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mercoledì 12 dicembre 2007

ASSOCIAZIONI UNITE PER SMOBILIZZO CREDITI NELLA SANITA'

ASFO Lazio, CNA Lazio, CONFCOOPERATIVE Lazio, CONFINDUSTRIA Lazio, LEGACOOP Lazio e FEDERLAZIO si sono unite per denunciare la situazione di stallo che riguarda lo smobilizzo dei crediti nel settore Sanità e che sta creando enormi disagi a migliaia di imprese fornitrici del sistema Sanitario della Regione Lazio (il credito della Regione ammonta oggi a più di 1,5 miliardi di euro).

COMUNICATO STAMPA

ASSOCIAZIONI IMPRENDITORIALI UNITE PER LO SMOBILIZZO CREDITI DEL SETTORE SANITA'

Roma, 12 dicembre 2007

 

Le scriventi Associazioni, in merito allo smobilizzo dei crediti dell'anno 2007 - settore Sanità, denunciano una situazione di stallo che crea gravi preoccupazioni alle migliaia di imprese, fornitrici del Sistema Sanitario della Regione Lazio. 

Il Governo Regionale nel 2006 ha assunto, in forza della direttiva europea 2000/35 (relativa alla lotta contro i ritardi di pagamento nelle transazioni commerciali), l'impegno di pagare i fornitori di beni e servizi della Sanità Pubblica entro l'anno di gestione. Si propone in via unilaterale (senza quindi essere concertata) una transazione che nei tempi e nei costi ancora una volta danneggia fortemente le imprese. Sono numerosissime le aziende che rischiano di chiudere e molto gravi sarebbero le conseguenti ripercussioni a livello occupazionale: è infatti di circa 60.000 il numero degli addetti interessati. 

Siamo peraltro in attesa di una delibera che, oltre ad essere concertata, dovrà essere approvata urgentemente al fine di dare certezza alle imprese. Uno stato di cose che per le stesse si presenta molto critico, soprattutto in virtù dell'imminente entrata in vigore dell'accordo di Basilea II (1° gennaio 2008) che creerà non pochi problemi alle aziende che continuano ad essere pagate in forte ritardo. Le imprese, infatti, rispetto ad un eventuale accordo transattivo con la Regione, incasseranno in ogni caso i pagamenti dovuti con un ritardo che, ad oggi, si prospetta di 18 mesi. 

Si rammenta che l'accordo di Basilea II considera i crediti oltre i 180 giorni tecnicamente inesigibili e di conseguenza le Banche declassano proporzionalmente l'impresa che li ha in bilancio, con ripercussioni negative sul costo del denaro. Si ricorda, inoltre, che il credito della Regione Lazio nei confronti dei fornitori di beni e servizi ammonta ad oggi a più di 1,5 miliardi di euro, una somma rilevante all'interno dell'economia del Lazio. 

In questo scenario si favorisce la vendita dei crediti alle società finanziarie che apportano immediatamente liquidità alle imprese ma, se da una parte, aiutano nel breve, le stesse a sopravvivere, pur se a costi elevati, dall'altra rischiano di portare il sistema finanziario Regionale al collasso. Tutto ciò nonostante le imprese,attraverso le loro Associazioni,abbiano sempre dimostrato disponibilità nei confronti dell'ente Regione a trovare soluzioni transattive, rinunciando anche all'applicazione della legge 231 che prevede un tasso di interesse di 7 punti oltre il TUS sui crediti non pagati entro i tempi dovuti. 

Le imprese del Lazio, che forniscono quotidianamente beni e servizi senza alcun disagio all'utenza, nonostante le drammatiche condizioni finanziarie in cui versano, chiedono quindi che venga approvata, nelle prossime ore, la delibera che possa consentire l'immediato smobilizzo dei loro crediti. 
 
 

     A.S.F.O. Lazio      CONFINDUSTRIA Lazio

     CNA Lazio       LEGACOOP Lazio

     CONFCOOPERATIVE Lazio     FEDERLAZIO



 Federlazio Uff Stampa <federlazio@gmail.com>
 Davide Bianchino
Tel. 06.54912362



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