiani si ritiene informata sul quesito del Referendum Costituzionale. 

Nell'ultimo mese l'acuirsi della campagna elettorale (che, come vedremo, viene considerata in maniera negativa dagli italiani perché troppo schiacciata su un pro-contro Renzi piuttosto che nel merito del quesito) ha portato molti ad informarsi e a schierarsi.

Oggi il 68% si ritiene sufficientemente informato, con un incremento del 23% in un solo mese!
 
Il voto al Referendum: prevale sempre più il NO.

Lorien, ad oggi, stima una affluenza al voto del 58%, tra questi gli elettori che sono ormai certi di recarsi alle urne rappresentano il 48% degli italiani maggiorenni.

Alla quinta rilevazione sul referendum Lorien registra una sempre più decisa preferenza per il NO

Permane, tuttavia, una quota consistente di elettori che intendono recarsi alle urne ma sono ancora indecisi sul voto da esprimere. 

Questi sono in maggioranza favorevoli alla riforma (il che riporterebbe il voto fino ad una situazione di parità/equlibrio), ma allo stesso tempo si evidenzia come tra coloro che non sono ancora convinti di andare a votare prevalga l'orientamento al NO.

Man mano che avanza la campagna elettorale anche gli orientamenti degli elettori potenziali dei partiti si fanno più definiti e concordi con le posizioni ufficiali. 

L'unica differenza significativa è per gli elettori di Area Popolare (ncd-udc): una quota piuttosto consistente di elettori si schiera contro la riforma; ma anche per gli elettori di Sinistra Italiana che in gran parte sono ancora indecisi sul voto (appena un mese fa prevaleva il SI).

Permane l'impressione di un voto abbastanza trasversale e non sempre così concorde alle posizioni di partito: evidente è la profonda spaccatura e le tensioni interne di una parte del PD (solo il 66% del proprio elettorato potenziale si dichiara per il SI) così come la scarsa propensione al voto che si registra all'interno del fronte del NO (sempre inferiore al dato di affluenza prevista).
 
 
Effetti di una campagna elettorale "drogata": secondo gli italiani vincerà il NO.

Due terzi degli italiani indicano come la riforma sia troppo complessa e poco chiara per sostenerla (proprio la scarsa chiarezza è identificata come uno dei maggiori pericoli di questa riforma, che crea confusione e potenziali conflitti nell'equilibrio dei poteri). 

Allo stesso tempo la campagna appare un referendum sul Premier: mancano i contenuti e molti lamentano uno squilibrio mediatico a favore del Governo.

Lo scenario previsto dagli italiani è dunque di bassa affluenza, secondo l'opinione più diffusa andranno a votare meno del 50% degli italiani o una cifro di poco superiore.

L'aspettativa è ormai netta per una vittoria del fronte del NO, forse anche per questo si misura un indebolendo delle motivazioni al voto tra chi è contrario alla riforma. 

Pur mantenendo un trend in crescita proprio la scarsa capacità di mobilitare potrebbe non rendere scontato il risultato.

Inoltre, anche in caso di vittoria del NO, secondo gli italiani Renzi dovrebbe continuare la sua azione di governo.
 
 
Lieve ripresa del Governo, ma il M5S è il primo partito.

Il giudizio sul Governo è crollato nuovamente dopo il picco positivo estivo, oggi si segnala una nuova , ma ancor debole ripresa.

 
 
In definitiva sarà il referendum a spostare l'ago della bilancia e a definire i nuovi equilibri politici.

Scende la Lega (soprattutto in favore di FI che con Berlusconi è scesa fortemente in campo sulla partita referendaria) e continua a rafforzarsi il M5S. 

Per il momento, supportato anche dalla crescita del dichiarato di voto, tiene il PD, pur messo in crisi dalle divisioni interne e dalle tensioni nell'elettorato.

Ad oggi centrosinistra (PD), centrodestra (FI+LN+FdI+NCD) e M5S raccolgono ognuno praticamente un terzo dell'elettorato.

Allo stato attuale non è possibile nemmeno predire chi potrebbe accedere al ballottaggio.

 
 


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