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giovedì 11 ottobre 2012

Marco Simeon, su RAI 1 la storia di Natuzza Evolo, mistica calabrese morta nel 2009


Su RAI 1 lo speciale in mondovisione “Natuzza, la via della Croce”, sessanta minuti per ripercorrere la storia di Natuzza Evolo, mistica calabrese morta nel 2009. Lo speciale è stato presentato a Palazzo Alemanni dall'autore Pino Nano, dal direttore di Rai Vaticano Marco Simeon, dal presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, dal dirigente generale Dipartimento Presidenza Francesco Zoccali, con una testimonianza della figlia di Natuzza Evolo, Angela Nicolace. "Da questo speciale - ha sostenuto Simeon - è venuta fuori la fede di una donna calabrese molto semplice che ha avuto modo di vivere in maniera intensa il percorso cristiano".
Una trasmissione dedicata a "una figlia di questa terra, una grande calabrese". In onda in mondovisione su Raiuno dopo la Via Crucis presieduta da Papa Benedetto XVI, lo speciale televisivo della Rai, dedicato alla storia di Natuzza Evolo. Un documentario "equilibrato e sentito" che in 60 minuti ripercorre la storia della mistica calabrese morta nel 2009, che proprio il Venerdì Santo viveva il mistero delle stimmate, realizzato per Rai Vaticano da Pino Nano e Filippo di Giacomo. Lo speciale è stato presentato a Palazzo Alemanni dall'autore Pino Nano, dal direttore di Rai Vaticano Marco Simeon, dal presidente della Regione Calabria Giuseppe Scopelliti, il dirigente generale Dipartimento Presidenza Francesco Zoccali, con una testimonianza di Angela Nicolace, figlia della donna. Lo speciale ha per titolo “Natuzza, la via della Croce”, della durata di sessanta minuti, è stato realizzato da Rai Vaticano e firmato da Pino Nano e da Filippo Di Giacomo, montato da Pierluigi Lodi, propone per la prima volta al grande pubblico italiano il racconto integrale della vicenda di questa poverissima donna di Paravati che raccontava di essere in grado di “dialogare con gli Angeli e con le anime dei defunti”. Si potranno anche vedere una serie di interviste inedite con Natuzza.
“Natuzza, la via della Croce” vuole essere la ricostruzione dettagliata di quello che per la Chiesta italiana diventò negli anni 30-40 un caso “difficile da decodificare e da interpretare”. Con l’aiuto dei documentari inediti presso l’archivio storico dell’Università Cattolica di Milano, lo speciale propone per la prima volta in Tv su Rai 1, il lungo carteggio epistolare che ci fu, allora, tra il vescovo di Mileto-Nicotera-Tropea, monsignor Paolo Albera, e il rettore della Cattolica di Milano padre Agostino Gemelli. Carteggio da cui si evince che, come era accaduto anni prima per padre Pio, padre Gemelli aveva bollato “il caso Evolo” come un caso di “isteria”. Lo speciale, realizzato grazie alla collaborazione tra Rai Vaticano e Speciali Tg1, ha avuto l’attivo sostegno da parte della Regione Calabria. "E' stata un'esperienza bellissima - ha detto il giornalista Pino Nano - che ci ha permesso di avere anche il carteggio intercorso dopo che Natuzza aveva manifestato i suoi doni negli anni '40, tra padre Agostino Gemelli, sacerdote e scienziato incaricato di indagare sui fenomeni e l'allora vescovo di Mileto".
"Da questo speciale - ha sostenuto Simeon, che ha raccontato la sua esperienza personale di conoscenza con Natuzza - è venuta fuori la fede di una donna calabrese molto semplice che ha avuto modo di vivere in maniera intensa il percorso cristiano". “Trattandosi di un programma interamente dedicato ‘mamma Natuzza’ definita la mistica calabrese – ha dichiarato il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti – siamo certi che non si poteva trovare uno strumento migliore per guardare con una luce positiva questa regione, per troppi anni rimasta ai margini dei grandi sistemi di comunicazione globale. Si tratta del messaggio positivo di una donna calabrese straordinaria”. Per la figlia Angela ''“è stato quello di essere riuscita a condurre con grande semplicità e normalità la sua esistenza, senza farci mancare mai nulla, insegnandoci il grande valore della semplicità e della fratellanza. Il vero miracolo è stato quello di essere una mamma normale nella sua straordinarietà”.

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