Oggi a Gela nasce un nuovo coordinamento Politico della
Provincia di Caltanissetta del MIS
(Movimento per l’Indipendenza della Sicilia). La presentazione del nuovo gruppo
, che sarà retto a livello provinciale da Giuseppe Carnevale è avvenuta il 15 marzo 2015 alle ore 10,30 presso i
Locali dell’Hotel Sileno, presenti all’assise il Presidente
Nazionale Salvatore Musumeci, il Segretario
Nazionale Sebastiano Rapisarda , il vice segretario Carmelo Cuschera e Massimo
Corrao nuovo coordinatore di Gela. Tra gli intervenuti anche alcuni candidati a
sindaco tra cui l’Avv Lucio Greco. Il movimento ha puntato la sua campagna
informativa sull’applicazione integrale dello Statuto speciale di Autonomia Siciliana
e sulla mancata applicazione degli art. li 36, 37, 38,39 oltre che degli art.li
14,17e 43 dello Statuto. In pratica secondo i presentatori del movimento, l’evento
pattizio che nacque con la scrittura della carta autonomista e firmata
il 15 maggio 1946 dall’allora Re D’Italia
non è stato mai applicato ed anzi è stato demonizzato dai vari governi
nazionali che si sono susseguiti negli anni dal 1946. Una storia convulsa che
ha visto l'annessione dello Statuto alla costituente Italia con legge
costituzionale del 26 febbraio 1948 n° 2. Si era raggiunto uno scopo importante
per i siciliani quello di avere una certa autonomia dallo stato centrale. Ben 43
articoli modulati e scritti per meglio operare. I siciliani però non avevano
fatto i conti con gli ascari Isolani ,eletti dal popolo ma che proprio a Roma
avrebbero decretato l'inizio della demolizione dello stesso statuto. Lo stato
italiano secondo i relatori non ha mai digerito l'autonomia siciliana e lo ha
dimostrato rendendolo privo di potere di norma costituzionale, tra gli
articoli, ne elenchiamo alcuni nel dettaglio: L'art.lo 38 che presupponeva di
ridare ai siciliani tutto il denaro che in fatto e in diritto era stato
sottratto dal 1860 al 1943 con i torti finanziari, sociali ed economici
inflitti all'Isola dall'Italia durante i primi 83 anni di dominazione
colonialista , i soldi sarebbero stati seppure gradualmente e sotto una voce
"umanitaria", l'Art. 14 che presupponeva una legislazione esclusiva
in ben 27 materie elencate nello stesso articolo è stato demolito da tutte una
serie di norme unitarie nazionali, l'art. 15 che presupponeva in maniera
lungimirante l'abolizione delle provincie fu considerato incostituzionale
quando la legge regionale del 24 febbraio 1951 fu dichiarata illegittima, Gli
art.li 21 e 22 sono stati solo una beffa nessun governo,infatti li ha mai presi
in considerazione il varo della legge per l'istituzione dell'ENEL
ne rappresenta l'esempio.(Cfr. ARS, Resoconti Parlamentari V legislatura,
CCVII Seduta, 22 febbraio 1965, pagg. 394-395), l'art. 31 non ha mai visto
la nascita di un corpo di Polizia regionale o un chiaro potere del presidente
della regione in merito, le prefetture non sarebbero mai dovuto esistere in
Sicilia, l'art. 40 dedicato all'incameramento di valuta pregiata non è stato
mai applicato. Uno statuto che in pratica non è stato mai applicato e tenuto in
considerazione per una chiara volontà di Roma. Una storia negata ai siciliani è
che oggi si concretizza con le modifiche
costituzionali già votate alla camera che hanno l’obbiettivo di cambiare la conformazione
del Senato nazionale con un futuro costituito da 100 delegati eletti dalle
regioni. Dietro le quinte di una riforma democratica la modifica del titolo V della costituzione
dagli articoli dal 114 al 133. Le autonomie speciali (art. lo 117) come quella
della Sicilia perderanno molti dei loro poteri e con l’eliminazione delle
Province troviamo anche la perdita di molte competenze che passano sotto il
controllo dello stato che avrà una
clausola di esclusiva vedi (politica estera,
immigrazione, rapporti con la chiesa, difesa, moneta, burocrazia, ordine
pubblico,energia,infrastrutture,comunicazione, ecc.).Saranno maggiori le competenze dello Stato centrale ,secondo
la riforma Boschi , infatti potranno essere commissariate le Regioni ed gli enti locali in caso di grave
dissesto finanziario, come quello che oggi attanaglia la della Sicilia . Lo
Stato, inoltre, potrà esercitare una "clausola di supremazia" verso
le Regioni a tutela dell'unità della Repubblica e dell'interesse nazionale. Gli
statuti speciali in pratica vengono demoliti della loro forza Costituzionale.
