Cerca nel sito

sabato 24 dicembre 2016

UN SELFIE CON GIUSEPPE , MARIA E GESÙ . IL BUON NATALE DI MARCO NICOLETTI

 Il Natale è la più importante ricorrenza nel calendario cristiano. E lo è quindi, già per questa sola circostanza, in quello occidentale. Eppure, a ben vedere, l’Occidente, generatosi dalla radice ebraico-cristiana, ha sempre al proprio centro, come propria essenza, ogni giorno e non solo il 25 dicembre, il concetto della nascita o natività. Senza di esso semplicemente non sarebbe. Lo ha anche quando in esso predominano le forme del laicismo o del multiculturalismo, dell’irreligiosità o dell’ateismo. Non c’è Occidente senza movimento, progresso (ma ovviamente si può anche tornare indietro), senza la capacità di innovare e autorinnovarsi, di mettere al mondo sempre nuove forme di essere e di far continuamente nascere a nuova vita se stessi e la realtà. In questo senso, centrale è anche nel nostro nostro mondo l’idea di futuro, che ha anche un peso non indifferente nell’altra festività cristiana, la Pasqua, soprattutto per le idee di speranza e salvezza in essa presenti. Certo, queste idee, in sé prese, sono anche pericolose. Nello stesso senso in cui lo è anche l’idea di nascita quando si propone un cambiamento totale dell’uomo e della realtà e non semplicemente parziale e sempre imperfetto e precario. Le utopie novecentesche, con la loro scia di sangue, stanno ancora a dimostrarci la pericolosità e disumanità per l’uomo di pensare in grande. Perfettamente inseriti nell’orizzonte di senso della nostra civiltà, “barbarici” solo metaforicamente, i totalitarismi sono stati come un’esagerazione, portata al parossismo e all’estremo, dell’idea di natività: della capacità che Dio ha dato agli uomini, e che essi condividono con lui, di far nascere il nuovo. Ma questa capacità per il cristianesimo si esplica non tanto con concetti astratti, ma con le azioni e la carità concrete, con l’amore. L’amore, in quest’ottica, non è il generico amore per l’umanità degli “umanitaristi” e dei “sacerdoti del bene”, di cui è opportuno sempre diffidare. È, invece, appunto, sempre amore per qualche persona concreta e in un concreto rapporto. La stessa capacità di far nascere nuove forme e di contribuire alla continua trasformazione dell’essere ci è possibile, e va anzi desiderata, ma sempre limitandola ai ristretti ambiti in cui ci è dato operare. L’uomo è come Dio, ha una scintilla di esso, ma non può farsi Dio. È per questo che l’astrattezza insita nelle retoriche dei buoni sentimenti, dei diritti umani, della giustizia e del bene che non guardano in faccia nessuno pur di realizzarsi, suonano non solo false ed ipocrite. Ma, correttamente intese, sono anche pericolose. Soprattutto se trasposte in ambito sociale. L’amore che si deve dare al prossimo, e a cui ci richiama il Cristo nato a Betlemme, si esplica nella semplicità e spontaneità di un rapporto vero, fosse anche solo nella forza di un sorriso. Non certo nella ostentazione di un buonismo di maniera, o nella vanagloria dell’ “impegno” e delle “politiche umanitarie”.

Fare bene ciò che si fa, stare attenti alle conseguenze dei propri atti, non prestar fede a chi vuol farci pensare e agire con la propria testa, richiamarci sempre e solo alla nostra “coscienza”, accettare e anzi amare l’imperfezione del mondo e degli altri in spirito cristiano, non giudicare e non ergersi a moralisti, vivere con gioia la vita che ci è data e che comunque possiamo far rinascere in ogni istante: tutto questo è cristiano.

Non lo sono certo, almeno non nel senso positivo del termine, i sentimenti che hanno più corso oggi in Italia: l’indignazione, l’invidia sociale, l’insoddisfazione e la frustrazione esistenziale, il moralismo ipocrita che vede il male solo negli altri, la politicizzazione integrale seppur soft di ogni ambito di vita. Se questo Natale sortirà l’effetto di richiamarci a una concezione più umana e prosaica della realtà, meno soggetta agli idoli del presente e del potere, sarà stato davvero un buon Natale. Auguri!



Marco Nicoletti

Disclaimer

www.CorrieredelWeb.it e' un periodico telematico senza scopi di lucro, i cui contenuti vengono prodotti al di fuori delle tradizionali industrie dell'editoria o dell'intrattenimento, coinvolgendo ogni settore della Societa' dell'Informazione, fino a giungere agli stessi utilizzatori di Internet, che divengono contemporaneamente produttori e fruitori delle informazioni diffuse in Rete. In questo la testata ambisce ad essere una piena espressione dell'Art. 21 della Costituzione Italiana.


Pur essendo normalmente aggiornato piu' volte quotidianamente, CorrieredelWeb.it non ha una periodicita' predefinita e non puo' quindi considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n.62 del 7.03.2001.


L'Autore non ha alcuna responsabilita' per quanto riguarda qualità e correttezza dei contenuti inseriti da terze persone. L'Autore si riserva, tuttavia, la facolta' di rimuovere quanto ritenuto offensivo, lesivo o contraro al buon costume.


Le immagini e foto pubblicate sono in larga parte strettamente collegate agli argomenti e alle istituzioni o imprese di cui si scrive. Alcune fotografie possono provenire da Internet, e quindi essere state valutate di pubblico dominio. Eventuali detentori dei diritti d'autore non avranno che da segnalarlo via email alla redazione, che provvedera' all'immediata rimozione o citazione della fonte, a seconda di quanto richiesto.


Viceversa, sostenendo una politica volta alla libera circolazione di ogni informazione e divulgazione della conoscenza, ogni articolo pubblicato sul CorrieredelWeb.it, pur tutelato dal diritto d'autore, può essere ripubblicato citando la legittima fonte e questa testata secondo quanto previsto dalla licenza Creative Common.





Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons Creative Commons License






CorrieredelWeb.it è un'iniziativa di Andrea Pietrarota, Sociologo della Comunicazione, Public Reporter, e Giornalista Pubblicista




indirizzo skype: apietrarota



CONTATTI