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sabato 14 aprile 2007

' La Turandot ' di Pino Di Budio


E’ stato presentato ieri al teatro Abeliano di Bari lo spettacolo “Turandot” in scena anche oggi e domani 15 aprile.La rappresentazione portata in scena dal teatro Potlach di Rieti, fondata da Pino Di Budio, regista della spettacolo, è stato uno scambio, (Potlach vuol dire per l’appunto scambio, nella lingua delle tribù nordamericane) ma anche una combinazione di informazioni della fiaba di Turandot, che nulla a che vedere con quella più nota di Giacomo Puccini.La Turandot di Pino Di Budio è liberamente tratta dalla novella di Carlo Gozzi, che a sua volta forse si è ispirato ad una novella di fiaba persiana “Saggezza sotto le 99 teste tagliate”, uno degli episodi della raccolta delle “Mille e una notte”, apportandone delle modifiche sostanziali, sia nel finale che nell’eliminazione di alcuni personaggi.Di Budio, presenta uno dei personaggi della commedia dell’arte italiana Tartaglia, (rimuovendo Truffaldino e Pantalone), a servizio dell’imperatore cinese, che spiega allo spettatore la storia di Turandot, principessa e figlia dell’imperatore della Cina, che per “decreto fatale chi indovina i suoi tre indovinelli l’avrà per moglie e chi non li indovinerà morte troverà”.Come si può ben immagine tante sono le teste cadute sotto la mano del boia.La scenografia è provvista di un ponte di legno che per l’occasione ora può sembrare un ponte di un giardino cinese e ora un ponte della laguna veneta e su questa impalcatura si muovono i personaggi, vestiti con abiti e maschere del’700 veneziano.Lo spettacolo si impernia sul personaggio di Calaf, principe turco che si innamora di Turandot e vuole sfidare gli indovinelli e da una miriadi di personaggi che tendono a persuaderlo e a lasciare la Cina, per avere salva la vita.Caratteristica dello spettacolo è che in alcune parti è recitato in veneziano ed accanto alla parte recitativa, fanno sfoggio gli attori che cantano dal vivo romanze del canto italiano al suono di una spinetta.Il finale presentato dal Teatro Potlach, vede un Calaf che dopo aver indovinato i tre enigmi, ha trovato la sua felicità raggiungendo la sua missione quello di tramutare l’odio che Turandot ha nel cuore in amore.Terminato il suo compito, che era spinto dall’amore dell’avventura, Calaf si ritrova vecchio. Il suo destino sembra aver fatto il suo corso, tutto questo pare un sogno, ma sa bene il principe “che chi naviga in acque tranquille non scoprirà mai il segreto delle tempeste” e lui si sente appagato nel aver affrontato questo viaggio.Ora toccherà senz’altro a qualcun altro.
Anna DeMarzo

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