Una storia che quindi continua e da sempre nega ai Siciliani il proprio
sviluppo in termini di industria,collegamenti ferroviari,strade,agricoltura,pesca,turismo,economia
e sfruttamento delle risorse petrolifere ed altro. Un futuro certamente buio
che i rappresentanti del movimento contestato con la loro presenza a Gela. Cerca nel blog
domenica 15 marzo 2015
Gela: Il MIS presenta il nuovo Coordinamento Provinciale. “Autonomia prima di tutto”
Oggi a Gela nasce un nuovo coordinamento Politico della
Provincia di Caltanissetta del MIS
(Movimento per l’Indipendenza della Sicilia). La presentazione del nuovo gruppo
, che sarà retto a livello provinciale da Giuseppe Carnevale è avvenuta il 15 marzo 2015 alle ore 10,30 presso i
Locali dell’Hotel Sileno, presenti all’assise il Presidente
Nazionale Salvatore Musumeci, il Segretario
Nazionale Sebastiano Rapisarda , il vice segretario Carmelo Cuschera e Massimo
Corrao nuovo coordinatore di Gela. Tra gli intervenuti anche alcuni candidati a
sindaco tra cui l’Avv Lucio Greco. Il movimento ha puntato la sua campagna
informativa sull’applicazione integrale dello Statuto speciale di Autonomia Siciliana
e sulla mancata applicazione degli art. li 36, 37, 38,39 oltre che degli art.li
14,17e 43 dello Statuto. In pratica secondo i presentatori del movimento, l’evento
pattizio che nacque con la scrittura della carta autonomista e firmata
il 15 maggio 1946 dall’allora Re D’Italia
non è stato mai applicato ed anzi è stato demonizzato dai vari governi
nazionali che si sono susseguiti negli anni dal 1946. Una storia convulsa che
ha visto l'annessione dello Statuto alla costituente Italia con legge
costituzionale del 26 febbraio 1948 n° 2. Si era raggiunto uno scopo importante
per i siciliani quello di avere una certa autonomia dallo stato centrale. Ben 43
articoli modulati e scritti per meglio operare. I siciliani però non avevano
fatto i conti con gli ascari Isolani ,eletti dal popolo ma che proprio a Roma
avrebbero decretato l'inizio della demolizione dello stesso statuto. Lo stato
italiano secondo i relatori non ha mai digerito l'autonomia siciliana e lo ha
dimostrato rendendolo privo di potere di norma costituzionale, tra gli
articoli, ne elenchiamo alcuni nel dettaglio: L'art.lo 38 che presupponeva di
ridare ai siciliani tutto il denaro che in fatto e in diritto era stato
sottratto dal 1860 al 1943 con i torti finanziari, sociali ed economici
inflitti all'Isola dall'Italia durante i primi 83 anni di dominazione
colonialista , i soldi sarebbero stati seppure gradualmente e sotto una voce
"umanitaria", l'Art. 14 che presupponeva una legislazione esclusiva
in ben 27 materie elencate nello stesso articolo è stato demolito da tutte una
serie di norme unitarie nazionali, l'art. 15 che presupponeva in maniera
lungimirante l'abolizione delle provincie fu considerato incostituzionale
quando la legge regionale del 24 febbraio 1951 fu dichiarata illegittima, Gli
art.li 21 e 22 sono stati solo una beffa nessun governo,infatti li ha mai presi
in considerazione il varo della legge per l'istituzione dell'ENEL
ne rappresenta l'esempio.(Cfr. ARS, Resoconti Parlamentari V legislatura,
CCVII Seduta, 22 febbraio 1965, pagg. 394-395), l'art. 31 non ha mai visto
la nascita di un corpo di Polizia regionale o un chiaro potere del presidente
della regione in merito, le prefetture non sarebbero mai dovuto esistere in
Sicilia, l'art. 40 dedicato all'incameramento di valuta pregiata non è stato
mai applicato. Uno statuto che in pratica non è stato mai applicato e tenuto in
considerazione per una chiara volontà di Roma. Una storia negata ai siciliani è
che oggi si concretizza con le modifiche
costituzionali già votate alla camera che hanno l’obbiettivo di cambiare la conformazione
del Senato nazionale con un futuro costituito da 100 delegati eletti dalle
regioni. Dietro le quinte di una riforma democratica la modifica del titolo V della costituzione
dagli articoli dal 114 al 133. Le autonomie speciali (art. lo 117) come quella
della Sicilia perderanno molti dei loro poteri e con l’eliminazione delle
Province troviamo anche la perdita di molte competenze che passano sotto il
controllo dello stato che avrà una
clausola di esclusiva vedi (politica estera,
immigrazione, rapporti con la chiesa, difesa, moneta, burocrazia, ordine
pubblico,energia,infrastrutture,comunicazione, ecc.).Saranno maggiori le competenze dello Stato centrale ,secondo
la riforma Boschi , infatti potranno essere commissariate le Regioni ed gli enti locali in caso di grave
dissesto finanziario, come quello che oggi attanaglia la della Sicilia . Lo
Stato, inoltre, potrà esercitare una "clausola di supremazia" verso
le Regioni a tutela dell'unità della Repubblica e dell'interesse nazionale. Gli
statuti speciali in pratica vengono demoliti della loro forza Costituzionale.
Una storia che quindi continua e da sempre nega ai Siciliani il proprio
sviluppo in termini di industria,collegamenti ferroviari,strade,agricoltura,pesca,turismo,economia
e sfruttamento delle risorse petrolifere ed altro. Un futuro certamente buio
che i rappresentanti del movimento contestato con la loro presenza a Gela. Disclaimer
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