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martedì 30 ottobre 2018

Matteo Salvini come Saddam Hussein? Suo malgrado…. dal caso Firenze

Matteo Salvini come Saddam Hussein? Suo malgrado…. dal caso Firenze

Firenze, 30 ottobre 2018. Il vice premier, nonché ministro dell'Interno, Matteo Salvini, è onnipresente. Forse non se n'è reso ancora conto, ma la sovraesposizione mediatica potrebbe nuocere alla sua missione, che rispettiamo pur spesso non condividendo. Oltre alle sue funzioni all'Interno, come la politica dei migranti, lo vediamo esternare su tutto. Non sappiamo se è per colpa sua o meno, ma di fatto è così. Spieghiamo: quando sei famoso, dovunque ti sposti pubblicamente hai una selva di giornalisti che ti sta intorno, e siccome i giornalisti talvolta sono solo alla ricerca del cosiddetto scoop più che della notizia, avendo sottomano un calibro da 90 come cotanto ministro, gli domandano tutto su tutto. Sarebbe opportuno che il ministro rispondesse solo a ciò di cui è competente e su cui abbia fatto un qualche approfondimento, ma la tentazione di dire la propria come se si fosse a fare una bevuta con gli amici al bar ha la meglio.
Ecco che il nostro ministro lo abbiamo ascoltato su tutto, anche l'economia, anche se, prudentemente, per esempio, sulla scivolata dei suoi colleghi di governo del M5S in materia di gasdotto pugliese, ha fatto sapere anche ai suoi che era meglio stare zitti, viste le ampie divergenze in materia, e considerato che la vicenda, tempo qualche giorno, sarebbe rimasto solo come un problema tra i suoi partner del M5S e i loro elettori pugliesi e non solo… e visto l'andazzo… vuoi che tanti di questi non guarderebbero con simpatia alla Lega… che gli scivoloni (come quello sulle pensioni, per esempio) riesce a meglio camuffarli dietro le parole.
Ma veniamo all'oggi. Un ragazzino in una scuola di Firenze ha colpito la maestra, e in tanti hanno cominciato – giustamente – a porsi il problema educativo e scolastico. Ti pareva che il nostro ministro Salvini non dovesse intervenire e, ovviamente, nel modo in cui tutti si sarebbero aspettati: "qualche no e qualche ceffone ogni tanto farebbero bene", e poi si è dilungato sulla sua presunta volontà di riportare l'educazione civica nella scuola, come se fosse lo Stato/scuola a dover insegnare ai ragazzini di non dare testate alle maestre. Può anche darsi, dipende dai modelli di riferimento per l'educazione scolastica… ma il ministro della Scuola dov'è finito? Ovviamente noi auspichiamo che anche il ministro della Pubblica Istruzione non si senta in dovere di intervenire sulla questione della testata del ragazzino fiorentino, ma, nella logica dello Stato che insegna a dare le testate o meno, ci sembra più opportuno segnalare ad ognuno le sue presunte competenze.
Orrore! Ma cerchiamo di essere descrittivi e non di parte.
Veniamo al titolo che abbiamo dato a questo nostro scritto di presunta saggezza civica e politica. Salvini come Saddam Hussein. Sapete perché ci è venuto in mente? Ci è rimasto impressa una delle tante viste che il dittatore mediorientale faceva ai suoi sudditi, quando nei comizi dava indicazioni su come usare lo spazzolino da denti per una buona igiene orale. Sappiamo come e dove sono finiti quei consigli in Iraq. Ma ci siam sempre domandati: ma per quale motivo il capo dello Stato deve mettersi a dare consigli del genere? Ve l'immaginate il nostro presidente Mattarella che, mentre scopre un qualche cippo di caduti per la patria si mette a ricordare alle ragazze di prendere la pillola anticontraccettiva o, male che vada, a prendere quella del giorno dopo? Sorridiamo! Ma che differenza c'è tra il ministro Salvini che disquisisce di schiaffoni educativi nella scuola e il defunto Saddam Hussein? Lo spazzolino e la manata?
Il tragico di questa nostra riflessione è nel sottolineare come il delirio di onnipotenza alberghi negli esseri umani che – loro malgrado: perché non rispondere alle domande dei giornalisti in cerca di scoop? - hanno scelto di svolgere la loro missione civica ed altruista, per il bene degli italiani, anche attraverso queste esternazioni. Ce li vediamo il babbo o la mamma attenti a quanto dice Salvini, che già si strusciano le mani e magari si allenano con sonori ceffoni in casa al figliolo che non mangia la minestra, per poi fare bella figura nel darglieli allo stesso figliolo quando vengono chiamati a scuola perché oggi ha dato una testata alla maestra e domani un calcio al compagno di classe e doman l'altro ha cantato male l'inno patriottico.

Vincenzo Donvito, presidente Aduc
Associazione per i diritti degli utenti e consumatori


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