“E’ questa la strada giusta - prosegue Tabacchiera - se si vogliono porre in essere politiche che muovano nella direzione di salvaguardare la ricchezza del nostro tessuto di Pmi. L’approvazione all’unanimità da parte del Consiglio è per l’appunto la dimostrazione che va affermandosi in questo senso una sensibilità da parte della Regione nel suo insieme”.
La Federlazio si dice inoltre sicura che la Giunta, che entro il mese di giugno è chiamata a rendere operativo il provvedimento, saprà trovare le modalità più adeguate a far sì che le strutture interne della Regione nonché le società e gli enti a questa collegati si conformino a quello che lo stesso articolo approvato definisce “un invito più che un obbligo”.
L’associazione regionale delle piccole e medie imprese saprà comunque monitorare con attenzione i comportamenti della rete regionale, affinché non si svuoti di significato un provvedimento che ha dietro di sé la forza dell’intero Consiglio regionale. Anche per evitare incongruenze come quelle che vediamo emergere in questi giorni, con la Regione, da un lato, che esprime opportunamente un orientamento a favore della partecipazione delle Pmi alle gare di appalto, e alcune singole amministrazioni, dall’altro, che continuano invece a formulare bandi di gara prevedendo requisiti che oggettivamente escludono le Pmi.
E’ il caso, ad esempio, della Ausl “Roma C”, che ha appena bandito un appalto per servizi di pulizia al quale possono partecipare soltanto imprese che dimostrino di avere realizzato nell’ultimo triennio un fatturato non inferiore a 43 milioni di euro. Il che equivale a dire in buona sostanza che le Pmi devono restare fuori.



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