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martedì 10 aprile 2018

Il forum Unicredit sulle performance delle aziende vinicole siciliane ha aperto gli eventi di Sicilia en Primeur 2018

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il forum unicredit sulle performance delle aziende vinicole siciliane HA APERTO gli eventi di sicilia en primeur 2018

La Sicilia produce oltre il 10% del vino italiano ed è la quarta regione per produzione, dopo Veneto, Puglia ed Emilia Romagna. 

I vini DOP e IGP hanno raggiunto l'80% della produzione regionale.

Palermo, aprile 2018 - La Sicilia produce oltre il 10% del vino italiano ed è la quarta regione per produzione, dopo Veneto, Puglia ed Emilia Romagna. I vini DOP e IGP hanno raggiunto l'80% della produzione regionale. La Sicilia è la prima regione italiana per superficie a vite biologica con 38.935 ettari (37,6% della superficie nazionale), seguita da Puglia e Toscana, con una crescita del 21% su base annua.

Sono alcuni dei dati del Forum sulle economie di UniCredit relativo alle performance delle aziende vinicole siciliane e diffusi in vista di Sicilia en Primeur, l'annuale anteprima dei vini siciliani organizzata da Assovini Sicilia  e in programma a Palermo dal 3 al 7 maggio 2018.

"UniCredit - sottolinea Salvatore Malandrino, Regional Manager Sicilia UniCredit - è fortemente impegnata nell'offrire alle aziende vitivinicole siciliane soluzioni reali per rispondere ad ogni esigenza lungo tutta la filiera produttiva e per sostenerle nel loro percorso di crescita ed innovazione. Concedere credito è certamente importante ma oggi non è più sufficiente. Con il nostro network internazionale siamo in grado di accompagnare le aziende vitivinicole all'estero, aiutarle a rafforzare il proprio business e ad inserirsi in nuovi mercati emergenti con ricerca di controparti, attività di formazione specialistica, accordi con player internazionali per marketing online".

"Sono orgogliosamente stupito - dichiara Edy Bandiera, Assessore regionale Agricoltura e Pesca - dai traguardi raggiunti dal vino siciliano. Venti, venticinque anni fa sarebbe stato impensabile immaginare una crescita esponenziale di cantine, imprenditori e pertanto lavoro diretto e indotto e ricchezza ricaduta nel territorio che ha fatto crescere la nostra Sicilia. C'è dell'altro. Credo, e questo possono confermarlo esperti di fama nazionale e internazionale, che non si è mai bevuto così bene in Sicilia per merito dei vini prodotti in quest'isola. E per tutto questo devo dirvi grazie. Grazie perché senza questa visione e questa determinazione non avreste raggiunto questi risultati che ci rendono orgogliosi. Sono sicuro che anche il futuro potrà riservarci ancora belle sorprese. In fondo c'è spazio per crescere ancora. Gli osservatori del vino ci dicono che la percezione del vino italiano nel mondo da qui al breve e medio periodo passa principalmente per poche regioni: il Piemonte e la Toscana, ovviamente e poi Triveneto e Sicilia. Non possiamo lasciarci scappare quest'opportunità. Le istituzioni che qui rappresento sono pronte a fare tutto ciò che è necessario per cavalcare questo momento favorevole. Concludo dicendo ancora un grazie perché Assovini e Sicilia en primeur hanno dimostrato da quasi 15 anni - e ripeto da ben 15 anni a questa parte - che in Sicilia si può fare sistema, ci si può mettere insieme, fianco a fianco per raggiungere obiettivi grandiosi. Ed è anche per questo che il vino è l'avanguardia. Sicilia del vino, avanti tutta".

"La crescita del valore del vino siciliano, certificato dal Report di Unicredit, è la conferma che la strada intrapresa dalle aziende di Assovini sta dando i propri frutti" - commenta Alessio Planeta, presidente di Assovini Sicilia. "La Sicilia del vino è sana, forte e credibile anche dal punto di vista finanziario: è una novità che significa il riconoscimento del modo nuovo di fare impresa avviato da anni dalle aziende Assovini. Ed è sicuramente una bella notizia. La Sicilia del vino ha puntato il proprio export sui mercati giusti e ha ancora spazi enormi di crescita nel mondo".

"Il Report di Unicredit testimonia come il vino italiano di qualità sia sempre più apprezzato all'estero: ciò significa che è stata giusta la scelta delle aziende Doc Sicilia di puntare su un profilo alto della propria produzione" - dice Antonio Rallo, presidente del Consorzio di tutela vini Doc Sicilia. "Questo obiettivo è stato raggiunto anche grazie all'attenzione dedicata dalle imprese vitivinicole all'innovazione tecnologica e impiantistica".

Lo studio UniCredit ha esaminato alcuni indici di bilancio di un campione costituito da 72 società di capitali che operano nel settore e che hanno depositato i bilanci negli ultimi 5 anni. Viene fuori per la Sicilia una crescita inferiore alle regioni concorrenti ma una buona redditività, un leverage nella media pur in presenza di tempi di incasso più lunghi e una buona affidabilità creditizia per oltre la metà del campione regionale. 

Lo studio fornisce anche alcuni dati nazionali sul settore del vino: l'Italia è il primo produttore mondiale con 46 milioni di ettolitri, il secondo esportatore mondiale con 21 milioni di ettolitri e il terzo consumatore mondiale con 23 milioni di ettolitri. La filiera vitivinicola realizza in Italia 11 miliardi di fatturato, di cui il 60% con vini DOP e IGP e il 20% con spumanti. Stati Uniti,  Germania e Regno Unito sono i principali mercati di sbocco del vino italiano.

Sicilia en Primeur per la sua quindicesima edizione avrà come sfondo la città di Palermo e sarà ospite del Museo Regionale d'Arte Contemporanea.
All'insegna di cultura, ricerca e internazionalità, l'appuntamento di Assovini - che si terrà dal 3 al 7 maggio - dedicato all'anteprima dei vini siciliani, sarà l'occasione in più per celebrare il capoluogo siciliano, Capitale della Cultura Italiana 2018.

"L'elezione di Palermo a capitale della Cultura 2018 non poteva che spingere la nostra associazione - che per vocazione si impegna a promuovere la cultura della regione - ad organizzare qui la nostra storica anteprima" commenta Alessio Planeta, Presidente di Assovini Sicilia. "Questa edizione di Sicilia en Primeur si inserisce perfettamente nel progetto di valorizzazione delle eccellenze della città e ci permette di contribuire concretamente e a livello internazionale allo sviluppo culturale di Palermo e di tutta la Sicilia, che inevitabilmente trova linfa vitale anche nel suo ricco patrimonio enogastronomico".

Oltre a presentare in anteprima i vini dell'annata precedente, Sicilia en Primeur farà conoscere alla stampa italiana ed internazionale i mille volti del vino siciliano mettendo in degustazione oltre 500 vini delle cantine di Assovini Sicilia. Attraverso tre giorni di enotour i partecipanti avranno inoltre la possibilità di scoprire i luoghi e la cultura che fanno della Sicilia un continente vitivinicolo a tutto tondo. Dopo il successo dello scorso anno, Sicilia en Primeur conferma la partecipazione di cinque Master of Wine internazionali che offriranno alla stampa presente approfondimenti su tematiche di settore in cinque masterclass dedicate.

Tra le novità, una sessione di divulgazione scientifica denominata "Sicily Wine Science Show" in cui gruppi di ricercatori selezionati da una commissione presenteranno i loro progetti di studio sulla vitivinicoltura siciliana, interagendo in prima persona con i giornalisti.

Per concludere, lunedì 7 maggio alle ore 17.00 presso il Museo Regionale d'Arte Contemporanea, Sicilia en Primeur darà il benvenuto al pubblico, offrendo a tutti i wine lovers la possibilità di degustare le stesse etichette presentate in anteprima alla stampa. Con la città di Palermo ed il suo patrimonio culturale, storico ed enogastronomico, a fare da fil rouge all'evento, Sicilia en Primeur 2018 si prepara a mettere in mostra anche quest'anno il meglio della produzione vinicola siciliana.

