La Cia in merito ai dati diffusi oggi dall'Istat: cibo e bevande tricolori continuano a crescere sui mercati oltreconfine, soprattutto su quelli extra-europei. A portare avanti la "bandiera" nel mondo sono in particolare vino, pasta e ortofrutta. Con aumenti record a Pechino, in Russia e negli Usa.
Nel mezzo della crisi, l'agroalimentare "made in Italy" non solo non si arrende ma crea nuove opportunità oltreoceano, con prodotti come vino e pasta che continuano a scalare posizioni attestandosi ai primi posti dell'export mondiale. Solo nella prima metà dell'anno, infatti, le esportazioni extra-Ue sono cresciute dell'11,6 per cento per i prodotti alimentari e del 15,6 per cento per quelli agricoli. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, in merito ai dati diffusi oggi dall'Istat.
Un risultato che è trascinato dalle performance in Asia e in America -spiega la Cia- dove la domanda di prodotti italiani cresce a ritmo sostenuto anno dopo anno. Soprattutto in Cina il "made in Italy" registra aumenti da record: tra gennaio e maggio 2013 l'export di vino, pasta, olio e formaggi è aumentato del 22,9 per cento; quello dei prodotti freschi dell'agricoltura addirittura del 65,3 per cento.
A portare avanti il tricolore nel mondo c'è innanzitutto il vino, le cui vendite all'estero sfioreranno quota 5 miliardi a fine anno. D'altra parte, solo in Russia nei primi quattro mesi del 2013 -ricorda la Cia- l'export delle nostre bottiglie ha fatto un balzo storico a +338 per cento.
Ma anche pasta e ortofrutta vanno a gonfie vele sui mercati al di fuori dell'Ue. Per esempio, nella prima parte dell'anno le vendite di spaghetti, rigatoni, tagliatelle e tortellini sono cresciute del 61 per cento negli Stati Uniti e del 127 per cento sempre in Russia -aggiunge la Cia-. Quanto all'export di frutta e verdura, che già vale circa 4 miliardi di euro, ha ancora un enorme margine di crescita da "sfruttare", visto che la domanda mondiale, sostenuta proprio dai paesi Bric, è passata da 70 a 170 miliardi di dollari in pochi anni.



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