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giovedì 26 maggio 2016

Spiagge pubbliche italiane come discariche. Il dossier . / Di Marco Nicoletti

Sulle spiagge italiane al posto delle conchiglie si trova un tappeto multicolore di rifiuti, tra tappi di bottiglia, stoviglie usa e getta, mozziconi di sigaretta, cotton fioc gettati nel wc e passati indenni dai depuratori. Ogni cento metri di spiaggia se ne contano in media 714, e tre su quattro sono oggetti di plastica. L'allarme arriva del rapporto Beach Litter di Legambiente, che ha monitorato 47 spiagge italiane per un'area di 106mila metri quadrati e ha rinvenuto oltre 33mila rifiuti spiaggiati.

A guidare la top ten degli oggetti più presenti tra la sabbia ci sono pezzi di plastica e polistirolo (22,3% del totale), destinati con il tempo a frammentarsi in milioni di microparticelle che finiscono nella pancia dei pesci e, da lì, sulle nostre tavole. Il 13,2% dei rifiuti sono i bastoncini dei cotton fioc di cui i volontari hanno raccolto 4.412 pezzi, più dei 2.642 mozziconi di sigaretta (7,9%). Seguono tappi e coperchi di plastica e metallo, bottiglie e reti da pesca.

A livello geografico la situazione più critica è sulla spiaggia di Coccia di Morto a Fiumicino (Roma), in prossimità della foce del Tevere, dove si accumulano i rifiuti provenienti dal fiume. Qui Legambiente ha trovato oltre 5.500 rifiuti in 100 metri, di cui 2 su 3 imputabili alla cattiva depurazione (3.716 i cotton fioc raccolti). Maglia nera anche per la spiaggia di Olivella nel comune di Santa Flavia (PA), con 1.252 rifiuti in 100 metri.

Le 47 spiagge campionate:
- Liguria e Toscana le spiagge campionate ricadono nei comuni di Genova (spiaggia di Voltri) e Orbetello (spiaggia della Giannella) nella provincia di Grosseto.
- Lazio cinque campionamenti: la spiaggia Coccia di Morto a Fiumicino, quella di Capocotta a Ostia, due settori sul lido di Marechiaro ad Anzio e la spiaggia di Levante a Terracina (Lt).
- Campania è presente nell'indagine con ben sedici spiagge: una nel casertano, a Castelvolturno (spiaggia libera in località Bagnara); cinque nella provincia di Napoli, a Pozzuoli la spiaggia delle Monachelle e la spiaggia della Riserva naturale Costa di Licola, l'arenile alla marina di Castellammare di Stabia, la spiaggia del Pezzolo alla Marina di Seiano di Vico Equense e la spiaggia di Cava dell'Isola a Forio sull'isola di Ischia; per Salerno c'è la spiaggia di Mercatello, mentre nel territorio provinciale la spiaggia di Pioppi, quella di Agnone Cilento a Montecorice, al Piano di Velia ad Ascea, la spiaggia di Trentova e il Lido Venere ad Agropoli, l'Oasi dunale Torre di Mare a Capaccio-Paestum, la spiaggia il località Magazzeno a Pontecagnano, la spiaggia libera a Battipaglia e l'area protetta dunale di Legambiente Silaris a Eboli.
- Sicilia, troviamo la spiaggia Olivella a Santa Flavia e quella di San Cataldo a Trappeto, entrambe nella provincia di Palermo, a Siracusa la spiaggia dell'Arenella, alla Marina di Priolo Gargallo e a Punta delle Formiche a Pachino, sempre in provincia di Siracusa; la spiaggia Cantone a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina, e la spiaggia di Babbaluciara ad Agrigento.
- Calabria: la spiaggia presso il lungomare Italo Falcomatà a Reggio Calabria e la spiaggia di Steccato di Cutro in provincia di Crotone.
- Basilicata: In provincia di Matera il lido di Policoro, il lido San Teodoro a Pisticci e il lido Onda Libera a Scanzano Jonico.
- Puglia: a Taranto una spiaggia sul Mar Piccolo, nei pressi del Parco Cimino e a Ginosa è stata campionata una spiaggia libera su iniziativa dell'amministrazione comunale. In provincia di Bari è stata campionata la spiaggia Cala Lama Monachile a Polignano a Mare.
- Marche: sono sei le spiagge presenti nell'indagine: la spiaggia Torrette di Ancona, quella della Marina di Montemarciano e la spiaggia Marzocca a Senigallia; la spiaggia nella riserva naturale della Sentina a San Benedetto del Tronto, il lido San Tommaso a Fermo e la spiaggia Faleriense a Porto Sant'Elpidio.
In alto Adriatico sono state monitorate la spiaggia Vascello d'oro a Comacchio, in provincia di Ferrara, la spiaggia presso la Laguna del Mort a Eraclea (Venezia) e la Canovella de’ Zoppoli a Duino Aurisina (Ts).

Pulire tutte le spiagge della comunità europea  costa 411,75 milioni di euro all'anno, mentre l'impatto dei rifiuti sul settore della pesca è di circa 61,7 milioni. La stima, che emerge da uno studio commissionato dall'Ue ad Arcadis, è rilanciata da Legambiente in occasione della presentazione del report Beach Litter. "Il problema dei rifiuti spiaggiati e di quelli in mare rappresenta la punta dell'iceberg: circa il 70% dei rifiuti che entra a contatto con l'ecosistema marino affonda e solo il 15% resta in superficie", spiega la presidente di Legambiente Rossella Muroni. "Per questo è urgente mettere in programma azioni per la progressiva riduzione dei rifiuti in mare e nella fascia costiera come previsto dalla direttiva Ue Marine Strategy, che in Italia non sono ancora state messe in campo". Il dossier dell'associazione ambientalista rientra nella campagna "Spiagge e Fondali puliti - Clean-up the Med 2016", che nel weekend mobiliterà i cittadini in tutta la Penisola per la pulizia di spiagge, scogliere e fondali.

Marco Nicoletti ©

Dati ANSA

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