Assovini Sicilia è un'associazione che riunisce 76 aziende vitivinicole siciliane di piccole, medie o grandi dimensioni, accomunate da tre elementi: il controllo totale della filiera vitivinicola, dal vigneto alla bottiglia; la produzione di vino di qualità imbottigliato; la visione internazionale del mercato.

Sicilia en Primeur è l'evento annuale di Assovini Sicilia rivolto alla stampa e ai professionisti di settore. È un momento per conoscere le aziende di Assovini Sicilia e le maggiori attrazioni artistiche, archeologiche e paesaggistiche dell'isola.

"La nostra quota di mercato sui finanziamenti al settore vitivinicolo siciliano, pari al 27% circa, rappresenta una ulteriore conferma del buono stato di salute della Doc Sicilia" dice Malandrino, Regional Manager Sicilia di UniCredit. "Guardiamo con favore agli investimenti che le aziende vitivinicole stanno realizzando in termini di qualità del prodotto, e siamo convinti che nella competizione globale occorra una sforzo continuo per migliorare le organizzazioni all'interno delle aziende, realizzare economie di scala ed aumentare la massa critica per affrontare i mercati. Con il nuovo prodotto UniCredit Easy Export, che unisce innovazione ed esclusività, abbiamo rafforzato ulteriormente la nostra posizione di partner bancario di riferimento per la aziende che vogliono internazionalizzarsi".

"Il riposizionamento verso l'alto delle produzioni vinicole siciliane, e l'aumento del valore unitario delle bottiglie, sono la via obbligata se vogliamo continuare nel trend positivo dello sviluppo del settore vitivinicolo" dice Planeta, presidente Assovini. "Sappiamo da sempre che nel nostro settore l'analisi dei numeri è complessa. Lo è per gli intrecci tipici del mercato globale, per l'origine dei dati e per le specificità del settore produttivo, che va dal piccolo produttore artigiano alle multinazionali che confezionano nei paesi di appartenenza. A questi elementi ne va aggiunto un altro, ultimo ma non secondario: la componente dell'annata dei vini condizionata da variabili incontrollate come ad esempio i fattori climatici che incidono sulla vendemmia". "Il Report" conclude Planeta, presidente di Assovini, "offre un'altra riflessione: la Sicilia del vino continua la sua risalita verso la parte alta della classifica italiana (la Lombardia negli anni scorsi ci precedeva). L'obiettivo della nostra generazione di imprenditori, prima di passare il testimone ai nostri figli, è quello di risalire in posizione dietro le tre regioni del vino oggettivamente inarrivabili ma posizionarci tra le prime cinque".

"Come Consorzio Doc Sicilia privilegiamo la crescita qualitativa della produzione vinicola siciliana aumentando così la competitività delle aziende e assicurando alla viticoltura della regione una strategia di lungo respiro" dice Rallo, presidente della Doc Sicilia. "A proposito di investimenti: i paesi esteri su cui stiamo puntando di più sono gli Stati Uniti e la Germania. Per il quarto anno consecutivo il consiglio di amministrazione della Doc ha confermato il progetto promozionale in Usa e il raddoppio dell'impegno in Germania e in Italia" precisa Rallo. 

"L'obiettivo dei programmi di promozione all'estero è far parlare di vino siciliano e dare ampio spazio alle diverse espressioni vitivinicole della nostra isola. Quando nel 2012 è stato fondato il Consorzio di tutela vini Doc Sicilia, l'obiettivo di imbottigliatori, vinificatori e viticoltori che ne avevano determinato la nascita, era avere un organismo che riuscisse concretamente a valorizzare e salvaguardare la produzione vinicola dell'isola. Consapevoli del grande patrimonio a disposizione, era necessaria una figura che coordinasse le differenti realtà accomunate dal marchio di qualità Denominazione di Origine Controllata Sicilia e implementasse una serie di attività per la tutela, la salvaguardia e la promozione dei vini Doc Sicilia. L'idea di "fare squadra" si è rafforzata nel corso degli anni e oggi le aziende vedono sempre più nel Consorzio uno strumento per raggiungere un obiettivo comune. Nei primi tre mesi del 2018, sono già diventate 195 le aziende che imbottigliano Doc Sicilia a fronte delle 147 del 2017".




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Welfare, da giugno 150 euro in benefits a 1,7 milioni di metalmeccanici: dagli esperti i consigli su come tramutarli in vantaggi fiscali e motivazione del personale

WELFARE, DA GIUGNO 150 EURO IN BENEFITS A 1,7 MILIONI DI METALMECCANICI: DAGLI ESPERTI I CONSIGLI PER OTTENERE I MIGLIORI VANTAGGI FISCALI

Firmato dalle maggiori sigle sindacali dei lavoratori, il nuovo contratto CCNL Metalmeccanici inserisce l'obbligo di erogare ai dipendenti servizi di welfare pari a 150 euro. 

Per soddisfare le esigenze di imprenditori e dipendenti le aziende erogatrici di benefits stanno promuovendo prodotti ad hoc come il Pass Shopping, il buono acquisto defiscalizzato che garantisce una maggiore fruibilità e autonomia.


Ben 150 euro in welfare e benefits per ogni dipendente a partire dal 1° giugno 2018: ecco cosa prevede il rinnovo del contratto CCNL Metalmeccanici firmato da CGIL, CISL e UIL. 

La novità rappresenta un'opportunità per 1,7 milioni di lavoratori e riguarda una vasta scelta di fringe benefit, quindi buoni spesa e tagliandi, oppure benefit di welfare da destinare a salute, previdenza o servizi per l'assistenza. 

Ma quali sono i benefit maggiormente amati dai lavoratori italiani? Dallo studio Ipsos Marketing per Sodexo Benefit&Rewards Servicess un target di 800 dipendenti di aziende private dai 25 ai 60 anni, emerge che sono quelli dedicati al supporto della famiglia (59%), servizi per la cura personale (54%), shopping (52%), servizi assicurativi (47%), buoni pasto (46%) e rimborsi per il trasporto (42%); menzione d'onore ai coupon per la benzina (67%) e gift card (27%). 

Grazie alla Legge di Bilancio 2017 in cui le imprese, specie quelle private, dispongono di diversi premi di produttività e vantaggi fiscali, anche Sodexo ha pensato ai bisogni extra lavorativi promuovendo il Pass Shopping, il buono acquisto defiscalizzato che sta riscuotendo sempre più successo in azienda. Un vantaggio che diventa duplice e reciproco: se da un lato i benefits accrescono la motivazione e la produttività dei dipendenti, dall'altro le aziende possono godere di sgravi fiscali sempre più importanti.

"La modalità più semplice per rispondere a questo obbligo è quella di erogare al collaboratore buoni benzina o buoni spesa – spiega Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefit&Rewards Services – Per questo si registra un forte incremento di adozioni da parte delle aziende di strumenti flessibili, digitali, semplici da gestire e che lascino ai beneficiari la massima libertà di scelta. 

Con Pass Shopping è valorizzato ulteriormente l'approccio multi device: un unico prodotto spendibile sia nei negozi fisici sia sulle piattaforme di e-commerce grazie agli accordi con importanti partner appartenenti a diverse categorie merceologiche e a livello logistico le aziende sono agevolate poiché possono ordinare e ricevere i buoni direttamente online".

L'accordo tra sindacati e dipendenti con contratto CCNL metalmeccanici è in vigore dal 2017 e prevedeva il valore dei beni e servizi di 100 euro dal 1° giugno dello stesso anno, un aumento a 150 dal 1° giugno 2018 e si concluderà nel 2019 con un valore di 200 euro di beni e servizi che andranno utilizzati entro il 31 maggio dell'anno successivo. 

