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mercoledì 25 gennaio 2017

La storia ancestrale della città di Ostuni

Oggi Ostuni è nota ai più come la Città Bianca, gemma del cuore di Puglia a metà strada tra il Salento e le Murge, borgo ricchissimo di arte e di suggestioni paesaggistiche. La città possiede però un retaggio antichissimo, che precede la dominazione romana e si perde in un’era che dista millenni da noi. Oggi ogni b&b Ostuni segna il tutto esaurito per almeno un mese l’anno e il flusso di visitatori non cessa neppure nel corso dei mesi freddi; pochi di essi, però, si lasciano davvero conquistare dalle discendenze più ancestrali della città e dedicano del tempo a conoscere l’anima preistorica del borgo.

Il passaggio dei Messapi

Le prime popolazioni semi-nomadi che occuparono la zona nei dintorni di Ostuni erano di origini messapiche, provenienti dall’Anatolia. Era circa l’VIII secolo a. C., quasi 3.000 anni fa, e i viandanti decisero di stanziarsi alle pendici di un colle, che avrebbe garantito un presidio sicuro e permesso di sviluppare un piccolo villaggio.

Furono loro i primi a solcare il territorio, e il loro retaggio è ancora forte e percepibile nei pressi della città. Oggi, lungo l’asse che collega Ostuni a Fasano, nasce il Parco archeologico e naturalistico di Santa Maria D'Agnano, 13 ettari di distese poste a circa 2 km dal centro abitato. Lì sono conservati resti antichissimi, tra cui l’ormai celebre “donna di Ostuni”. lo scheletro di una giovane e del suo feto. Il reperto, oltre a rappresentare una testimonianza storica di assoluto valore, colpisce anche per l’intensità emotiva che trasuda e riesce quasi a squarciare quel velo che si pone tra noi e ciò che è esistito millenni fa.

Nei pressi della città sorge anche il dolmen di Montalbano, alto poco meno di un metro e mezzo e testimonianza tra le più antiche degli usi e dei costumi dei popoli dell’epoca, che rivela il loro rapporto con la ritualità, la religione e gli istinti spirituali.

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