L'accesso ai 150 euro in benefit spetta ai lavoratori che hanno superato il periodo di prova e siano in forza dal 1°giugno di ciascun anno o che siano stati assunti con contratto a tempo indeterminato o determinato con almeno tre mesi di anzianità; anche i CCNL Telecomunicazioni e Orafi prevedono il welfare integrativo con un contributo di 120 euro per il primo settore e 100 euro per il secondo.

"Il nuovo contratto inserisce l'obbligo di erogare ai dipendenti servizi di welfare pari a 150 euro e sempre più aziende sono interessate ad elargire un premio di produttività sotto forma di fringe benefit per incrementare la motivazione e la produttività dei dipendenti – sottolinea Sergio Satriano, Managing Director di Sodexo Benefit&Rewards Services – Sodexo, conscia dell'importanza del benessere dei lavoratori, supporta le aziende da oltre 50 anni fornendo servizi in grado di migliorare la qualità della vita mediante soluzioni ad hoc. Pass Shopping è il nostro plusvalore: se da un lato migliora la vita lavorativa dall'altro incontra le esigenze e coccola i dipendenti, mantenendo alto il loro livello di soddisfazione e performance".


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lunedì 9 aprile 2018

Regolatore Boost µModule compatto di Analog Devices per sistemi ottici a bassa tensione

Regolatore Boost µModule compatto di Analog Devices per sistemi ottici a bassa tensione

Analog Devices presenta l'LTM4661 Power by Linear™, un regolatore µModule® step-up low power in package BGA di 6,25mm x 6,25mm x 2,42mm. Per completare un progetto sono necessari soltanto pochi condensatori e una resistenza, la soluzione occupa meno di 1cm² su PCB a singola faccia o 0,5cm² su doppia faccia.

L'LTM4661 incorpora un controllore a commutazione DC/DC, i MOSFET, induttori e componenti di supporto. L'LTM4661 funziona con tensioni di ingresso da 1,8V a 5,5V, e continua a operare fino a 0,7V dopo lo start-up. La tensione in uscita è regolabile tra 2,5V e 15V con una sola resistenza. La combinazione di un package piccolo e sottile e di un ampio intervallo di tensioni di ingresso e uscita lo rende la soluzione ideale per svariate applicazioni, tra cui moduli ottici, apparati alimentati a batteria, sistemi di back-up, tensione di bias per amplificatori di potenza o diodi laser e piccoli motori in DC.

L'LTM4661 può erogare 4A con continuità da 3,3VIN a 5VOUT e, sempre di continuo, 0,7A da 3,3VIN a 12VOUT. L'LTM4661 usa il raddrizzamento sincrono, che raggiunge l'elevato livello di efficienza di conversione del 92% (da 3,3VIN a 5VOUT). La frequenza di commutazione è 1MHz ed è sincronizzabile a un clock esterno da 500kHz a 1,5MHz. L'architettura a due fasi con singola uscita dell'LTM4661 e lo switch a 1MHz garantiscono una risposta veloce ai transitori su variazioni di linea e di carico nonché una significativa riduzione del livello di ripple in uscita. L'LTM4661 ha tre modalità operative: Burst Mode®, continua forzata e con sincronismo esterno. La corrente a riposo in Burst Mode è di soli 25µA e garantisce un'operatività estesa nel funzionamento a batteria. Per le applicazioni che richiedono livelli di rumore estremamente contenuti, le modalità continua forzata o con sincronismo esterno riducono al minimo le possibili interferenze del rumore di commutazione.

L'LTM4661 è in grado di disconnettere il carico durante la fase di shutdown e limitare la corrente di spunto allo start-up. Le caratteristiche di protezione dai guasti includono il corto-circuito e le condizioni di sovratensione e sovratemperatura.

L'LTM4661 funziona in un campo di temperature tra –40°C e 125°C.


Riepilogo delle Caratteristiche: LTM4661
  • Soluzione completa in <1cm² (PCB a singola faccia) o 0,5cm² (PCB a doppia faccia)
  • Tensioni d'ingresso: da 1,8V a 5,5V, fino a 0,7V dopo lo Start-Up
  • Tensione in uscita: da 2,5V a 15V
  • Corrente in uscita fino a 4A DC 
  • Regolazione della tensione DC in uscita entro un massimo di ±3% su carico, linea & temperatura
  • Disconnessione dell'uscita durante lo shutdown
  • Limitazione della corrente di spunto
  • Frequenza sincronizzabile dall'esterno
  • Funzionamento in Burst Mode® selezionabile
  • Uscita protetta da sovratensione e sovratemperatura
  • Package BGA ultrasottile di 6,25mm × 6,25mm × 2,42mm

venerdì 6 aprile 2018

Apericena artistico al Morgana’s Club

Il 7 aprile alle ore 20 presso Il Morgana’s Club di Vicolo della Campanella, 2 nel centro di Roma, tra Piazza Navona e Castel S. Angelo, avrà luogo un Apericena artistico con tante sorprese e nuove occasioni di incontro. 

L’evento è organizzato dalla nota Società Idea Eventi Roma, ramo d’Azienda della I.S. Idea Service S.C., titolare del Marchio registrato Biennale Internazionale dell’Etruria.

#ilCaffèDelBlogger - A Castellabate arriva Dodi Battaglia e sbarca la vera musica italiana ma anche le critiche / Di Marco Nicoletti


CONCERTI - Aprile in quel di “Benvenuti Al Sud “ da sempre è un mese di “risvegli” in primis la primavera cilentana regala come ben si sa spettacoli unici e  mozzafiato con le fioriture tra mandorli e peschi , ma anche perché è il mese della “grande festa “ del 25 Aprile! 
A San Marco Di Castellabate si celebrerà il patrono da cui lo stesso centro marinaro prende il nome ( San Marco Evangelista) . Da sempre si svolge sia la parte religiosa che quella ricreativa che vede spettacoli di piazza e giochi all’aperto come per il secondo anno il noto “ Palio Di San Marco “ , ma andiamo al concertone che quest’anno è stato niente poco di meno affidato al Pooh Dodi Battaglia, reduce dal successo del recente Festival di Sanremo con il collega Riccardo Fogli. 
Dunque la serata del grande evento è quella che precede la festa del 25 Aprile, infatti da quest’anno il cantante scelto si esibirà non più la sera della festa ma in quella più consona e tranquilla della vigilia ovvero il 24 Aprile , così le funzioni liturgiche con annessa processione sul mare con barche ( tempo permettendo) possa svolgersi con la dovuta serenità e senza corse finali . Ma chi è Dodi Battaglia?? 

Donato “Dodi” Battaglia è nato a Bologna il 1° giugno 1951 ed ha 4 figli: Sara e Serena avute dall'americana Louise Van Buren, Daniele avuto da Loretta Lanfredi, Sofia avuta dalla moglie Paola Toeschi.
Proveniente da una famiglia di musicisti (il padre suonava il violino, un nonno il piano, uno zio la chitarra), Dodi riceve a 5 anni il suo primo strumento, una fisarmonica, e comincia ad andare a lezione imparando a leggere la musica ancor prima di imparare a leggere e scrivere. All'età di 13 anni, dopo quasi 9 anni di fisarmonica, esplode la passione per la chitarra elettrica, grazie alla scoperta degli Shadows, guidati dal chitarrista Hank Marvin, leggendario musicista idolo di chi in quegli anni cominciava a suonare la chitarra e citato come ispiratore da artisti come Eric Clapton, David Gilmour, Brian May, George Harrison, Mark Knopfler, Neil Young, Jeff Beck, Pete Townshend, e Ritchie Blackmore.
Accompagnato e consigliato dallo zio chitarrista, Dodi compra una chitarra classica ed inizia a prendere lezioni frequentando un corso collettivo presso cui, dopo solo quattro mesi , avvantaggiato dagli studi fatti per la fisarmonica, comincia a dare lezioni ad altri ragazzi, dimostrando una innata e non comune dimestichezza con lo strumento.
Da lì ad un anno comincia a suonare in vari gruppi dell'area bolognese, a partire dai Nobles passando per i Rigidi R&B ed approdare infine nei Judas. Il passo successivo è entrare a far parte dei Meteors, un’orchestra che aveva una discreta attività che la vede in un’occasione, con Dodi in formazione, ad aprire addirittura una serata in cui l’attrazione era Jimi Hendrix.
Notato da Valerio Negrini e Roby Facchinetti già da quando militava nei Nobles, gli viene chiesto quando ancora aveva 17 anni di entrare a far parte dei Pooh al posto di Mario Goretti, che avrebbe lasciato il gruppo dopo gli impegni dell’estate del 1968.
Entusiasta accetta; in quei primi anni i Pooh cavalcavano la scia del buon successo riscosso da "Piccola Katy" e Dodi, nonostante l’innata timidezza, aveva una ottima presenza scenica unita alla notevole maestria con lo strumento.
Quasi da subito vengono scoperte anche le sue doti canore, portandolo ad esordire quasi immediatamente come voce solista in “Buonanotte Penny”, che comunque resterà un episodio isolato nel periodo Vedette.
Quando il gruppo passa alla CBS e sotto l’egida del produttore Giancarlo Lucariello, questi lo convince a mettersi in gioco come cantante, facendogli interpretare il brano "Tanta voglia di lei", il più grande successo del gruppo, rendendo quindi non solo la sua chitarra ma anche la sua voce elementi peculiari e caratterizzanti del suono dei Pooh.
I grandi successi, nonché pietre miliari della loro discografia, in cui la sua voce è ormai imprescindibile sono innumerevoli, da “Noi due nel mondo e nell’anima” a “Infiniti noi”, da “Parsifal” a “Dove sto domani”, da “Che vuoi che sia” a "Canterò per te", primo singolo dei Pooh da lui firmato che attesta la sua crescita anche come autore.
Firma infatti da solo le musiche di alcune fra le più intense e particolari canzoni del gruppo, a partire dalla primissima "Io in una storia", a cui in ordine sparso negli anni si aggiungono, solo per citarne alcune, "50 primavere", "Buona fortuna e buon viaggio", "Ci penserò domani", "Comuni desideri", "Danza a distanza", "Dietro la collina", "Diritto d'amare", "Due donne", "E arrivi tu", "Gitano", "I bambini ci guardano", "Il cuore tra le mani", "In diretta nel vento" , "Io sto con te", "Io vicino io lontano", "Isabel", "La ragazza con gli occhi di sole", "Lei e lei", "Mai dire mai", "Mezzanotte per te", "Padre a vent'anni", "Quel che non si dice", "Santa Lucia", "Scusami", "Senza musica e senza parole", "Stella", "Una donna normale", "Venti", "Vienna", "Vita" e "L'altra donna".
Il buon lavoro in tandem con gli altri compositori del gruppo è ben rappresentato ad esempio da brani come "Air India", "Dialoghi", "Mediterraneo", "Orient Express", "Una domenica da buttare", "Uno straniero venuto dal tempo" e "L'anno, il posto, l'ora".
La sua attività come autore lo vede firmare anche canzoni per Riccardo Fogli, Irene Fargo, Mia Martini, Lena Biolcati, Lorella Cuccarini, Massimo Ranieri, Alice, Daniele Battaglia e Annalisa Minetti.
Dodi Battaglia ha al suo attivo più di 140 brani pubblicati, dei quali più di 70 sono stati composti per i Pooh.
Come musicista Dodi annovera numerosi premi, fra cui nel 1981 quello conferitogli dal prestigioso giornale tedesco Die Zeitung come miglior chitarrista europeo, confermato nel 1986 da parte della rivista “Stern”. Poi per i due anni consecutivi anche la critica italiana, sebbene tardivamente, lo decreta miglior chitarrista italiano, il primo anno su tutti poi come chitarrista pop.
Nel 1986 gli è stato conferito dal Presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, il titolo di Cavaliere della Repubblica italiana.
Il 24 luglio 2017 ha conseguito il Diploma Accademico Honoris Causa di secondo livello in "Chitarra elettrica jazz" presso il Conservatorio "Egidio R. Duni" di Matera.
Il 13 novembre 2017 ha conseguito la Laurea Magistrale in "Storia della Musica Pop Italiana" con la concessione della lode presso l'Università degli Studi di Bari "Aldo Moro".
Il 04 dicembre 2017 il direttore e la redazione di "Autosprint" hanno incluso Dodi nella rosa di quanti hanno ricevuto il prestigioso premio "Caschi d’Oro 2017", il vero e proprio Oscar consegnato ogni anno dalla rivista a quanti si sono distinti nel campo dell'automobilismo sportivo.
Grandissimo collezionista di chitarre (ne possiede circa cinquanta), si è visto dedicare due chitarre “signature”, rispettivamente dalla Fender e dalla Maton, che hanno realizzato dei modelli su sue specifiche indicazioni.
La Fender ha prodotto nel 1997 la Fender Dodicaster, una signature model in edizione limitata su specifiche di Dodi. Dopo il prototipo (custodito nel museo di Guitar Ranch a Verona), la Fender ha realizzato due esemplari definitivi (recanti il nome “Dodi” al dodicesimo tasto) ed i rimanenti della serie. Caratterizzati dalla grande accuratezza della realizzazione, hanno il manico in acero monoblocco con verniciatura satinata, due pickup “single coil” ed un “humbucker” (splittabile con apposito comando) e ponte “Floyd Rose”.
La Maton, dal suo canto, ha impiegato quasi due anni di studio e lavoro per realizzare la chitarra che ambiva offrire a Dodi un suono acustico originale, la EC J85 “Dodi Battaglia” prodotta nel 2000 in serie limitata.
Come solista, Dodi ha inciso due album. Il primo nel 1985, "Più in alto che c'è?!", scritto interamente in compagnia del suo amico fraterno Valerio Negrini con la sola eccezione della title-track scritta con Vasco Rossi, che compare anche nel disco come ospite, bissato nel 2003 dall’album strumentale acustico "D'assolo", ristampato nel 2012 con una bonus track dedicata all’amico e concittadino Lucio Dalla scomparso in quell’anno. Altra testimonianza su disco dell’attività di Dodi al di fuori dei Pooh è l’album “Walzer d’un blues” inciso dal supergruppo “Adelmo e i suoi Sorapis”, composto da Dodi, Zucchero, Maurizio Vandelli, Umbi dei Nomadi, Fio Zanotti e Michele Torpedine. Del 2015 è "Dov'è andata la musica", inciso con Tommy Emmanuel.
Tra le tante collaborazioni in ambito italiano, Dodi appare in lavori di Vasco Rossi (sua la chitarra nei brani "Una canzone per te", "Va bene va bene" e "Toffee"), Al Di Meola, Tommy Emmanuel, Gino Paoli, Enrico Ruggeri, Raf, Gianluca Grignani, Mia Martini, Giorgio Faletti, Gianni Fiorellino, Alice, Capsicum Tree, Chitarre d’Italia, Delia Gualtiero, Irene Fargo, Lena Biolcati, Lorella Cuccarini, Massimo Ranieri, Riccardo Fogli.
Dapprima appassionato di tango e walzer quando suonava la fisarmonica, Dodi in seguito ha orientato i suoi gusti musicali la musica italiana degli anni '60 e vari artisti stranieri del periodo fra cui Shadows, Beatles, Jimi Hendrix, Chicago, Bee Gees e successivamente l’area prettamente fusion in cui spaziavano Chick Corea e Al Di Meola (da soli o con i Return To Forever) Pat Metheny e John McLaughlin, arrivando oggi ad essere comunque attento a quanto la scena musicale internazionale propone, ad esempio The Edge o Steve Lukather, a testimoniare la sua innata e viscerale passione per tutto quanto è chitarra. Modestamente e ironicamente lui si è sempre definito solo come “il più bravo chitarrista dei Pooh”.
Dodi vanta 20 anni di esperienza nelle gare automobilistiche (turismo) da solo o in squadra con Giorgio Faletti, collezionando parecchie vittorie e record in pista. Oggi corre sui kart per beneficenza, con l'associazione “Kart No War”, affiliata a Rock No War. Sci, nuoto e palestra sono altri sport praticati per diletto. È tifoso del Bologna e dell'Inter.
In passato Dodi andava tutti i giorni a vedere un film, con una predilezione particolare per i kolossal americani come "Guerre stellari". Fra le sue pellicole preferite cita "L'altra faccia dell'amore" del regista Ken Russell e "Vi presento Joe Black" di Martin Brest.
Anche l'elenco dei libri letti è molto lungo; ad esso appartengono due romanzi scritti da autori che annovera tra gli amici: "L'ultima legione" di Valerio Massimo Manfredi e "Io uccido" di Giorgio Faletti.

Eccoli i nostri ragazzi del comitato festa e a loro tutti vanno i miei complimenti per aver fatto il BOTTO ! Un grande nome qui a San Marco dopo decenni di cataletti e cateteri senza meriti ! Bravi e ora all’opera ! 

Marco Nicoletti 

giovedì 5 aprile 2018

RS Components offre multiprese PDU modulari RS Pro da rack flessibili ed economiche per la gestione dell’alimentazione

RS Components offre multiprese PDU modulari RS Pro da rack flessibili ed economiche per la gestione dell'alimentazione
La nuova serie di unità di distribuzione dell'alimentazione offre il rapporto qualità/prezzo tipico della gamma RS Pro, con opzioni di monitoraggio remoto/misurazione di potenza


RS Components, distributore globale di prodotti di elettronica e manutenzione, ha inserito nella sua gamma RS Pro di prodotti di elevata qualità e alto valore aggiunto le multiprese per la distribuzione dell'alimentazione (PDU) facilmente aggiornabili, che rendono flessibili le soluzioni retrofit per la misurazione o il monitoraggio della potenza collegate in rete, a costi contenuti e con il minimo disagio.

La nuova famiglia di PDU offre configurazioni versatili, in una soluzione elegante per diversi tipi di rack. L'offerta comprende fino a 24 uscite femmina Euro (Schuko o NF 2P+T), a 3 pin UK o IEC, con spine CEE 7/7 o BS (British-Standard), spina BS4343 da 16 o 32 A o ingresso IEC.

Tutte le configurazioni sono disponibili come PDU base, aggiornabili come PDU con amperometro o completamente monitorate, e dotate di un modulo di gestione SNMP con porte Ethernet per il monitoraggio remoto della potenza.

La semplicità di aggiornamento rende le nuove PDU RS Pro un investimento vantaggioso. Un'unità base, senza monitoraggio della potenza, può essere installata facilmente e con un costo molto contenuto. In qualsiasi momento può essere aggiornata mediante l'aggiunta di un modulo di monitoraggio della potenza, da ordinare separatamente. I moduli sono collegabili a caldo, pertanto l'operatore può iniziare a monitorare i consumi senza dover disattivare le apparecchiature. Inoltre è possibile risparmiare investendo in un solo modulo da condividere con diverse PDU per operazioni temporanee di ricerca guasti o raccolta dati.

L'aggiunta del modulo di misurazione alla PDU base consente di accedere ai dati mediante il display LCD integrato. Il più sofisticato modulo di gestione SNMP, con firmware aggiornabile, consente di monitorare corrente di ingresso, tensione, potenza, consumo energetico e fattore di potenza mediante un'interfaccia web e di impostare trappole SNMP e ricevere e-mail automatiche per la segnalazione di eventuali guasti. Il collegamento in daisy-chain consente di monitorare fino a cinque PDU.

Vino: boom in Gdo per Passerina e Pecorino. Nel triennio Passerina +92%, Pecorino +55%

VINO: BOOM IN GDO PER PASSERINA E PECORINO. NEL TRIENNIO PASSERINA A +92%, PECORINO +55%

(Offida AP, 5 aprile 2018). La Gdo premia gli autoctoni e in particolare registra l'irresistibile ascesa anche dei vini marchigiani, con Pecorino e Passerina che nel triennio volano rispettivamente a +55% e +92%. È il dato, evidenziato dal Consorzio vini piceni, registrato dall'istituto di ricerca Iri sugli ultimi consumi di vino nella grande distribuzione.

Secondo l'approfondimento curato da Nomisma-Wine Monitor, anche nel 2017 si conferma un incremento in doppia cifra sia della Passerina (+15%) che del Pecorino (+10,5%) per un posizionamento di tutto rilievo anche sul fronte del prezzo medio, con valori quasi doppi rispetto al complesso dei vini bianchi in Gdo (5,2 e 5,5 euro/litro i prezzi di Passerina e Pecorino, contro la media-bianchi a 3 euro/litro).

Nel 2017 i vitigni, che nelle Marche sono anche alla base delle denominazioni Offida Docg, Falerio e Terre di Offida Doc, hanno venduto nella grande distribuzione circa 4,9 milioni di bottiglie per un valore di 19 milioni di euro, registrato soprattutto nelle regioni di Centro-Nord. Una crescita nel triennio difficile da eguagliare, con la Passerina che conferma Lazio – dove sale del 144% -, Lombardia (+79%) e Marche (46%) come principali sbocchi, e con incrementi importanti in Abruzzo/Molise (+125%), Umbria (+101%), Toscana (+94%) ed Emilia Romagna (+74%). 

E se la Passerina vale in Gdo 7,1 milioni di euro, ancora meglio fa il Pecorino, con vendite per 11,9 milioni di euro e un triennio d'oro soprattutto grazie al Lazio, regione top buyer da 3,7 milioni di euro e una crescita del 68%. Bene anche gli altri mercati tradizionali, con Abruzzo/Molise e Marche a +22% e soprattutto Lombardia che vola a +53%. Il Pecorino piace sempre di più anche in Piemonte (+64%) e Emilia Romagna (+67%).

"Quest'anno a Vinitaly festeggiamo i 50 anni del Rosso Piceno, la denominazione più estesa dei vini rossi marchigiani - ha detto il presidente del Consorzio vini piceni, Giorgio Savini -, ma non perdiamo di vista la crescita dei nostri bianchi autoctoni, con un'indagine Nomisma sui vini italiani di tendenza e un focus sulle regioni a maggior vocazione biologica. Due plus che l'area del Piceno ha fatto propri in questi anni".

Offida rappresenta l'unica denominazione di origine controllata e garantita per i vitigni di Passerina e Pecorino, con un disciplinare molto più stringente di quello consentito in altri areali (90 quintali per ettaro). La zona di produzione della Dogc è ristretta al solo Piceno, in 25 comuni delle province di Ascoli e Fermo (9 per intero e altri 16 in parte) con l'imbottigliamento permesso nelle sole zone di produzione. 

La Doc e l'Igt invece si allargano anche al Falerio Pecorino e a denominazioni di alcune regioni limitrofe. Sono circa 2 milioni le bottiglie della nuova annata da poco messe in commercio per la maggior parte dalle aziende socie del Consorzio vini Piceni, che con oltre 154 aziende produttrici detiene una rappresentanza dell'83% sulla produzione certificata. Le Marche del vino a Vinitaly (15-18 aprile) vedranno il Consorzio Vini Piceni e l'Istituto marchigiano di tutela vini protagonisti assieme con 143 aziende a Veronafiere (Pad. 7, stand C6-C9).



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SAN MARCO DI CASTELLABATE- IL 24 APRILE DODI BATTAGLIA IN CONCERTO



SAN MARCO DI CASTELLABATE - È Dodi Battaglia l’artista scelto per il concerto che si terrà il 24 Aprile prossimo sulla piazza Comunale per i festeggiamenti in onore del santo patrono San Marco Evangelista. Il comitato festeggiamenti ha lavorato non poco per “sfornare” un nome che metta tutti d’accordo. 

Battaglia è reduce dall’ultima edizione del Festival Di Sanremo dove ha duettato con il collega (e componete dei Pooh) Riccardo Fogli . 

Una grande carriera un artista vero e completo che con i restanti componenti dei Pooh ha fatto la storia della musica italiana anche nel mondo con successi dal calibro di Piccola Katy o Pensiero, dunque non resta che attendere il 24 aprile per poter applaudire un big vero della musica italiana!

Battaglia è autore di oltre 140 brani pubblicati, dei quali più di 70 sono stati composti per i Pooh , vanta numerosi e prestigiosi riconoscimenti, tra cui il titolo di "miglior chitarrista europeo" conferitogli nei primi anni ottanta dalla rivista tedesca Stern .

Marco Nicoletti ©️2018 

Barcellona-Roma: 4-1, un risultato bugiardo per una partita onorata col sudore della Maglia


Siamo romanisti, quando c’è la prestazione riusciamo ad essere soddisfatti a prescindere dal risultato.

Stasera il divario ineccepibile tra le due squadre non si è visto.

Due rigori negati (per il fallo su Pellegrini l’arbitro ha fischiato la punizione e si è pure dimenticato di fare l’ammonizione).

Ma noi siamo abituati da una vita a perdere anche per colpa delle sudditanze degli arbitri.

Una sconfitta in cui più che i meriti dei campionissimi hanno contato i soliti harakiri romanisti con De Rossi, Manolas e Gonalons.

Che altro aggiungere?

Che è più facile che al ritorno sia la Roma a compiere il miracolo di vincere 3-0 piuttosto che la Juve a farne 4 a Madrid.

Almeno per il momento, stavolta, gli umiliati non siamo noi.

I miei rodimenti sono per una intera stagione in cui la Roma ha giocato partite noiose e brutte.

Vincere è l’ultima cosa.
A me interessa lo spettacolo del gioco, l’agonismo e la Maglia onorata col sudore.

Non è un contentino ma mi fa più rodere un pareggio stentato e risicato col Bologna che una sconfitta come stasera.

Nonostante il valore degli avversari, sino alla fine siamo stati in partita e abbiamo potuto sperare di fare almeno due gol.

Visto che noi romanisti siamo abituati alle disfatte e non alle imprese, alla fine va bene così.
Possiamo ancora sperare nel miracolo sportivo di riportare alla ribalta la regola del 3-0 all'Olimpico che era in voga negli anni Ottanta e che ci fece battere il Dundee United e arrivare nella finale col Liverpool giocata alla pari e persa ai rigori.

mercoledì 4 aprile 2018

Acantho e Dimension Data: dalla collaborazione tecnologica la vera innovazione per i clienti



Acantho e Dimension Data: dalla collaborazione tecnologica la vera innovazione per i clienti.
L'avanguarde tecnologica firmata Ciena e Dimension Data
Milano, 4 aprile 2018 – Un operatore del settore bancario, la necessità di interconnettere tre dei suoi Data Center con tecnologia DWDM e le relative esigenze di sicurezza, bassa latenza e business continuity sono gli elementi che caratterizzano un progetto altamente sfidante che Acantho, insieme a Dimension Data e Ciena ha saputo organizzare sapientemente con tempi di progettazione e implementazione molto rapidi, oltre alla fornitura di apparati di nuova generazione.

Acantho, la società di telecomunicazioni del Gruppo Hera, grazie alla collaborazione con Dimension Data, coadiuvata dalla tecnologia Ciena, è stata in grado di soddisfare le esigenze particolari di un cliente storico realizzando un progetto complesso in grado di portare benefici anche al proprio interno. 
Pioniera dello sviluppo di una rete proprietaria a banda ultra-larga in fibra ottica, Acantho si distingue ancora una volta per la propria offerta di soluzioni tecnologiche all'avanguardia a beneficio dei suoi clienti.

Sviluppatosi nell'arco del primo semestre del 2017, il progetto è stato implementato a maggio e si è concluso nell'agosto 2017. Il tutto nel pieno rispetto delle stringenti tempistiche richieste dal cliente e a fronte di altre criticità intrinseche dell'utilizzo di fibra ottica dedicata ed interamente di proprietà di Acantho (circa 200 km), del trasporto di segnali da un sito all'altro, per un complessivo di circa 400Gbps, e della disponibilità di un'infrastruttura che abilitasse la crittografia dei dati in linea senza nessun, o per lo meno minimo, impatto sulla latenza e le performance.

Grazie al fatto che i tre data centre del cliente rientravano nell'area di copertura della rete in fibra ottica di Acantho, è stato possibile interconnetterli in maniera autonoma rispetto a quanto richiesto. Il tutto gestito in maniera remota dal data centre di Imola di Acantho, per consentire ad Acantho di monitorare tutti gli apparati attraverso il proprio NOC H24 ma anche per essere eventualmente amministrato da remoto dal cliente, per verificarne lo status dei dispositivi, e da Dimension Data e Ciena, per intervenire in caso di problematiche tecniche.

"Essendo il nostro cliente un operatore bancario, il contenimento della latenza, i tempi di risposta e la sincronizzazione rapida dei data centre diventano elementi chiave per il business, molto caratterizzanti e altresì fortemente discriminatori per il progetto che siamo riusciti ad orchestrare," commenta Roberto Cacciari, Responsabile Customer Design della Divisione Tecnica di Acantho.

Ma non solo. Le insidie di questo progetto si nascondono anche nella fornitura importante di apparati, che devono essere installati, attivati e pronti all'uso, che utilizzano una nuova tecnologia DWDM per la quale la presenza di Dimension Data è stata rilevante grazie alla sua conoscenza e competenza in questo ambito, per niente banale e di difficile organizzazione.

"Dimension Data si è rivelata la scelta vincente per il successo di questo case. Grazie alla sua competenza, ha saputo orchestrare e implementare egregiamente un progetto complesso e delicato per il quale la tempistica stringente e la sicurezza erano elementi critici," aggiungeCacciari. "Il training formativo e l'affiancamento on site a cura di una persona dedicata Dimension Data/Ciena, per la fase di setup completo e l'avvio dell'infrastruttura e della messa in produzione effettiva dei servizi offerti dal cliente, è stato un ulteriore supporto e garanzia per tutelare tutte le migrazioni previste e necessarie."

Un progetto vincente che vede protagonista una tecnologia all'avanguardia nel campo degli apparati DWDM e che Acantho continua a portare avanti forte della piena soddisfazione del cliente che, in questo modo, si è reso disponibile a essere il testimonial di un caso di successo estremamente innovativo.

Un progetto, questo, che nonostante l'impegno economico e operativo di lunga durata potrebbe essere replicabile per diverse realtà che desiderano servizi di trasporto massivo di banda da un sito all'altro ad altri siti, ma che porta dei benefici anche per Acantho dal momento che, come conclude Roberto Cacciari, "le apparecchiature DWDM permettono di trasportare tanta banda su una singola coppia di fibre quindi risponde anche ad eventuali esigenze di potenziamento del nostro backbone e fanno si che questo ultimo risulti più  scalabile , flessibile e performante."

"Le competenze di system integration di Dimension Data unite alla nostra leadership tecnologica sono stati gli elementi caratterizzanti di una solida partnership e la chiave del successo di questo progetto. Quale leader globale in ambito DCI, le soluzioni di Ciena consentono ai fornitori di servizi di offrire la migliore customer experience presente e futura," afferma Judith Eijkelboom, Partner Sales Consultant di Ciena.

Acantho
Acantho è la società di telecomunicazioni del Gruppo Hera che ha intrapreso più di quindici anni fa, in maniera pionieristica, lo sviluppo di una rete proprietaria a banda ultra-larga in fibra ottica. Oggi il network si estende per oltre 4.000 Km, 2.100 dei quali su rete metropolitana, servendo le principali città del territorio, recentemente anche Padova e Trieste, ed in continua espansione sul fronte nord-est, con servizi di Information Technologies all'avanguardia erogati dal Data Center proprietario di Imola, cuore pulsante della rete in fibra ottica.

Dimension Data
Fondata nel 1983, oggi Dimension Data è un leader globale da 8 miliardi di dollari nella progettazione, gestione e ottimizzazione degli attuali ambienti tecnologici mutevoli per consentire ai propri clienti di sfruttare i dati dell'era digitale, trasformarli in informazioni e ottenere una visione chiara.
Con sede a Johannesburg e 28.000 dipendenti in 46 paesi, Dimension Data riunisce la migliore tecnologia al mondo offerta dai leader di mercato e dagli innovatori di nicchia – dai servizi di consulenza, tecnologici e di supporto fino a servizi completamente gestiti.
Dimension Data è un orgoglioso membro di NTT Group.


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Costruire in Legno diventa facile con la nuova Guida alle Case Prefabbricate di Fabio Tantari

Dopo mesi di lavorazione, è finalmente disponibile per l’acquisto la nuova Guida alle Case in Legno targata Immobilgreen.it e firmata da Fabio Tantari. 

La guida spiega con parole semplici e facili da comprendere come muoversi nel mercato della bioedilizia italiana. 

La guida contiene informazioni complete e imparziali, a partire dai prezzi delle case prefabbricate.
Il mercato della Bioedilizia sta vivendo in Italia un periodo di continua crescita e sempre più acquirenti si rendono conto dell’importanza di abitare in una casa che sia confortevole, ecosostenibile, antisismica e, soprattutto, efficiente dal punto di vista energetico. 

L’offerta di soluzioni abitative prefabbricate in legno aumenta di giorno in giorno, ma spesso mancano gli strumenti per fare una valutazione seria ed oggettiva di ciò che si va ad acquistare. Per questo motivo Fabio Tantari di Immobilgreen.it, con la sua pluriennale esperienza maturata nel settore della bioedilizia, ha scritto la Guida alle Case in Legno, un vero e proprio manuale per imparare a districarsi in questo mercato ed effettuare un investimento sicuro e duraturo.

Il libro affronta un po’ tutti gli aspetti della costruzione di una Casa Prefabbricata in Legno. I primi capitoli affrontano aspetti più tecnici di questa tipologia di case, parlando dei metodi costruttivi disponibili e delle caratteristiche del legno usato per la costruzione. 

Viene affrontato in maniera approfondita anche il discorso della resistenza al fuoco, agli insetti e al tempo di una casa in bioedilizia, in quanto questi sono tra i timori (e pregiudizi) più diffusi che spesso, ed erroneamente, allontanano un acquirente dall'orientarsi verso la costruzione di una casa prefabbricata.

Il libro spiega poi nel dettaglio il quadro normativo, chiarendo definitivamente la questione delle autorizzazioni necessarie alla costruzione di una casa in legno, e fornisce dei suggerimenti utili per orientarsi tra i vari progettisti e costruttori di case in bioedilizia. Vengono spiegate nel dettaglio tutte le voci di costo che solitamente compongono un preventivo di una casa in legno, in modo da fornire una panoramica completa sui costi da affrontare per costruire la casa dei propri sogni.

L'offerta lancio per l'acquisto del libro in formato elettronico è di soli 8 euro, un prezzo molto contenuto se si pensa che la Guida può evitare di cadere in truffe o raggiri in cui si rischia di rimetterci migliaia di euro. 
Per effettuare l'acquisto è sufficiente visitare il sito www.immobilgreen.it ed è possibile acquistare con PayPal o carta di credito in tutta sicurezza, con una garanzia Soddisfatti o Rimborsati a ulteriore tutela del proprio acquisto.

La Guida alle Case in Legno è disponibile al link:
www.immobilgreen.it/legno/guidacaseinlegno.html

martedì 3 aprile 2018

Il 43% degli under 20 predirebbe passare più tempo con i genitori e meno sui social.




Il 43% degli under 20 predirebbe passare più tempo con i genitori e meno sui social.

Andrea Pandolfi: "Dai più giovani emerge una voglia di famiglia a cui occorre rispondere.".


Il 43% degli under 20 (su un panel di 300 intervistati nel corso degli incontri formativi), ha dichiarato che passerebbe volentieri più tempo con i genitori, riducendo quello trascorso sul web e sui social network. Un dato davvero significativo, soprattutto, perché emerge dalla compilazione di domande su base anonima, somministrati nel corso di incontri formativi nelle scuole e fuori. E non si tratta di giovani con famiglie particolarmente difficili o distratte. Oltre il 30% afferma, poi, che anche i genitori, a loro avviso, "trascorrono troppo tempo sul web o sui social".

"Nel corso dei nostri incontri sulle tematiche familiari, abbiamo voluto capire, realmente, il cosa vogliono i giovanissimi, comprendere meglio le dinamiche, che possono portare a forme di scarsa comunicazione all'interno dei nuclei familiari. Il dato emerso, non ce lo aspettavamo, anche perché, erano di norma, i genitori, che denunciavano la poca predisposizione alla comunicazione dei figli ma, anche, all'interno della coppia - ha dichiarato Andrea Pandolfi, Consulente Olista specializzato, anche, nelle dinamiche familiari - Sia chiaro: i "social" non hanno colpe e sono solo una rappresentazione simbolica di un problema più profondo.".

Dalla ricerca e sperimentazione sul campo, i dati che emergono, dialogano con un problema centrale, determinato dall'elemento "appartenenza". La comunicazione elettronica, sempre più veloce, altera, in maniera esponenziale, la "mistica della partecipazione", termine usato dall'antropologo Levy-Bruhl, per significare una connessione, a livello di psiche, di natura primitiva fra due persone, da cui deriva un forte legame inconscio. Una proiezione identificativa, come direbbe C.G. Jung, di una parte della propria identità, su di un'altra persona, divenuta lo strumento su cui sperimentare ciò che è stato proiettato.

Un modo del tutto innaturale, che ha destabilizzato sia il rapporto di coppia, sia il rapporto tra genitori e figli, senza tralasciare l'importanza del ruolo, nella sua collocazione simbolica, della figura del marito/padre e della moglie/madre. Nel primo caso, si è passati dal pater familias, al pater virtualis; ossia, da chi, inizialmente, imprime il suo potere mediante modelli di autorità, in chi, nella sua assenza, sparisce come punto di riferimento. E, lo stesso fenomeno, si riscontra, anche, nella figura della "madre" che, seppure meno indebolita, inizialmente, oggi, sembra destinata alla stessa "virtualità".

"La Famiglia e i genitori, non sono solo una organizzazione sociale, ma un riferimento simbolico essenziale, inciso nel nostro inconscio collettivo, fin dal concepimento, riferimento per millenni di tradizione religiosa e, non solo. È, quindi, evidente, che il suo indebolimento non si limita a conseguenze pratiche immediate, pure gravi, come il senso di solitudine e la mancata guida dei figli. La venuta meno del "simbolo" famiglia, incrina il senso di se stessi, lasciando i ragazzi ma, anche, la coppia, in uno smarrimento esistenziale, di cui stiamo vedendo solo l'inizio. - ha continuato Andrea Pandolfi.

"Se il simbolo e il concetto di "Famiglia", non sono più ereditati e, compresi, spontaneamente, come accaduto per secoli occorre, nuovamente, farli conoscere e, comprendere nella loro essenza e, subito dopo, diffonderli mediante un insegnamento scevro da qualunque forma di condizionamento e interesse di tipo speculativo. Nei numerosi incontri che svolgo, per il mio lavoro, appare evidente che, i legami familiari, per quanto indeboliti, sono ancora, potenzialmente, forti. Ecco perché, il "simbolo", può essere ricostruito attraverso un percorso di consapevolezza. E, i più consapevoli del problema ma, anche, i più predisposti al suo superamento sono proprio loro: i giovanissimi, ossia, quelli che, paradossalmente, scontano, di più, questa mancanza."



OGR: da officine per la riparazione dei treni a officine della cultura moderna

Le OGR di Torino riqualificate all’insegna dell’innovazione tecnologica e della sostenibilità ambientale

Le nuove OGR
Le nuove Officine Grandi Riparazioni a Torino hanno riaperto i battenti lo scorso autunno dopo 1000 giorni di cantiere. 

Fondazione CRT ha investito 100 milioni di euro per la rinascita dell’intero complesso di archeologia industriale, comprendente il maestoso edificio a forma di H di circa 20.000 metri quadrati, le palazzine uffici e tutte le aree scoperte per un totale di 35.000 metri quadrati di superficie interessata.  
L’operazione arricchisce e completa così la nuova configurazione urbanistica della città di Torino.

Durante tutte le fasi dell’opera di riqualificazione “ci sono state tante complessità ma anche l’entusiasmo di ridare vita a un luogo bellissimo e unico, un elemento forte della comunità cittadina, aprendolo al mondo” spiega il Presidente della Fondazione CRT Giovanni Quaglia.

L’opera di riqualificazione
I principi ispiratori dell’intervento di ristrutturazione e recupero funzionale delle OGR sono stati grande flessibilità e modularità degli spazi, massima fruibilità durante tutto l’anno e accessibilità per tutti.
Dal punto di vista architettonico ed edilizio, i nuovi interventi hanno mantenuto i grandi volumi e le altezze degli edifici storici, con un minimo impatto sulla struttura originale, introducendo al contempo nuovi materiali e colori e inserendo particolari altamente innovativi e moderni.
L’intervento ha privilegiato soluzioni ad alto contenuto tecnologico e sostenibilità ambientale, salvaguardando al contempo il valore storico della struttura originale.

Innovazione, efficienza e sostenibilità

Gli stessi principi di sostenibilità, flessibilità e fruibilità hanno ispirato anche la progettazione degli impianti che, nel loro insieme (elettrici, per l’acqua, l’aria, la fibra ottica) si sviluppano in lunghezza per 115 km, pari alla distanza tra Torino e Aosta.
Ma la vera sfida è stata la trasformazione di un “involucro” dell’Ottocento in edificio caldo, fruibile anche nella stagione invernale. Con questo scopo sono state migliorate le performance di trasmissione caldo/freddo dell’edificio, per contenerne il fabbisogno energetico, la resistenza al vento e alla neve, la tenuta all’acqua. Anche i serramenti sono stati tutti cambiati, con l’installazione di 1.200 finestre e porte finestre a taglio termico e grande attenzione è stata posta nella scelta degli impianti tecnologici di riscaldamento e raffrescamento.

Comfort ed efficienza energetica durante tutto l’anno

Per garantire il miglior comfort a questo grande spazio polifunzionale è quindi stato studiato un impianto customizzato, basato su 1 chiller a levitazione magnetica e 2 pompe di calore polivalenti, tutti a marchio Climaveneta e tutti gestiti da ClimaPRO. 
Il chiller, grazie ai compressori Turbocor a levitazione magnetica, consente di gestire il carico termico dal 10 al 100% in maniera dinamica e fluida, mantenendo le prestazioni energetiche della macchina. Grazie alla condensazione ad acqua, le prestazioni energetiche di questa unità risultano infatti molto performanti, soprattutto a carico parziale, quindi nel 90% del funzionamento della macchina. 
Le unità polivalenti garantiscono inoltre in ogni momento dell’anno sia un recupero termico che un recupero frigorifero, seguendo il carico nella sua contemporaneità, attraverso una termoregolazione sia sullo scambiatore caldo che su quello freddo, arrivando ad aggiungere EER di 7 ed ESEER di 9.40 in particolari condizioni di carico. 
Le stesse unità sono inoltre collegate ad acqua di falda, che funge da “volano termico” naturale, consentendo efficienze energetiche maggiori rispetto ai sistemi tradizionali con ridotte emissioni di anidride carbonica (CO2) nel rispetto dell’ambiente.

Elena Favero, Product Specialist Large Chillers Mitsubishi Electric Hydronics & IT Cooling Systems, che ha seguito da vicino il progetto fin dalle prime fasi afferma: “Gli edifici complessi necessitano di soluzioni complesse perché in ogni momento le loro esigenze in termini di affollamento e di destinazione d’uso degli spazi potrebbero variare. Questo impone che alla base dell’impianto di climatizzazione ci siano unità complesse, in grado cioè di rispondere sempre alle esigenze di riscaldamento e raffrescamento dell’edificio, anche simultanee. Le unità polivalenti a marchio Climaveneta consentono quindi ad OGR di esprimere tutte quelle anime e tutte quelle situazioni diverse che altrimenti non potrebbero essere soddisfatte in termini di comfort”.

Il fiore all’occhiello della centrale è il sistema di monitoraggio e controllo ClimaPRO di Climaveneta, in grado di armonizzare l’intero impianto, facendo dialogare tra loro pompe, scambiatori, centrali trattamento aria e creazione dei fluidi. ClimaPRO è in grado di misurare e monitore costantemente le unità, le valvole e le pompe ad esse collegate e quindi di controllare ed ottimizzare in ogni momento questo impianto così complesso, massimizzandone l’efficienza energetica globale e assumendo anche un importante ruolo di diagnostica.

OGR: la metamorfosi

La riqualificazione delle OGR è stata un’impresa complessa che, tra salvaguardia dell’identità e della memoria degli edifici e applicazione delle nuove tecnologie nel rispetto dell’ambiente, ha però consentito a questo sviluppo di passare da ex Officine per la riparazione dei treni a nuove Officine della cultura contemporanea, dell’innovazione e dell'accelerazione d'impresa, con una forte vocazione internazionale. 

Secondo il Segretario Generale della Fondazione CRT e Direttore Generale delle OGR Massimo Lapucci: “Per poter realizzare la riqualificazione più adatta alla nuova vita del vasto complesso immobiliare era necessario mettere le OGR in condizione di inserirsi in un contesto internazionale capace di mantenere l’identità storica di ‘Officina’, ma facendone il luogo della generazione e rigenerazione delle idee.”

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lunedì 2 aprile 2018

Web e Social Media: il trionfo delle verità dello scemo del Villaggio Globale


Negli anni '90 quando mi interrogavo sul futuro della conoscenza umana nell'Era Telematica, speravo in un nuovo Illuminismo globalizzato, dove il sapere poteva essere condiviso senza limitazioni.

Mi illudevo che si sarebbe potuta sviluppare una sorta di intelligenza collettiva senza confini e limitazioni.

La conoscenza è l'unica ricchezza che, se condivisa, non diminuisce.

Purtroppo ha avuto ragione la mia seconda ipotesi: quella apocalittica in cui l'individuo interconnesso costantemente con tutto il globo, avvolto da una nuvola di comunicazione assordante, ne viene annichilito, non sa discriminare le informazioni di fronte a tutta questa conoscenza che è disponibile come sterminati prodotti alimentari in uno scaffale infinito.

In tutto questo caos le informazioni diventano come le monete di Grisham: a circolare sono sempre quelle di minor valore.

E così siamo finiti in un Medio Evo digitale dove a circolare di più sono le più becere fake news, inventate solo per generare click che si convertono in visualizzazioni.

Queste bufale più sono condivise, più appaiono "più vere" delle affermazioni scientifiche.

Lo scemo del Villaggio Globale, che sa urlare con voce più alta le sue certezze assolutistiche, sovrasta lo scienziato che procede nella ricerca delle verità, sottoponendole incessantemente alla verifica della comunità scientifica.


Come affermava Umberto Eco: "I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. 
Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. 
È l’invasione degli imbecilli.
La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. 
Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità.

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